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Cos’è il museo delle cere ‘Madame Tussaud’ di Londra?

Il Museo delle Cere di Londra, meglio conosciuto come Madame Tussauds, è una delle attrazioni turistiche più popolari di tutta la città. Proprio come possiamo intuire dal nome, si tratta di un museo famoso per le sue realistiche figure di cera di personaggi famosi, che spaziano da star del cinema e della musica a leader politici e storici.

La storia del museo risale al 1835, quando la francese Marie Tussaud, una modellatrice di cera, aprì il suo primo museo delle cere proprio a Londra.

Da quel momento in poi sono nate tantissime altre sedi, sparse un po' in giro per il mondo: lo stesso museo è presente anche in altre città come Amsterdam, Praga, Berlino, Istanbul, Hong Kong, Las Vegas, New York, Shanghai, Washington, Vienna, Sydney, Tokyo e Hollywood.

Quello di Londra, però, è l'unico che vanta la particolarità di essere stato il primo, e che in origine raccoglieva la collezione dell'artista francese da cui prende il nome, e che lo ha reso celebre in tutto il mondo. E infatti, el corso degli anni il museo si è trasformato in una delle principali destinazioni turistiche della città, attirando visitatori da tutto il mondo.

All'interno del Madame Tussauds di Londra, i visitatori possono esplorare una vasta gamma di gallerie tematiche, ognuna dedicata a un particolare tema o categoria di personaggi. Le figure di cera sono incredibilmente dettagliate e realizzate con grande maestria, spesso suscitando meraviglia e stupore tra i visitatori.

Inoltre, il museo offre spesso esperienze interattive e installazioni speciali per coinvolgere i visitatori in modo più dinamico. Ad esempio, ci sono spesso simulatori, stanze tematiche e esperienze immersive che aggiungono un tocco di magia all'esperienza complessiva del museo.

In sintesi, il Museo delle Cere di Londra è un luogo affascinante e divertente che offre ai visitatori la possibilità di immergersi nel mondo delle celebrità, della storia e della cultura popolare attraverso le straordinarie figure di cera e le esperienze interattive che offre.

Cos’è e dove si trova la città proibita in Cina

La Città Proibita è una vasta struttura situata nel cuore di Pechino, la capitale della Cina. È stata la residenza ufficiale degli imperatori cinesi delle dinastie Ming e Qing per circa 500 anni, dal 1420 al 1912, momento in cui è caduta la monarchia in questo grande Paese.

La Città Proibita è situata proprio al centro di Pechino, immediatamente a nord della Piazza Tian'anmen e adiacente alla Città Vecchia di Pechino.

La sua posizione centrale la rende facilmente accessibile da diverse parti della città tramite mezzi di trasporto pubblico come la metropolitana, autobus e taxi. Anche se si trova in un punto così comodo della città, infatti, ricorda che Pechino è una delle metropoli più estese al mondo: la sua estensione territoriale è di circa 16.410 chilometri quadrati, il che la rende una delle città più estese, perciò non basta essere a Pechino per poter raggiungere tutte le sue attrazioni a piedi! Per fortuna, però, come vedremo tra poco, la Città Proibita è ottimamente collegata al resto della città con ogni tipo di mezzo pubblico, dalla metropolitana agli autobus.

La Città Proibita è uno dei principali luoghi di interesse turistico in Cina ed è visitata da milioni di persone ogni anno.

Come abbiamo detto prima, è anche stata designata come Patrimonio dell'Umanità UNESCO ed è uno dei simboli più iconici della storia e della cultura cinese.

Cos’è e cosa esprime il comparativo di minoranza in inglese

Il comparativo di minoranza in inglese è una costruzione grammaticale utilizzata per confrontare due cose o persone indicando che una ha una qualità in misura minore rispetto all'altra.

Anche in italiano abbiamo questo tipo di costrutto grammaticale, e lo utilizziamo comunemente nel parlato di tutti i giorni.

Vediamo qualche esempio per capire di che cosa si tratta più nel dettaglio:

  • She is less tall than her brother. → Lei è meno alta di suo fratello.
  • This book is less interesting than the one I read last week. → Questo libro è meno interessante di quello che ho letto la settimana scorsa.)

Il comparativo di minoranza viene utilizzato quando si desidera indicare che una quantità, una qualità o una caratteristica è presente in misura minore in una delle due cose o persone confrontate.

È l'opposto del comparativo di maggioranza, che viene utilizzato per indicare che una cosa o persona ha una quantità o qualità maggiore rispetto all'altra.

In poche parole, se "qualcosa è meno di qualcos'altro", allora dobbiamo utilizzare il comparativo di minoranza in inglese per poterlo

Cosa sono i verbi con preposizione in tedesco

I verbi di preposizione in tedesco sono verbi che richiedono l'uso di una particolare preposizione per completare il loro significato.

Queste preposizioni sono spesso parte integrante del significato del verbo stesso e cambiano il senso della frase.

Vediamo un esempio per rendere tutto più chiaro.

Il verbo "sich freuen" (essere felici) può essere seguito dalle preposizioni "auf" (su) o "über" (su), e il significato cambia a seconda della preposizione utilizzata:

  1. sich auf etwas freuen significa "essere felici per qualcosa che deve ancora accadere"
  2. sich über etwas freuen significa "essere felici per qualcosa che è già accaduto".

Questi verbi di preposizione sono spesso una sfida per gli studenti di tedesco perché non sempre seguono le stesse regole delle preposizioni in altre lingue, e inoltre queste differenze di significato lievi sono tipiche di questa lingua e, spesso, non presenti in altre.

Tuttavia, imparare i verbi di preposizione è importante per padroneggiare la lingua tedesca e comunicare in modo efficace, oltre che per intendere al cento per cento ciò che ci viene detto da un madrelingua.

Verbi con preposizione tedesco: lista completa

Ecco una lista di alcuni verbi comuni in tedesco che richiedono l'uso di una preposizione specifica, e che senza la quale non hanno un significato completo:

La grande opportunità di lavorare in Germania: i vantaggi

Lavorare in Germania senza tedesco è un pensiero che ti incuriosisce e ti intriga, negli ultimi tempi: forse perché hai sentito parlare delle grandi opportunità che questo Paese, così importante a livello europeo e mondiale, offre ai suoi cittadini.

In effetti, le condizioni di lavoro, gli stipendi e le offerte che si trovano in Germania possono essere davvero molto allettanti, soprattutto per chi arriva da una realtà come quella che si trova oggi in Italia.

Lavorare in Germania può quindi offrire numerosi vantaggi, sia dal punto di vista professionale che personale. Ecco alcuni dei principali benefici che potresti ottenere scegliendo di lavorare in Germania:

  1. Forte economia: La Germania ha una delle economie più robuste e stabili del mondo. È il motore economico dell'Europa e offre un'ampia gamma di opportunità lavorative in diversi settori, tra cui l'ingegneria, l'automotive, la tecnologia, la finanza e la manifattura. Se hai già una qualifica, una laurea o un attestato di qualche genere, sarà molto semplice per te trovare il primo impiego.
  2. Alti standard di vita: La qualità della vita in Germania è elevata. Le città tedesche offrono ottimi servizi pubblici, trasporti efficienti, eccellenti strutture sanitarie e un forte sistema di sicurezza sociale. Inoltre, l'equilibrio tra vita lavorativa e personale è generalmente ben rispettato.
  3. Ottime opportunità di formazione e sviluppo professionale: La Germania è rinomata per il suo sistema di istruzione e formazione professionale di alta qualità. Molte aziende tedesche investono significativamente nella formazione continua dei propri dipendenti, offrendo corsi, seminari e opportunità di sviluppo professionale.
  4. Stabilità e sicurezza del lavoro: Il mercato del lavoro tedesco è noto per la sua stabilità. I contratti di lavoro spesso offrono una sicurezza elevata e condizioni favorevoli per i dipendenti, inclusi periodi di prova chiari, politiche di licenziamento giuste e un forte sostegno sindacale. Considera che, secondo gli ultimi rilevamenti, il tasso di disoccupazione in Germania si attesta intorno al 3,4%, un numero davvero molto basso, anche solo paragonato a quello italiano che, invece, si aggira intorno al 7,2% secondo gli ultimi dati ISTAT.
  5. Salari competitivi e buoni benefici: I salari in Germania sono competitivi, soprattutto nei settori chiave come l'ingegneria, la tecnologia e la finanza. Inoltre, i pacchetti di benefici spesso includono assicurazione sanitaria, pensioni aziendali, congedo parentale retribuito e altri vantaggi.
  6. Ambiente multiculturale e internazionale: Molte città tedesche, come Berlino, Monaco e Francoforte, sono estremamente internazionali e multiculturali. Questo rende più facile per gli espatriati adattarsi e trovare comunità di supporto. L'inglese è ampiamente parlato in molte aziende internazionali e startup, perciò non avrai problemi, almeno all'inizio, se avrai questa competenza linguistica dalla tua parte.
  7. Buon equilibrio vita-lavoro: In Germania, si dà molta importanza al tempo libero e al benessere dei lavoratori. Le ore di lavoro settimanali sono generalmente regolamentate e ci sono abbondanti ferie retribuite. Questo consente ai lavoratori di mantenere un buon equilibrio tra lavoro e vita personale, uno degli aspetti più importanti per le generazioni odierne.
  8. Innovazione e tecnologia: La Germania è leader mondiale in molti settori tecnologici e industriali. Lavorare in Germania può offrire l'opportunità di essere coinvolti in progetti innovativi e all'avanguardia, contribuendo allo sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni in grado di cambiare il modo di approcciarsi alla quotidianità. Potrai fare davvero la differenza.
  9. Accesso ai mercati europei: Essendo un membro chiave dell'Unione Europea, la Germania offre un accesso facilitato ai mercati europei. Questo può essere particolarmente vantaggioso per le aziende e i professionisti che cercano di espandere la propria rete e le proprie opportunità commerciali.
  10. Ricchezza culturale e storica: Vivere e lavorare in Germania offre anche l'opportunità di esplorare un paese ricco di storia, cultura e tradizioni. Dalle città storiche e i castelli medievali alle moderne gallerie d'arte e agli eventi culturali, c'è sempre qualcosa da scoprire e apprezzare. Alcune città tedesche, poi, come per esempio Francoforte sul Meno, ti permettono di esplorare due facce dello stesso Paese, quella un po' più moderna e tecnologica, e quella legata alle tradizioni e al passato. Si tratta di un'esperienza completa capace di aprire i tuoi orizzonti e farti scoprire la realtà della Germania, molto più ampia di ciò a cui siamo abituati a pensare.

In sintesi, lavorare in Germania può offrire non solo opportunità di crescita professionale e stabilità economica, ma anche un'alta qualità della vita e un ambiente di lavoro stimolante e innovativo.

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Cos’è il comparativo di uguaglianza in inglese

Il comparativo di uguaglianza in inglese viene utilizzato per confrontare due elementi indicando che essi possiedono una qualità o una quantità in misura perfettamente uguale.

In italiano abbiamo lo stesso tipo di costrutto, che formiamo utilizzando avverbi come "tanto/quanto" oppure "come": in inglese, funziona praticamente allo stesso modo nonostante il modo di formarlo abbia delle differenze.

Prima di vedere come si forma, vediamo una frase di esempio in cui viene utilizzato il comparativo di uguaglianza in inglese:

  • Il mio libro è interessante quanto il tuo. → My book is asinterestingas yours.

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La muraglia cinese: un po’ di storia

La storia della Grande Muraglia Cinese è un viaggio attraverso i secoli, un racconto di conquiste, difese e costruzioni che ha plasmato il destino di una delle più grandi civiltà del mondo: per comprendere appieno la magnificenza di questa costruzione, immergiamoci nella sua storia e conosciamola più da vicino.

Le prime tracce di una struttura simile a una muraglia risalgono al VII secolo a.C., durante il periodo dei regni combattenti in Cina. Tuttavia, la costruzione della Grande Muraglia nella sua forma più riconoscibile inizia durante la dinastia Qin (221-206 a.C.). Fu l'imperatore Qin Shi Huang a ordinare la costruzione di una serie di mura per proteggere i suoi regni dalla minaccia delle tribù nomadi delle steppe settentrionali.

Successive dinastie, come gli Han (206 a.C. - 220 d.C.), ampliarono e rinforzarono la muraglia per proteggere il regno cinese dai continui attacchi provenienti dalle regioni settentrionali. Durante la dinastia Ming (1368-1644), la Grande Muraglia fu notevolmente estesa e ristrutturata per fronteggiare le incursioni dei mongoli e dei tartari.

Le sezioni meglio conservate e più visitate della muraglia, come quelle vicino a Pechino, furono costruite durante il periodo Ming. Questa fase di costruzione vide l'introduzione di torri di avvistamento e bastioni strategici lungo la muraglia, aumentandone ulteriormente la capacità difensiva.

Nonostante la sua imponente grandezza e la sua maestosa architettura, la Grande Muraglia non è stata solo una barriera difensiva. Ha svolto un ruolo cruciale nella regolamentazione del commercio, delle migrazioni e delle comunicazioni lungo le frontiere settentrionali della Cina.

Nel corso dei secoli, la muraglia è stata teatro di numerose battaglie e invasioni. Tuttavia, nonostante gli attacchi e i saccheggi, è rimasta in piedi, simbolo della tenacia e della resilienza del popolo cinese.

Oggi, la Grande Muraglia Cinese è uno dei siti storici più visitati al mondo, simbolo di grandezza e orgoglio nazionale per la Cina. Rappresenta una testimonianza tangibile della lunga e gloriosa storia di un'antica civiltà che ha lasciato un'impronta indelebile sulla storia umana.

Come coniugare i verbi in spagnolo?

Coniugare i verbi in spagnolo, proprio come in tutte le altre lingue, implica modificare la forma del verbo per corrispondere al soggetto della frase e al tempo verbale appropriato. Significa adattare quel verbo alla situazione in cui viene utilizzato, trasformando così un semplice "andare" da un "andrò": in questo modo, puoi personalizzare il significato delle tue frasi e dei tuoi discorsi.

Per questa ragione, conoscere le coniugazioni dei verbi in spagnolo è fondamentale per apprendere al cento per cento questa lingua, e utilizzarla nella quotidianità o a livello professionale.

Ecco una breve guida su come coniugare i verbi in spagnolo:

  1. Identifica il verbo: Prima di tutto, identifica il verbo nella frase. Ad esempio, se hai il verbo "hablar" (parlare), il primo passo è riconoscerlo come verbo. Questo passo è piuttosto semplice in spagnolo, dal momento che i verbi in questa lingua somigliano particolarmente, almeno per desinenze, a quelli in italiano.
  2. Determina il soggetto: Determina il soggetto della frase, cioè chi sta compiendo l'azione. Ad esempio, se il soggetto è "yo" (io), "tú" (tu), "él/ella" (egli/ella), o altri.
  3. Tempo verbale: Scegli il tempo verbale appropriato in base al contesto. Alcuni dei tempi verbali comuni includono presente (presente), pretérito (passato), futuro (futuro), condicional (condizionale), imperativo (imperativo), tra gli altri. Tra poco vedremo tutti quelli che esistono.
  4. Coniugazione: Utilizza le regole di coniugazione per modificare il verbo in base al soggetto e al tempo verbale. Ogni persona verbale ha una sua forma specifica. Ad esempio, per il verbo "hablar" (parlare) al presente indicativo:
    • Yo hablo (io parlo)
    • Tú hablas (tu parli)
    • Él/Ella habla (egli/ella parla)
    • Nosotros/nosotras hablamos (noi parliamo)
    • Vosotros/vosotras habláis (voi parlate)
    • Ellos/Ellas hablan (essi parlano)
  5. Pratica: La pratica è fondamentale per padroneggiare la coniugazione dei verbi in spagnolo. Esercitati con esercizi di coniugazione e utilizza regolarmente i verbi in contesti reali per migliorare la tua padronanza della coniugazione spagnola.

Ricorda che ci sono regolarità e irregolarità nella coniugazione dei verbi in spagnolo, quindi è importante prendere innanzitutto confidenza con le regole di base, per poi imparare le forme irregolari dei verbi più comuni e di quelli meno diffusi.

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Cos’è e a cosa serve il superlativo inglese

Il superlativo in inglese è una forma grammaticale utilizzata per esprimere il grado massimo di una qualità all'interno -o meno- di un gruppo di elementi.

Si utilizza per confrontare tre o più elementi e per indicare che uno di essi possiede la qualità descritta in misura superiore (superlativo di maggioranza) o inferiore (superlativo di minoranza) rispetto a tutti gli altri.

Il superlativo serve a enfatizzare la superiorità o inferiorità di un elemento rispetto agli altri nel contesto di una determinata qualità.

Questo permette di esprimere confronti chiari e definitivi tra più elementi: anche in italiano abbiamo il costrutto necessario per formare il superlativo, utilizzando "il più/meno + aggettivo + gruppo di riferimento", oppure il suffisso in -issimo/a.

In inglese, esistono due diversi tipi di superlativo, proprio come nella lingua italiana:

  1. Relativo, che si usa per mettere a confronto un elemento con tutti gli altri appartenenti a un gruppo, secondo una caratteristica precisa;
  2. Assoluto, per mettere il focus su un soggetto che spicca per una qualità al massimo grado, senza confrontarla con altri elementi.

In ognuno dei due casi, il superlativo in inglese serve a:

  • Enfatizzare: Permette di mettere in evidenza che un elemento ha una qualità in misura eccezionale rispetto a tutti gli altri.
    Esempio:
    She is the most talented musician here. → Lei è la musicista più talentuosa qui.
  • Confrontare: Facilita il confronto tra più elementi, rendendo chiaro quale possiede una determinata qualità al grado massimo o minimo.
    Esempio:
    This mountain is the highest in the region. → Questa montagna è la più alta della regione.
  • Descrivere: Aiuta a fornire descrizioni precise e dettagliate, indicando le caratteristiche eccezionali di un elemento.
    Esempio:
    He is the most diligent worker in the company. → Lui è il lavoratore più diligente dell'azienda.

Qual è la capitale della Cina oggi?

La capitale della Cina oggi, come di certo saprai, è Pechino (北京, Běijīng).

Pechino è la capitale ufficiale della Repubblica Popolare Cinese dal 1º ottobre del 1949, quando Mao Zedong proclamò la fondazione della nuova Cina socialista. Tuttavia, la storia di Pechino come centro politico risale a molto tempo prima.

Ma come mai è stata scelta proprio Pechino? Innanzitutto, per via della sua importanza storica in qualità di capitale imperiale. Durante la dinastia Yuan (1271-1368), fondata dai Mongoli, Pechino divenne la capitale con il nome di Dadu. Successivamente, la dinastia Ming (1368-1644) e la dinastia Qing (1644-1912) mantennero Pechino come capitale.

Inoltre, la posizione geografica di Pechino è strategica: situata nel nord-est della Cina, le consente di controllare efficacemente sia le regioni settentrionali che quelle centrali del paese, facilitando la difesa contro le invasioni da nord.

Essendo stata il centro del potere imperiale per secoli, oltretutto, Pechino ospita molti dei simboli della storia e della cultura cinese, come la Città Proibita, il Tempio del Cielo e Piazza Tiananmen. Questi luoghi rafforzano la sua identità come cuore politico e culturale della nazione. Anche la zona più visitata e meglio ristrutturata della Grande Muraglia cinese si trova nei pressi di Pechino, e ciò la rende anche una meta turistica non indifferente.

Da quando è diventata la capitale della Repubblica Popolare Cinese, Pechino ha subito una rapida modernizzazione. Oggi è un importante centro politico, economico e culturale, sede del governo centrale e di numerose istituzioni internazionali e nazionali.

La scelta di Pechino come capitale riflette sia la continuità storica che la visione moderna della Cina, rappresentando un ponte tra il passato imperiale e il futuro di una nazione in rapida crescita e trasformazione.

Non dimentichiamo anche il fattore comodità: Pechino è una città immensa, che copre un'area di circa 16.400 chilometri quadrati: considerati i suoi 21 milioni di abitanti, rappresenta una delle città più densamente popolate di tutto il mondo, oltre a un importante centro politico, culturale ed economico.

Museo delle cere Londra: personaggi celebri

Tra le attrazioni più popolari del museo ci sono, quindi, le figure di celebrità del cinema, della musica e dello sport, così come i personaggi storici e politici.

I visitatori hanno l'opportunità di farsi fotografare accanto alle loro celebrità preferite e di interagire con le figure di cera in modi divertenti e creativi.

Il museo è suddiviso in undici sezioni tematiche, che in totale custodiscono oltre 150 statue di cera.

Ma al Museo delle cere londra, i personaggi più celebri rappresentati quali sono?

Di certo non poteva mancare la Famiglia Reale al completo, qui nella capitale del Paese: pensa che durante i 70 anni di regno della Regina Elisabetta, sono state realizzate oltre 20 figure che la rappresentavano nei suoi iconici outfit colorati.

Dopodiché, il mondo della musica è uno dei più amati, all'interno del museo: cantanti internazionali del calibro di Beyoncé, Shakira e Lady Gaga sono pronti a farti sentire una rockstar!

Presentata per la prima volta dalla stessa Marie Tussauds nel 1818, la storica -e iconica- Camera degli Orrori è tornata a far battere i denti ai visitatori del museo.

I gemelli Kray, Jack Lo Squartatore e altre delle figure più macabre e controverse della Capitale sono tutte racchiuse qui… nella loro versione di cera, naturalmente.

Da un po' di tempo, poi, qui dentro potrai immergerti a pie' pari nel mondo Marvel: tutti gli eroi più famosi, da Thor a Hulk, sono pronti a farti sentire uno di loro per un pomeriggio.

E poi iconico, senza tempo e irraggiungibile, è entrato da poco nella collezione ma ha già fatto in modo di diventare una delle attrazioni principali del museo: stiamo parlando di David Bowie, Ziggy Stardust!

Non indagare oltre, lasciati un po' il brivido della sorpresa e il piacere di scoprire quali altri personaggi sono rappresentati al Museo delle Cere di Londra, direttamente in loco, quando starai già camminando per i suoi corridoi e nelle varie sezioni.

La storia della città proibita

La storia della Città Proibita in Cina risale alla Dinastia Ming, quando l'imperatore Yongle decise di spostare la capitale dell'impero da Nanchino a Pechino, e costruire lì una nuova residenza imperiale. I lavori per la costruzione della Città Proibita iniziarono nel 1406, e furono completati nel 1420: ci vollero quattordici anni, dunque, per realizzare ciò che abbiamo l'occasione di ammirare oggi.

La Città Proibita, conosciuta anche come Palazzo Imperiale, fu la residenza ufficiale degli imperatori Ming e Qing per circa 500 anni, fino alla fine della monarchia avvenuta nel 1912. Durante questo periodo, fu il centro del potere politico e amministrativo della Cina, nonché il luogo in cui vivevano gli imperatori, insieme alle loro famiglie e ai loro servitori: si trattava di una vera e propria città, quindi, ed è per questo che così viene definita ancora oggi.

Ma perché proibita?

In realtà, il motivo di questo appellativo è molto semplice, e deriva dal fatto che l'accesso alla residenza imperiale era strettamente controllato e vietato al pubblico in generale.

Solo i funzionari di alto rango, i servitori e i membri della famiglia imperiale potevano entrare nella Città Proibita. Per fare in modo che fosse così, anche la costruzione stessa era circondata da mura imponenti e difese da torri di guardia.

Nel corso dei secoli, la Città Proibita di Pechino è stata testimone di numerosi eventi storici cruciali, tra cui le ribellioni, le lotte di potere e i cambiamenti dinastici: ogni momento decisivo della storia cinese è passato per queste mura, in pratica.

Durante l'ultimo periodo della dinastia Qing, la Città Proibita subì danni durante la Ribellione dei Boxer nel 1900 e successivamente fu abbandonata quando l'ultimo imperatore, Pu Yi, abdicò nel 1912.

Dopo la caduta dell'Impero, la Città Proibita fu aperta al pubblico come museo nel 1925 e divenne una delle principali attrazioni turistiche della Cina. Ancora oggi la Città Proibita è un importante sito storico e culturale, e rappresenta il simbolo dell'antica civiltà cinese e della grandezza delle dinastie imperiali.

Comparativo minoranza inglese: come si forma?

Il comparativo di minoranza in inglese si forma utilizzando la seguente struttura:

  1. less + aggettivo + than" (meno + aggettivo + di) o
  2. less + avverbio + than (meno + avverbio + di)

"Less", infatti, è l'avverbio inglese che traduciamo con la parola "meno" in italiano.

Questa costruzione viene utilizzata per confrontare due cose o persone indicando che una ha una qualità in misura minore rispetto all'altra.

Che si tratti di aggettivi o di avverbi, e che si tratti di forme regolari oppure irregolari, il modo di formare il comparativo di minoranza in inglese è sempre lo stesso, e non sono previste eccezioni o differenze.

Ecco alcuni esempi di comparativi di minoranza utilizzando aggettivi e avverbi:

  • She is less tall than her sister. --> Lei è meno alta di sua sorella.
  • This movie is less interesting than the one I watched last week. -> Questo film è meno interessante di quello che ho guardato la settimana scorsa.
  • He speaks spanish less fluently than his brother. -> Lui parla spagnolo meno fluentemente di suo fratello.
  • She runs less quickly than him. -> Lei corre meno velocemente di lui.

In breve, per formare il comparativo di minoranza, basta aggiungere "less" prima dell'aggettivo o dell'avverbio base, seguito da "than" per fare il confronto con un'altra cosa o persona.

Quanto è alta la muraglia cinese (e perché)

L'altezza della Grande Muraglia Cinese varia considerevolmente lungo la sua lunghezza di oltre 21.000 chilometri. Tuttavia, in generale, la muraglia ha un'altezza media di circa 7-8 metri (circa 23-26 piedi) dal suolo fino al punto più alto del parapetto.

La muraglia fu costruita con l'intenzione di essere un'imponente barriera difensiva contro le incursioni delle tribù nomadi delle steppe settentrionali, in particolare dei mongoli e dei tartari. Di conseguenza, l'altezza fu progettata per fornire una difesa efficace contro gli attacchi dei cavalieri nomadi e delle loro frecce.

Il parapetto sulla cima della muraglia consentiva ai difensori di osservare l'orizzonte e di sparare proiettili contro gli invasori. Inoltre, la sua imponente altezza, unita alla sua lunghezza e alla presenza di torri di avvistamento lungo il percorso, rendeva la muraglia un formidabile ostacolo per qualsiasi esercito invasore.

Inoltre, l'altezza della muraglia doveva anche intimidire potenziali aggressori e sottolineare la potenza e la grandezza dell'impero cinese. La maestosità della struttura doveva infondere rispetto nei cuori di coloro che cercavano di minacciare i confini dell'impero.

In sintesi, l'altezza della Grande Muraglia Cinese è stata progettata per fornire una difesa robusta contro le incursioni dei nomadi delle steppe settentrionali, per consentire l'osservazione del territorio circostante e per impressionare e intimidire potenziali aggressori.

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Come si forma il comparativo di uguaglianza inglese

Dall'esempio che abbiamo appena visto insieme, possiamo dedurre che la formazione del comparativo di uguaglianza in inglese vada composta utilizzando la particella di testo "as" per due volte, racchiudendovi in mezzo l'aggettivo, l'avverbio o il sostantivo del caso.

  • Per gli aggettivi:
    • as + aggettivo + as
      Esempio: She is as tall as her brother. → Lei è alta quanto suo fratello.
  • Per gli avverbi:
    • as + avverbio + as
      Esempio: He runs as fast as his friend. → Corre veloce quanto il suo amico.
  • Per i sostantivi:
    • as much/many + sostantivo + as
      • as much viene usato con sostantivi non numerabili.
        Esempio: She has as many books as I do. → Ha tanti libri quanti ne ho io.
      • as many viene usato con sostantivi numerabili.
        Esempio: He has as much patience as his teacher → Ha tanta pazienza quanta il suo insegnante.

Per questo particolare utilizzo, puoi fare riferimento alla lezione che riguarda l'utilizzo di many e much come avverbi di quantità, con la regola relativa e la spiegazione di quando si usano.

Questa struttura permette di mettere in risalto la parità tra due elementi rispetto a una specifica qualità o quantità.

Il superlativo relativo inglese

Iniziamo subito a vedere come si forma il superlativo relativo in inglese che, come abbiamo visto, è il costrutto che serve per mettere a confronto un elemento con tutti gli altri di un gruppo, indicando che possiede una qualità al massimo grado rispetto agli altri.


Come abbiamo riscontrato anche nel comparativo di maggioranza o minoranza, abbiamo due forme diverse per quanto riguarda aggettivi corti e aggettivi lunghi.

Si forma aggiungendoil suffisso "-est" agli aggettivi corti o utilizzando "most" per gli aggettivi lunghi. Si aggiunge inoltre l'articolo determinativo "the" prima dell'aggettivo superlativo.


Quindi:

  • Aggettivi corti:
    the + aggettivo + -est
    Esempio:
    He is the tallest in the class. → Lui è il più alto della classe.
  • Aggettivi lunghi:
    the most + aggettivo

    Esempio:
    She is the most intelligent student here. → Lei è la studentessa più intelligente qui.

Le sette capitali della Cina antica: storia e cronologia

Prima di arrivare al 1949 e alla scelta ufficiale di Pechino come capitale della Cina, però, la storia del Paese antico è stata segnata da diverse dinastie, le quali hanno avuto capitali differenti.

Facciamo un viaggio sulla linea del tempo per scoprire quali sono state le città più importanti nella Terra dei Draghi nel corso dei secoli.

1. Anyang (安阳)

Anyang è stata capitale della Cina durante la dinastia Shang (circa 1600-1046 a.C.) Situata nella moderna provincia di Henan, è una delle capitali più antiche della Cina.
Conosciuta anche come Yin, fu la capitale durante l'ultima fase della dinastia Shang. Gli scavi archeologici a Anyang hanno portato alla luce importanti reperti, tra cui ossa oracolari e bronzi rituali, che forniscono preziose informazioni sulla vita politica, religiosa e sociale della dinastia Shang.
Le ossa oracolari sono particolarmente significative, poiché rappresentano le più antiche testimonianze di scrittura cinese.

2. Xi'an (西安)

Periodo: Dinastia Zhou (circa 1046-256 a.C.), Dinastia Qin (221-206 a.C.), Dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.), Dinastia Tang (618-907 d.C.) Xi'an, anticamente conosciuta come Chang'an, è situata nella provincia di Shaanxi. Durante la dinastia Zhou occidentale, Chang'an fu una delle prime capitali cinesi.
La dinastia Qin, sotto il primo imperatore Qin Shi Huang, unificò la Cina e stabilì la capitale a Xi'an, dove furono costruite molte delle prime grandi opere, come l'Esercito di Terracotta.
Durante la dinastia Han, Chang'an divenne un fiorente centro culturale e commerciale. Sotto la dinastia Tang, raggiunse l'apice come una delle città più grandi e cosmopolite del mondo antico, fungendo da punto di partenza per la Via della Seta.

3. Luoyang (洛阳)

Periodo: Dinastia Zhou orientale (770-256 a.C.), Dinastia Han orientale (25-220 d.C.), Dinastia Wei del Nord (386-534 d.C.) Situata nella moderna provincia di Henan, Luoyang fu la capitale di varie dinastie. Durante la dinastia Zhou orientale, divenne il centro politico e culturale della Cina.
Fu nuovamente capitale durante la dinastia Han orientale e durante la dinastia Wei del Nord. Luoyang è famosa per il Tempio del Cavallo Bianco, il primo tempio buddhista ufficiale in Cina, e per le Grotte di Longmen, un complesso di templi buddhisti scavati nella roccia.

Quanto costa il museo delle cere a Londra: prezzo e tariffe

A questo punto ti starai chiedendo quanto costa il Museo delle cere di Londra: prezzo e tariffe possono essere variabili se ordini online oppure in loco.

Più nel dettaglio, ci sono questi tipi di biglietti tra cui scegliere:

  • Biglietto standard: ha un costo di 37£ (circa 43€) se acquistato online, oppure 45£ (circa 52€) se preso sul posto;
  • Madame Tussauds + London Eye: ha un costo di 54,50£ ed è acquistabile online;
  • Biglietto Fast Track: ha un costo di 54£ se acquistato online, oppure 62£ se preso sul posto;
  • Madame Tussauds + London Eye + Sea Life: ha un costo di 74,50£ ed è acquistabile online

Infine, c'è anche la possibilità di acquistare il biglietto integrato con fast track sia per il Madame Tussauds che per il London Eye, e ha un costo di 75£, che equivalgono a 87€ circa.

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Quando usare il comparativo di minoranza inglese: esempi

Il comparativo di minoranza in inglese viene utilizzato quando si desidera confrontare due cose o persone e indicare che una ha una qualità, una quantità o una caratteristica in misura minore rispetto all'altra. Di seguito ci sono alcuni esempi di situazioni in cui si utilizza il comparativo di minoranza:

  1. Confronto di qualità o caratteristiche: Il principale utilizzo del comparativo di minoranza in inglese è il confronto di una qualità o caratteristica tra due soggetti.
    Esempio:
    -She is less experienced than her colleague. → Lei ha meno esperienza rispetto alla sua collega.
    -This car is less reliable than the previous one. → Questa macchina è meno affidabile rispetto a quella precedente.
  2. Confronto di quantità: Possiamo utilizzarlo per confrontare la quantità di un certo soggetto paragonata a un'altra.
    Esempi:
    -I have less money than you. → Ho meno soldi di te.
    -He has less free time than his sister. → Lui ha meno tempo libero di sua sorella.
  3. Confronto di abilità o capacità: Con il comparativo di minoranza, si può fare anche un confronto tra le abilità di due soggetti.
    Esempi:
    - She speaks less fluently than her friend. → Lei parla meno fluentemente rispetto alla sua amica.)
    -He swims less gracefully than his brother. → Lui nuota meno elegantemente di suo fratello.
  4. Confronto di velocità: Possiamo utilizzarlo anche per confrontare le velocità di due soggetti.
    Esempi:
    -The turtle moves less quickly than the rabbit. → La tartaruga si muove meno velocemente del coniglio.
    -She types less quickly than her colleague. → Lei digita meno velocemente rispetto alla sua collega.

In generale, il comparativo di minoranza viene utilizzato quando si desidera esprimere che una delle due cose o persone confrontate ha una qualità o una caratteristica in misura minore rispetto all'altra.

È una costruzione utile per fare confronti e mettere in evidenza differenze tra le entità confrontate.

  1. achten auf - fare attenzione a
  2. antworten auf - rispondere a
  3. sich ärgern über - arrabbiarsi per
  4. aufhören mit - smettere di
  5. sich aufregen über - agitarsi per
  6. sich aufhalten bei - fermarsi da
  7. sich auskennen mit - essere esperti in
  8. sich bedanken bei/für - ringraziare qualcuno/per
  9. beginnen mit - iniziare con
  10. berichten über - riferire su
  11. bestehen aus - essere composto di
  12. bestehen auf - insistere su
  13. sich beziehen auf - fare riferimento a
  14. bleiben bei - rimanere con
  15. denken an - pensare a
  16. diskutieren über - discutere di
  17. sich freuen auf - essere felici per (qualcosa che deve ancora accadere)
  18. sich freuen über - essere felici per (qualcosa che è già accaduto)
  19. gehen um - trattare di
  20. glauben an - credere in
  21. gratulieren zu - congratularsi per
  22. halten von - pensare di qualcosa
  23. sich interessieren für - interessarsi a
  24. kämpfen für - combattere per
  25. sich kümmern um - prendersi cura di
  26. sich entscheiden für/gegen - decidere per/contro
  27. sich erinnern an - ricordarsi di
  28. fragen nach - chiedere di
  29. sich freuen auf - essere felici per
  30. sich freuen über - essere felici per
  31. sich gewöhnen an - abituarsi a
  32. sich interessieren für - interessarsi a
  33. sich irren in - sbagliarsi in
  34. sich kümmern um - prendersi cura di
  35. sich konzentrieren auf - concentrarsi su
  36. sich verlassen auf - contare su
  37. verzichten auf - rinunciare a
  38. warten auf - aspettare per
  39. warnen vor - mettere in guardia da
  40. sich wundern über - stupirsi di

Si può lavorare in Germania senza sapere il tedesco?

Ma quindi, si può lavorare in Germania senza sapere il tedesco?

La verità è che sì, è possibile lavorare in Germania senza conoscere la lingua, soprattutto in determinati settori e città. Alcune zone di questo Paese sono particolarmente dentro economia e tecnologia, due settori in cui l'inglese è l'idioma fondamentale, utilizzato da tutti. In più, ci sono città come Berlino che rappresentano delle vere e proprie melting pot, e in cui le lingue parlate non si limitano a quella ufficiale.

Tuttavia, è innegabile che la conoscenza del tedesco possa ampliare notevolmente le tue opportunità lavorative e facilitare l'integrazione nella vita quotidiana

Lavorare in Germania senza tedesco: consigli su come fare

Lavorare in Germania senza conoscere il tedesco, quindi, può essere una sfida, ma è assolutamente possibile, specialmente se segui alcuni consigli e strategie. Ecco una guida su come affrontare questa situazione:

  1. Identifica i settori e le posizioni in cui l'inglese è la lingua principale, come per esempio Tecnologia e start up, finanza, ingegneria e automotive, ricerca e sviluppo. In questo modo, almeno all'inizio non avrai problemi e potrai subito cominciare a lavorare, in un ambiente -probabilmente- di stampo internazionale.
  2. Scegli le città più internazionali, come per esempio Berlino, Monaco, Francoforte e Amburgo.
  3. Sfrutta il networking per trovare nuove opportunità adatte a te, partecipando ad eventi o utilizzando piattaforme dedicate alla ricerca di lavoro.
  4. Collabora con agenzie di collocamento locali per trovare lavoro più facilmente e spiegare quali sono le condizioni ottimali per la tua situazione a livello linguistico e professionale.

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Coniugare verbi in spagnoli: forma attiva e passiva

Proprio come in italiano, anche nella lingua spagnola abbiamo sia la forma attiva che la forma passiva dei verbi, che ci spostare il focus dal soggetto e porlo sull'azione stessa.

Vediamo un esempio:

  • José mangia una mela. → José come una manzana.
  • La mela è mangiata da José. → La manzana es comida por José.

Come possiamo vedere da questo esempio, la costruzione della forma passiva è un po' diversa in spagnolo rispetto all'italiano.

In questo caso utilizziamo il verbo "ser" come ausiliare, ma la forma passiva può anche essere formata con il verbo "estar" (stare) in alcuni contesti, soprattutto quando si vuole enfatizzare lo stato attuale dell'azione.

Tuttavia, il verbo "ser" è più comune e più generale quando si tratta di formare la forma passiva in spagnolo.

Una differenza importante a cui prestare particolare attenzione, invece, è la formazione del complemento d'agente o di causa efficiente: se in italiano usiamo la preposizione "da", in spagnolo andremo invece a utilizzare la preposizione "por".

Vediamo qualche altro esempio per capire meglio:

  • El edificio fue construido por una empresa extranjera. → Il palazzo è stato costruito da una azienda straniera.
  • El balón fue perforado por esa planta carnívora. → Il pallone è stato bucato da quella pianta carnivora.

In ogni caso, sia che il complemento sia d'agente sia di causa efficiente, utilizziamo la preposizione por per introdurlo.

Quando usare i comparativi di uguaglianza in inglese?

I comparativi di uguaglianza in inglese vengono utilizzati per mettere a confronto due elementi (persone, oggetti, situazioni, ecc.) per indicare che essi possiedono una determinata qualità o quantità in misura uguale.

Se vogliamo fare un paragone tra due misure, utilizziamo sempre il comparativo: se le due misure sono uguali, utilizziamo il comparativo di uguaglianza. Semplice, no?

Ma per renderlo ancora più chiaro, vediamo alcuni utilizzi più nel dettaglio, seguiti da esempi:

  1. Confrontare qualità di due soggetti
    Esempio: Her house is as big as mine. → La sua casa è grande quanto la mia.
    Uso: Per indicare che due case hanno la stessa grandezza.
  2. Confrontare abilità o azioni
    Esempio: He can run as fast as his brother. → Può correre veloce quanto suo fratello.
    Uso: Per indicare che due persone corrono alla stessa velocità.
  3. Confrontare quantità
    Esempio: (sostantivi numerabili): She has as many books as her friend. → Ha tanti libri quanti il suo amico.
    Esempio (sostantivi non numerabili): He drinks as much water as I do. → Beve tanta acqua quanto me
    Uso: Per indicare che due persone hanno la stessa quantità di libri o bevono la stessa quantità d'acqua.

Utilizziamo il comparativo di uguaglianza in inglese anche nei seguenti casi:

  • Per evidenziare parità: Utilizzare i comparativi di uguaglianza è un modo efficace per sottolineare che due elementi sono simili in termini di una specifica qualità o quantità.
  • Per chiarire similitudini: Questi comparativi aiutano a rendere chiaro che due situazioni, oggetti o persone sono equivalenti in qualche aspetto, il che può essere utile in contesti di confronto o analisi.
  • Per esprimere equità: In molti contesti, specialmente in discussioni o argomentazioni, usare i comparativi di uguaglianza può aiutare a dimostrare equità o giustizia.

Il superlativo assoluto inglese

Invece, il superlativo assoluto in inglese serve a esprimere una qualità al massimo grado senza confrontarla con altri elementi. In italiano abbiamo diversi modi per formarlo:

aggiungendo il suffisso -issimo agli aggettivi, o -issimamente agli avverbi → bellissimo, facilissimamente…

  • aggiungendo parole all'inizio per enfatizzarne il significato, come "super", "ultra", "arci" e così via;
  • utilizzando avverbi come "molto", "davvero", "estremamente" e così via, per rafforzare il significato dell'aggettivo a cui fanno riferimento

In lingua inglese, è molto simile: si forma utilizzando avverbi come "very" o "extremely" prima dell'aggettivo, oppure utilizzando forme intensificate come "the -est" o "the most" in un contesto assoluto, ovvero omettendo la parte in cui lo si confronta a un gruppo o una pluralità.

Quindi:

  • Aggettivi corti:
    very/extremely + aggettivo

    Esempio:
    She is very tall. → Lei è molto alta.
  • Aggettivi lunghi:
    very/extremely + aggettivo

    Esempio:
    This problem is extremely difficult. → Questo problema è estremamente difficile.

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Che forma ha la città proibita?

La struttura della Città Proibita in Cina è una delle caratteristiche che la rendono unica nel suo genere, seppur rispettando appieno la tradizionale architettura cinese.

La Città Proibita ha una forma rettangolare e copre un'area di circa 72 ettari (180 acri).

È circondata da mura imponenti, lunghe circa 961 metri su ogni lato. Le mura sono alte circa 10 metri e sono rinforzate da torri di guardia agli angoli e lungo i lati.

All'interno della Città Proibita, ci sono oltre 980 edifici, inclusi palazzi, cortili, sale per le udienze, templi, giardini e altri edifici ausiliari. Gli edifici principali sono disposti lungo un asse centrale, con cortili e passaggi che si estendono simmetricamente da esso.

Il layout della Città Proibita è stato progettato in modo da rispecchiare i principi della cosmologia cinese e del feng shui.

L'asse centrale, chiamato "Asse della Gloria", è orientato nord-sud e collega la Porta Meridionale (Porta della Meridiana) alla Porta Settentrionale (Porta della Purezza Celeste). Lungo questo asse si trovano i principali palazzi e cortili, che erano riservati agli imperatori e ai loro consiglieri più fidati.

Complessivamente, la Città Proibita è un esempio superbo di architettura tradizionale cinese, con i suoi tetti a pagoda, le colonne scolpite, le decorazioni elaborate e i giardini incantevoli.

Ogni dettaglio architettonico è stato progettato con cura per riflettere la grandezza e la sacralità del potere imperiale, e sono proprio queste le sensazioni che si provano visitandola.

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Questa lista non è esaustiva, ma include alcuni dei verbi più comuni con le loro preposizioni corrispondenti. Naturalmente, infatti, la lingua tedesca comprende molti più verbi con preposizione di questi, ma questi sono di certo quelli che ti serviranno maggiormente in quanto si tratta dei più comuni e diffusi nel parlato di tutti i giorni.

Usare verbi tedeschi con preposizione: spiegazione semplice

I verbi tedeschi con preposizione sono verbi che hanno bisogno di una particolare preposizione per completare il loro significato.

Le preposizioni sono parole che indicano la relazione tra due elementi in una frase, come "a", "in", "su", "da", ecc: anche in italiano, infatti, se ci pensi, abbiamo dei verbi che necessitano di una preposizione per avere davvero senso.

Quando usi un verbo tedesco con preposizione, devi sapere quale preposizione viene usata con quel verbo per renderlo corretto.

Ad esempio, in inglese diciamo "to talk about" (parlare di), dove "about" è la preposizione. In tedesco, il verbo equivalente è "sprechen über", dove "über" è la preposizione corretta. In un certo senso, possiamo paragonare i verbi con preposizione in tedesco ai phrasal verbs inglesi.

Questi verbi possono essere un po' complicati perché spesso non seguono le stesse regole delle preposizioni in altre lingue, ma impararli è fondamentale per poter comunicare correttamente in tedesco, per capire e per farsi capire.

Quindi, quando impari un nuovo verbo in tedesco, assicurati di imparare anche la preposizione corretta che lo accompagna, o le preposizioni nel caso in cui ne regga più di una e abbia diversi significati a seconda della situazione.

Questo ti aiuterà a usarlo correttamente nelle tue conversazioni.

Frequenta un corso di lingua tedesca e cerca lavoro!

Quelle che abbiamo visto sono alcune delle best practices che puoi adottare inizialmente per cominciare a lavorare in Germania senza tedesco: è indubbio, però, che se la tua intenzione è quella di rimanere a tempo indeterminato in questo Paese, la lingua a un certo punto ti sarà fondamentale.

Non solo per integrarti al meglio nell'ambiente lavorativo, ma anche -e soprattutto- per crearti una vita sociale in quella che, a quel punto, sarà la tua nuova casa, la tua nuova realtà. Riuscire a scherzare, a chiacchierare del più e del meno e a fare discorsi più approfonditi con chi ti sta intorno è parte del sentirsi a casa in un Paese straniero: per questo, conoscere il tedesco migliorerà di gran lunga la tua esperienza local e ti permetterà di sentirti a tuo agio al cento per cento.

Per fortuna, i nostri corsi di lingua in Germania esistono e fanno proprio al caso tuo: anzi, ti permettono di vivere una pre-esperienza, facendoti rimanere in Germania per qualche settimana vivendo proprio come un nativo! Potrai farti ospitare da una famiglia del posto oppure alloggiare in residence con altri studenti internazionali, mentre di mattina seguirai le lezioni presso la fantastica scuola di Sprachcaffe.

I nostri corsi di lingua seguono un metodo innovativo, basato sul principio della conversazione: secondo noi, per imparare una lingua è necessario parlarla. Sembra banale, forse, ma fidati per molti non lo è! Dimentica quelle lezioni noiose in cui ascoltare passivamente: con Sprachcaffe partecipi, e sei parte integrante del tuo percorso di apprendimento! Tra giochi di ruolo e simulazioni di vita quotidiana, imparare il tedesco sarà non solo una passeggiata, ma anche un'esperienza divertente e indimenticabile!

E se invece non hai la possibilità di partire per una vacanza o sei già in Germania e magari stai anche già lavorando, non preoccuparti: per venire incontro alle tue esigenze di tempo e di movimento, abbiamo i corsi di tedesco online da seguire comodamente quando e come vuoi!

Muraglia cinese: lunghezza e profondità

La Muraglia Cinese, comprese tutte le sue ramificazioni e le sezioni costruite in periodi diversi, si estende per una lunghezza di circa 21.196 chilometri (13.171 miglia).

Questa lunghezza comprende mura, trincee e barriere naturali come colline e fiumi che sono stati utilizzati come parte del sistema difensivo.

L'altezza della Muraglia varia notevolmente a seconda della sezione, come abbiamo appena visto. In media, la Muraglia è alta circa 6-7 metri (20-23 piedi), ma in alcuni punti può raggiungere i 14 metri (46 piedi).

Anche la larghezza varia, ma solitamente si aggira intorno ai 4-5 metri (13-16 piedi) nella parte superiore, abbastanza per consentire il passaggio di soldati e, in alcuni casi, cavalli.

Inizio e fine della muraglia cinese: la mappa

La Grande Muraglia inizia al Passo Jiayuguan, situato nella provincia del Gansu, nel nord-ovest della Cina. Questo passo è noto per essere il punto di partenza occidentale della muraglia costruita sotto la dinastia Ming e include il famoso forte di Jiayuguan

La muraglia termina a Shanhaiguan, presso la costa del Mar Giallo, nella provincia di Hebei. Shanhaiguan è noto come "Laolongtou" o "La testa del vecchio drago", dove la muraglia incontra il mare​: si tratta di uno dei punti più iconici di questa millenaria costruzione.

In tutto, la Muraglia Cinese attraversa diverse province, tra cui Liaoning, Hebei, Tianjin, Pechino, Shanxi, Mongolia Interna, Shaanxi, Ningxia, Gansu e Qinghai.

Le sezioni più famose e visitate si trovano vicino a Pechino, come Badaling e Mutianyu, e sono quelle più facilmente accessibili e ben restaurate​.

Tempi e modi per coniugare verbi in spagnolo

A livello di tempi e modi esistenti, in spagnolo riscontriamo numerose similitudini con la grammatica italiana anche sotto questo punto di vista. Infatti, entrambe sono tra le lingue che ne hanno di più, e che soprattutto hanno più tempi composti.

In particolare, il modo indicativo è quello più utilizzato, che serve a esprimere azioni semplici nei diversi tempi possibili, che sarebbero:

  1. Presente: Esprime azioni che si verificano nel momento attuale o abitualmente
  2. Pretérito Indefinido (corrisponde al nostro passato remoto): Indica azioni passate concluse in un momento specifico nel passato.
  3. Pretérito Imperfecto (corrisponde al nostro passato imperfetto): Esprime azioni passate che erano in corso o si ripetevano nel passato.
  4. Futuro Simple: Indica azioni che avverranno in futuro.

Esempio:

  • Voy al mercado todos los días → Vado al mercato tutti i giorni.

Poi abbiamo il congiuntivo, che come in italiano serve a esprimere desideri, dubbi o situazioni ipotetiche, e spesso e volentieri è accompagnato dal "si" (uguale al nostro "se")

A livello di tempi, in questo caso abbiamo:

  1. Presente del subjuntivo (Congiuntivo presente): Esprime desideri, dubbi, speranze o situazioni ipotetiche nel presente
  2. Pretérito Perfecto del Subjuntivo (Congiuntivo passato prossimo): Esprime azioni passate che hanno un effetto sul presente.
  3. Imperfecto del Subjuntivo (Congiuntivo passato): Esprime azioni passate ipotetiche o non realizzate nel passato.
  4. Futuro del Subjuntivo (Congiuntivo futuro): Esprime azioni future ipotetiche o desiderate. È davvero molto poco utilizzato, anzi, si potrebbe definire caduto in disuso.

Esempio:

  • Espero que tengas un buen día. → Spero tu passi una buona giornata.

Poi abbiamo l'imperativo, il tempo utilizzato per esprimere richieste "secche" e comandi. Lo troviamo sia in forma affermativa che in forma negativa, ed è disponibile per la seconda persona singolare, la prima e la seconda persona plurale.

Esempio:

  • ¡Habla más despacio, por favor! → Parla più piano, per favore!

Naturalmente abbiamo il modo infinito, che presenta la forma base del verbo. Viene sia utilizzato così com'è, esprimendo azioni senza specificare il soggetto, sia con altri verbi per la formazione dei tempi composti. Qui abbiamo il tempo presente e il tempo passato.

Esempio:

  • comer → mangiare
  • haber comido → aver mangiato

In spagnolo possiamo poi coniugare i verbi al gerundio, che indica azioni in corso ed è spesso utilizzato insieme al verbo estar per formare il tempo progressivo, e al participio passato, il quale viene utilizzato per formare i tempi composti e la forma passiva.

Esempio:

  • Estoy estudiando para el examen → Sto studiando per l'esame
  • He terminado el trabajo → Ho finito il lavoro

Esiste inoltre il condizionale, anche se molti lo considerano non un modo a sé, bensì un tempo appartenente al modo indicativo. Viene utilizzato principalmente per esprimere azioni future ipotetiche o eventuali, richieste gentili, e suggerimenti. La sua costruzione è abbastanza semplice e segue regole precise, anche se spesso, nel parlato comune, gli spagnoli tendono a sostituirlo con un altro congiuntivo.

Esempio:

  • Si tuviera tiempo, iría al cine esta tarde. → Se avessi tempo, andrei al cinema questa sera.

In ogni caso, tutti i modi verbali hanno una loro funzione specifica e vengono utilizzati in determinati contesti per esprimere vari significati temporali o modali. La scelta del modo e del tempo verbale dipende dal contesto e dal significato che si desidera comunicare.

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4. Nanchino (南京)

Periodo: Dinastia Wu (220-280 d.C.), Dinastia Jin orientale (317-420 d.C.), Dinastia Ming (1368-1644 d.C.) Nanchino, situata nella provincia di Jiangsu, ha servito come capitale in diversi periodi storici.
Durante il periodo dei Tre Regni, fu la capitale del Regno di Wu. La dinastia Jin orientale la scelse come capitale dopo la caduta di Luoyang. Durante la dinastia Ming, fu la capitale originale prima che l'imperatore Yongle spostasse la capitale a Pechino.
Nanchino rimase un importante centro culturale e politico e ospita il Mausoleo del Dr. Sun Yat-sen e numerosi altri siti storici. Per questo, ancora oggi rappresenta una delle mete turistiche più interessanti e visitate di tutto il Paese.

5. Kaifeng (开封)

Periodo: Dinastia Song del Nord (960-1127 d.C.) Kaifeng, situata nella provincia di Henan, fu la capitale durante la dinastia Song del Nord. Conosciuta per la sua vivace vita commerciale e culturale, Kaifeng era una delle città più prosperose del mondo durante il periodo Song.
Era un centro di innovazione tecnologica e culturale, noto per i suoi mercati affollati, le sue feste, e il suo sistema di gestione delle acque. La dinastia Song costruì anche numerosi palazzi, templi e giardini nella città.

6. Hangzhou (杭州)

Periodo: Dinastia Song del Sud (1127-1279 d.C.) Dopo la caduta della capitale Kaifeng agli invasori Jurchen, la dinastia Song si trasferì a sud e stabilì la nuova capitale a Hangzhou, conosciuta allora come Lin'an.
Possiamo dire, quindi, che Hangzhou divenne un importante centro culturale e commerciale grazie a questo trasferimento. Già prima, però, era una città famosa per i suoi paesaggi pittoreschi, in particolare il Lago dell'Ovest, e per la sua prosperità economica.
Marco Polo, il celebre esploratore veneziano, descrisse Hangzhou come "la città più splendida e lussuosa del mondo" nel suo resoconto di viaggio: vale la pena visitarla quando si passa di qui, se queste sono le premesse.

7. Pechino (北京)

Periodo: Dinastia Jin (1115-1234 d.C.), Dinastia Yuan (1271-1368 d.C.), Dinastia Ming (1368-1644 d.C.), Dinastia Qing (1644-1912 d.C.)
Pechino, conosciuta anche come Beijing, ha una lunga storia come capitale. Fu scelta come capitale dai Khitan della dinastia Liao e successivamente dai Jurchen della dinastia Jin. I Mongoli della dinastia Yuan la resero capitale con il nome di Dadu.
Sotto la dinastia Ming, l'imperatore Yongle spostò la capitale da Nanchino a Pechino, dove costruì la Città Proibita, un vasto complesso di palazzi che servì come centro del potere imperiale. La dinastia Qing mantenne Pechino come capitale, e oggi è il cuore politico e culturale della Repubblica Popolare Cinese.

Queste capitali hanno tutte giocato ruoli cruciali nello sviluppo della civiltà cinese, ciascuna contribuendo alla ricchezza culturale, politica ed economica del paese nel corso dei millenni.

Museo delle cere Londra: biglietti e prenotazione

Come hai potuto vedere, quindi, per il Museo delle cere di Londra i biglietti possibili da acquistare sono diversi, e ognuno di questi ti offre differenti vantaggi.

Il biglietto standard prevede il semplice ingresso al museo, e la possibilità di riprogrammare a titolo gratuito la visita se i tuoi piano dovessero cambiare dopo aver prenotato in anticipo.

Oppure, puoi scegliere di acquistare i biglietti integrati per le altre attrazioni della città: non perderti iconiche visite come quella al London Eye, la più alta ruota panoramica d'Europa, oppure al Sea Life London Aquarium, un acquario che si trova al piano terra della County Hall di Londra, nella South Bank del Tamigi.

Infine, puoi scegliere di prenotare il BigliettoFast Track, ovvero la possibilità di saltare la coda con l'ingresso rapido attraverso un apposito varco. Questa è la soluzione più consigliata: dal momento che questa è tappa imperdibile di milioni di turisti nel mondo, è molto probabile che ci sia coda. Saltare la fila ti potrà fare risparmiare tantissimo tempo, e si sa: il tempo è prezioso quando si è in vacanza! Soprattutto in una città grande e dispersiva come Londra.

Cosa visitare all’interno della città proibita

All'interno della Città Proibita ci sono numerosi punti di interesse che meritano una visita. Considerane però l'ampiezza: si tratta di una delle costruzioni imperiali più grandi al mondo, e per questo una visita media può richiedere dalle due alle quattro ore complessive, senza soffermarsi troppo in alcun punto. Se invece hai intenzione di approfondire il più possibile ogni aspetto di questo meraviglioso mondo nascosto, avrai di certo bisogno di prenderti più tempo per la visita, in modo da riuscire ad ammirare ogni dettaglio.

In ogni caso, vediamo alcuni dei principali luoghi da esplorare all'interno della Città Proibita.

Il primo è sicuramente la Porta della Meridiana (Wumen): questa è la principale porta d'ingresso alla Città Proibita, l'ingresso ufficiale per entrare, È anche conosciuta come Porta Meridionale ed è ornata da grandi dipinti e rilievi, che rispecchiano appieno lo stile tradizionale.

Poi vi è l'Asse della Gloria (Taihemen), che abbiamo nominato anche prima: si tratta dell'asse centrale della Città Proibita, che conduce alla Porta della Purezza Celeste. Lungo questo asse si trovano molti dei principali palazzi e cortili, perché così vuole la cosmologia cinese.

Imperdibile il Palazzo della Suprema Armonia (Taihedian), ovvero il più grande e importante dei palazzi all'interno della Città Proibita. Era utilizzato per le cerimonie di incoronazione, le grandi udienze e le celebrazioni imperiali. Anche il Palazzo della Perfetta Armonia (Zhongdian) merita una visita: era proprio qui che gli imperatori tenevano le loro udienze giornaliere con i loro ministri e i funzionari di corte.

Altri due edifici all'interno dei quali vale la pena soffermarsi sono il Palazzo della Purezza Celeste (Qianqinggong), residenza privata degli imperatori all'interno della Città Proibita, e il Palazzo della Tranquillità Terrena (Kunning Gong), il quale invece rappresentava la residenza privata delle imperatrici all'interno della Città Proibita. Il fatto che imperatori e imperatrici vivessero in palazzi separati rifletteva al cento per cento la struttura tradizionale della vita imperiale cinese, dove gli uomini e le donne avevano spazi distinti all'interno della residenza imperiale.

Non perdere poi una passeggiata nel Giardino Imperiale (Yuhuayuan): si tratta di un incantevole giardino situato nel nord-est della Città Proibita, caratterizzato da laghetti, padiglioni, ponti e alberi secolari.

E, infine, prima di andare via per sempre dalla Città Proibita di Pechino, dedica un po' di tempo anche alla visita al Museo del Tesoro Imperiale. All'interno delle sue sale vengono esposte vaste collezioni di gioielli, opere d'arte, oggetti preziosi e doni imperiali che una volta erano custoditi all'interno della Città Proibita. Tutto ciò che è rimasto della ricchezza di quei tempi si trova qui, all'interno del museo.

Questi sono solo alcuni dei luoghi più significativi all'interno della Città Proibita.

Ci sono molti altri palazzi, cortili, templi e strutture minori che vale la pena esplorare per comprendere appieno la grandezza e la storia di questo importante sito storico.

Frasi con comparativo di minoranza inglese

Ecco alcune frasi con comparativi di minoranza in inglese, insieme alle relative traduzioni:

  1. She is less outgoing than her sister. → Lei è meno estroversa di sua sorella.
  2. This laptop is less expensive than the one I bought last year. → Questo laptop è meno costoso di quello che ho comprato l'anno scorso.
  3. He is less patient than his brother. → Lui è meno paziente di suo fratello.
  4. This assignment is less challenging than the previous one. → Questo compito è meno impegnativo di quello precedente.
  5. The weather in winter is less warm than in summer. → Il clima in inverno è meno caldo che in estate.
  6. She has less experience in cooking compared to her mother. → Lei ha meno esperienza in cucina rispetto a sua madre.
  7. Their team is less successful than ours. → La loro squadra è meno di successo della nostra.
  8. This smartphone is less advanced than the latest model. → Questo smartphone è meno avanzato dell'ultimo modello.
  9. The new employee is less skilled than his predecessor. → Il nuovo dipendente è meno competente del suo predecessore.
  10. The traffic in this city is less congested than in the capital. → Il traffico in questa città è meno congestionato rispetto alla capitale.

Queste frasi con comparativo di minoranza in inglese mostrano come il comparativo di venga utilizzato per confrontare due entità e indicare che una ha una qualità, una caratteristica o una quantità in misura minore rispetto all'altra.

Come vedi, questo è un argomento molto semplice da apprendere in inglese, ma al tempo stesso è fondamentale impararlo per bene, in modo da saperlo non solo individuare e tradurre all'interno di un testo, ma anche utilizzare all'occorrenza in modo sciolto e naturale. Esercitati il più possibile creando frasi in italiano da tradurre utilizzando il comparativo di minoranza in inglese, in modo da avere quanta più sicurezza possibile riguardo alle situazioni in cui è corretto usarlo e al modo in cui si forma questo tipo di costrutto.

Ora che hai le giuste conoscenze sul comparativo, sia di minoranza che di maggioranza, non ti resta che consolidare la tua nuova competenza con questi esercizi sui comparativi e sui superlativi in inglese: solo così saprai se è tutto chiaro o se c'è bisogno di ripassare ulteriormente la teoria di questo argomento!

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Info utili per visitarla e curiosità

Se hai intenzione di visitare la Grande Muraglia cinese, è importante avere a disposizione informazioni utili e curiosità interessanti per rendere la tua esperienza ancora più memorabile, ma anche per fare colpo sui tuoi compagni di viaggio!

In questa lista, ti forniremo informazioni pratiche per pianificare la tua visita, insieme a curiosità affascinanti che ti aiuteranno a comprendere meglio la storia e l'importanza di questo straordinario monumento, ancora oggi una vera e propria icona della grandezza delle dinastie cinesi.

-Badaling è la sezione più visitata di tutte

Con il 70% del totale di turisti che visitano la Grande Muraglia, la sezione di Badaling è in assoluto la più amata, esplorata e visitata di tutte.

Probabilmente anche per il fatto che rappresenta la zona più vicina alla capitale del Paese, Pechino, ed è la sezione più facilmente accessibile e ben restaurata.

Se hai intenzione di fare un viaggio in questo incredibile Paese, non può mancare una tappa alla sezione di Badaling!

-Di cosa è fatta la Muraglia Cinese?

Te lo sei mai chiesto? Questa, in effetti, è una curiosità davvero molto particolare da conoscere, per stupire gli amici o i parenti che verranno in viaggio con te.

In realtà, i materiali con cui veniva costruita variavano a seconda delle regioni che, come abbiamo visto, sono davvero tante.

In generale, si usarono pietre nelle zone montuose, e terra battuta nelle pianure​: il risultato sono quindi sezioni anche molto diverse tra di loro, ma sempre estremamente resistenti e pronte a sopportare più di duemila anni di storia senza cambiare di una virgola.

Anche se, naturalmente, con il tempo e con le vicissitudini che si sono susseguite nei secoli ci sono diverse zone danneggiate o deteriorate, in linea di massima possiamo dire che, nonostante tutto, la maggior parte della Grande Muraglia cinese è ancora intatta e continua a essere un'icona storica e culturale della Cina.

-Si può vedere la Muraglia Cinese dallo spazio?

La convinzione che la Muraglia Cinese sia visibile dallo spazio è una diceria che si è diffusa a macchia d'olio nel mondo, ed è per questo che oggi la maggior parte della popolazione sia convinta che sia effettivamente così.

In realtà, però, non è vero.

Oltre al fatto che gli astronauti che sono stati sulla Luna e hanno osservato la Terra dall'orbita lunare non hanno mai riportato di poter vedere la Grande Muraglia cinese a occhio nudo, anche a livello scientifico si rivela impossibile la sua visibilità.

Infatti, la Grande Muraglia è lunga e sottile, e la sua larghezza è talmente ridotta che non è possibile distinguerla con facilità dalla distanza della Luna senza l'uso di strumenti potenti, come ad esempio telescopi.

Inoltre, il colore e il materiale di costruzione della muraglia la rendono difficile da distinguere dallo spazio, anche perché, fuorché alcune delle zone più turistiche, l'imponente costruzione cinese non è dotata di un'illuminazione tale da poter spiccare sul resto a una distanza così elevata.

In sintesi, il mito della visibilità della Grande Muraglia cinese dalla Luna senza strumenti ausiliari è stato confutato dalla comunità scientifica e dagli astronauti che hanno esplorato lo spazio.

-È stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità UNESCO

Questo particolare, invece, come ben potrai immaginare è vero: la Muraglia Cinese è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità da UNESCO, inserita nell'elenco nel lontano 1987.

Questo riconoscimento è stato conferito per sottolineare la sua straordinaria importanza storica, culturale e architettonica per l'intera umanità.

L'UNESCO ha riconosciuto la Grande Muraglia come una delle più grandi opere di ingegneria mai realizzate dall'uomo, oltre che come un simbolo duraturo della civiltà cinese.

Il suo inserimento nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità mira a promuoverne la conservazione e la protezione, garantendo che questa straordinaria opera sia preservata per le generazioni future e apprezzata come parte integrante del patrimonio mondiale.

-La Grande Muraglia ha dei "buchi"

Non tutti sanno che la muraglia non è una barriera continua, ma piuttosto una serie di tratti murati e difese naturali che si estendono per migliaia di chilometri attraverso terreni montuosi, collinari e pianure.

Forse, ti sarà capitato di vedere una foto -piuttosto iconica- della Muraglia che si "interrompe" in mare, e che si rivela particolarmente semplice da aggirare in alcuni punti: è proprio così.

Infatti, ci sono zone dove la muraglia si interrompe, e ci sono anche aree dove è relativamente facile aggirarla: risulta più vulnerabile specialmente nelle regioni meno impervie.

Inoltre, nel corso dei secoli, parti della muraglia sono state danneggiate o distrutte, sia a causa di fenomeni naturali che a causa dell'attività umana, il che ha reso possibile il passaggio attraverso di esse in determinati punti.

Tuttavia, anche se la muraglia non è una barriera impenetrabile in tutte le sue parti, resta comunque un'opera architettonica straordinaria e una testimonianza della storia e della cultura cinese.

-Fa parte delle sette meraviglie del mondo (moderno)

Inoltre, la Grande Muraglia della Cina è stata inserita nella lista delle sette meraviglie del mondo moderno, che è un elenco compilato nel 2007 da una giuria di esperti sotto l'egida della New7Wonders Foundation.

Questa lista è stata creata per celebrare le meraviglie architettoniche e culturali del mondo moderno, in contrasto con le sette meraviglie del mondo antico.

Quindi sì, la Grande Muraglia cinese è stata riconosciuta come una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno insieme ad altre opere iconiche come il Taj Mahal in India, il Colosseo a Roma e il Machu Picchu in Perù, tutte strutture che hanno tantissimo da raccontare sul luogo in cui sorgono e sulle popolazioni che lì si sono susseguite nel corso dei secoli.

Questo riconoscimento ha contribuito a consolidare ulteriormente la fama e l'importanza della Grande Muraglia come una delle opere architettoniche più straordinarie mai realizzate dall'uomo.

Visitarla è davvero una tappa obbligatoria durante un viaggio in Cina, ed è per questo che nelle nostre vacanze studio per ragazzi a Pechino proponiamo l'escursione alla Grande Muraglia nel programma di attività previsto! Durante i soggiorni della durata di due o più settimane, portiamo sempre i nostri studenti a visitare questa magnifica opera per una giornata intera, esplorando così l'immensità della cultura cinese e la sua evoluzione nel corso del tempo. Non perdere l'occasione di partire con noi, studiare il cinese con un corso di lingua in loco e andare all'avventura esplorando le attrazioni più imperdibili della Cina, un Paese tanto grande di dimensioni quanto di cultura, storia e tradizioni millenarie.

Consigli su come coniugare verbi in spagnolo

Coniugare i verbi in spagnolo può sembrare complicato all'inizio, ma con pratica e familiarità diventa più semplice. Ecco alcuni consigli per aiutarti:

  1. Impara i modelli di coniugazione: I verbi spagnoli possono essere raggruppati in tre categorie principali: verbi -ar, verbi -er e verbi -ir. Imparare i modelli di coniugazione per ogni categoria ti aiuterà a coniugare la maggior parte dei verbi.
  2. Memorizza le forme irregolari: Molti verbi spagnoli hanno forme irregolari in alcune persone o tempi verbali. Dedica del tempo a memorizzare queste forme irregolari poiché sono molto comuni.
  3. Pratica la coniugazione regolare: Inizia con i verbi regolari e pratica la loro coniugazione in tutti i tempi verbali. Puoi trovare molti esercizi online o utilizzare app di apprendimento delle lingue che offrono esercizi di coniugazione.
  4. Usa i verbi in un contesto: Impara i verbi spagnoli utilizzandoli in frasi e contesti reali. Leggi libri, guardi film o ascolti canzoni in spagnolo per vedere come i verbi sono usati nella pratica. Per quanto riguarda la lettura, una pratica molto furba è quella di dedicarsi ai libri per bambini, che hanno costrutti più semplici e un lessico più comprensibile, oppure leggere in lingua spagnola libri di cui conosci già bene la storia, in modo da riuscire a seguire il discorso nonostante non sia la tua lingua madre.
  5. Fai uso di risorse online: Ci sono molte risorse online disponibili per imparare a coniugare i verbi spagnoli. Puoi trovare coniugatori online che ti mostrano la coniugazione di qualsiasi verbo spagnolo, oltre a esercizi interattivi per praticare. Una soluzione ancora migliore? Studiare direttamente in loco durante una delle nostre vacanze studio in Spagna: scegli tu se raggiungere la scuola Sprachcaffe di Malaga, Barcellona o Madrid per apprendere al meglio la lingua e divertirti come non mai! E se non ne avessi la possibilità, puoi sempre seguire i nostri corsi di spagnolo online direttamente da casa tua e diventare esperto come un nativo senza muoverti dal tuo salotto!
  6. Pratica costante: La pratica costante è la chiave per padroneggiare la coniugazione dei verbi in spagnolo. Dedica del tempo ogni giorno a praticare la coniugazione dei verbi, in modo da mantenere fresche le tue conoscenze. Anche per questo, a Sprachcaffe basiamo il metodo di studio dei nostri corsi sulla conversazione: più parli una lingua, più diventa tua senza sforzi.
  7. Non avere paura di sbagliare: Proprio così, perché sbagliare fa parte del processo di apprendimento. Non temere di fare errori mentre impari a coniugare i verbi in spagnolo. L'importante è imparare dagli errori e continuare a praticare, con sempre più conoscenze acquisite e sempre meno possibilità di commettere gli stessi errori.

Seguendo questi consigli e dedicando del tempo e dello sforzo all'apprendimento, sarai in grado di padroneggiare la coniugazione dei verbi in spagnolo in modo efficace. Buona fortuna!

Frasi comparativo di uguaglianza inglese: alcuni esempi

Vediamo insieme alcuni esempi di frasi con il comparativo di uguaglianza in inglese, che possano tornarti utili per vedere come si costruisce inserito in un contesto. In questo modo, sarà più facile per te non solo capire come funziona e riuscire a individuarlo, ma anche utilizzarlo più spontaneamente in un discorso, suonando sempre più nativo e sciolto.

  • She is as tall as her brother. → È alta quanto suo fratello.
  • This book is as interesting as the movie. → Questo libro è interessante quanto il film.
  • He runs as fast as his friend. → Corre veloce quanto il suo amico.
  • They have as many cars as we do. → Hanno tante macchine quante ne abbiamo noi.
  • She sings as beautifully as a nightingale. → Canta magnificamente quanto un usignolo.
  • His house is as big as mine. → La sua casa è grande quanto la mia.
  • She works as hard as her colleague. → Lavora sodo quanto il suo collega.
  • The test was as difficult as I expected. → Il test era difficile quanto mi aspettavo.
  • He has as much patience as a teacher. → Ha tanta pazienza quanta un insegnante.
  • She dances as gracefully as a ballerina. → Danza con la stessa grazia di una ballerina.
  • We have as many meetings this week as last week. → Abbiamo tante riunioni questa settimana quanto la settimana scorsa.
  • There is as much sugar in this tea as in that one. → C'è tanto zucchero in questo tè quanto in quello.
  • He plays the guitar as well as a professional. → Suona la chitarra bene quanto un professionista.
  • She has as much experience as her boss. → Ha tanta esperienza quanta il suo capo.

Queste frasi mostrano vari usi del comparativo di uguaglianza in inglese, includendo aggettivi, avverbi e sostantivi. Per renderti più facile il processo di apprendimento, scegli di imparare a memoria alcuni costrutti che sfruttano il comparativo di uguaglianza, oppure scrivi di tuo pugno alcune frasi, per stimolare la memoria e rafforzare meglio la conoscenza dell'utilizzo di questo costrutto.

Superlativo di maggioranza e minoranza inglese: cosa cambia?

Il superlativo relativo in inglese, così come anche in italiano, può essere di maggioranza o di minoranza: quello che cambia tra le due versioni, naturalmente, è su che cosa vogliamo andare a porre l'enfasi.

Da una parte, il superlativo di maggioranza indica che una persona o una cosa possiede una qualità in misura superiore rispetto a tutti gli altri elementi di un gruppo.

  • He is the tallest in the class. → Lui è il più alto della classe.

Dall'altra, invece, il superlativo di minoranza indica che una persona o una cosa possiede una qualità in misura inferiore rispetto a tutti gli altri elementi di un gruppo.
Naturalmente, possiamo esprimere lo stesso identico concetto della frase precedente, ma utilizzando il superlativo di minoranza:

  • He is the least short in the class → Lui è il meno basso della classe (che è come dire il più alto)

La differenza chiave, quindi, oltre all'enfasi posta, è l'avverbio utilizzato: sarà the most per la maggioranza, e the least per la minoranza.

Queste strutture permettono di esprimere il grado massimo o minimo di una qualità in modo chiaro e preciso.

Cosa resta delle “capitali” della Cina oggi

Oggi, molte delle antiche capitali della Cina conservano importanti testimonianze del loro passato glorioso, che continuano a influenzare la cultura e l'attrattiva turistica del paese.

Anyang, per esempio, è famosa per il sito archeologico di Yinxu, dove sono state scoperte le rovine della città della dinastia Shang, inclusi templi, palazzi e le famose ossa oracolari. Questo sito è riconosciuto come Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO e ospita un museo che espone importanti reperti della civiltà Shang.

Xi'an, anticamente nota come Chang'an, è una delle città più storiche della Cina. È celebre soprattutto per l'Esercito di Terracotta, situato vicino alla tomba del primo imperatore Qin Shi Huang. La città conserva anche le mura della dinastia Ming e altre strutture storiche come la Grande Pagoda dell'Oca Selvaggia. Xi'an è un centro turistico di grande rilevanza grazie al suo ricco patrimonio storico.

Luoyang, un'altra antica capitale, è famosa per le Grotte di Longmen, un complesso di templi buddhisti scavati nella roccia, anch'esso Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. La città è inoltre nota per il Tempio del Cavallo Bianco, considerato il primo tempio buddhista in Cina, e per il suo famoso Festival della Peonia che si tiene ogni anno in aprile.

Nanchino, situata lungo il Fiume Azzurro, ha conservato molte delle sue mura della dinastia Ming, oltre a numerosi altri siti storici come il Mausoleo di Sun Yat-sen e il Palazzo Presidenziale. La città è un importante centro culturale e accademico con molte università e musei di rilievo.

Kaifeng, che fu capitale durante la dinastia Song del Nord, conserva alcuni resti di quel periodo, come il Tempio di Ferro e il Giardino del Drago. È conosciuta anche per il suo vivace mercato notturno e per il Festival del Crisantemo, che celebra la bellezza di questo fiore con esposizioni e attività culturali.

Hangzhou, nota per il suo pittoresco Lago dell'Ovest, è un'altra antica capitale con un grande fascino turistico. Il Lago dell'Ovest è un sito del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO e la città ospita anche importanti templi come il Tempio di Lingyin e altre attrazioni storiche come la Pagoda delle Sei Armonie.

Infine, Pechino, la capitale attuale della Cina, è una città ricca di storia con monumenti famosi come la Città Proibita, il Tempio del Cielo e il Palazzo d'Estate. Pechino è anche vicina a tratti della Grande Muraglia Cinese. Oggi, Pechino è il cuore politico, culturale ed economico della Cina, sede del governo centrale e di numerose istituzioni nazionali e internazionali.

Queste città, con il loro patrimonio storico e culturale, oltre ad essere grandi realtà e centri abitati, continuano a rappresentare importanti centri di attrazione per turisti e studiosi da tutto il mondo, riflettendo la ricca e complessa storia della Cina.

Come arrivare e dove parcheggiare?

Il Madame Tussauds di Londra si trova al Marylebone Road, nelle vicinanze di Regent's Park.

È facilmente accessibile sia con i mezzi pubblici che con i mezzi privati.

Per arrivare al Madame Tussauds con i mezzi pubblici, puoi utilizzare la metropolitana -l'iconica Tube- fino alla stazione di Baker Street, che si trova a breve distanza a piedi dal museo.

Baker Street è servita dalle linee Bakerloo, Circle, Hammersmith & City, Jubilee e Metropolitan. Dalla stazione, segui le indicazioni per raggiungere il Madame Tussauds.

Se preferisci utilizzare i mezzi privati, ci sono diverse opzioni per il parcheggio nelle vicinanze del Madame Tussauds. Il museo offre anche un proprio parcheggio a pagamento, ma lo spazio è limitato e può essere soggetto a disponibilità.

È consigliabile prenotare in anticipo se desideri utilizzare il parcheggio del museo.

In alternativa, ci sono diversi parcheggi a pagamento nelle vicinanze, sia in strada che in parcheggi multipiano.

Tuttavia, i posti auto possono essere limitati, specialmente durante i periodi di punta e nei fine settimana. Assicurati di controllare le restrizioni di parcheggio e le tariffe prima di parcheggiare.

Per un'esperienza più senza stress, potresti anche prendere in considerazione l'utilizzo di mezzi pubblici o servizi di trasporto condiviso per raggiungere il museo, specialmente se visiti durante i periodi di alta affluenza.

Costo, orari e biglietti per la visita

Per visitare la Città Proibita, è importante sapere che vi è un limite di 80.000 visitatori al giorno: superato quel numero, a nessuno viene più permesso entrare.

Insieme a questa informazione, devi anche sapere che, in quanto turista, sarà per te praticamente impossibile acquistare il biglietto online. Per farlo, infatti, sarebbe necessario avere una carta di credito cinese o un conto bancario cinese.

Come fare, quindi? L'unica soluzione è arrivare sul posto alla mattina presto, il più presto possibile, in modo da assicurarti di riuscire a entrare acquistando il biglietto in loco. Avrai bisogno anche del passaporto, perché sia per oltrepassare i controlli di sicurezza, sia per ottenere il biglietto di ingresso è richiesto.

Passiamo ora ai giorni e orari di apertura: la Città Proibita è chiusa sempre il lunedì, tranne durante le feste nazionali cinesi in cui invece rimane aperta.

Gli orari, poi, possono cambiare a seconda della stagione. In particolare, dal 1° aprile al 31 ottobre è aperta dalle 8:30 fino alle 17:00, e i biglietti possono essere acquistati fino alle ore 16:00. In ogni caso, ha senso andarci prima perché in un'ora si riesce a vedere poco e niente.

Dal 1° novembre al 31 marzo, invece, è aperta dalle 8:30 fino alle 16:30, e potrai acquistare il tuo biglietto fino alle 15:30.

Per quanto riguarda il costo, anche questo varia a seconda della stagione:

  • Da aprile a ottobre, il prezzo di ingresso è di 60 ¥ (che equivalgono a circa 7,40€);
  • Da novembre a marzo, il prezzo scende a 40 ¥ (che equivalgono a circa 5,30€)

I bambini di altezza inferiore ai 120 entrano a titolo gratuito.

Ricorda che per accedere alla Galleria del tesoro, ovvero il museo interno della Città Proibita di Pechino, è necessario fare un biglietto a parte del costo di 10¥, ovvero circa 1,30€.

Anche per visitare la Clock and Watch Gallery è richiesto un ulteriore biglietto, sempre del costo di 10¥.

Esercizi sui verbi con preposizione tedesco

Il modo migliore, a questo punto, per capire se l'argomento è chiaro, è mettersi alla prova con qualche esercizio di comprensione. In questo modo, avrai la possibilità di capire quanto hai compreso dell'argomento che stai studiando e se è necessario o meno soffermarsi e ripassare ancora un po' prima di passare al prossimo.

Ecco alcuni esercizi sui verbi con preposizione tedeschi:

Esercizio 1. Completa le frasi con il verbo corretto seguito dalla preposizione appropriata:

a) Sie ____________ (freuen) sich ____________ (auf) die Ferien.

b) Ich ____________ (sprechen) gerne ____________ (über) Politik.

c) Er ____________ (achten) nicht ____________ (auf) die Regeln.

d) Wir ____________ (warten) ____________ (auf) den Bus.

e) Sie ____________ (interessieren) sich ____________ (für) Kunst.

Esercizio 2.Completa le frasi con la forma corretta del verbo seguito dalla preposizione appropriata:

a) Ich ____________ (sich freuen) mich ____________ (über) dein Geschenk.

b) Sie ____________ (sich beschäftigen) ____________ (mit) einem neuen Projekt.

c) Er ____________ (sprechen) ____________ (von) seinem Urlaub.

d) Wir ____________ (warten) ____________ (auf) das Essen.

e) Ihr ____________ (sich erinnern) euch ____________ (an) die gute alte Zeit.

Esercizio 3. Scrivi delle frasi che descrivano situazioni reali utilizzando i verbi e le preposizioni forniti:

a) (sich ärgern über)

b) (sich freuen auf)

c) (sich konzentrieren auf)

d) (sich bedanken bei)

e) (sich interessieren für)

Ti forniamo qui sotto le soluzioni per il primo e per il secondo esercizio, da controllare solo dopo averli completati:

  1. Soluzioni per il primo esercizio:
    a) Sie freuen sich auf die Ferien. (essere felici per le vacanze)
    b) Ich spreche gerne über Politik. (parlare di politica)
    c) Er achtet nicht auf die Regeln. (non fare attenzione alle regole)
    d) Wir warten auf den Bus. (aspettare l'autobus)
    e) Sie interessieren sich für Kunst. (essere interessati all'arte)
  2. Soluzioni per il secondo esercizio:
    a) Ich freue mich über dein Geschenk. (essere felice per il tuo regalo)
    b) Sie beschäftigen sich mit einem neuen Projekt. (occuparsi di un nuovo progetto)
    c) Er spricht von seinem Urlaub. (parlare della sua vacanza)
    d) Wir warten auf das Essen. (aspettare il cibo)
    e) Ihr erinnert euch an die gute alte Zeit. (ricordarsi dei bei tempi passati)

Speriamo che questi esercizi ti aiutino a praticare l'uso dei verbi con preposizione in tedesco! Se hai bisogno di ulteriore aiuto o se vuoi controllare le risposte, prova a creare da te altri esercizi, altre frasi da completare o da tradurre per continuare a metterti alla prova fino a che non sentirai abbastanza sicurezza nell'affrontare questo argomento.

Ricorda che i verbi con preposizione in tedesco possono essere ostici, perciò prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno e solo dopo passa oltre, sempre con Sprachcaffe: insieme affronteremo un'altra pietra miliare della lingua, i verbi irregolari tedeschi!

Le città migliori per lavorare senza sapere il tedesco e impararlo

Imparare il tedesco in loco, inoltre, è tra le scelte migliori che tu possa fare: essere a contatto e circondarti solo di persone madrelingua, infatti, farà in modo che tu debba "per forza" mettere in pratica la lingua, uscire dal tuo guscio di timidezza e imbarazzo nel parlare una lingua straniera e, così facendo, apprenderla molto più velocemente.

Soprattutto se scegli di studiare durante una delle nostre vacanze studio in Germania: ti diamo la possibilità di seguire un corso di lingua qualificato e, nel frattempo, vivere in una delle più belle città tedesche scegliendo tra Monaco di Baviera e Francoforte sul Meno. Alla fine della tua permanenza, avrai le competenze che ti servono per poter restare in Germania a vivere con una conoscenza linguistica perfetta, avendo acquisito anche modi di dire e sfumature tipiche dei nativi.

Queste due destinazioni non le abbiamo scelte a caso: secondo noi, sono alcune delle migliori città in Germania per lavorare e imparare il tedesco.

Da una parte c'è Monaco, un importante centro economico con molte multinazionali e aziende tecnologiche. Anche se il tedesco è la lingua principale, molte aziende offrono posizioni lavorative in inglese, soprattutto in settori come l'ingegneria, la tecnologia e le finanze: se hai quella conoscenza, parti già da una buona base.

Dall'altra parte abbiamo Francoforte, un hub finanziario internazionale, sede della Banca Centrale Europea e di numerose istituzioni finanziarie globali. L'inglese è ampiamente utilizzato nel settore finanziario, il che facilita l'integrazione dei lavoratori stranieri. La città offre molte opportunità per imparare il tedesco, e in più ti permette di immergerti appieno nello stile di vita dei local apprendendo la lingua direttamente con loro, magari davanti a una bella birra!

Un'altra ottima città in cui fare le prime esperienze di lavoro in Germania è sicuramente Berlino, la capitale del Paese: con la sua enorme comunità di espatriati e molte aziende che operano in inglese, la capitale tedesca è nota per la sua scena startup e tecnologica, dove l'inglese è ampiamente utilizzato.

In ogni caso, qualsiasi destinazione che sceglierai per la tua esperienza di vita in Germania, sarà la decisione giusta e ti permetterà di conoscere parte della realtà di un Paese ricco di storia, cultura e proiettato al cento per cento nel futuro, grazie alla sua innovazione tecnologica e finanziaria.


Non te lo nascondiamo: all'inizio potrà essere difficile riuscire ad ambientarti e sentirti a casa in un Paese, comunque, molto diverso dal tuo di origine. Trovare lavoro, fare amicizia, imparare ad ambientarsi: ci vorrà del tempo, ma si tratta di un investimento importante per il tuo futuro. E, una volta superati i primi ostacoli, la Germania ti avrà già rubato il cuore e non vorrai più tornare indietro.

Comparativo di uguaglianza inglese: esercizi con spiegazione

E adesso, non resta che vedere alcuni esercizi con il comparativo di uguaglianza in inglese, per poter capire se l'argomento ti è chiaro al cento per cento o se hai bisogno di ripassarlo ancora un po', prima di affrontare il prossimo!

Ricorda che si tratta di esercizi per mettere alla prova le conoscenze che hai appena acquisito: sbagliare è normale, e ti serve solo come indicatore per valutare le tue competenze. In fondo trovi le soluzioni, ma usale solo per controllare: tanto, non c'è mica il voto!

Esercizio 1: completa le seguenti frasi utilizzando il comparativo di uguaglianza in inglese. L'aggettivo / avverbio / sostantivo da utilizzare è quello tra parentesi.

  1. He is ________ an ox. → Lui è forte quanto un bue. (strong)
  2. The weather today is ______ yesterday. → Il tempo oggi è brutto quanto ieri. (bad)
  3. She is ______ her mother. → È gentile quanto sua madre. (kind)
  4. He speaks ______ his teacher. → Lui parla tanto chiaramente quanto il suo insegnante. (clearly)
  5. The soup is ______ it was before. → La zuppa è calda quanto prima. (hot)
  6. She dances _________ a swan. → Lei danza elegantemente quanto un cigno. (elegantly)
  7. He has ________ his professor. → Lui tanti libri quanti ne ha il suo professore. (many books)
  8. This problem is ________ the previous one. → Questo problema è complesso quanto il precedente. (complex)
  9. She earns _________ her partner. → Lei guadagna tanto quanto il suo partner. (much money)
  10. They arrived _______ we did. → Loro arrivati presto quanto noi. (early)

Esercizio 2:traduci le seguenti frasi in inglese, utilizzando in modo corretto il comparativo di uguaglianza.

  1. Sarah è coraggiosa quanto un leone.
  2. Il nuovo telefono è costoso quanto il vecchio.
  3. Matt lavora efficientemente quanto una macchina.
  4. Il bambino è carino quanto un peluche.
  5. Jeff scrive ordinatamente quanto suo fratello.
  6. Il cibo è delizioso quanto sembra.
  7. Matthew è arrivato tardi quanto il suo amico.
  8. Sembra che Nora possa nuotare bene quanto un pesce.
  9. Questo puzzle è impegnativo quanto l'ultimo.
  10. Tu parli quanto tua sorella!

soluzioni

Esercizio 1

Esercizio 2

as strong as

Sarah is as brave as a lion.

as bad as

The new phone is as expensive as the old one.

as kind as

Matt works as efficiently as a machine.

as clearly as

The baby is as cute as a stuffed animal.

as hot as

Jeff writes as neatly as his brother.

as elegantly as

The food is as delicious as it looks.

as many books as

Matthew arrived as late as his friend.

as complex as

It seems that Nora can swim as well as a fish.

as much money as

This puzzle is as challenging as the last one.

as early as

You talk as much as your sister!

A questo punto, non ti resta che valutare com'è andata e scegliere come procedere, se con un ripasso oppure affrontando il prossimo argomento previsto.

Per la prossima lezione Sprachcaffe, la strada è questa qui: una bella panoramica suiverbi irregolari in inglese!

Frasi con il superlativo inglese

Vediamo ora alcune frasi di esempio con tutte le possibili combinazioni di superlativo in inglese, in modo che tu possa fare pratica vedendo come si comporta questo costrutto nei diversi contesti. Questo ti sarà molto utile non solo per imparare a individuarlo molto più facilmente, ma anche -e soprattutto- per prendere confidenza con la sua grammatica e imparare a utilizzarlo in prima persona, suonando sempre più nativo quando parli in inglese.


Detto questo, cominciamo con alcune frasi con il superlativo relativo in inglese:

  • He is the tallest student in the class. → Lui è lo studente più alto della classe.
  • This is the most expensive car in the showroom. → Questa è la macchina più costosa nello showroom.
  • She is the most talented artist in the group. → Lei è l'artista più talentuosa del gruppo.

Vediamo ora un po' di frasi con il superlativo assoluto in inglese:

  • She is very beautiful. → Lei è molto bella.
  • The cake is extremely delicious. → La torta è estremamente deliziosa.
  • He is incredibly smart. → Lui è incredibilmente intelligente.


Ora, entriamo più nello specifico e vediamo alcune frasi con superlativo di maggioranza e superlativo di minoranza in inglese:

  • He is the strongest athlete on the team. → Lui è l'atleta più forte della squadra.
  • This is the most challenging puzzle I have ever solved. → Questo è il puzzle più impegnativo che abbia mai risolto.
  • She is the most diligent worker in the office → Lei è la lavoratrice più diligente dell'ufficio.
  • This is the least expensive item in the store. → Questo è l'articolo meno costoso nel negozio.
  • He is the least experienced member of the team. → Lui è il membro meno esperto del team.
  • She is the least confident person in the group. → Lei è la persona meno sicura del gruppo.

Bene! Abbiamo terminato la lezione di oggi. Come hai avuto modo di constatare tu stesso, il superlativo in inglese è un argomento relativamente semplice, anche perché si forma in modo molto simile a quanto accade nella grammatica italiana.

Verifica di aver compreso a sufficienza questa lezione prima di passare alla prossima, nella quale vedremo le differenze tra much e many e le regole su come e quando usarli, sempre qui su Sprachcaffe!

Consigli utili per la visita

Ecco alcuni consigli utili per la visita al Madame Tussauds di Londra:

  1. Prenota i biglietti online in anticipo: Per evitare lunghe code, è consigliabile prenotare i biglietti online in anticipo. Ciò ti consentirà anche di risparmiare tempo all'ingresso, ma come hai potuto vedere dalle tariffe, anche di risparmiare un bel po' di soldi.
  1. Arriva presto: Il museo può diventare molto affollato durante il giorno, quindi cerca di arrivare presto per evitare le folle e goderti al meglio l'esperienza.
  1. Pianifica la tua visita: Il museo è diviso in diverse aree tematiche e contiene molte figure di cera da esplorare. Perciò, prenditi il ​​tempo necessario per pianificare la tua visita e decidere quali aree desideri esplorare di più.
  1. Interagisci con le figure di cera: Una delle cose divertenti da fare al Madame Tussauds è interagire con le figure di cera. Approfitta delle opportunità di scattare foto e divertirti con le figure dei tuoi personaggi preferiti: questa è la tua unica occasione per "incontrare" Freddie Mercury, non sprecarla!
  1. Partecipa alle esperienze interattive: Il museo offre spesso esperienze interattive e installazioni speciali che coinvolgono i visitatori in modo più dinamico. Assicurati di partecipare a queste esperienze per rendere la tua visita ancora più divertente e memorabile.
  1. Pianifica il tempo per i souvenir: Alla fine della visita, passa dal negozio di souvenir del museo per acquistare ricordi della tua esperienza. Ci sono solitamente una varietà di articoli disponibili, tra cui souvenir legati alle celebrità e alle figure di cera: puoi portare a casa piccole riproduzioni delle stesse figure che hai visto a dimensione naturale!
  1. Rispetta le regole del museo: Assicurati di seguire le regole del museo durante la tua visita, comprese le linee guida per la fotografia e il comportamento rispettoso verso le figure di cera e gli altri visitatori.

Seguendo questi consigli, potrai goderti al meglio la tua visita al Madame Tussauds di Londra e creare ricordi indimenticabili.

Ora che sai tutto sul Museo delle Cere di Londra, ogni cosa è pronta per partire: non dimenticare di creare un itinerario e di fare riferimento alla mappa della metropolitana di Londra per rendere i tuoi spostamenti quanto più comodi e organizzati possibile. In questo modo, il tuo viaggio sarà pieno di attività dall'inizio alla fine, e anche in pochi giorni potrai riuscire a visitare tutte le attrazioni più importanti della città più iconica del mondo!

Città proibita Pechino: come arrivare

Per raggiungere la Città Proibita a Pechino, puoi utilizzare diversi mezzi di trasporto a seconda della tua posizione e delle tue preferenze. Ecco alcuni modi comuni per arrivare alla Città Proibita:

  1. Metropolitana: La metropolitana di Pechino è un modo molto comodo e conveniente per raggiungere la Città Proibita. La stazione più vicina è "Tian'anmen East" sulla Linea 1 della metropolitana di Pechino. Dalla stazione, puoi camminare fino alla Porta della Meridiana (Wumen), l'ingresso principale della Città Proibita.
  2. Autobus: Ci sono molte linee di autobus che servono la zona della Città Proibita. Puoi cercare le linee di autobus che passano per la Piazza Tian'anmen o per la zona circostante e poi camminare fino alla Città Proibita.
  3. Taxi o ride-sharing: Puoi prendere un taxi o utilizzare servizi di ride-sharing come Didi per arrivare direttamente alla Città Proibita. Assicurati di avere l'indirizzo o il nome del luogo (in cinese, se possibile) per comunicarlo al conducente.
  4. Tour organizzati: Se preferisci una soluzione più organizzata, puoi partecipare a un tour organizzato che include la visita alla Città Proibita insieme ad altre attrazioni di Pechino. Questi tour spesso includono il trasporto da e per il tuo hotel.

Indipendentemente dal mezzo di trasporto che scegli, assicurati di pianificare in anticipo il tuo viaggio, tenendo conto del traffico e dei tempi di percorrenza.

Inoltre, verifica gli orari di apertura della Città Proibita per pianificare la tua visita in modo da sfruttare al meglio il tuo tempo in base a quanto durerà il tuo viaggio e alla stagione in cui stai visitando la Città Proibita.

Il bando di concorso “Estate INPSieme”, ( ex “Valore Vacanza”) è uscito il 29 febbraio e può essere visualizzato sul sito dell'INPS nella sezione Concorsi e Gare.

Qui su Sprachcaffe troverai tutte le informazioni utili per prenotare una vacanza studio a Londra nei college che preferisci. Abbiamo proposte per tutti i gusti e per tutte le tasche; quindi, sfoglia il nostro sito per saperne di più, scarica gratuitamente il catalogo con tutte le opzioni di viaggio e trova il programma giusto per te in base alla tua età e alle tue esigenze. Tuffati in una realtà multiculturale, accogliente e stimolante, e impara a parlare inglese in modo fluente insieme a noi.

Perché seguire un college americano per italiani?

I collegenegli USA sono le strutture in cui gli studenti vivono, studiano e dormono e si trovano all'interno dei campus, e si frequentano da dopo la scuola superiore (high school). Anche se vengono spesso usati come sinonimi, college e University si riferiscono a concetti diversi: i primi sono strutture più piccole che si differenziano anche per focus di insegnamento (artistico, scientifico, commerciale…), mentre l'Università è l'intero studio accademico che spesso comprende diversi college.

Al college gli studenti trascorrono il periodo degli Undergraduate Studies, che li porta a conseguire il Bachelor's Degree, ovvero la laurea triennale. Il percorso universitario dura 4 anni, divisi in: Freshman Year, Sophomore Year, Junior Year e Senior Year.

Ma perché dovresti volerne frequentare uno? Quali sono gli aspetti positivi di scegliere i college americani per italiani?

  • Contesto internazionale: nei college USA gli studenti stranieri sono tantissimi, provenienti da tutto il mondo. Avrai l'opportunità di vivere a stretto contatto con culture, tradizioni e persone diverse, stringendo nuove amicizie che arricchiranno il tuo bagaglio culturale. Inoltre, potrai godere delle molteplici opportunità di svago che offrono i college americani: qui si dà molta importanza allo sport, agli hobby e alle arti di ogni genere! Il divertimento è assicurato. Aspettati di essere al centro dell'attenzione: gli americani sono noti per amare l'Italia e i suoi abitanti!
  • Apprendimento: il metodo di studio statunitense è totalmente diverso dal nostro, ed è uno tra i più validi che esistono. Le lezioni sono articolate in modo da incentivare gli studenti alla discussione tra di loro e con i docenti: questo ti aiuterà tantissimo a sviluppare ottime doti comunicative. Può essere molto stimolante, inoltre, ritrovarsi a studiare in un modo del tutto nuovo e per giunta in un'altra lingua.

Il compleanno nei vari Paesi del mondo

Noi italiani festeggiamo il compleanno all'anniversario della nostra nascita, così come gli americani, gli spagnoli, gli inglesi, i francesi e i tedeschi. Soffiamo sulle candeline, scartiamo i regali, mangiamo la torta e cantiamo la canzoncina di compleanno. Ma è lo stesso per tutti gli altri popoli? Ogni Paese ha le sue tradizioni e il suo modo di festeggiare, e in alcuni casi può cambiare anche il modo di concepire il compleanno. Anche il cibo tradizionale varia da Paese a Paese. In Australia, per esempio, si mangia il fairy bread, in Brasile i brigadeiros, e in Cina dei particolari noodles chiamati yī miàn.

In Giappone, i compleanni dei bambini di 3, 5 e 7 anni hanno particolare importanza rispetto agli altri, e vengono festeggiati il 15 di Novembre nei templi religiosi. Nei Caraibi, spesso i festeggiati vengono ricoperti di farina dalla testa ai piedi, mentre in Nepal gli viene spalmato lo yogurt sulla fronte. In Messico i bambini devono rompere la piñata con una benda sugli occhi per ricevere dolci e caramelle. In Cina, invece, il primo anno di un bambino si celebra con una grande festa con amici e parenti, che portano degli oggetti da mettere davanti al bambino stesso. La tradizione vuole che la prima cosa che il bambino afferrerà determinerà quello che sarà nella sua vita.

Quando si dice “buone feste”

In Italia abbiamo diversi modi per dire "buone feste". Possiamo dire "passa un buon Natale", "i migliori auguri per serene festività", oppure direttamente "buon Natale e felice anno nuovo". In generale, noi italiani (insieme ad altri popoli come gli americani) auguriamo buone feste a qualcuno durante il periodo natalizio, includendo negli auguri sia il Natale che il capodanno. Nel mondo, tuttavia, non tutti celebrano il Natale e alcuni popoli festeggiano l'inizio dell'anno nuovo in un altro periodo. Per questo motivo, non sempre "buone feste" si può tradurre in modo esatto nelle altre lingue, e in certi casi l'espressione assume un altro significato rispetto a quello a cui siamo abituati.

Anche se la frase "buone feste" racchiude un augurio generale per un periodo di festività, in alcune culture potrebbe non avere lo stesso senso. I giorni di festa cambiano in base ai Paesi e ai popoli, che hanno diversi usi, costumi e religioni. In Cina, per esempio, si fanno gli auguri per il nuovo anno cinese ma non per la Festa delle Lanterne o per la Festa della Luna. In Giappone, solitamente si fanno le congratulazioni (dicendo "omedeto") per il compleanno, per i matrimoni, e per le altre occasioni felici, e si augura un buon anno il giorno di capodanno. In Messico, una delle feste più importanti è il Cinco de Mayo, mentre gli ebrei celebrano l'Hanukkah. In questa pagina parliamo della traduzione di "buone feste" così come la intendiamo noi, dunque per augurare un felice periodo natalizio e un buon inizio dell'anno.

La parola pace in varie lingue

Le Nazioni Unite hanno creato la giornata mondiale della pace (International Day of Peace, o anche solo Peace Day) nel 1981. Nel 2001, venti anni dopo, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha stabilito che quel particolare giorno sarebbe stato un giorno di non violenza. Da più di quaranta anni, dunque, il 21 settembre il mondo celebra questa giornata in onore della pace. Ma come si traduce la parola "pace" nei vari Stati?

In Europa, per esempio, gli spagnoli e i portoghesi scrivono "paz", i francesi "paix", i tedeschi "Frieden" e gli inglesi "peace". Nei Paesi scandinavi, invece, viene utilizzata la parola "fred" dai danesi, dai norvegesi e dagli svedesi. Inoltre in diversi Stati, in particolare nell'est dell'Europa, la pronuncia di "pace" è "mir". Parliamo di lingue come il russo, del bosniaco, del ceco, del macedone, del croato, dell'ucraino e dello sloveno.

Se ci spostiamo in Asia troviamo due delle lingue più parlate al mondo, ovvero il cinese e l'hindi. La parola "pace" in cinese si scrive 和平 e si pronuncia "hépíng", mentre in hindi si scrive शांति e si pronuncia "shaanti". Anche il bengalese, ovvero la lingua parlata in Bangladesh e in India, risulta nei primi dieci posti nella classifica delle lingue più comuni, con oltre 270 milioni di parlanti. Puoi pronunciare la parola "pace" in questa lingua dicendo "Śānti", che si scrive শান্তি.

Infine, in Africa, la parola "pace" nelle varie lingue si scrive "vrede" (afrikaans), "udo" (igbo), "mtendere" (chichewa), "amani" (swahili). Continua a leggere per saperne di più su significato e simboli della pace, traduzione in tutte le lingue, pronuncia della parola, e anche su come imparare nuove lingue con il nostro aiuto e con i corsi di Sprachcaffe.

L’importanza di un saluto nelle varie lingue

Salutare è una forma di cortesia e di educazione, sia in contesti formali che informali. Quando si viaggia ci si ritrova spesso a contatto con altre persone, negli aeroporti, nelle stazioni, negli hotel, nei negozi, nei ristoranti e nei bar, ma anche per strada o all'interno dei mezzi pubblici. È importante dire "ciao" in certe situazioni, sia per gentilezza sia se si vuole iniziare un qualsiasi tipo di conversazione. Ciò non significa che dovrai necessariamente memorizzare la parola ciao in tutte le lingue del mondo per poter viaggiare, ma che imparare a salutare nella lingua del posto è un buon modo per migliorare la tua esperienza all'estero (e per ampliare il tuo bagaglio linguistico e culturale). Dire "ciao" è spesso il primo passo per instaurare un rapporto con qualcuno, per chiedere informazioni o per fare due chiacchiere con il vicino di posto in aereo. I saluti sono alla base di qualunque conversazione, e per questo sono spesso menzionati tra le prime cose da imparare quando si studia una nuova lingua.

Perché dire grazie?

Qual è il motivo principale per cui le persone dicono "grazie"? In generale, si ringrazia per aver ricevuto un aiuto da parte di qualcuno. In Italia, di solito diciamo "grazie", "ti ringrazio", o anche "grazie mille" per esprimere la nostra gratitudine, per mostrare all'altra persona che abbiamo apprezzato ciò che ha fatto per noi. Ringraziamo qualcuno che ci offre una mano in cucina per lavare i piatti, chi ci tiene il posto in una fila mentre andiamo in bagno, qualcuno che in hotel porta il nostro pesante bagaglio fino in camera, chi ci regala un mazzo di fiori e chi ci tiene aperta la porta dell'ascensore mentre stiamo arrivando di corsa.

Con questo non vogliamo però intendere che si ringrazia soltanto per un aiuto fisico. Come detto prima, infatti, ci capita di ringraziare qualcuno per un complimento che migliora la nostra giornata o per un consiglio utile, per una critica costruttiva da parte di un insegnante a scuola o per un feedback sul nostro progetto di lavoro. Anche le celebrità, come attori e cantanti, spesso ringraziano i fan tramite i social per il loro supporto, così come gli sportivi ringraziano i tifosi al termine delle partite. Se si apprezza un gesto, dunque, si ringrazia.

Canzoni di Natale in inglese per bambini

Il periodo di Natale può essere il momento perfetto per far avvicinare i bambini alla musica in inglese. Già di per sé il Natale si presta all'aria festosa e alle canzoni a tema, ma per i più piccini si tratta di un periodo davvero magico!


Ed esistono tantissime canzoni di Natale in inglese per bambini che permetteranno loro di esprimere la loro gioia per il periodo, e allo stesso tempo imparare tutto il vocabolario inglese legato al Natale.
Spesso queste canzoncine sono utilizzate per preparare le recite natalizie a scuola, ma possono essere anche un'ottima attività da fare a casa durante le feste, per stimolare l'apprendimento e divertirsi in famiglia.

Ecco alcune delle più belle canzoni di Natale in inglese per bambini:

  • Silent Night: tra i canti natalizi più famosi, è persino stato dichiarato patrimonio UNESCO per la sua bellezza. Si tratta di una canzone che ogni bambino ha imparato a memoria nella sua vita, per una recita o per cantarla in giro per la città durante le feste. Il testo è semplice, breve e con rime ricorrenti: basta ripeterlo un paio di volte e già entra in testa con facilità.
  • Rudolph the Red-Nosed Reindeer: tutti i bambini conoscono la renna Rudolph, dal grande naso rosso, e questa canzoncina di Natale è proprio dedicata proprio a lei. Il testo in questo caso è un po' più complesso, e probabilmente si adatta meglio a bambini più grandicelli.
  • S-A-N-T-A: questa canzone, invece, descrive parte per parte il signore dalla barba bianca più amato del mondo, ovvero Babbo Natale. Non sono presenti parole difficili, perciò è un testo adatto a bambini di ogni età, e la sua particolarità sta nel giocare con lo spelling della parola "santa".
  • Jingle Bells: chi non conosce questo inno natalizio? Jingle Bells è una delle canzoni più cantate del mondo, e grazie alla sua sonorità e alla sua semplicità si rivela anche un esercizio molto efficace nell'apprendimento dell'inglese. Ci sono tante parole più ricercate legate al Natale, come per esempio "sleigh": i bambini potranno interfacciarsi con pronunce più particolari e immagazzinarle con facilità.
  • Deck the halls: impossibile non aver sentito il caratteristico "fa la la la la" che si ripete per tutto il testo di questa canzone! Tra le più amate dai bambini, è divertente da cantare in compagnia e molto semplice da memorizzare. Anche se presenta vocaboli particolari e non propriamente comuni, infatti, è un vero tormentone che si fa imparare anche da chi non è proprio pratico con l'inglese. Ed è tra le preferite per quanto riguarda recite e spettacoli di Natale, perché il modo migliore per cantarla è in coro.

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Le preposizioni semplici in francese

Partiamo dalle preposizioni semplici in francese, che naturalmente rappresentano anche la base per quelle articolate. Come in italiano, le preposizioni francesi sono parole molto brevi che indicano una relazione tra le parole all'interno della frase. Le nostre sono "di, a, da, in, con, su, per, tra, fra"; quelle francesi sono abbastanza simili, anche se hanno alcune particolarità nell'utilizzo, che vedremo nel corso di questo articolo.

Ecco una tabella delle preposizioni semplici in francese con relativa traduzione e un piccolo esempio:

preposizione francese

traduzione

esempio

à

a

à 7 heures

avec

con

avec ma mère

de

da, di

Je parte de Rome

Il vient de Rome

en

in

une chemise en coton

pour

per

je le fais pour toi

par

per

je passe par le parc

Esistono anche altre preposizioni con significati simili, come depuis e dans: si traducono rispettivamente come "da" e "tra", ma si possono usare a condizione che nella frase sia specificato il momento esatto in cui comincia l'azione indicata dal verbo.

Esempio:

  • J'attends depuis trois heures. = Aspetto da tre ore.
  • Je devrais être à la maison dans trois heures. = Dovrei essere arrivato a casa entro tre ore. / Tra tre ore dovrei essere a casa.

Un'altra preposizione importante da conoscere è sur -con il suo contrario sous-: servono per indicare molto semplicemente "su, sopra" e "sotto".

Esempio:

  • Il faut toujours dire sur tout. = Hai sempre da ridire su tutto.
  • J'ai vu ton cahier sous la table. = Ho visto il tuo quaderno sotto al tavolo.

Adesso, però, torniamo ad analizzare le principali preposizioni semplici in francese: vediamole una per una e scopriamo come si traducono esattamente e quando si utilizzano, con casi particolari e traduzioni.

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Qual è la lingua ufficiale in Colombia?

In Colombia la lingua ufficiale è lo spagnolo, così come in altri Stati tra Centro e Sud America, come per esempio in Messico.

Lo spagnolo è parlato e compreso in quanto lingua madre da praticamente tutti, tranne alcune tribù indigene: lo utilizza infatti il 99,5%della popolazione colombiana. Il motivo per cui sia questa in Colombia la lingua parlata è molto semplice: così come per gli altri Stati della zona, è per via della colonizzazione da parte degli spagnoli, qui iniziata nel 1499.

Non pensare però che si tratti dello spagnolo castigliano a cui siamo abituati: no, stiamo parlando di una variante autoctona conosciuta come spagnolo colombiano, che si differenzia in molti aspetti dalla lingua standard. Un esempio è la presenza abbastanza diffusa del voseo, la pratica di utilizzare il pronome vos al posto del : in Colombia questo avviene solo nella produzione orale, mentre in Paesi come l'Argentina anche nella forma scritta. Un'altra differenza riguarda poi la pronuncia, con la presenza del fenomeno chiamato seseo: mentre in Spagna la C e la Z suonano come un th inglese, in spagnolo colombiano (così come negli altri Paesi latini) il suono sarà sempre uguale ad una S.

Naturalmente poi la lingua si è sviluppata nel tempo anche con termini ed espressioni autoctoni, pertanto ci sono parole spagnole che però troverai solo in Colombia. Più avanti nell'articolo vedremo alcune di queste parole così da poterle imparare per il tuo viaggio e suonare davvero colombiano

Traduttore online gratis: cos’è e come funziona

Prima di tutto però cerchiamo di capire cosa sia un traduttore online, e in che modo ci permette di tradurre qualsiasi frase in un'altra lingua. È bene specificare che si tratta di un processo automatico, che sfrutta l'intelligenza artificiale per fornire traduzioni nella lingua desiderata. Se un tempo il traduttore automatico non faceva altro che tradurre parola per parola, oggi la tecnologia utilizzata permette di ottenere frasi di senso compiuto e di intuire l'intento comunicativo da trasmettere alla lingua di destinazione. Insomma, "il computer" può capire cosa intendevi con la tua frase e rielaborarla in modo efficace nella lingua finale, in modo che quel concetto abbia senso anche lì.

Come ci riesce? Analizzando l'influenza che le parole presenti nel testo hanno l'un l'altra, così da elaborare una traduzione coerente e corretta. Non sempre questo accade, però, perché come dicevamo non è così semplice trovare un traduttore online affidabile o che utilizzi una tecnologia avanzata e sofisticata in grado di simulare l'intento umano. Per aiutarti nel tuo studio linguistico e nelle tue esercitazioni, ecco la guida ai migliori siti che ti avevamo promesso!

Viaggio a Barcellona: quanto tempo ci vuole?

Città versatile e ricca di opportunità, Barcellona è piena di attrazioni culturali, dedicate al relax o al divertimento, soprattutto notturno: le discoteche di Barcellona sono tra le più vivaci di tutta la Spagna! Quanto tempo ci vuole per visitare la città dei blaugranas, quindi, dipende molto dal tipo di vacanza che hai intenzione di fare. Naturalmente, più tempo decidi di restare e più avrai modo di conoscere appieno lo spirito catalano della città, ma con un itinerario ben organizzato 3 giorni possono bastare a vedere le attrazioni principali.

Con un viaggio di 4 o 5 giorni vai sul sicuro, riuscendo persino a ritagliarti un po' di tempo per rilassarti in spiaggia o in uno dei tanti parchi che arricchiscono la città. Restare per 7 giorni o più sarebbe l'ideale, non solo per esplorare in lungo e in largo Barcellona, ma anche per spingersi oltre i confini della città e dare una chance anche a ciò che la circonda: la Catalogna è piena di destinazioni entusiasmanti. Con più tempo a disposizione potrai anche prendere parte ad attività particolari o partire per delle escursioni: il territorio è perfetto per il trekking.

Insomma, più tempo hai e meglio è, e di certo la metropoli spagnola saprà farti innamorare al punto di volerne avere ancora di più. Ma sai che è possibile? Se parti con Sprachcaffe per un anno all'estero a Barcellona puoi rimanere per un periodo che va dalle 8 settimane ai 12 mesi, prendendoti tutto il tempo del mondo per esplorare, scoprire e rimanere a bocca aperta.

Verbo ir spagnolo: come si usa e differenza con venir

Per capire come si usa il verbo ir in spagnolo dobbiamo innanzitutto dire cosa significa: la traduzione in italiano è "andare", e apparentemente si tratta dello stesso verbo. Nell'utilizzo, però, non è proprio così.

Il verbo ir viene utilizzato per indicare il movimento della persona che sta parlando da un punto verso un altro punto. In certi casi, è lo stesso che avviene in italiano:

  • Voy a la escuela. = Vado a scuola.

La differenza sorge quando avviene la stessa cosa anche se la persona a cui ci si rivolge si trova in un punto lontano rispetto a chi parla:

  • Iremos a recogerte antes de las once y media. = Verremo a prenderti prima delle undici e mezza.


Come puoi notare, nella traduzione italiana abbiamo utilizzato il verbo venire, e non più andare. Questo perché in Italia si usa il verbo venire quando chi parla si muove verso la destinazione in cui si trova chi ascolta. In spagnolo invece si tiene bada soltanto del movimento di chi parla, indipendentemente da dove si trova la persona a cui si rivolge.

Qualche esempio per vedere ancora di più la differenza:

  • Voy a tu casa. = Vengo a casa tua. (L'ascoltatore si trova già a casa sua, perciò noi usiamo "venire")
  • Esta noche voy a una fiesta, ¿quieres unirte? Porque no, voy contigo! =
    Stasera vado a una festa, vuoi venire? Perché no, vengo con te! (nessuno dei due è ancora alla festa, perciò nella risposta si usa il verbo ir in spagnolo, ma venire in italiano).
  • ¿Vamos a hacer la compra? = Andiamo a fare la spesa? (in questo caso, anche in italiano utilizziamo andare perché nessuno dei due è ancora andato e si muoveranno insieme. Se invece uno dei due sta andando a fare la spesa e chiede all'altro di unirsi, allora la risposta sarà comunque "voy contigo" e non "vengo".)

Allo stesso modo, se una persona viene chiamata e sollecitata a recarsi in un altro punto, la risposta sarà prevederà sempre l'uso del verbo spagnolo ir. Se per esempio tua mamma ti chiama dalla cucina perché è pronto, risponderai: ¡Voy! A differenza dell'italiano in cui diremmo "Vengo!" o più comunemente "Arrivo!", ma mai "Vado!".

Come capire se usare il verbo ir in spagnolo o il verbo venir

Distinguere tra i verbi ir e venir non è così facile come sembra. Il fatto che noi in Italia preferiamo l'utilizzo del secondo in determinati contesti ci può mandare in confusione e farci sbagliare, quando in realtà la regola da seguire di base è semplice.

Ti basta ricordare che:

  • Si usa ir quando il soggetto si muove dalla sua posizione verso un altro punto
  • Si usa venir quando il soggetto si avvicina da una posizione lontana

E che in spagnolo la regola è seguita in ogni caso, anche quando a te suona male perché in italiano sarebbe diverso. L'unica cosa che ti interessa, quindi, è quello che fa il soggetto, a prescindere dal comportamento della persona a cui si sta rivolgendo.

Verbo ir o irse in spagnolo

È importante ricordare che il verbo ir in spagnolo può diventare irse, ovvero subire una sorta di rafforzamento. Spesso il significato non cambia, ma semplicemente si pone di più l'attenzione della frase sul verbo:

  • Voy a casa → Me voy a casa = Vado a casa.

In altri casi, il significato del verbo stesso cambia in modo importante: lo possiamo tradurre con "lasciare, andarsene".

  • Nos vamos* de casa = Ce ne andiamo di casa (usciamo o ce ne andiamo definitivamente, in base al contesto)

*Attenzione a non confondere questa forma con "Vamonos", che fa parte dell'imperativo e si traduce con un'esortazione: "Andiamocene".

Opium: la più famosa discoteca di Barcellona?

Probabilmente sì, perché l'Opium è un vero e proprio punto di riferimento per la movida della città. In particolare, parliamo di una delle discoteche di Barcellona di punta per quanto riguarda la musica commerciale, ma anche hip hop, house, musica elettronica e dance. Non troppo spesso vengono organizzate anche alcune serate reggaeton, ma se quello è il genere che preferisci ci sono locali a Barcellona più adatti.

L'Opium è famoso per ospitare spesso DJ e artisti di fama internazionale. Per fare qualche esempio Armin Van Buuren e David Guetta! Durante la settimana si organizzano tantissime serate a tema, mentre il weekend è incentrato sulla musica house: in ogni caso, qui puoi fare l'alba al ritmo della musica 7 giorni su 7, dato che il locale chiude alle 5 del mattino (o alle 6 nei weekend).
Tra le caratteristiche che la rendono una delle migliori discoteche a Barcellona c'è anche la terrazza, che affaccia direttamente sul mare.

Parliamo di una discoteca d'élite: oltre al codice d'abbigliamento da rispettare, ti consigliamo di prenotare i biglietti d'ingresso con un po' di anticipo, o altrimenti rischi di non poter entrare.

Verbo essere spagnolo: ser o estar?

Capire con quale dei due tradurre il verbo essere in spagnolo può non essere troppo intuitivo, all'inizio. Da una parte abbiamo ser, che all'apparenza è quello più simile al nostro verbo essere, e che di conseguenza tendiamo a preferire. Dall'altra invece abbiamo estar, che la nostra mente italiana ci porta a tradurre come "stare", e quindi a farcelo suonare sbagliato.

In un certo senso, però, il ragionamento è giusto. In spagnolo il verbo estar può essere inteso come essere nel senso di stare in una condizione in questo momento, transitoria e modificabile. Un esempio concreto della differenza tra ser y estar:

  • Soy aburrida → Sono noiosa (inteso come sono una persona noiosa in generale)
  • Estoy aburrida → Sono annoiata (in questo momento provo noia)

Lo traduciamo allo stesso modo, ma ha un significato del tutto diverso. Per capire meglio, vediamo singolarmente gli usi di ser e di estar.

Quando usare ser come verbo essere in spagnolo

Il verbo ser è uno dei verbi più comuni della lingua spagnola e, come spesso accade in questi casi, è anche irregolare. Lo si può notare già dalla coniugazione del verbo essere in spagnolo al presente indicativo:

persona

presente indicativo

traduzione

Yo

soy

sono

Tú

es

sei

Él / Ella

es

è

Nosotros

somos

siamo

Vosotros

sois

siete

Ellos / Ellas

son

sono

La regola generale per il suo utilizzo è: metto ser quando dopo c'è un aggettivo che descrive delle caratteristiche stabili, fisse, che non possono cambiare (quantomeno nel breve tempo).
Si usa per:

  • Fare descrizioni fisiche, personali, sulla professione, nazionalità, genere, provenienza etc:

    Juan es muy simpático. = Juan è molto simpatico.
    eres bastante alta. = Sei abbastanza alta.
    Sois de Espana? = Siete spagnoli? / Venite dalla Spagna?
    Mis padres son profesores. = I miei genitori sono professori.
  • Indicare il momento in cui avviene un'azione o in cui ha luogo un evento, e quindi date, orari, stagioni, giorni…:

    En este momento son las 5 de la tarde. = In questo momento sono le 5 del pomeriggio.
    La fiesta es el miércoles. = La festa è mercoledì.
    Por fin es verano. = Finalmente è estate. (noi diremmo più siamo in estate)
  • Esprimere possesso o appartenenza:

    Estas gafas son mías. = Questi occhiali sono miei.
    Ese señor es mi padre. = Quel signore è mio padre.
    Son tradiciones en mi familia. = Sono tradizioni della mia famiglia.
  • Indicare il materiale di un oggetto:

    Si es (de) plástico no lo quiero. = Se è fatto di plastica non lo voglio.
    Mi nueva camiseta es de algodón. = La mia nuova maglia è di cotone.
    ¿La silla es de madera? = La sedia è di legno?

C'è un'ultima cosa importante da sapere sul verbo ser. Al contrario dell'italiano, il verbo essere e avere in spagnolo non svolgono entrambi funzione di ausiliare: soltanto il verbo haber è utilizzato in questo modo.

  • Ho studiato tutto il giorno → he estudiado todo el dia.

Niente di strano fino a qui. Ma prendiamo in esempio un'altra frase:

  • Sono stato fuori città. → He estado fuera de la ciudad


Anche in questo secondo caso il verbo essere in italiano diventa haber in spagnolo. Non usare mai ser come ausiliare, anche se ti sembra cacofonico!

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Che lingua si parla alle Maldive: la lingua ufficiale

Le Maldive sono un arcipelago situato in mezzo all'Oceano Indiano, in posizione sud-occidentale rispetto all'India. Per questo la lingua ufficiale del Paese fa parte di un ramo linguistico indoeuropeo, e più precisamente delle lingue indoarie: si tratta del maldiviano, meglio conosciuto come dhivehi.

Alla luce di quanto appreso finora, non ci stupisce scoprire che il dhivehi è anche una lingua dell'India, dove viene parlato abitualmente da circa 15.000 persone. Risulta però lingua ufficiale solo nella Repubblica delle Maldive, e nel 2007 sono stati contati in tutto 356.000 parlanti distribuiti tra le isole e l'India, in particolare nello stato del Kerala e nel territorio delle Laccadive.

Una curiosità della lingua maldiviana è che proprio da qui deriva la nostra parola "atollo", per mediazione della lingua inglese: la versione originale maldiviana è atholhu (އަތޮޅު), che ha il significato letterale di "isola-laguna".

L'origine del dhivehi è molto antica e risale al pracrito dell'India antica e dal sanscrito, da cui peraltro ha acquisito moltissimi suoni e parole. A causa delle sue origini comuni anche con l'antica lingua dello Sri Lanka sinhala, oggi il maldiviano suona molto simile al cingalese, ovvero la lingua che si parla in Sri Lanka. Nonostante questo, i due idiomi non risultano mutuamente intelligibili.

Nonostante la distanza geografica dai territori circostanti, alle Maldive la lingua si è evoluta e modificata anche a causa delle invasioni subite nel tempo. In particolare da parte degli arabi, che hanno anche contribuito alla diffusione dell'islam sunnita come religione, oggi unica praticata. Tutto ciò ha portato all'uso di nuove parole provenienti dall'arabo, lingua parlata in Marocco e in molti altri Paesi lontanissimi dalle Maldive.

Le influenze sul dhivehi provengono anche da persiano, portoghese, francese, urdu e inglese.

È importante sapere che, sebbene la lingua dhivehi sia una sola, in base all'atollo in cui ci si trova e alla zona dello stesso, è possibile notare pronunce e persino parole differenti.

I principali dialetti in cui si suddivide la lingua maldiviana sono i seguenti:

  • malé
  • addu
  • huvadhu
  • haddunmathee
  • maliku
  • mulaku (detto anche mahl)

La variante di lingua maldiviana più diffusa e parlata è il malé, che condivide il nome con la capitale della Repubblica delle Maldive.

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Verbo essere e avere in inglese: attenzione alle differenze

Prima di addentrarci nell'argomento e scoprire in depth l'uno e l'altro verbo, è fondamentale specificare una cosa: i verbi avere e essere in inglese non funzionano come in italiano. Anzi: ci sono tantissime differenze! Dove in italiano usiamo il verbo "avere" in inglese potremmo usare "to be".

Esempio:

  • I'm eighteen years old. = Io ho diciotto anni. (essere → avere)

Una similitudine con la nostra lingua, invece, è che entrambi i verbi possono essere utilizzati come ausiliari. Anche qui, però, non necessariamente come lo faremmo noi in italiano, perciò bisogna prestare attenzione al singolo caso e comprendere quale traduzione funziona meglio in inglese.

Fabric: tra i locali di Londra più amati

Partiamo con una delle discoteche di Londra più longeve in assoluto, il Fabric. È una vera istituzione, il punto di riferimento per tutti gli appassionati di musica house, techno, dub-techno e disco. La location è molto particolare, dato che il locale è un vecchio magazzino che serviva per la conservazione di carne e salumi. Oggi, invece, è un enorme night club con tre sale, all'interno delle quali il divertimento è assicurato fino a tarda notte. O fino al giorno dopo: il Fabric chiude alle 8 del mattino il sabato!

Spesso vengono organizzati qui eventi imperdibili, con DJ e artisti internazionali: la sua fama però non è data solo da questo, ma da una particolarità che lo rende unico. Il Fabric è dotato di pavimento vibrante (Room one), ovvero una pista da ballo bodysonic dotata di trasmettitori a 450 frequenze di bassi. L'esperienza che offre è davvero unica nel suo genere: nonostante a Londra le discoteche siano così tante, non è un caso se il Fabric sia una delle più amate


Si può entrare soltanto se si hanno almeno 19 anni compiuti di età, e si trova in zona Farringdon.

The Churchill Arms, il pub londinese di Kensington

I motivi per cui troviamo The Churchill Arms in questa lista sono innumerevoli. Situato nel lussuoso ed esclusivo quartiere di Kensington, si tratta di uno dei pub storici di Londra, ma è anche tra i più particolari. La tradizione incontra la modernità, al suo interno, dove oggi ospita inaspettatamente un ristorante thailandese. Se durante il diciannovesimo secolo era noto per annoverare, tra i suoi clienti abituali, i nonni di Winston Churchill, oggi come oggi è una vera e propria istituzione.

Complice anche la sua estetica: passarci davanti senza rimanere a bocca aperta è impossibile! I suoi esterni floreali di spettacolare bellezza sono già un biglietto da visita, ma se capiti di qui sotto Natale lo show è doppio per via delle illuminazioni: di certo non si bada a spese.

Costruito nel 1750, è uno dei più antichi pub di Londra tutt'oggi in attività, e con un successo davvero impressionante nonostante la scelta di offrire una cucina esotica e non tradizionale, cosa che molti potrebbero considerare un azzardo. Chi può dire che invece non sia proprio il binomio originale tra antico e nuovo a fare il successo incredibile di questo pub londinese?

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Verbo venir spagnolo: cosa significa?

Il verbo VENIR in spagnolo corrisponde al nostro italiano "venire". Si tratta, quindi, di un verbo che esprime movimento, sia in senso letterale sia con alcune sfumature di significato idiomatiche, come per esempio "venir a la mente", che si traduce proprio come "venire in mente".

Visto così, il verbo venir spagnolo sembrerebbe innocuo e del tutto uguale al suo corrispettivo italiano, ma scopriremo man mano che non è proprio così. In compenso, i due verbi condividono però la coniugazione irregolare.

Ebbene sì, venir fa parte della lunga lista di verbi irregolari in spagnolo, ed è per questo che imparare la sua coniugazione risulta così importante. Anche perché è un verbo ampiamenteutilizzato nel linguaggio di tutti i giorni, e se hai intenzione di utilizzare lo spagnolo ti ritroverai a utilizzarlo giornalmente.

Quali sono i verbi frasali inglesi?

Prima di tutto, cerchiamo di capire cosa si intende con verbi frasali in inglese.

Anche conosciuti come phrasal verbs, i verbi frasali sono tutti quei verbi che sono accompagnati da una particella, la quale ne va a cambiare leggermente - o drasticamente - il significato.

Questa particella può essere sia un avverbio che una preposizione, in base al verbo di partenza.

Ci sono alcuni verbi che sono particolarmente soggetti a trasformarsi in phrasal verbs, e che presentano più di una combinazione. E, di conseguenza, più di un significato.

Prendiamo per esempio il verbo "to look", che così com'è significa "guardare" o "sembrare.

Se aggiungiamo la preposizione "after", il verbo "look" cambia drasticamente significato e si traduce con "prendersi cura di".

  • I look after my younger brother → Mi prendo cura di mio fratello minore.

Se invece aggiungiamo la preposizione "forward", il significato cambia ancora in "non vedere l'ora di".

  • I look forward to see you. → Non vedo l'ora di vederti.


Insomma, possiamo definire i phrasal verbs come quelle combinazioni di verbo + particella che vanno a dare un tocco di significato in più al verbo stesso.

Verbi modali in tedesco: quali sono?

I verbi modali in tedesco, un po' come in italiano, sono verbi che si occupano di modificare, rafforzare o aggiungere un concetto ad un altro verbo. Si utilizzano, quindi, sempre associati ad un altro verbo, e per questo diciamo che sono dei verbi ausiliari.

I verbi modali nella lingua tedesca sono sei:

  • Können (potere/sapere): usato per esprimere capacità, abilità o possibilità. Ad esempio: "Ich kann Deutsch sprechen" (So parlare tedesco);
  • Müssen (dovere): indica un obbligo o una necessità. Per esempio: "Ich muss zur Arbeit gehen" (Devo andare al lavoro);
  • Wollen (volere): esprime un desiderio o l'intenzione di fare qualcosa. Ad esempio: "Ich will mein Deutsch verbessern" (Voglio migliorare il mio tedesco);
  • Dürfen (potere, avere il permesso): indica il permesso o la concessione di fare qualcosa. Per esempio: "Du darfst hier nicht rauchen" (Non puoi fumare qui);
  • Sollen (dovere, dovere morale): esprime un dovere morale o una raccomandazione. Ad esempio: "Du solltest mehr Wasser trinken" (Dovresti bere più acqua).
  • Mögen (piacere): esprime il gradimento o la preferenza per qualcosa. Ad esempio: "Ich mag Schokolade" (Mi piace il cioccolato).

A differenza dell'italiano, quindi, i concetti di "potere" e di "dovere" possono essere espressi con due verbi diversi a seconda della situazione e del contesto in cui si trovano.

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Cosa sono i verbi separabili in tedesco?

Dire verbi separabili in tedesco può spaventare, specialmente chi si approccia a questa lingua per la prima volta. Ma se dicessimo verbi composti, sarebbe tutto più semplice, vero?

Ebbene, i verbi separabili in tedesco sono un tipo di verbi composti, molto banalmente! In particolare, si compongono di due elementi:

  1. Il verbo base, conosciuto anche come verbo inseparabile dal momento che è una sola parola che non si può scomporre;
  2. Una particella che va a modificare il significato del verbo di partenza, e la quale si separa dal verbo stesso nel momento in cui questo subisce la coniugazione.

Ricorda che, se il verbo è riflessivo, c'è anche il pronome riflessivo nella sua composizione come particella in più.

Un esempio di verbo separabile in tedesco è "anfangen" (iniziare).

Vediamolo ora inserito in un contesto per capire meglio come funziona:

  • Ich fange morgen mit meinem neuen Job an. → Domani inizio il mio nuovo lavoro. (in italiano sarebbe "inizierò", ma spesso utilizziamo il presente anche per il futuro più vicino e ovvio).

Ad ogni modo, in questa frase, "anfangen" è coniugato al presente indicativo (ich fange) e il prefisso separabile "an" è stato spostato alla fine della frase.

Perciò, come si usano i verbi separabili in tedesco?

La regola da seguire è la seguente:

  • Per quanto riguarda la forma affermativa, mettiamo il verbo principale in seconda posizione e il prefisso in fondo alla frase:

    -Ich rufe Vera an. → Chiamo Vera.
  • Nella frase interrogativa, il prefisso rimane sempre alla fine della frase, mentre invece il verbo va posto all'inizio, subito dopo il soggetto. È quello che accade anche con i verbi classici:

    -Siehst du oft fern? → Guardi spesso la TV?
  • Per quanto riguarda la forma imperativa, infine, il verbo viene sempre posto all'inizio, mentre il prefisso alla fine:

    Ruf Vera an! → Chiama Vera!

Verbi forti tedeschi: quali sono?

Innanzitutto, impariamo a identificarli. I verbi forti tedeschi sono tutti quei verbi che formano alcuni tempi verbali a partire da radici differenti rispetto a quelle dell' infinito, che sono invece quelle da cui si formano regolarmente.

Più nel dettaglio, tutti i verbi forti modificano la radice al Präteritum, mentre esistono:

  • alcuni verbi forti che modificano la radice anche al tempo presente (ma solo per seconda e terza persona singolare). Sono i verbi che hanno la radice in -A/-AU all'infinito e molti di quelli che hanno la radice in -E;
  • alcuni verbi forti che modificano la radice anche al Partzip II. Si tratta, in questo caso, dei verbi che hanno la radice in -EI o in -IE/-I e molti di quelli che hanno la radice in -E al modo infinito

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Marienplatz Monaco, il cuore della città

Marienplatz è una piazza situata nel cuore di Monaco di Baviera, in Germania: già per via della sua posizione centrale, nel tempo, ha acquisito questa importanza per la gente del posto.

Oggi -ma in realtà da sempre- è una delle principali attrazioni della città, nota per la sua bellezza architettonica e la sua vivace atmosfera.

La piazza è dominata dal bellissimo municipio (Rathaus) di Monaco, un edificio gotico che ospita anche il celebre Glockenspiel, un orologio a carillon che si anima con figure che rappresentano eventi storici e tradizioni della città.

Marienplatz è anche circondata da negozi, caffè e ristoranti, il che la rende un importante punto di ritrovo popolare per residenti e turisti. Chi per abitudine, chi per fama, è impossibile che non si passi di qui se ci si trova a Monaco di Baviera: Marienplatz è il fulcro di questa città.

La piazza è poi particolarmente affollata durante il periodo natalizio, quando ospita uno dei mercatini di Natale più famosi e pittoreschi della Germania.

Perciò, se scegli di partire con noi per unavacanza studio a Monaco di Baviera, ti consigliamo vivamente di considerare dicembre come periodo!

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Verbi primo gruppo francese: cosa sono?

Proprio come accade in italiano, anche nella lingua francese i verbi vengono divisi per la coniugazione che seguono, e quindi si contraddistinguono per via della differente desinenza che presentano nella forma dell' infinito.

In francese, esistono tre coniugazioni:

  1. il primo gruppo, che si distingue per la desinenza -er;
  2. il secondo gruppo, che invece presenta la desinenza -ir;
  3. il terzo gruppo, che può avere diversi suffissi come -re, -oir, o di nuovo -ir ma con modifiche di coniugazione irregolare.

Per fare un esempio, quindi:

  1. manger è un verbo del primo gruppo, che segue la coniugazione dei verbi in -er;
  2. voir è un verbo del secondo gruppo, che segue la coniugazione regolare dei verbi in -ir;
  3. prendre è un verbo del terzo gruppo, perché presenta un suffisso irregolare rispetto ai precedenti (in questo caso -re).

Alla luce di questo, quindi, i verbi del primo gruppo in francese sono tutti quei verbi che terminano in -er e seguono, generalmente, una coniugazione regolare. Il primo gruppo risulta il più semplice da studiare, ma al tempo stesso è anche molto importante farlo con attenzione poiché contiene moltissimi dei verbi più comuni e diffusi della lingua francese, tra cui molti di quelli che servono per descrivere azioni della vita quotidiana.

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Cos’è il verbo have got inglese

Prima di tutto, cerchiamo di capire di cosa si tratta, anche se molto probabilmente conosci già il verbo have got in inglese.

Si tratta infatti del verbo che si usa per indicare il possesso, usato principalmente nelle costruzioni affermative e interrogative nel presente indicativo semplice.

Vediamo qualche esempio per capire meglio:

  • I have got a car. → Ho una macchina.
  • She has got a new job. → Lei ha un nuovo lavoro.
  • Have you got any siblings? → Hai dei fratelli/sorelle?
  • We haven't got much time. → Non abbiamo molto tempo.

La coniugazione completa è la seguente:

persona

indicativo semplice verbo HAVE GOT

I

Have got

You

Have got

He / She / It

Has got

We

Have got

You

Have got

They

Have got

Come sempre accade nella lingua inglese, la coniugazione è uguale per tutte le persone fuorché la terza persona singolare, che invece presenta la forma in "s".

Si tratta di un verbo fondamentale per la lingua inglese, dal momento che esprimere il possesso può tornare utile in veramente moltissime situazioni.

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Much e many: cosa sono?

Prima di tutto, è fondamentale comprendere che cosa sono much e many, ovvero che ruolo grammaticale svolgono nella lingua inglese.

Vengono definiti "quantificatori", ovvero parole, di solito posizionate prima di un sostantivo, che ci servono a indicare la quantità dell'oggetto a cui si riferiscono. Per esempio, "some fruit", che significa "un po' di frutta": in questo caso, la parola "some" svolge il ruolo di quantificatore per il sostantivo "fruit".

Many e much, in tutto ciò, sono entrambi quantificatori che si riferiscono a grandi quantità, e che perciò potremmo tradurre con "molto".

Altri quantificatori molto comuni nella lingua inglese sono "some" (alcuni), "all" (tutti), "none" (nessuno), "several" (diversi, parecchi), "enough" (abbastanza), "plenty of" (abbondanza di) e, naturalmente, tutti i numeri cardinali.

Perché visitare i mercati di Londra

Londra è una metropoli enorme, infinita, moderna e sempre all'avanguardia: il tempo passa e lei, sempre sul pezzo, evolve di conseguenza.

In questo continuo mutamento, è nei mercati di Londra che puoi respirare la vera essenza della città, il suo cuore più puro, sincero e autentico: questo è il primo motivo in assoluto per cui dovresti inserirli nel tuo itinerario.

Ma ce ne sono molti altri, tra cui:

  • Variegata esperienza culturale: I mercati di Londra offrono una varietà di prodotti provenienti da tutto il mondo, riflettendo la diversità culturale della città, che è una vera e propria melting pot. Tra queste bancarelle avrai la possibilità di scoprire cibi internazionali, artigianato tradizionale e opere d'arte uniche, il che ti consente di immergerti nelle diverse culture senza lasciare la città. Londra è un piccolo mondo, ricco di culture diverse tutte da conoscere.
  • Prodotti unici e vintage: Molti mercati londinesi offrono prodotti unici, vintage e di design che non si trovano da nessun'altra parte. Dai vestiti alla gioielleria, dai mobili agli oggetti d'arte, i mercati offrono un'ampia gamma di tesori che possono arricchire il tuo stile personale e la tua casa con un tocco distintivo. Potrai portare a casa con te souvenir più unici che rari, e avere un ricordo di Londra indelebile e concreto.
  • Atmosfera vivace e vibrante: I mercati di Londra sono luoghi vivaci e animati, pieni di colori, suoni e odori affascinanti. Camminare tra le bancarelle, interagire con i venditori e osservare i visitatori è un'esperienza stimolante che ti immerge nell'energia unica della città. Noi consigliamo sempre di visitare i mercati in ogni città del mondo che si visita, ma a Londra è proprio una tappa obbligatoria.
  • Opportunità di assaggiare cibi deliziosi: Molti mercati londinesi offrono una vasta selezione di cibi deliziosi provenienti da tutto il mondo. Puoi gustare street food autentico, prelibatezze gourmet e piatti tradizionali preparati freschi davanti ai tuoi occhi, godendo così di un viaggio culinario indimenticabile.
  • Scoperta di nuovi talenti: I mercati sono spesso luoghi in cui gli artisti emergenti, gli artigiani e i designer trovano una piattaforma per esporre e vendere le proprie creazioni. Visitare i mercati ti offre l'opportunità di scoprire nuovi talenti e sostenere gli artisti locali mentre acquisti opere d'arte originali e articoli unici. Per molti, infatti, il mercato a Londra è una sorta di palcoscenico, un trampolino di lancio per la propria carriera artistica.

In sintesi, visitare i mercati di Londra è un'esperienza coinvolgente che offre un mix affascinante di cultura, shopping, cibo e intrattenimento, rendendoli una tappa imperdibile per i visitatori e i residenti della città.

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Fare pratica con lo spagnolo divertendosi!

Forse guardare una serie o un film su Netflix o Amazon Prime può essere considerato intrattenimento, giusto? Anche se probabilmente lo fate nel tempo libero (nessun capo vorrebbe trovarvi a guardare una serie nel tempo di lavoro), quando decidete di guardare una serie o un film per praticare una lingua straniera, può essere una bella sfida provarci senza nemmeno i sottotitoli nella vostra lingua madre.
Questo modo di praticare una lingua straniera (in questo caso lo spagnolo) è molto efficace, almeno per quanto riguarda le capacità di ascolto e di lettura, e si noterà un miglioramento relativamente rapido in proporzione al tempo di esposizione alla lingua.

Per questo motivo abbiamo stilato un elenco dei 10 film e serie più visti oggi, in modo che possiate migliorare il vostro spagnolo con la serie o il film che preferite. Ecco qui!

Competenze linguistiche nel CV

Una presentazione strutturata e accurata delle tue competenze nel tuo CV è molto importante per una candidatura di successo. Naturalmente, questo vale anche per le competenze linguistiche nel curriculum vitae. In quanto candidato multilingue, dovresti sfruttare il punto di forza della tua candidatura e presentare le tue competenze linguistiche nel miglior modo possibile.Trovare amici di lingua inglese Crea contatti internazionali durante il tuo viaggio di studio e migliora rapidamente il tuo inglese!

Consigli per presentare le tue competenze linguistiche nel CV

Ecco alcuni suggerimenti per migliorare il tuo CV. Vedi anche i modelli per la presentazione delle competenze linguistiche.

Sezione delle competenze linguistiche: aggiungere una sezione denominata "Lingue" o "Competenze linguistiche". In questo modo questa sezione risalterà maggiormente.

Indicare le lingue: indicare tutte le lingue che si conoscono. A partire dalla vostra lingua madre, dovreste elencare tutte le lingue che conoscete nel vostro CV. Non è necessario parlare perfettamente le lingue. È sufficiente una conoscenza di base.

Indicare il livello di conoscenza delle lingue: indicare il livello di conoscenza della lingua in questione. Esistono diversi approcci. Da un lato, si può indicare il livello di conoscenza della lingua da "base" a "fluente". Dall'altro, potete indicare le vostre competenze linguistiche nel vostro CV secondo il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Successivamente, indicate nel vostro CV le vostre competenze linguistiche dal livello A1 al C2.

Se hai ottenuto un certificato linguistico ufficiale, indicalo anche nel tuo CV. Questo può dare un utile vantaggio alla vostra candidatura. Tuttavia, non dimenticare di includere il certificato di lingua tra gli allegati alla tua candidatura.

Essere onesti e realistici: bisogna essere onesti quando si dichiarano le proprie competenze linguistiche nel CV. Le informazioni errate vengono notate rapidamente e possono causare problemi durante il colloquio di lavoro o in seguito.

Verbo giocare in francese: come si traduce?

Il verbo "giocare" in francese si traduce come "jouer".

Esempio:

  • Je joue au football avec mes amis. → Io gioco a calcio con i miei amici.

Per quanto riguarda la pronuncia, la fonetica del verbo "jouer" in francese è approssimativamente la seguente:

/jwe/

La quale corrisponde approssimativamente a un "giué", considerando che la "j" francese è una "g" molto più morbida e tendente al nostro suono "sc" dolce.

L'accento va posto sulla "e", mentre la "r" è una lettera muta come accade sempre nei verbi francesi al modo infinito.

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Come funziona la "spaced repetition"  per l'apprendimento del vocabolario

La ripetizione distanziata è un metodo di apprendimento del vocabolario di una lingua straniera il cui scopo è quello di incorporare il nuovo vocabolario nell'uso quotidiano della lingua in modo rapido, efficace e, soprattutto, duraturo, ripetendo selettivamente il vocabolario a un determinato intervallo di tempo.

Questo metodo di apprendimento si svolge in un periodo di tempo più lungo (ad esempio, 1 mese). La durata è libera, ma è suddivisa in fasi di apprendimento fisse. In ogni fase il nuovo vocabolario viene ripetuto. La particolarità del metodo di apprendimento a ripetizione intervallata consiste nel prolungare il periodo tra una fase e l'altra in cui il vocabolario non viene ripetuto. In questo modo, il vocabolario viene ampliato a lungo termine. Le seguenti fasi possono servire come base per l'apprendimento con la ripetizione distanziata.

Giochi per imparare lo spagnolo - livello básico (A1, A2)

Se hai deciso di imparare lo spagnolo da zero o se hai un livello base, l'opzione migliore per iniziare e assimilare una lingua è seguire un corso di spagnolo in un paese di lingua spagnola o un corso di spagnolo online se non hai la possibilità di viaggiare al momento. A poco a poco capirai e acquisirai un maggior numero di vocaboli e di espressioni spagnole di uso quotidiano.

DIZIONARI VISIVI. Hai mai sentito parlare dei dizionari visivi? Questa risorsa educativa ti aiuterà ad assimilare facilmente un maggior numero di vocaboli e a imparare rapidamente lo spagnolo perché, secondo gli esperti, ricordiamo meglio i concetti quando li visualizziamo e li associamo alle cose. I giochi da tavolo educativi per imparare lo spagnolo a livello base sono essenziali per sostituire i libri di testo con una divertente attività di gruppo. Consigliamo una serie di giochi visivi a coppie che insegnano concetti di base come il tempo, le professioni, l'abbigliamento, il corpo umano, i colori e i numeri.

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Come partecipare

La domanda dovrà essere trasmessa, esclusivamente in modalità telematica, accedendo dalla home page del sito internet istituzionale www.inps.it nell’area Servizi on line. La domanda deve essere trasmessa a decorrere dalle ore 12,00 del giorno 2 marzo 2016 e non oltre le ore 12,00 del giorno 31 marzo 2016. Per potere inviare la domanda in modalità telematica è necessario:
  1. Essere in possesso del PIN Inps Dispositivo. a.) Chi non possiede il PIN Inps Dispositivo lo può richiedere direttamente dal sito INPS, chiamato il numero verde dell’istituto oppure direttamente presso uno sportello INPS. b.) Chi possiede già un codice PIN Inps può accedere al sito Home > Servizi > Richiesta PIN On Line, sotto la voce “vuoi il pin dispositivo” per convertirlo.
  2. Dichiarare, in fase di presentazione della domanda, di avere presentato nel 2016 la DSU utile ai fini del rilascio dell’attestazione ISEE ordinario o ISEE Minorenni (con genitori non coniugati tra loro e non conviventi) , qualora ne ricorrano le condizioni ai sensi delle vigenti disposizioni.

Perché scegliere un college a Londra?

La lingua inglese è la prima lingua al mondo per numero di parlanti totali e viene frequentemente usata sui social, sui siti web, in ambito lavorativo e commerciale. Ti sarai ormai accorto che nei ristoranti, negli hotel e negli aeroporti di tanti Paesi del mondo è spesso possibile comunicare in inglese, perché questa è la lingua adottata a livello internazionale in diversi settori, come ad esempio quello del turismo. Al giorno d'oggi, dunque, l'inglese apre diverse strade e consente di comunicare agevolmente nei contesti più disparati. E qual è il posto migliore per imparare, se non Londra?

Gli accenti inglesi sono molteplici poiché la pronuncia varia da zona a zona, da città a città. A Londra avrai la possibilità di imparare il classico accento inglese, detto RP (Received Pronunciation), ma anche lo slang e le espressioni più utilizzate quotidianamente. Inoltre, essendo esposto a un mix di culture diverse, potrai ascoltare numerosi accenti stranieri e imparare a riconoscere pronunce differenti. Londra è il centro amministrativo e culturale dell'Inghilterra, ma ricorda che dalla capitale del Regno Unito puoi raggiungere diverse altre importanti città inglesi. Parliamo di Liverpool, di Manchester, di York, di Bristol, di Oxford, di Nottingham, di Brighton, e ancora di Leeds, di Newcastle upon Tyne, di Canterbury, di Leicester, di Norwich e di tante altre.

Se sei interessato a imparare la lingua più parlata al mondo, frequentare i college londinesi ti permette di raggiungere questo scopo in tempi brevi con l'aiuto di insegnanti competenti e qualificati. Noi di Sprachcaffe ti consigliamo di dare un'occhiata ai corsi dei college a Londra estivi o annuali, per ragazzi e per adulti. Sul nostro sito puoi trovare varie soluzioni di viaggio per trascorrere del tempo nelle scuole di Londra, per effettuare un anno di scuola all'estero, e per tanti altri progetti simili. Tutto ciò che devi fare è contattarci per ricevere informazioni più dettagliate e consigli personalizzati, oltre a sfogliare le nostre pagine per tenerti sempre aggiornato sulle novità e sui progetti più recenti.

Età e periodo migliore per lo studio in college americani

I college sono destinati a studenti dai 18 ai 23 anni, trattandosi di studio universitario e quindi post-scolastico. Il percorso di studi dura 4 anni e inizia con corsi generali, per poi focalizzarsi man mano sull'ambito di studi scelto dallo studente.

Non è possibile, quindi, frequentare il college prima della maggiore età, ma può essere utile fare un'esperienza all'estero già durante l'adolescenza, senza necessariamente andare oltreoceano! Di certo ti aiuterà a capire come te la cavi a stare lontano da casa e a vivere con più indipendenza, e inoltre sarà fondamentale per il miglioramento della lingua! Con noi di Sprachcaffe puoi partire per una vacanza studio per imparare l'inglese verso destinazioni molto interessanti come Malta, Brighton e la sempre fascinosa Londra, e puoi farlo già a partire dai 12 anni! Abbiamo programmi adatti a ogni fascia d'età e corsi studiati per essere più o meno intensivi: contattaci qui per farci tutte le domande che vuoi e saremo felici di risponderti.

Tornando a noi, nei college americani per italiani è possibile anche proseguire con gli studi dopo il Bachelor's Degree nelle seguenti fasi:

  • Graduated schools: è la formazione post universitaria a cui si accede con il superamento del test GRE. Qui potrai scegliere tra i Master più prestigiosi del mondo e ottenere il Master's Degree, che corrisponde alla nostra laurea specialistica (non al nostro master).
  • Dottorato di ricerca: se deciderai di svolgere il dottorato negli USA, riceverai uno stipendio per tutta la durata degli studi, che può andare da 1 a 3 anni. Alla fine del percorso dovrai sostenere un esame chiamato Preliminary e, una volta superato, potrai iniziare a preparare la tesi detta Dissertation. Insomma, puoi anche partire direttamente come ricercatore e svolgere questa importante attività in una delle Università americane che più investono nella ricerca, come Stanford o Harvard!

Come si dice “buon compleanno” in Europa

Come si fanno gli auguri di compleanno in tutte le lingue d'Europa? Innanzitutto, partendo dagli Stati più vicini all'Italia, se vuoi fare gli auguri di buon compleanno in spagnolo dovrai dire "feliz cumpleaños", in francese dovrai usare l'espressione "bon anniversaire", mentre in tedesco dovrai dire "Alles Gute zum Geburtstag". In portoghese dirai "feliz Aniversário", in greco dovrai scrivere χαρούμενα γενέθλια (da pronunciare "charoúmena genéthlia"), e in albanese dirai invece "Gëzuar ditëlindjen". Naturalmente, poi, una delle espressioni più conosciute e utilizzate a livello globale è quella inglese, ovvero "happy birthday".

Per augurare un buon compleanno a qualcuno che vive in Scandinavia, e quindi in Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca o Islanda, dovrai memorizzare queste frasi: "Gratulerer med dagen" per il norvegese, "Grattis på födelsedagen" per lo svedese, "hyvää syntymäpäivää" per il finlandese, "Tillykke med fødselsdagen" per il danese, e "til hamingju með afmælið" per l'islandese. Nell'Europa dell'Est, puoi usare l'espressione "Všechno nejlepší k narozeninám" in ceco, "boldog születésnapot" in ungherese, Честит Рожден ден in bulgaro (che si pronuncia "Chestit Rozhden den"), срећан рођендан in serbo (la cui pronuncia è "srećan rođendan"), З Днем Народження in ucraino (che si dice "Z Dnem Narodzhennya"), "vse najboljše" in sloveno, e "šťastné narodeniny" in slovacco.

Come si dice “buone feste” nelle principali città del mondo

Vediamo insieme in questo paragrafo come augurare buone feste nelle maggiori città del mondo, partendo da Londra, New York, Toronto, Los Angeles e Vancouver, dove si parla inglese e dove quindi dovrai dire "happy holidays". Lo stesso vale per le città in Australia e in Nuova Zelanda, come Sydney, Auckland, Brisbane e Wellington. In molte località dell'America del Sud, così come nelle città spagnole, potrai dire invece "felices fiestas". Parliamo di Barcellona, Madrid e Valencia in Spagna, di Città del Messico e Cancún in Messico, di Buenos Aires e Córdoba in Argentina, di Caracas in Venezuela, di Medellin e Cartagena in Colombia, di San Juan in Porto Rico, e di tante altre destinazioni latine.

Ma in Sudamerica puoi parlare anche portoghese, per esempio in Brasile a Rio de Janeiro, dove puoi augurare buone feste come a Lisbona e quindi dicendo "boas festas". A Mosca si dice Счастливых праздников (in russo, che si pronuncia "Schastlivykh prazdnikov"), a Praga "šťastné svátky" (in ceco), a Budapest "kellemes Ünnepeket" (in ungherese), a Parigi puoi dire sia "joyeuses fêtes" che "bonnes fêtes" (in francese), a Berlino, a Vienna e a Berna si dice "schöne Feiertage" (in tedesco), e ad Atene devi dire "kalés diakopés" (che in greco si scrive καλές διακοπές).

E come si dice "buone feste" nelle principali città asiatiche? A Pechino puoi esclamare "jiérì kuàilè" (che in cinese semplificato si scrive 节日快乐), a Tokyo puoi dire "tanoshī kyūjitsu" (che in giapponese è scritto 楽しい休日), a Seoul si dice invece "jeulgeoun hyuil" (scritto 즐거운 휴일 in coreano). Infine, spostandoci in Africa, a Il Cairo puoi dire "ajazat saeida" e scrivere اجازة سعيدة (in arabo), così come a Abu Dhabi e a Beirut. Infine, potrai augurare buone feste ai locali dicendo "gelukkige vakansies" a Città del Capo e a Johannesburg (in afrikaans), e "dun Isinmi" a Lagos (in yoruba).

Il significato di pace

La parola "pace" assume diversi significati a seconda del contesto in cui la si utilizza. In generale, il concetto di pace rimanda a una situazione di armonia e serenità, nella quale non hanno spazio violenza e ostilità di vario genere. Si può parlare di pace per quanto riguarda il singolo individuo, per gruppi più o meno grandi di persone, e di pace tra le nazioni e quindi a livello globale.

Si parla dunque di pace tra i vari Paesi del mondo, in riferimento al concetto contrario della guerra. Ci si riferisce alla pace anche parlando delle persone all'interno di interi gruppi sociali, per riferirsi al quieto vivere, alla libertà di espressione e di pensiero, senza tensioni e senza preoccupazioni. Questa nozione di non antagonismo, così ampia e profonda, potrebbe legarsi anche ad altri concetti come quello dell'apertura mentale, della sicurezza in tutte le sue forme, del rispetto, della stabilità, e di tutte le altre possibili caratteristiche di un popolo che vive in pace con gli altri e con se stesso.

Ma un periodo di pace può indicare anche la tranquillità, il silenzio, il relax totale senza distrazioni, senza ansia e senza stress. Può essere un solo momento, oppure si può parlare di una pace a livello mentale, della cosiddetta pace interiore, un equilibrio da raggiungere attraverso un lavoro su se stessi. Si tratta dunque di un obiettivo a lungo termine, a cui si può arrivare affrontando i problemi nel miglior modo possibile.

Dire ciao nelle lingue più importanti

Le lingue non sono tutte uguali, e ciò vale sia per l'alfabeto utilizzato che per il suono delle parole, ma anche per il numero di parlanti. Alcune lingue sono più comuni perché usate da milioni e milioni di persone, mentre altre rischiano di scomparire nel giro di poche generazioni. Tra le lingue più parlate al mondo ci sono l'inglese e il cinese mandarino, con oltre un miliardo di parlanti, seguite dall'hindi, dallo spagnolo, dal francese e dall'arabo. In classifica ci sono poi il bengalese, il russo, il portoghese e l'urdu. I posti in classifica delle varie lingue possono variare a seconda dell'importanza della lingua nel luogo che si prende in considerazione, ovvero se si tratta di una lingua madre, di una seconda lingua o di una lingua studiata.

Se vuoi imparare a salutare nelle lingue più comuni del mondo puoi iniziare dicendo "ciao" in inglese. Puoi dire "hello" oppure "hi" in tutti i Paesi in cui si parla inglese, come il Regno Unito e gli Stati Uniti, l'Australia, il Canada e la Nuova Zelanda. Puoi usare invece "salut" o "bonjour" in Francia, ma anche nella provincia canadese del Quebec, in Belgio, in Marocco e in Tunisia, e con tutti quei popoli che comunicano anche attraverso il francese, come la Repubblica Democratica del Congo e il Camerun. Vuoi salutare qualcuno in russo? Puoi usare la parola "privet".

In Spagna e in molti Paesi dell'America Latina, invece, puoi salutare in spagnolo con "hola". Parliamo dell'Argentina, del Guatemala, del Perú, dell'Uruguay, della Bolivia, del Venezuela, di Cuba, del Cile e della Colombia, e ancora Panama, Paraguay, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador e vari altri Paesi in cui lo spagnolo è la lingua madre. Il portoghese, invece, si parla in Portogallo e in Brasile, ma anche in Paesi come Mozambico, Angola, Capo Verde, Guinea Bissau e Timor Est. Qui puoi dire "ciao" utilizzando la parola "oi", ma anche "olá".

Il cinese mandarino è la lingua ufficiale a Singapore, in Malesia e Taiwan, e naturalmente in Cina. Se ti trovi in uno di questi Paesi puoi salutare con "Nǐ hǎo", ovvero 你好. In hindi, invece, puoi dire "ciao" usando la parola "namaste", molto conosciuta anche da noi occidentali. Anche l'arabo, come abbiamo visto, è una delle lingue più parlate al mondo. In questo caso si tratta di una lingua utilizzata in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti, in Tunisia, in Qatar, in Somalia, in Egitto, in Iraq, in Libano, in Oman, in Algeria, in Israele, in Giordania, in Sudan e in altri Paesi dell'Africa e dell'Asia, dove puoi salutare con "as-salāmu ʿalaykum" (ovvero ٱلسَّلَامُ عَلَيْكُمْ). Il bengalese è la lingua parlata in Bangladesh e in India. Secondo varie statistiche, nel 2022 il bengalese è parlato da più di 270 milioni di persone. Per salutare in questa lingua devi dire "Hyālō" (ovvero হ্যালো).

Dire grazie in tutte le lingue del mondo

I diversi popoli di tutto il mondo esprimono la propria gratitudine in modi differenti, e quindi dicono "grazie" utilizzando parole ed espressioni del tutto diverse tra loro. Alcune lingue sono più comuni e famose di altre, e questo è dovuto soprattutto al numero di parlanti di una lingua, ma in parte anche alla rappresentazione di determinate culture dall'industria dell'intrattenimento, come ad esempio gli anime giapponesi o i documentari sulla guerra del narcotraffico in Messico. Tra i modi più conosciuti di dire "grazie" ci sono "thank you" (in inglese), "xiè xiè" (in cinese), e "arigatō" (in giapponese), ma anche "merci" (in francese) e il nostro "grazie" italiano.

Imparare tutte le lingue del mondo è sicuramente un'impresa ardua, ma conoscere le espressioni più importanti per salutare e ringraziare può tornarci utile in viaggio. Tuttavia, a volte ciò che risulta più difficile è imparare a riconoscere la grafia della parola "grazie", in particolare quando viene utilizzato un alfabeto diverso dal nostro. Nel paragrafo successivo troverai grazie scritto in tutte le lingue. Inoltre per questo motivo, e quindi a causa dell'impossibilità di tradurre determinate espressioni, sempre all'interno di questa pagina puoi trovare la traduzione di grazie in tutte le lingue, utile per pronunciare le parole anche se non si conosce l'alfabeto.

Canzoni in inglese per bambini di scuola primaria

Quando iniziano il percorso di scuola elementare, i bambini sono nell'età giusta per poter imparare canzoni inglesi più complesse, con costrutti più elaborati. Inoltre, come accennavamo prima, spesso è un esercizio che svolgono in vista di una recita scolastica, e sono sempre entusiasti quando a scuola devono imparare una nuova canzone.

Perché non integrare l'apprendimento dell'inglese attraverso la musica anche a casa, allora?

Ci sono tante canzoni in inglese per bambini di scuola primaria che possono essere utilizzate come strumento di gioco e apprendimento in ogni dove, che sia a casa, a scuola o in viaggio.

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Ecco alcuni dei brani più belli:

  • Row row row, your boat: anche se si tratta di una canzone molto semplice, in realtà è perfetta per questo periodo perché contiene molte "r" ed "l", lettere con cui i bambini più piccoli fanno molta fatica anche in italiano. Arrivati alla scuola primaria, però, hanno una perfetta padronanza della pronuncia della loro lingua madre, e si trovano nel momento giusto per perfezionare la pronuncia anche dell'inglese.
  • Here comes the sun: questo capolavoro dei Beatles si presta molto all'apprendimento dei più piccoli, grazie alla ripetizione di molte parole e frasi intere e alla sua sonorità. È anche un modo per discostarsi un po' dalle classiche canzoni in inglese per bambini e permettere loro di misurarsi con qualcosa che li faccia sentire grandi.
  • Yellow submarine: e sempre dei Beatles anche questa canzone può essere molto efficace, soprattutto per il rafforzamento dell'apprendimento dei colori in inglese. Inoltre, il suo testo è più complesso rispetto a quelli sperimentati finora, ma del tutto alla portata di un bambino di otto o nove anni.
  • Lemon Tree: è sempre una delle canzoni in inglese più insegnate a scuola, perché è molto orecchiabile, semplice ma allo stesso tempo con un testo ben elaborato. Questa canzone avvicina i bambini all'apprendimento delle forme in -ing, in particolar modo, ed è un ottimo esercizio per ampliare il vocabolario.

La verità è che oggi i bambini delle scuole elementari amano la musica commerciale che sentono in ogni dove, dalla televisione all'altoparlante nel parcheggio del centro commerciale. Anche canzoni come Happy di Pharrell Williams, o i vari successi di Taylor Swift possono essere, quindi, strumenti efficaci capaci di coinvolgerli e far imparare loro l'inglese.

Che cos’è un avverbio di tempo?

Fanno parte degli avverbi di tempo tutte quelle particelle invariabili del discorso che si utilizzano per commentare un'azione descritta da un verbo, aggiungendo importanti informazioni riguardo all'aspetto temporale. In particolare, servono a esprimere la durata dell'azione che viene descritta dal verbo, la frequenza con la quale avviene oppure la sua collocazione nel tempo.
In pratica, possiamo dire che gli avverbi di tempo in inglese rispondono a due principali domande: "quando?" oppure "per quanto tempo?".

Inoltre, possono servire anche per indicare il rapporto temporale che esiste tra due frasi. Gli avverbi di tempo sono una parte del testo che si può utilizzare in qualsiasi tempo verbale: servono a dare contesto nel presente, nel passato e anche nel futuro.

Esistono diverse tipologie di espressioni di tempo, e si possono formare in modi differenti. Come tutti gli avverbi, è possibile formarli aggiungendo il suffisso "-ly" alle parole che vogliamo trasformare in avverbi, che di solito sono aggettivi oppure sostantivi. Qualche esempio pratico:

  • frequent → frequently
  • rare → rarely
  • day → daily
  • night → nightly
  • occasional → occasionally
  • month → monthly
  • week → weekly

Questa tipologia, però, rappresenta solo una parte degli avverbi di tempo in inglese. Vediamo quali sono gli altri.

Cosa sono i pronomi riflessivi e quando si usano

I pronomi riflessivi in tedesco sono quelle particelle testuali che si aggiungono ad un verbo per riflettere sul soggetto l'azione che esprime, e si legano principalmente a quelli che chiamiamo verbi pronominali. In italiano li tradurremmo come "mi", "ti" "si" e così via, proprio per "rigirare" l'azione del verbo verso il soggetto stesso.

A seconda dello scopo che devono raggiungere, i pronomi riflessivi in tedesco possono essere declinati in due casi distinti: accusativo o dativo.

I pronomi riflessivi all'accusativo svolgono il ruolo di complemento oggetto, perché risponde alla domanda "chi? che cosa?":

  • Ich wasche mich = io mi lavo. (ovvero io lavo me stesso.)

Possiamo notare che sono identici ai pronomi personali, perché effettivamente "se stesso" non è altro che un particolare tipo di complemento oggetto.

  • Ich kenne ihn = io lo conosco (non è riflessivo, ma la declinazione è uguale.)

Ecco la declinazione completa dei pronomi riflessivi in tedesco all'accusativo:

persona

pronome riflessivo

ich

mich

du

du

er / sie / es

sich

wir

uns

ihr

euch

sie / Sie

sich

Proprio come abbiamo appena accennato, le Filippine sono un arcipelago molto esteso, e che comprende tantissime isole diverse tra di loro sia per conformazione geografica, sia per abitudini sociali, culturali e di conseguenza anche linguistiche. Sono molte le lingue che si parlano qui, ma per cercare di unificare l'arcipelago per lo Stato che è, ne sono state scelte alcune come ufficiali, da utilizzare per la comunicazione con la popolazione e da insegnare nelle scuole. Le lingue ufficiali delle Filippine sono perciò ben due: il filippino e l'inglese.

Filippino

Il filippino, chiamato anche Wikong Filipino o pilipino, è la lingua ufficiale delle Filippine per antonomasia, la principale tra le due riconosciute a livello nazionale. Si tratta di una varietà linguistica di prestigio del Tagalog, la lingua parlata nelle Filippine con la maggior diffusione: più di un terzo della popolazione filippina utilizza come prima lingua questo linguaggio austronesiano. Dalle persone rimanenti, invece, è comunque conosciuto e parlato come seconda lingua. Possiamo dunque definire il filippino come la versione standardizzata del tagalog, con molte similitudini ma anche diverse "sistemazioni" per adattarlo anche alla comprensione di chi parlava un'altra lingua in precedenza.

Il filippino fu scelto come lingua ufficiale delle Filippine nel 1973, e da quel momento in poi è stato sempre preferito alle altre lingue per quanto riguarda la televisione, i media e la comunicazione in generale. Rappresenta anche la lingua ufficiale dell'istruzione, ma comunque sia resta tutt'oggi meno importante dell'inglese all'interno del contesto scolastico.

Le origini della lingua delle Filippine sono da ricercare nel XVI, quando gli Spagnoli sopraggiunsero in queste terre. A quei tempi, tra le isole dell'arcipelago non c'era un linguaggio comune, ma ognuno comunicava con il proprio. Vi erano però 3 lingue principali, che avevano una netta prevalenza di numero di parlanti: erano il tagalog, l'ilocano (un'altra lingua austronesiana) e il bisaya, che è la lingua filippina centrale. Quando fu il momento di scegliere la lingua ufficiale delle Filippine, si preferì partire dalle caratteristiche del tagalog poiché era la lingua più diffusa in assoluto, ma soprattutto perché era la più comprensibile anche a chi ne parlava un'altra e possedeva una tradizione letteraria molto più ampia e ricca in confronto alle altre. In pratica, si optò per il tagalog così come si scelse il toscano come base per unificare la lingua italiana, per intenderci.

Il filippino è sempre stato la lingua della capitale economica e politica delle Filippine, la città di Manila: anche durante i periodi di colonizzazione spagnola e degli Stati Uniti, qui la lingua non si è mai piegata. Inoltre, fu anche utilizzata durante la rivoluzione filippina del 1986 e dal Katipunan, una società filippina anti-coloniale. Sono anche questi motivi che hanno spinto il governo a scegliere di creare il filippino utilizzando il tagalog come base di partenza.

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Bruxelles lingua ufficiale: qual è?

Iniziamo chiarendo un importante dettaglio: la lingua belga non esiste. Non c'è una lingua parlata a Bruxelles e in Belgio in generale che sia unica del posto, ma gli idiomi utilizzati qui sono lingue che tutti noi conosciamo e che rientrano tra le ufficiali anche di altre nazioni. Infatti, a Bruxelles la lingua ufficiale non è una, ma due: olandese e francese.

E la regione di Bruxelles Capitale è ufficialmentebilingue: non sono rare, infatti, le famiglie "miste", perciò è molto difficile fare delle statistiche su quale sia la lingua preponderante all'interno della città come "prima lingua" dei cittadini. Poiché la questione del bilinguismo è ufficiale per la città di Bruxelles, in giro per le strade troveremo sempre cartelli stradali con la doppia traduzione, così come le informazioni sui mezzi di trasporto e sugli annunci pubblicitari. La televisione offre canali gestiti in lingua olandese e canali dove invece si parla francese, e anche i telegiornali sono proposti nelle due diverse lingue. A livello teorico vi è una prevalenza di persone che parlano in francese, poiché la gente in passato considerava la conoscenza di questa lingua un dettaglio molto più prestigioso, ma come vedremo tra poco, la realtà è un po' diversa da questo.

La storia della lingua all'interno del Paese, tra l'altro, vede come idioma originale dell'area di Bruxelles un dialetto brabantino della lingua olandese, perciò si potrebbe dire che sia questa la lingua principale del Belgio e di Bruxelles. In realtà, però, la popolazione conosce entrambi gli idiomi e li utilizza nella vita quotidiana, spesso intercambiandoli anche all'interno di una stessa frase. Questo perché nel tempo la versione belga dell'olandese è stata molto influenzata dal francese, e più in particolare dalla lingua romanza chiamata "vallone", che si parla per l'appunto nella regione della Vallonia. Dall'Ottocento in poi, con l'immigrazione dalle regioni francofone, la lingua fiamminga è stata soppiantata dal francese in diverse zone del Paese, e forse più di tutte la capitale è stata "colpita" da questo evento: oggi il 90% degli abitanti di Bruxelles parla francese come prima lingua. Tutto questo, naturalmente, si riflette in modo diretto sulla composizione politica, culturale e linguistica della città.

Olandese

Si dice che l'olandese in Belgio sia la lingua più parlata in assoluto, anche se la percentuale di persone che la usano come prima lingua a Bruxelles si attesta intorno al 15% della popolazione della città. Come abbiamo visto, la capitale è prevalentemente francofona per questioni storiche. A livello nazionale, invece, parla olandese la comunità fiamminga, che si trova maggiormente concentrata nella regione settentrionale delle Fiandre e che corrisponde a circa il 60% della popolazione belga, che vale a dire 6,5 milioni di persone.

Declinazione verbo essere in francese e utilizzo: être

Partiamo dal verbo essere in francese, che sarebbe il verboêtre: quando si utilizza?

Se viene applicato come verbo principale all'interno di una frase, il verbo être assume un significato proprio e serve per esprimere diversi concetti. In particolare si usa per:

  • Esprimere lo stato in luogo.
    Je suis à la maison = Io sono a casa / Mi trovo a casa
  • Esprimere una qualità dell'oggetto a cui si riferisce.
    Le placard de la cuisine est vieux. = L'armadio in cucina è vecchio.
  • Specificare l'appartenenza dell'oggetto a cui si riferisce.
    Ce collier est à Julie. = Questa collana è di Julie.
  • Indicare la professione o la nazionalità del soggetto a cui si riferisce.
    J'ai été médecin pendant de longues années. = Sono stato un medico per molti anni.
    Vous êtes américain? = Sei americano?
  • Indicare l'orario.
    Il est 9 heures. = Sono le nove.

Vediamo ora la declinazione del verbo essere in francese dei tempi semplici: presente indicativo, imperfetto, passato semplice e futuro semplice.

indicativo

persona

presente

imperfetto

passato semplice

futuro semplice

Je

suis

étais

fus

serai

Tu

es

étais

fus

seras

Il / Elle

est

était

fut

sera

Nous

sommes

étions

fûmes

serons

Vous

êtes

étiez

fûtes

serez

Ils / Elles

sont

étaient

furent

seront

Per dare un po' di contesto, partiamo con una piccola descrizione del Paese in questione. La Lituania è uno Stato dell'Europa orientale e l'ultimo paese europeo ad essersi convertito al cristianesimo nel 1387, anche se sono qui tuttora vive alcune tradizioni risalenti al paganesimo. Per esempio, il fatto di lasciare la tavola imbandita e apparecchiata dopo la Vigilia di Natale, così da far mangiare anche gli spiriti dei parenti deceduti.

Si tratta dunque di una nazione molto interessante, e in alcune cose una via di mezzo tra il mondo europeo propriamente detto e quello sovietico, di cui faceva parte in passato. Naturalmente la lingua ha risentito di entrambe le influenze, e da lì è nato il lituano.

Il lituano è in Lituania la lingua ufficiale, utilizzata da più di 2 milioni e mezzo di parlanti nel mondo. Questo dato aggiornato al 2012, in realtà, ne conta anche più di tre milioni.

Alcuni dialetti lituani, inoltre, sono diffusi anche nel nord-est della Bielorussia, e fanno parte anche delle lingue parlate in Polonia, soprattutto nelle zone di Suwalki.

Le particolarità che contraddistinguono la lingua lituana sono molte, e la prima riguarda il vocabolario: il lessico del lituano è estremamente arcaico, e difatti si tratta della lingua indoeuropea più vicina lessicalmente alla lingua protoindoeuropea, anche conosciuta come "la madre di tutte le lingue del mondo". Questa lingua, infatti, oltre ad essere parente stretta del vicino lettone, è anche molto simile al prussiano antico.

Per quanto riguarda la somiglianza con il lettone, comunque, in Lituania la lingua si è separata soltanto nel Basso Medioevo, basando da quel momento in poi l'alfabeto sulla grafia tedesca e su quella polacca. Ricordiamo che, proprio come il tedesco, il lituano è una lingua flessiva che presenta ben cinque declinazioni per i sostantivi e tre per gi aggettivi, ognuna delle quali con sette casi di declinazione: nominativo, genitivo, dativo, accusativo, strumentale, locativo e vocativo.

A proposito della diffusione, invece, in Lituania la lingua ufficiale è parlata dall'86,7% della popolazione del Paese, ovvero da tutte le persone che sono di etnia lituana.

Il lituano rappresenta l'unica lingua ufficiale dello Stato, ed è pertanto quella utilizzata nei media, nella televisione e in generale per tutte le comunicazioni con i cittadini; è anche la lingua che si applica nelle istituzioni, nell'istruzione e nella vita di tutti i giorni in generale. Insomma, è impensabile trasferirsi in Lituania per vivere e non conoscere questa lingua: non si può in alcun modo sopperire con la sola conoscenza dell'inglese.

Vienna lingua ufficiale: qual è?

Probabilmente non ti sei mai chiesto quale fosse la lingua parlata in Austria in generale, ma adesso che ti è necessario saperlo perché devi partire per Vienna, il dubbio è salito.

Non tutti lo sanno, in effetti, ma la risposta è molto semplice: a Vienna la lingua ufficiale è il tedesco. Confinando con la Germania a nord-ovest, il Paese ha da sempre subito una forte influenza da questa grande potenza mondiale, e nella maggior parte dei casi queste influenze si riflettono notevolmente anche sulla lingua parlata. Ma perché a Vienna si parla tedesco, più esattamente?

Perché l'Austria è storicamente legata a questa lingua e alla popolazione che la iniziò a parlare: l'Austria fu la sede del Sacro Romano Impero Tedesco, esattamente dal 1558 al 1806. Quando questo impero subì la sua dissoluzione, venne istituito l'Impero Asburgico: l'Austria in quel momento storico era la più grande tra le potenze germaniche, e condivideva la lingua tedesca con tutte le altre, anche con quella direttamente opposta a lei: la Prussia.

Fu proprio in questo periodo che l'imperatore Giuseppe II decise di dichiarare in Austria e a Vienna come lingua ufficiale il tedesco, da utilizzare nelle università e per l'amministrazione dello Stato. Già si parlava, ma da quel momento in poi gli fu riconosciuto il valore che ha oggi anche a livello culturale.

È importante notare, però, che austriaci e tedeschi hanno due letterature completamente diverse, le quali fino all'800 erano nettamente distinguibili.

Anche la lingua parlata a Vienna era molto diversa da quella parlata in altre zone interne all'Austria, a causa della moltitudine di dialetti diversi di tedesco che si sentivano parlare nel Paese: alcuni erano totalmente incomprensibili anche tra persone che ne parlavano un altro.

Oggi il tedesco viene parlato quasi da tutta la popolazione, viene insegnato a scuola e si utilizza come lingua primaria nelle documentazioni ufficiali e nei media scritti o trasmessi: è la lingua di ogni comunicazione con i cittadini.

Bruxelles lingua ufficiale: qual è?

Polonia lingua ufficiale: qual è?

In Polonia lalingua ufficiale è il polacco, una lingua indoeuropea e, più in particolare, appartenente al gruppo delle lingue slave occidentali. La lingua polacca è riconosciuta come ufficiale in Polonia, ma è anche ampiamente diffusa nel resto del mondo, considerando che possiamo oggi contare 45 milioni di parlanti totali e la Polonia invece ha 38 milioni di abitanti. In particolare, la diffusione del polacco fuori dal Paese di origine è distribuita maggiormente negli Stati Uniti (2,5 milioni) ed è una delle lingue parlate in Ucraina (1,151 milioni). In minori quantità troviamo la lingua polacca diffusa anche in:

  • Germania: 1 milione di parlanti
  • Bielorussia: 400 000 parlanti
  • Canada: 225 000 parlanti
  • Brasile: 150 000 parlanti
  • Israele: 100 000 parlanti

E, ancora in diffusione minore, la troviamo anche in Russia, Kazakistan, Lettonia, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Australia, Romania, Azerbaigian e in minima parte anche in Estonia.

Di tutte queste nazioni, però, il Polacco è lingua ufficiale soltanto della Polonia dove è parlato e utilizzato come prima lingua da più del 95% della popolazione. Questo dato fa della Polonia uno dei Paesi più omogenei a livello linguistico di tutto il continente europeo: se pensiamo alle varie lingue ufficiali del Lussemburgo, per esempio, o di quelle che si parlano in Belgio, ci rendiamo conto infatti che pochi paesi europei possono vantare un livello linguistico così omogeneo come quello della Polonia.

La storia della lingua polacca comincia intorno al decimo secolo d.C., nel momento in cui le tribù di Oder e di Vistola furono unificate sotto il regno di Mieszko I. Avendo lingue molto simili tra di loro, si decise di trovare una sorta di via di mezzo, una versione standardizzata che si serviva dell'alfabeto latino per la forma scritta. A causa della sua storia, oggi il polacco è considerato la lingua slava più antica, non cristiana e maggiormente utilizzata nel tempo senza interruzioni: è praticata non-stop dal 1500.

Café del mar

A soli dieci chilometri dalla capitale La Valletta, esattamente nella cittadina di Bugibba, sorge il Café del mar, uno dei locali notturni a Malta più popolari in assoluto. Anzi, la sua fama è internazionale dal 1994, grazie alle sue compilation chill-out.

DJ famosi in tutto il globo, eventi a bordo piscina, serate infinite al ritmo della musica più bella: questo è il divertimento che ti aspetta al beach club Café del mar. Il quale, grazie alla sua posizione esclusiva, offre una spettacolare vista sul mare da cui poter scorgere l'alba.

Il locale si trova oltretutto in una delle due zone famose per la movida, perciò avrai l'occasione di muoverti di festa in festa senza rinunciare a nulla!

La Valletta: a spasso nella cultura maltese

Se devi scegliere dove alloggiare a Malta per una vacanza davvero immersiva non puoi non prendere in considerazione la sua capitale: La Valletta. Città più importante dell'isola, rappresenta la base perfetta per conoscere appieno gli aspetti culturali maltesi, e al tempo stesso esplorare i dintorni e tutte le altre località rinomate. Da qui, infatti, i collegamenti per le altre città sono davvero ottimi, e non si può visitare Malta senza passeggiare tra le strade de La Valletta, perciò si tratta di un buon compromesso.

Molti la definiscono un museo a cielo aperto, per quante meraviglie ha da offrire: non è un caso, infatti, se il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Tra edifici imponenti come il Palazzo del Gran Maestro, importanti vie dello shopping e cattedrali maestose che ospitano dipinti di Caravaggio, una passeggiata qui è davvero imperdibile.

Oltretutto La Valletta è una buona zona dove alloggiare a Malta anche per i giovani interessati alla vita notturna, seppure non troppo movimentata (per quello vedremo altre zone più adatte!). Bar, pub e locali ti permettono di trascorrere piacevoli serate in una località comunque vivace, ma sempre mantenendo un aspetto romantico e vagamente sofisticato. A tal proposito, potrai immaginare che La Valletta non è proprio una delle zone più economiche dell'isola, ma anzi, i prezzi di alloggi e hotel sono tra i più alti.

Paesi dove si parla inglese come prima lingua

L'inglese è una lingua germanica-occidentale, che ha avuto origine nel nord della Germania e in Danimarca e che, con le migrazioni di Angli, Sassoni e Juti, ha raggiunto solo nella Tarda Antichità la Britannia, ovvero l'isola di Gran Bretagna.

Si può dire che da quel momento in poi la lingua ha cominciato a prendere vita davvero, subendo cambiamenti e adattamenti lungo il corso degli anni e arrivando a spodestare il francese in qualità di "lingua franca".

Prima di arrivare ad essere la lingua della globalizzazione intorno al Novecento, però, già nel Seicento l'inglese è approdato in tutti i cinque continenti del globo. In alcuni Paesi naturalmente in modo prevalente, diventando lingua ufficiale e la prima lingua parlata dalla popolazione, ovvero la lingua madre.

I Paesi dove si parla inglese come prima lingua sono:

  • Regno Unito, formato da Inghilterra, patria dell'inglese, Scozia, Irlanda del Nord e Galles. È in queste terre che l'inglese ha avuto origine e che oggi continua a rappresentare la lingua principale, anche se si parlano anche lingue come il gaelico irlandese, riconosciuta allo stesso modo come ufficiale.
  • Stati Uniti d'America: in tutti i 50 stati degli USA per questioni l'inglese è l'unica lingua ufficiale, tranne che alle Hawaii dove è co-ufficiale insieme all'hawaiano. Viene parlata la variante di inglese americano dal 96% della popolazione, anche se non è raro che le persone che vivono qui siano bilingui o abbiano comunque un'altra lingua come principale, specialmente lo spagnolo.
  • Canada: è uno dei Paesi dove si parla inglese come prima lingua, fuorché in Quebec e in una parte del Nuovo Brunswick. Il Paese è infatti bilingue e più del 20% della popolazione è di madrelingua francese.
  • Australia: lingua ufficiale de facto dell'Australia è l'inglese, e più precisamente la variante di inglese australiano che si è sviluppata qui nel tempo. Se nelle comunicazioni formali e standard -come gli articoli di giornale- l'inglese australiano risulta tanto comprensibile quanto quello britannico o americano, la comprensione orale può dare un po' più di difficoltà. I suoni a volte sono molto diversi, e da tanti considerati persino "eccentrici".
  • Nuova Zelanda: molto simile all'australiano è l'inglese neozelandese che si parla, per l'appunto, in Nuova Zelanda. Qui rappresenta una delle due lingue ufficiali, insieme al maori, il quale ne ha anche influenzato accento e caratteristiche.
  • Sudafrica: è il secondo Paese del mondo per numero di lingue ufficiali, avendone ben undici. Tra queste vi è naturalmente anche l'inglese, compreso da tutte le persone che vivono nelle zone urbane.

Visitare Malta in 3 giorni: arrivo e La Valletta

Quando il tempo a disposizione non è tantissimo, il viaggio non può che cominciare dalla città più importante di un Paese. Nel caso di Malta stiamo parlando di La Valletta, capitale dell'isola e, tra l'altro, punto di arrivo per via dell'aeroporto.

Ricca di storia e di cultura, La Valletta custodisce esempi di architettura tipica e monumenti simbolici: si tratta di un vero e proprio museo a cielo aperto, e camminare tra le sue vie te ne farà capire il motivo in pochi istanti. Il suo centro storico, di inestimabile bellezza, è stato riconosciuto Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1980.

Cosa visitare a Malta in 3 giorni nella sua capitale? Molto, per fortuna, perché numerose delle attrazioni principali dell'isola si trovano proprio qui! Parliamo della Concattedrale di San Giovanni, per esempio, simbolo della città e custodia di uno splendore inenarrabile: se da fuori sembra una chiesa come tante altre, il suo interno ti lascerà senza parole, letteralmente. Decorazioni meravigliose e sontuose ricoprono ogni angolo di questo edificio mastodontico, ma ciò che più ti stupirà è trovare nell'Oratorio due dipinti di Caravaggio, dei quali uno il più grande che l'artista abbia mai portato a compimento.

Non perdere poi il Palazzo del Gran Maestro, che oggi ospita il Presidente della Repubblica di Malta ma del quale buona parte rimane sempre aperta al pubblico in qualità di museo.

Da visitare assolutamente anche gli Upper Barrakka Gardens, maestosi e curati giardini che offrono un'incantevole vista sul posto e su quelle che, a Malta, sono conosciute come Le Tre Città: Vittoriosa, Cospicua e Senglea.

La Valletta è una città importante ma molto piccola, perciò girarla tutta non sarà difficile anche se in un solo giorno e a piedi. Anzi, dopo aver visitato le attrazioni principali ti resterà sicuramente il tempo per fare una passeggiata lungo la Republic Street, la via dello shopping più importante della città.

La Valletta è una città importante ma molto piccola, perciò girarla tutta non sarà difficile anche se in un solo giorno e a piedi. Anzi, dopo aver visitato le attrazioni principali ti resterà sicuramente il tempo per fare una passeggiata lungo la Republic Street, la via dello shopping più importante della città.

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Cosa vedere a Barcellona in 3 giorni

Partiamo dallo scenario "peggiore": solo un weekend lungo a disposizione per esplorare la città. Ma a Barcellona cosa vedere assolutamente in così poco tempo? Le attrazioni principali, tappe "obbligate" in un itinerario che dev'essere ben organizzato e studiato nei minimi dettagli.

Giorno 1

Il punto di partenza dipende molto da dove alloggi, ma il primo giorno ti consigliamo di partire da uno dei monumenti più importanti della città, se non il più iconico: la Sagrada Familia. Progetto cominciato nel 1866, l'imponente chiesa è ancora in fase di costruzione, e si stima che potremo vederla completa solo nel corso del 2026. Di certo però vale la pena già visitarla: con il suo stile tra il gotico, l'islamico e il rinascimentale, la Sagrada Familia è stata dichiarata patrimonio dell'UNESCO nel 2005.
E naturalmente gran parte della sua bellezza deriva da Antonio Gaudí, architetto esponente del modernismo che ne assunse la direzione dei lavori e la portò ad essere ciò che è oggi: un capolavoro a cielo aperto.

Per visitare la chiesa ci vorrà circa 1 ora e mezza, più il tempo della coda che può essere anche abbastanza lungo vista l'importanza del monumento.

Il resto della giornata può essere dedicato a una passeggiata per LaRambla, la via più famosa della città, vivace e animata da artisti di strada e locali di ogni genere. Se cerchi un posto in cui mangiare qui lo trovi di sicuro, che tu abbia voglia di tapear o di un pranzo da ristorante. Puoi anche fermarti al Mercato de la Boqueria per un'esperienza più local!

A soli cinque minuti trovi anche il Barrio Gotico, la parte più caratteristica di Barcellona: con i suoi edifici in stile gotico e la meravigliosa Catedral, è il modo ideale per concludere il primo giorno in bellezza.

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Verbo avere spagnolo: haber o tener?

I verbi essere e avere in spagnolo mettono spesso in crisi gli studenti per via della doppia scelta: se da una parte abbiamo ser ed estar, qui ci troviamo a dover scegliere tra haber e tener. E, come spesso accade nello studio delle lingue, la scelta giusta non è sempre quella più scontata: anche nel caso di oggi possiamo dire che sia così.

Infatti, noi italiani tendiamo a identificare il verbo avere in spagnolo con il verbo haber, per ovvi motivi: è praticamente lo stesso suono. Ma è qui che casca l'asino, e si commettono gli errori più grossolani della lingua spagnola!

Haber non si usa mai per indicare possesso. Vediamo un esempio concreto, traducendo la frase "Quanti anni hai?" :

  • ¿Cuántos años has? X
  • ¿Cuántos años tienes? V

Facendo due più due, quindi, viene da sé che utilizzeremo sempre il verbo tener per esprimere il possesso o l'appartenenza.

Quando si usa haber come verbo avere in spagnolo?

Abbiamo visto quindi quando NON si usa haber come verbo avere in spagnolo: per indicare possesso non è mai corretto. Ma allora dove lo impieghiamo?

Usiamo il verbo haber per la formazione dei tempi composti degli altri verbi. Di tutti gli altri verbi, perché ricorda: in spagnolo haber è l'unico verbo ausiliare, anche quando in italiano utilizzeremmo il verbo essere.

Qualche esempio:

  • He comprado un pastel para la fiesta. = Ho comprato una torta per la festa
  • Si tan solo me hubiera enterado antes… = Se solo lo avessi scoperto prima…
  • Para entonces el cantante habrá terminado. = Il cantante avrà finito per quell'ora.
  • Lo hubiera hecho* todo diferente. = Avrei fatto tutto diversamente.

*Qui possiamo notare una particolarità dello spagnolo: l'utilizzo del congiuntivo nella frase reggente, dove noi utilizzeremmo il condizionale.

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Come muoversi a Malta dall’aeroporto

Per raggiungere l'isola di Malta è molto probabile che tu ti serva di un volo aereo. In base all'aeroporto di partenza possono volerci dai 50 minuti all'ora e mezza, e per tua grande comodità hai molte città da cui poter partire, tra cui Roma, Milano, Pescara, Perugia e Palermo. Ad ogni modo, una volta atterrato l'aereo ti lascerà all'Aeroporto Internazionale di Malta, il quale si trova nel cuore dell'isola in una località chiamata Luqa. Da qui dovrai molto probabilmente recarti verso la capitale La Valletta, ma come muoversi a Malta dall'aeroporto verso il centro?

La distanza da coprire non è tanta: Luqa dista solo 9 chilometri da La Valletta. Per percorrerli hai diverse opzioni tra cui scegliere:

  • Taxi: naturalmente fuori dall'aeroporto sarà pieno di taxi pronti a scortarti verso la capitale, perciò non dovrai nemmeno aspettare. Il viaggio durerà circa 15 minuti e ha un costo che va in media dai 17 ai 20€.
  • Autobus: esiste anche questa opportunità, decisamente più economica dato che un biglietto del bus costa in media 2€. Da qui puoi prendere la linea X4 per La Valletta, ma anche linea X1 per Mellieha, linea X2 per Saint Julian's, linea X19 per Marsaxlokk e linea X3 per Bugibba.
  • Transfer privato: diverse compagnie offrono la possibilità di prenotare un transfer privato con auto o navetta in anticipo, così da assicurarsi il viaggio anche in orari scomodi o notturni. Sprachcaffe offre il servizio di transfer opzionale per le vacanze studio per ragazzi a Malta.

Abbonamento metropolitana Londra: cos’è?

La metropolitana di Londra è la più antica del mondo, oltre che la più estesa d'Europa: sceglierla come mezzo principale per i propri spostamenti è una vera garanzia. Treni puntuali, tratte comode e pensate permettono di viaggiare in questa città senza servirsi di altri mezzi, potenzialmente! Se non fosse per il costo del singolo biglietto, che risulta davvero caro: il prezzo di una corsa singola varia da zona a zona, ma siamo su una media di 4,90£ (5,65€). Insomma, fare l'abbonamento per la metropolitana a Londra è più conveniente che acquistare il biglietto singolo, soprattutto se hai intenzione di prendere diversi treni ogni giorno.

Di cosa si tratta? Semplicemente, di speciali card di durata variabile che ti permettono di salire e scendere dalla metro come meglio credi. In questo modo non solo risparmi soldi, ma anche tempo per acquistare ogni volta il biglietto ordinario necessario! È una bella comodità, che dovresti concederti per un viaggio breve e ancor di più se hai intenzione di partire per una vacanza studio a Londra e rimanere per un po'.

Il funzionamento è molto semplice: si tratta di biglietti elettronici su cui caricare il denaro in anticipo, per poi passarli sul lettore giallo all'uscita dei tornelli in modo da far scalare il denaro della tratta.

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Mesi in francese: come si scrivono e traduzione

Essendo entrambe lingue romanze, francese e italiano condividono spesso vocaboli ed etimologia. Sono tante le parole simili di cui, anche se non le abbiamo mai sentite prima, possiamo intuirle il significato e la traduzione, e anche nel caso dei mesi in francese è così. Eccoli con la loro rispettiva traduzione in italiano:

  • janvier = gennaio
  • février = febbraio
  • mars = marzo
  • avril = aprile
  • mai = maggio
  • juin = giugno
  • juillet = luglio
  • août = agosto
  • septembre = settembre
  • octobre = ottobre
  • novembre = novembre
  • décembre

Niente di complicato, come puoi notare, anzi: il vocabolo "novembre" è addirittura identico all'italiano. A differenza di quanto accade per i mesi in inglese, in francese non è necessario mettere la lettera maiuscola se non si trovano all'inizio della frase, dopo un punto fermo. Vediamo qualche esempio di utilizzo:

Août est mon mois préféré. = Agosto è il mio mese preferito.

Le mois d'août est mon mois favori. = Il mese di agosto è il mio preferito.

Avril est enfin arrivé. = Finalmente è arrivato aprile.

Un'altra questione importante da chiarire riguarda le preposizioni di tempo da utilizzare con i mesi dell'anno in francese. In questo caso l'unica opzione corretta è la preposizone semplice EN, che traduciamo con "a" o "in" a seconda del contesto di riferimento.

Esempi:

Maintenant il est tard, on y pensera enseptembre. = Ora è tardi, ci penseremo asettembre.

Le printemps débute enmars. = La primavera comincia amarzo.


Enjuin, le soleil chauffe déjà en ville. = A giugno, il sole sta già riscaldando la città.

Anche quando facciamo riferimento a un mese specifico, continuiamo a utilizzare la preposizione en; ciò che cambia è la traduzione in italiano.

Esempio:

Nous nous sommes fiancés en février 2013. = Ci siamo fidanzati nel febbraio del 2017.

Quando invece vogliamo intendere un periodo di tempo da un mese all'altro, usiamo la combo di preposizioni de + à:

Esempi:

L'école est ouverte de septembre à juin. = La scuola è aperta da settembre a giugno.

Nous partirons en vacances de mars à mai. = Andremo in vacanza da marzo a maggio.

In ogni caso, è importante ricordare che i mesi dell'anno in francese sono tutti maschili.

Mesi in tedesco: come si scrivono e traduzione

Partiamo subito con i mesi in tedesco. Utili per comporre frasi come "Sono nato a febbraio" o "Ci vediamo a settembre", sono parole di uso comune imprescindibili da sapere. Li impariamo quindi a memoria, vedendoli anche inseriti in qualche frase di esempio per facilitarne lo studio.


Noterai delle differenze con l'italiano a colpo d'occhio: vediamo prima come si scrivono i mesi in tedesco e poi analizziamo queste differenze insieme.

  • derJanuar = gennaio
  • derFebruar = febbraio
  • derMärz = marzo
  • derApril = aprile
  • derMai = maggio
  • derJuni = giugno
  • derJuli = luglio
  • derAugust = agosto
  • derSeptember = settembre
  • derOktober = ottobre
  • derNovember = novembre
  • derDezember = dicembre

Come puoi vedere, bisogna sempre porre l'articolo prima del mese in tedesco. E questo succede anche all'interno di una frase, come per esempio:

Endlich ist derMai da. = Finalmente è arrivato maggio.

Qui trovi una lezione più dettagliata sugli articoli in tedesco che può tornarti utile per comprendere meglio questo argomento.

Un'altra differenza che possiamo notare guardando la lista dei mesi, è che vanno sempre scritti con la lettera maiuscola, anche se non si trovano all'inizio della frase e dopo un punto fermo. In questo il tedesco si differenzia dall'italiano, in quanto porre la maiuscola ai mesi (nomi comuni) per noi è considerato errore. Somiglia però all'inglese: come abbiamo visto nella lezione sui mesi in inglese, anche lì la maiuscola è sempre giusta.

Vediamo qualche esempio di utilizzo:

Heute beginnt der August. = Oggi inizia agosto.

Wenn der Oktober kommt, bereite ich viele Kastanien zu. = Quando arriva ottobre preparo tantissime castagne.

Wurden Sie im Mai geboren? Ich auch! = Sei nato a maggio? Anche io!

A proposito dell'ultimo esempio, possiamo notare un caso particolare: qui sparisce infatti l'articolo der per comparire al suo posto la particella im. Di cosa si tratta? Della preposizione tedesca che traduce il nostro "in" o il nostro "da", a seconda del contesto. Se vogliamo esprimere un complemento di luogo, reale o figurato, dobbiamo sempre usarela preposizione "im."

Ricorda, infine, che tutti i mesi in tedesco sono maschili e, per completezza, che in tedesco "mese" si dice Monat.

Mesi in inglese: come si scrivono e traduzione

Di base imparare i mesi in inglese non è difficile. Molti sono simili all'italiano, altri un po' meno, ma se non sei totalmente nuovo allo studio di questa lingua saprai riconoscerli a colpo d'occhio. Vediamo ora come si scrive ogni mese dell'anno in inglese, accompagnato dalla relativa traduzione in italiano:

  • January = gennaio
  • February = febbraio
  • March = marzo
  • April = april
  • May = maggio
  • June = giugno
  • July = luglio
  • August = agosto
  • September = settembre
  • October = ottobre
  • November = novembre
  • December = dicembre

Come vedi, non sono poi così diversi. Esiste però una sostanziale differenza tra i mesi in inglese e quelli in italiano, e riguarda il modo di scriverli. Infatti, in inglese dobbiamo rigorosamente scriverli con la lettera maiuscola, anche se si trovano nel bel mezzo della frase, mentre in italiano corrispondono a nomi comuni e quindi non vogliono la maiuscola. A meno che, ovviamente, non si trovi a inizio frase dopo un punto fermo.

Esempi:

Yes, August is my favourite month of the year. = Sì, agosto è il mio mese preferito.

It was January when it happened? = Era gennaio quando è successo?

December brings with it so much magic. = Dicembre porta con sé tanta magia.

Un'altra questione importante sui mesi in inglese riguarda le preposizioni di tempo da usare: non tutte valgono allo stesso modo! Anzi, in inglese prima dei mesi possiamo usare solo la preposizione IN, che si traduce come "in", "tra", "nel" o "al" a seconda del contesto in cui è inserita.

Esempi:

Carl was born inSeptember. = Carlo è nato a settembre.

I saw a beautiful jacket in this shop in June, but there isn't anymore. = Ho visto una bellissima giacca in questo negozio a giugno, ma ora non c'è più.

I have to go now. I'll see you in December, at Christmas! = Devo andare adesso. Ci vediamo a Dicembre, a Natale!*

*Notare come traduciamo "in" e "at" allo stesso modo, ma dobbiamo necessariamente usare una e l'altra in base a ciò che viene dopo. (mese, festività). Per approfondire l'argomento leggi la lezione sullepreposizioni di tempo in inglese.

Cosa vedere a Londra in 4 giorni:

GIORNO 1:

Prima di cominciare il nostro viaggio, è importante fare una premessa: Londra è una città enorme, più di Roma. Vedere tutto in meno di una settimana è impossibile, ma lo sarebbe anche con più tempo a disposizione! Se sogni di immergerti a capofitto in ogni suo angolo, faresti bene a valutare di partire per un anno all'estero a Londra: in questo modo non solo avrai il tempo necessario per vivere qualsiasi aspetto di Londra, ma potrai anche imparare l'inglese britannico una volta per tutte.

Detto questo, passiamo a scoprire cosa vedere a Londra in 4 giorni soltanto a disposizione.

Il punto di inizio del nostro itinerario può variare a seconda dell'aeroporto di cui ti servi per raggiungere la città. Londra ne ha infatti tre che la collegano con l'Italia, e da ognuno hai diverse opzioni per raggiungere il centro:

  • Heathrow: la metropolitana linea blu Piccadilly è il metodo più economico, e il viaggio dura circa 1 ora. In alternativa l'Heathrow Express ti ci porta in 20 minuti (per 25£);
  • Stansted: esiste un treno diretto che ti porta in centro in circa mezz'ora-40 minuti per circa 20£;
  • Gatwick: da qui il Gatwick Express (18£) ti porta in centro in 30 minuti.

Ad ogni modo, una volta arrivato per la prima volta nella capitale inglese non puoi che fare il giro "classico", ovvero esplorare il centro storico, che possiamo identificare nel quartiere di Westminster. Qui troverai l'icona di Londra in tutta la sua maestosità: il Big Ben. In realtà la Elizabeth Tower, perché "Big Ben" sarebbe l'orologio.

La torre è parte di una costruzione nota come House of Parliament, incredibilmente maestosa, e il tutto affaccia sulle calme acque del Tamigi. Purtroppo per salire sul Big Ben è necessario fare una richiesta ufficiale, ma la vista è meravigliosa anche da sotto. Ma se la vuoi comunque dall'alto puoi salire sul London Eye: 30 minuti di giro a più di 130 metri di altezza!

In zona puoi visitare anche l'Abbazia di Westminster, luogo in cui fu incoronata la regina Elisabetta II, e Buckingham Palace, la dimora reale! Se riesci a recartici in mattinata potrai assistere alla cerimonia del cambio della guardia per un'esperienza ancora più british.

Infine, puoi spostarti nella iconica Trafalgar Square dove troverai un parco pubblico, una piazza e l'imperdibile National Gallery, uno dei musei più belli della città. E tra le cose da vedere a Londra in 4 giorni i musei sono un must, anche perché in questa città sono tutti gratuiti.

Royal Pavilion, il cuore della città di Brighton

Se capiti in questa meravigliosa perla dell'East Sussex, una cosa che proprio non puoi esimerti dal fare è visitare il Royal Pavilion di Brighton.

Un po' perché è talmente imponente e centrale che perderselo è impossibile, un po' perché si tratta di un vero e proprio punto di riferimento della città, a Brighton cosa vedere assolutamente è in primis questo edificio. Ma cos'è?

Si tratta di un palazzo dallo stile cinese -insolito per la zona del mondo in cui si trova!- acquistato da re Giorgio IV, quando ancora rivestiva la carica di principe.

Capitò quasi per caso in visita a Brighton, ma non appena ne assaporò l'atmosfera tranquilla e rilassata, decise che era qui che voleva stabilirsi in pianta stabile.

Nel tempo i gusti di Giorgio IV cambiavano e il palazzo cresceva con lui, sia per stile che per dimensione. Quando poi il Royal Pavilion passò in mano alla nipote, la futura regina Vittoria, la città di Brighton era diventata così affollata che la stessa decise di vendere l'edificio alla città.

Questa decisione fa sì che oggi il Royal Pavilion sia l'unico edificio reale a non essere proprietà né della Corona né dello Stato: appartiene infatti a Brighton, e i suoi abitanti ne sono particolarmente fieri.

Insomma, se ti stai chiedendo cosa vedere a Brighton, non puoi che partire da qui: gli orari di visita sono molto ampi, ma ti consigliamo di andarci tra le 09:30 del mattino e mezzogiorno per trovare non troppa folla.

Royal Pavilion Brighton: una storia che parte da Giorgio IV

A Brighton il Royal Pavilion lo conoscono tutti, e tutti sanno perché si trova lì e appare così diverso rispetto al resto. Così diverso rispetto a tutto il Regno Unito, in effetti, facendolo risaltare come un qualcosa di anomalo, quasi "sbagliato", ma al tempo stesso incantevole.

Molti non sanno che però questo maestoso palazzo nasce come una fattoria che Giorgio IV affitta quando va in visita a Brighton ancora in qualità di principe.

Stare in una città dall'atmosfera così rilassata e distesa gli piace così tanto che decide, nel 1787, di commissionare all'architetto britannico Henry Holland una villa in stile classico: la Marine Pavilion.

Passano pochi anni e i gusti di Giorgio IV cambiano, influenzati dalle stampe orientali di quell'epoca. Così nel 1802 commissiona ai suoi architetti dei cambi radicali nell'estetica della villa, sia nella decorazione interna sia nell'aspetto degli esterni. Così porcellane, lampadari e dragoni riempiono di Oriente ogni angolo della villa, mentre l'architettura moghul dei suoi esterni la fa somigliare sempre più ad una costruzione indiana.

È importante notare però che il Royal Pavilion è solo la trasposizione della fantasia che Giorgio IV ha dell'Oriente, non avendolo mai visitato. Sommato anche allo sfarzo tipico di un principe reggente, ecco spiegato il perché di così tante decorazioni e di uno stile così eccessivo.

Giorgio IV divenne poi re (1820-1830), e durante il suo fece ampliare ancora una volta la sua villa, aggiungendo così una stanza decorata con centinaia di conchiglie ricoperte d'oro.

Blue Lagoon Malta: cos’è?

L'abbiamo appena definita spiaggia, anche se non è propriamente così. La Laguna Blu di Malta è in realtà una baia sulla costa di Comino, con acque talmente limpide e racchiuse da poterla definire una piscina naturale.

Si compone di due spiagge. Da una parte trovi la spiaggia più "standard", con il servizio di lettini e ombrelloni e i chioschi fornitissimi in cui mangiare qualcosa o bere un drink ghiacciato. Passando via mare a un costo di 5€, invece, è possibile raggiungere l'altro lato della baia, dalla parte dell'isola di Cominotto. Qui si trova una spiaggia molto più lasciata allo stato naturale, senza servizi e più selvaggia.

Tutti amano questo luogo paradisiaco, e costituisce tappa obbligatoria per chi viene in vacanza in una qualunque delle isole dell'arcipelago. In qualche modo, la Blue Lagoon va visitata! Ed è per questo che la spiaggia risulta sempre molto affollata, soprattutto nella parte adibita con i servizi e tutto il resto. Si sconsiglia la visita con bambini un po' per gli ombrelloni che si esauriscono in fretta, un po' per l'esperienza non propriamente comoda per le famiglie.

Per evitare la troppa folla è meglio partire presto al mattino, o in alternativa dopo le 16:00 quando le persone iniziano ad andare via. Naturalmente durante il periodo di alta stagione (luglio-agosto) ci sarà comunque tanta gente anche "fuori orario".

Gerundio e infinito in inglese: quali sono

Partiamo innanzitutto con il riconoscimento di questi due modi verbali: cosa sono gerundio e infinito in inglese? Come distinguerli?

In realtà è piuttosto semplice.

Il gerundio è il modo composto dal verbo + ing, una desinenza che serve a indicare la continuità di un'azione. Tale azione progressiva può avvenire nel presente, nel passato o nel futuro: quello sarà il verbo ausiliare a dircelo, nel caso di tempi composti. Ad ogni modo, il gerundio è verbo + ING, come per esempio: drinking, cooking, eating, listening, writing…

L'infinito è invece il modo composto dal verbo e preceduto dalla particella "to". Se noi troviamo in una frase il verbo "live" così com'è, possiamo tradurlo come "vivo", ma anche "viviamo", "vivono" e così via a seconda del soggetto. Quel TO, invece, ci indica che si tratta di un infinito, e quindi: to live → vivere.

Ecco, visti così sono piuttosto diversi, non è vero? Il problema sorge quando vogliamo tradurre una frase con infinito dall'italiano all'inglese. Quale scegliere non è così scontato, anche se può sembrarlo! Prendiamo in esempio la seguente frase:

Cucinare è rilassante.


D'istinto utilizzeremmo l'infinitive, ovvero la forma con il TO. In questo caso però è sbagliato:

To cook is soothing. Cooking is soothing.

Questo accade perché, come vedremo tra poco, la regola vuole l'utilizzo del gerundio nel caso in cui il verbo infinito funge da soggetto. È necessario quindi prestare un po' di attenzione al contesto e alla forma della frase prima di tradurre, in modo da scegliere il verbo corretto. Un po' come accade per capire i tempi dell'inglese, ci vuole pratica!

Gerundio francese: come si forma

La formazione del gerundio in francese è molto semplice: EN + participio presente.

Viene da sé, però, che per comprendere appieno questo argomento è necessario conoscere il participio presente in francese, perciò facciamo un passo indietro: come si forma?

Per formare il participio presente di un verbo in francese, prendiamo come riferimento la sua forma alla prima persona plurale (nous) dell'indicativo presente, a cui togliamo la desinenza -ONS. Alla radice che resta aggiungiamo la desinenza -ANT, che è simile alla traduzione in italiano -ante/-ente.

Attenzione: è importante prendere la prima persona plurale perché altrimenti potrebbero esserci lettere in più e irregolarità, come accadrebbe con il verbo attendre.

Esempio:

JOUER → nous JOUONS → JOUANT = giocante, colui che gioca

ATTENDRE → nous ATTENDONS → ATTENDANT = aspettante, colui che aspetta

Di conseguenza, per gli stessi verbi il gerundio francese sarebbe:

EN JOUANT= giocando

EN ATTENDANT= aspettando

Verbi irregolari al gerundio

Ogni regola ha le sue eccezioni, e come spesso accade sono i verbi più comuni a cambiare le carte in tavola. Il verbo essere e avere in francese hanno entrambi il participio presente irregolare, ovvero:

être → étant

avoir → ayant

Di conseguenza, al gerundio diventeranno:

EN ÉTANT = essendo

EN AYANT = avendo

Anche il verbo SAVOIR, molto simile ad avoir per grafia, presenta un'irregolarità, diventando ENSACHANT al gerundio.

Tutti gli altri verbi formano il gérondif nel modo che abbiamo spiegato, senza altre eccezioni. Anche quelli che risultano "strani" rispetto alla loro forma infinitiva in realtà stanno seguendo la regola perché si attengono alla prima persona plurale. Per questo vedremo una "y" in CROYANT anche se l'infinito è CROIRE: perché si parte da nousCROYONS.

Anche se non si tratta di eccezioni, alcuni verbi si modificano un po' per questioni di eufoniche. Questo succede con:

  • Alcuni verbi del primo gruppo che terminano in -ER, ovvero quelli che aggiungono una -e tra la radice e la desinenza -ONS alla prima persona plurale. Questa lettera aggiuntiva comparirà anche nel gerundio:

    BOUGER → nous BOUGEONSEN BOUGEANT (muovendo)
    MANGER → nousMANGEONS → EN MANGEANT (mangiando)
  • I verbi che aggiungono una -Ç tra la radice e la desinenza per la formazione dell'indicativo presente, lo faranno anche per la formazione del gerundio:

    REMPLACER → nous REMPLAÇONSENREMPLAÇANT (rimpiazziando)
    COMMENCER → nous COMMENÇONSENCOMMENÇANT (cominciando)

Gerundio spagnolo: qual è?

Il gerundio in spagnolo è un modo indefinito che viene utilizzato con la stessa funzione con la quale lo utilizziamo anche in italiano.

Infatti, è molto simile anche nella forma: i verbi al gerundio in spagnolo li riconosci dalla desinenza in -ando o -iendo.


La scelta tra le due desinenze dipende dalla coniugazione di cui fa parte il verbo da trasformare al gerundio:

  • La 1° coniugazione (andar, cantar, amar…) forma il gerundio in -ando → estoy amando
  • La 2° coniugazione (correr, comer, beber…) forma il gerundio in -iendo → estoy comiendo
  • La 3° coniugazione (sentir, escribir, vivir…) forma il gerundio in -iendo → estoy viviendo

Come vedremo tra un po', poi, esistono al gerundio spagnolo anche verbi irregolari, in cui avviene un cambio vocalico durante la coniugazione in questo modo.

Gerundio tedesco: come si forma?

Un po' te lo abbiamo già anticipato, ma ora è il momento di approfondire: cosa significa che il gerundio in tedesco non esiste?

Esattamente questo: nella lingua tedesca non abbiamo un corrispettivo per il nostro modo gerundio, come invece avviene in spagnolo oppure in francese.

Quello che invece abbiamo è un costrutto che serve a tradurne l'esatto significato, e si usa quindi per formare la forma progressiva di un verbo a partire dal verbo stesso al tempo presente.

Per farlo ci dobbiamo servire della parola GERADE, un avverbio che letteralmente significa "al momento".

Questo aiuta a dare contesto al verbo al presente, dando più specificità sul tempo in cui avviene l'azione indicata: non è solo nel presente, ma in questo momento.

Esempio:

  • Sprichst Du gerade mit Vera? = Stai parlando con Vera?

La domanda può essere tradotta anche con: Stai parlando con Vera in questo momento?

La regola vuole che l'avverbio gerade vada sempre posto dopo il verbo al tempo presente.

Mappa metropolitana Londra: un po’ di storia

Prima di scoprire le linee metro Londra sulla mappa disponibili e dove ti possono portare, andiamo un po' indietro nel tempo per scoprire qualcosa di molto interessante sulla metropolitana di Londra: sapevi che è la più antica del mondo?

L'iconica Tube, infatti, è stata fondata nel gennaio del 1893, prima che qualsiasi altra città del mondo potesse essere definita metropoli. È proprio Londra la prima ad aggiudicarsi questo titolo, con la sua rete metropolitana che conta, oggi, ben 11 linee.

Vale a dire 402 km di estensione, e quasi 400 stazioni coperte. Alcune vantano nomi iconici come Piccadilly Line, altre sono meno famose ma ugualmente comode per effettuare gli spostamenti all'interno della città.

Oltre ad essere la più antica del mondo, poi, la metropolitana di Londra è anche la più estesa d'Europa. Non ci stupisce, considerando le dimensioni della capitale inglese e tutti i punti di interesse che deve collegare tra di loro!

Mappa metrò Londra: le linee e i colori

Come spesso accade nelle grandi città con più linee metropolitane a disposizione, anche nella mappa della metropolitana di Londra le zone sono coperte da linee caratterizzate da diversi colori.

In particolare, a Londra puoi spostarti utilizzando le 11 linee esistenti, ovvero:

  • linea marrone, Bakerloo, tra il quartiere di Wealdstone e Harrow
  • linea rossa, quella centrale
  • linea gialla, anche conosciuta come Circle per il suo giro circolare che va da Hammersmith a Edgware Road
  • linea verde, District, che collega la città da est a ovest
  • linea rosa, che collega il distretto di Hammersmith a Barking
  • linea grigia, anche conosciuta come Jubilee, che si occupa della parte est della città di Londra
  • linea bordeaux, detta Metropolitan, nonché la prima linea costruita e, quindi, la prima metropolitana al mondo
  • linea nera, ovvero la Northern, che va da Battersea Power Station a Morden
  • linea blu, la Piccadilly, terza linea sulla mappa della metrò di Londra
  • linea azzurra, Victoria, che corre in direzione sud-nord-est rispetto al centro di Londra
  • linea turchese, conosciuta come Waterloo & city, che passa sotto il Tamigi

Orientarsi tra le linee è abbastanza semplice, grazie ai colori che le contraddistinguono, una volta che capisci il meccanismo, ma è sempre meglio andare in giro con una bella mappa della metrò di Londra! Può davvero fare la differenza e farti risparmiare un sacco di tempo di viaggio.

Per scaricare la mappa della metropolitana di Londra in PDF, puoi servirti dei canali ufficiali dei siti di trasporto pubblico londinesi, così da essere sicuro di avere una mappa aggiornata e sempre attuale della rete di trasporto della città.

Monumenti di Londra: i 10 da non perdere

Nel momento stesso in cui inizi a organizzare la tua vacanza londinese ti accorgi di una cosa: Londra è una città immensa!

E piena di cose da vedere: tra parchi, musei, strade iconiche e mercati, i monumenti di Londra sono solo una piccolissima parte delle attrazioni di questa città!

Ecco perché è importante valutare quanto tempo si ha a disposizione e creare in anticipo un itinerario ben definito, così da non perdersi nulla di particolarmente significativo.

Anche perché, essendo così grande, la Capitale del Regno Unito non offre tutto nello stesso punto: devi considerare anche il tempo degli spostamenti tra un'attrazione e l'altra!

Detto ciò, scopri con noi quali sono i monumenti a Londra da visitare assolutamente in un viaggio anche breve.

Cosa sono i verbi di stato in inglese?

Come in ogni lezione di lingua, il modo migliore per affrontare un argomento è partire dall'inizio e sviscerarlo piano piano. Perciò, iniziamo rispondendo alla domanda delle domande: ma i verbi di stato inglesi cosa sono?

Conosciuti anche come stative verbs (o state verbs), si tratta di una speciale categoria di verbi volta a descrivere uno stato, un'emozione o una condizione permanente.

Per intenderci meglio facciamo subito un esempio con uno dei verbi di stato più comuni in inglese: to think, ovvero pensare.

Lo utilizziamo per esprimere la nostra opinione, ciò che pensiamo e che vogliamo riportare agli altri. Per farlo, lo si usa in questo modo:

  • I think (that) you are very nice and a lovely person. → Penso che tu sia una persona simpatica e adorabile.

Da questa frase di esempio, possiamo già notare un paio di cose interessanti.

La prima è che, mentre in inglese utilizziamo il verbo che segue il verbo di stato -in questo caso to be- al modo indicativo, nella traduzione italiana viene invece coniugato al congiuntivo.

La seconda cosa che possiamo notare, invece, è il that messo tra parentesi: questo perché, in frasi come quella che abbiamo appena visto, il pronome relativo può essere omesso. Ciò avviene anche in italiano nell'esempio ("penso tu sia" è una forma abbastanza comune), ma dipende da caso a caso.

Attenzione anche a un'altra questione importante: non tutti i verbi di stato in inglese sono solo verbi di stato. In che senso?

Semplicemente, in base al contesto un verbo può svolgere la funzione di verbo di stato oppure di verbo dinamico, come lo stesso to think.

  • Nel caso in cui sia utilizzato per introdurre una propria opinione, allora è un verbo di stato e non regge la forma in -ing:

    I'm thinking you are wrong.

    I think you are wrong. → Penso tu stia sbagliando.
  • Nel caso in cui, invece, venga utilizzato come verbo per esprimere l'azione principale, allora non è più uno stative verb ma un dynamic verb, e regge anche la forma continuata:

    I'm thinking about my next exam. → Sto pensando al mio prossimo esame.

Verbi irregolari in spagnolo: cosa s’intende?

Innanzitutto, cosa intendiamo con verbi irregolari in spagnolo?

Molto semplicemente, si tratta di verbi che non seguono le canoniche coniugazioni in -AR, -ER o -IR dall'inizio alla fine. Scelgono di modificare la propria radice in base al tempo e all'uso dei tempi, nonostante si tratti si trovino all'interno di una stessa coniugazione.

Questo non significa però che l'irregolarità sia presente in ogni parte della coniugazione stessa: in alcuni verbi può riguardare solo un tempo verbale e due persone, in altri può essere più diffusa, in altri ancora presentarsi in un singolo caso.

Un esempio è il verbo ir in spagnolo, che alla prima persona singolare diventa "voy, e mantiene questa irregolarità per tutta la coniugazione del presente indicativo:

persona

verbo ir presente indicativo

yo

voy

tu

vas

él / ella

va

nosotros

vamos

vosotros

vais

ellos / ellas

van

Per poi tornare alla sua forma tradizionale e standard in altre coniugazioni, come per esempio quella dell'indicativo imperfetto:

persona

verbo ir préterito imperfecto

yo

iba

tu

ibas

él / ella

iba

nosotros

ibamos

vosotros

ibais

ellos / ellas

iban

Un'altra differenza da notare è che esistono verbi irregolari in spagnolo con dittongo e con indebolimento.

  • I verbi irregolari con dittongo sono quelli che aggiungono qualcosa, trasformando per esempio la "e" e la "i" nel dittongo "ie" in verbi come querer e adquirir, oppure la "o" e la "u" nel dittongo "ue", come nei verbi poder e jugar:

    querer → quiero
    adquirir → adquiero
    poder → puedo
    jugar → juego
  • I verbi irregolari con indebolimento, invece, sono quelli che hanno una "e" nella radice e la trasformano in "i". Si tratta sempre di verbi della terza coniugazione, e l'esempio più lampante è costituito dal verbo pedir:

    pedir → pido

Pronomi indefiniti tedesco, cosa sono?

Prima di tutto, cosa sono i pronomi indefiniti in tedesco?


Si tratta di parole che vengono utilizzate al posto di un nome più "specifico", per riferirsi a persone o cose in modo generico, senza andare nel dettaglio e fare riferimento a quantità, qualità o altri elementi specifici.

Quando sono presenti i pronomi indefiniti in tedesco, quindi, siamo di fronte a un soggetto non ben specificato: indefinito, per l'appunto.

Vediamo un esempio per capire meglio a cosa ci stiamo riferendo:

  • Hast du über etwas gesprochen? → Hai parlato di qualcosa?

Cosa vedere a Malaga e perché visitarla?

Le bellezze nascoste -e non- che Malaga custodisce con estrema cura sono talmente tante che verrebbe da chiedersi, piuttosto, perché non visitarla.

Innanzitutto, dal punto di vista naturale e paesaggistico è una città che toglie il fiato: a differenza di altre meraviglie spagnole come Madrid o Barcellona, infatti, Malaga custodisce ancora oggi un fascino molto più tradizionale e tipico, che ti permette di immergerti appieno nel cuore della regione che la ospita. In poche parole: ogni angolo della città urla Andalusia, dallo stile architettonico delle ville al modo di vivere delle persone, piene di grinta e di allegria.

Gemma che brilla sulla splendida Costa del Sol, poi, Malaga vanta più di 300 giorni di sole all'anno. Vale a dire: è sempre una bella giornata, e le probabilità che non lo sia sono talmente poche che se capita è un evento da ricordare. Si tratta di un vero paradiso per gli amanti del sole, e per chi vorrebbe che fosse estate tutto l'anno. Qui, in un certo senso, è proprio così!

E a questo si ricollega un altro dei motivi per cui visitare la città di Malaga: la sua posizione esclusiva sul mare, e in particolare sulle acque tiepide del Mediterraneo. Ebbene sì: a differenza di altre zone turistiche della Spagna, affacciate sul più freddo Oceano, qui avrai la possibilità di farti il bagno senza congelare, anche in bassa stagione.

Ma se ti stai chiedendo cosa vedere a Malaga anche dal punto di vista storico, artistico e culturale, sappi che di certo la città non ti deluderà. Anzi, saprà sorprenderti in modi incredibili, perché la storia qui si percepisce in ogni luogo. L'atmosfera vibrante e antica della città è data infatti dalla sua ricca storia, che si riflette su monumenti imponenti e suggestivi come il Teatro Romano e l'Alcazaba.

Infine, una delle caratteristiche che rende unica questa città è il fatto di essere il luogo che ha dato ai natali a Pablo Picasso, tra gli artisti più importanti e rilevanti di sempre a livello internazionale. Con la sua arte, spesso incompresa e criticata, il pittore malagueno ha rivoluzionato il modo di dipingere la realtà, e per questo chiunque conosce il suo nome e le sue opere più importanti.

Opere che potrai ammirare dal vivo qui, a Malaga, visitando il Museo Picasso, la sua casa natale e passeggiando per le strade in cui l'artista ha vagato in età giovanile, andando in cerca dell'ispirazione da catturare dietro ogni angolo.

Aggettivo dimostrativo tedesco: cosa cambia

La domanda sorge spontanea: qual è la differenza tra aggettivi e pronomi dimostrativi in tedesco? Proprio come in italiano, l'intento grammaticale è quello che fa la differenza tra pronome e aggettivo.

Un aggettivo serve ad aggiungere parte di significato al nome a cui si riferisce, perciò lo affianca. Un pronome, invece, va a sostituirlo del tutto, perciò compare da solo, senza nome.

La differenza tra aggettivi e pronomi dimostrativi, quindi, è che gli aggettivi precedono il sostantivo a cui si riferiscono, mentre i pronomi lo sostituiscono completamente.

Ora che la teoria è chiara, vediamo qualche frase di esempio per riuscire a visualizzare anche nella pratica il concetto:

  • Das ist mein Hund. Wo versteckt sich deines? → Questo è il mio cane. Dove si nasconde il tuo?
  • Ich wurde hier geboren. Das ist alles, was Sie wissen müssen. → Sono nato qui. Questo è tutto ciò che devi sapere.
  • Möchtest du noch ein Stück Kuchen? Gerne, aber nicht von diesem. → Vorresti un altro pezzo di torta? Volentieri, ma non di questa.
  • Derjenige, der mir hilft, ist mein Vater. → Quello che mi aiuta è mio padre.
  • Laura hat schöne Kleider. Solche hätte ich auch gerne. → Laura ha dei bei vestiti. Vorrei averne anche io.
  • Er selbst war der Täter und gab es sogar zu. → Lui stesso è stato il colpevole e lo ha anche ammesso.
  • Das ist meine Mutter und das ist meine Schwester da drüben. → Questa è mia mamma e quella là è mia sorella.
  • Hast du das gerade erschienene Video gesehen? Nein, das habe ich noch nicht gesehen. → Hai visto il video che è appena uscito? No, quello devo ancora vederlo.
  • Jennifer ist diejenige, die mich zuerst angerufen hat. → È Jennifer quella che mi ha chiamato prima al telefono.

Che ne pensi? Hai visto che, a discapito di quanto non si pensi, anche la lingua tedesca può risultare intuitiva e persino semplice, se presa nel modo giusto.

Cosa sono gli aggettivi possessivi in inglese

Gli aggettivi possessivi in inglese sono innanzitutto aggettivi, ovvero vocaboli che servono ad aggiungere significato ad un sostantivo.

Li definiamo "possessivi" perché, come è facile intuire, il tipo di significato che vanno ad aggiungere è legato al possesso di un oggetto, una persona o un animale da parte del sostantivo in questione.

In poche parole, gli aggettivi possessivi indicano a chi appartiene una certa cosa.

È lo stesso che accade anche in italiano: facciamo qualche esempio per comprendere meglio il ruolo di questi aggettivi.

  • My dog is very shy with strangers. → Il mio cane è molto timido con gli estranei.
  • Are these your shoes? → Queste sono le tue scarpe?
  • Finally our day has come! → Finalmente il nostro giorno è arrivato!

Già con questi tre semplicissimi esempi possiamo notare una differenza colossale tra gli aggettivi possessivi in inglese e quelli in italiano: la presenza -o assenza- dell'articolo.

In italiano lo aggiungiamo sempre, mentre in inglese non si deve mai mettere l'articolo prima dell'aggettivo possessivo. Ricorda questa differenza perché è uno degli errori più comuni di chi si approccia all'inglese per la prima volta!

The my pen → La mia penna

Detto questo, vediamo una tabella completa degli aggettivi possessivi in inglese:

aggettivi possessivi

traduzione

my

mio / mia / miei / mie

your

tuo / tua / tuoi / tue

his / her / its

suo / sua / suoi / sue

our

nostro / nostra / nostri / nostre

your

vostro / vostra / vostri / vostre

their

loro

Grazie a questa tabella, possiamo notare un'altra delle grandi differenze tra inglese e italiano: la concordanza di tempi.

In italiano, decliniamo gli aggettivi possessivi in base a genere e numero del soggetto.

Esempio:

  • Le mie amiche sono laggiù.


In inglese, questo non succede mai: l'aggettivo possessivo non concorda in genere e numero, ma rimane sempre in forma neutra e singolare.

Di conseguenza, la frase appena vista diventerà:

  • My friends are over there.

Cosa sono i pronomi personali in inglese?

Prima di capire cosa sono i pronomi personali in inglese, è bene fare un ripassino su cosa sia un pronome: si tratta di una particella di testo che andiamo a utilizzare al posto di un nome, per sostituirlo in modo da non doverlo ripetere.

Esempio:

  • I like Sophie. She's very kind. → Mi piace Sophie. (Lei) è davvero gentile.

Se non esistessero i pronomi personali, avremmo dovuto ripetere il nome Sophie, creando una ripetizione ridondante e cacofonica. In questo caso, invece, possiamo dire semplicemente "lei".

I pronomi personali, quindi, sono parti del testo che sostituiscono il nome nel caso in cui sia stato già menzionato all'interno del discorso, o addirittura all'interno di una stessa frase.

La bellezza della vita notturna a Malaga

La vita notturna a Malaga è un mix esplosivo di cultura, divertimento e buona musica: non c'è il minimo rischio di annoiarsi, in questa meravigliosa città andalusa che racconta della propria storia in ogni singola strada.

Il bello è che si tratta di movida "sana", intesa come sicura e adatta a tutti: per le strade, di sera, trovi ragazzi diretti ai locali più esclusivi così come famiglie con bambini, e puoi stare certo che ognuno troverà il modo di passare la serata più bella per sé.

Ciò che rende la vita notturna di Malaga così affascinante è proprio la sua varietà: si può trovare di tutto, dalle tradizionali taverne spagnole ai moderni club alla moda. La diversità delle persone e delle esperienze è ciò che aggiunge quel tocco speciale a ogni notte trascorsa in questa città, e che renderà tutta la vacanza un meraviglioso ricordo da conservare e preservare.

Le luci delle strade, i suoni vibranti e l'atmosfera festosa creano un'energia contagiosa che avvolge ogni angolo della città. Non importa se sei un amante della musica, un ballerino incallito o semplicemente desideri gustare un drink sotto le stelle, Malaga ha qualcosa da offrire a tutti.

Quali sono i pronomi riflessivi in inglese?

Prima di tutto, cerchiamo di identificarli: i pronomi riflessivi in inglese -come in italiano- sono le parole che utilizziamo nel caso in cui soggetto e oggetto di un'azione sono la stessa persona, o nel caso in cui vogliamo mettere in evidenza che il soggetto ha svolto in prima persona una determinata azione.

Facciamo un esempio per capire meglio:

  • I taught myself how to do that- → Ho imparato da solo a farlo (letteralmente: mi sono insegnato a come farlo).

Insomma, funziona un po' come in italiano con i nostri pronomi riflessivi: frasi come "mi lavo","si taglia i capelli", "ci abbracciamo" sono tutte frasi riflessive-

Detto questo, vediamo insieme una tabella con tutti i pronomi riflessivi in inglese: come avrai modo di scoprire tra poco, si tratta in realtà di un argomento molto semplice e intuitivo.

PRONOME

TRADUZIONE

Myself

Mi, me stesso

Yourself

Ti, te stesso

Himself / Herself / Itself

Si, se stesso (o sé)

Ourselves

ci, noi stessi

Yourselves

vi, voi stessi

Themselves

si, loro stessi

A primo sguardo, possiamo notare subito una cosa: i pronomi riflessivi in inglese altro non sono che i pronomi possessivi a cui è stato aggiunto "self", ovvero "stesso". Riconoscerli e identificarne la persona, quindi, è davvero molto semplice.

Non abbiamo neanche il problema di distinguere se si tratta di "tu" o "voi", dal momento che in questo caso la seconda persona singolare e la seconda persona plurale sono diverse.

Yourself → tu stesso

Yourselves → voi stessi

Questo accade perché, naturalmente, nel secondo caso si tratta di un plurale, e la parola "self" avendo una "f" finale forma il plurale trasformandola in "ves". È quanto accade anche con parole come leaf, life, knife…

Metropolitana Malaga: linee e stazioni

Devi sapere che la presenza della metro a Malaga è abbastanza una novità: questa città può vantarsi di avere delle linee sotterranee "solo" dal 2014, quindi meno di dieci anni fa.

Nonostante i lavori siano cominciati nel lontano 2005 (e la cui fine era prevista per l'inizio del 2009), alla fine c'è voluto un po' di più per via della crisi economica che ha colpito la città. Nonostante tutto, però, oggi la città di Malaga può vantare una metropolitana efficiente e che garantisce ottimi collegamenti tra le varie zone che la compongono.

Oggi la metropolitana di Malaga è composta da due linee, per una lunghezza totale di 12 chilometri considerando le varie tratte sotterranee.

Le linee sono:

  • linea 1, ovvero la linea rossa;
  • linea 2, ovvero la linea blu

Sono presenti inoltre diciassette stazioni in tutto, la cui principale si trova in Calle Mendivil nel piazzale che si trova di fronte alla stazione ferroviaria Maria Zambrano, conosciuto meglio come Explanada de la Estación.

Questo punto della città è un vero e proprio punto di riferimento e snodo del traffico e della viabilità cittadina: da cui, infatti, è possibile raggiungere numerosi altre centri della regione e del Paese, oltre che prendere autobus e taxi all'occorrenza.

Le due linee della metropolitana a Malaga si collegano nella stazione di El Perchel, da cui puoi prendere anche il treno ad alta velocità (AVE).

Vediamo ora insieme quali sono le varie fermate delle due linee:

  • Linea 1: El Perchel, La Union, Barbarela, Carranque, Portada Alta, Ciudad de la Justicia, Universidad, El Clínico, Cónsul, Paraninfo, Andalucía Tech;
  • Línea 2: Palacio de los Deportes, Puerta Blanca, La Luz - La Paz, El Torcal, Princesa - Huelin, La Isla, Perchel

La linea blu è la più utilizzata perché mette in comunicazione le zone più popolari della città di Malaga, come per esempio l'autostrada che la collega a Cadice.

Barcellona tra monumenti, chiese e piazze: storia e info sulla città

Le storie affascinanti che narrano i monumenti a Barcellona sono qualcosa da scoprire assolutamente: non si tratta di semplici opere d'arte, statiche e silenziose, ma di testimonianze vive di come le trasformazioni culturali, politiche e sociali abbiano contribuito a plasmare una città intera nel corso dei secoli.

Forse non sai, infatti, che un tempo Barcellona è stata Barcino: basta passeggiare per il Quartiere Gotico per rendersene conto, scoprendo i resti romani che ne raccontano storia e avventure. La Cattedrale di Santa Eulalia, in questo, è la massima testimonianza: con il suo cortile e le sue cappelle, ti permette di tornare indietro nel tempo e respirare l'antica atmosfera medievale.

Anche il periodo dell'Impero Spagnolo è stato cruciale per la crescita della città: durante quegli anni, Barcellona è stata un importante porto marittimo, oltre che il centro del potere politico. Pensa che fu proprio in quel periodo che La Rambla diventò il crocevia di cultura e movimento che è oggi: fino ad allora, infatti, era un semplice corso d'acqua.

Con la Guerra Civile e il regime franchista, Barcellona si trasformò poi in un teatro di conflitti, ma soprattutto di cambiamenti: l'architettura modernista risalente a quel periodo ne è la conferma. E da lì, poi, la rinascita: sia a livello culturale che economico, Barcellona visse un periodo fiorente e prospero, e grazie alla celebrazione delle Olimpiadi del 1992 anche aree fino ad allora trascurate, come Montjuïc, vennero finalmente riqualificate.

In poche parole, è stata la storia a disegnare questa incantevole città spagnola sul mare: la storia e, naturalmente, il genio di Antoni Gaudí, uno degli artisti più rivoluzionari del mondo. Monumenti a Barcellona iconici, come la Sagrada Familia e il Parc Güell, non sono solo straordinarie espressioni artistiche di Gaudí, ma riflettono anche il risveglio culturale e l'orgoglio catalano nel contesto della Belle Époque e dell'industrializzazione.

Cosa sono i verbi modali in inglese?

I verbi modali in inglese sono un gruppo di verbi ausiliari che modificano o completano il significato dei verbi principali in una frase. In particolar modo, sono i verbi che utilizziamo per esprimere concetti come possibilità, abilità, obbligo, doveri, consigli, richieste o supposizioni sul futuro.

Il verbo "can"

L' esempio più comune dei verbi modali in inglese è il verbo "can", che significa "potere" e che utilizziamo sia per esprimere il concetto di potere nel senso di "essere autorizzato a", sia nel senso di "essere capace di".

  • Can I go to the toilet, please? → Per favore, posso andare in bagno? (In questo caso, sto chiedendo il permesso. Tra l'altro, questa è la tipica frase che impariamo a scuola per chiedere ai professori -di inglese- di poter andare in bagno!)
  • I can sing very well when I'm alone. → So cantare molto bene quando sono da solo. (In questo caso, can esprime il verbo "potere" nel senso di "essere capace". Infatti, lo traduciamo con "sapere", perché in italiano è più corretto e inerente.)

Can è il più utilizzato e uno dei primi che si studiano, ma non è di certo l'unico verbo modale, anzi! Ne esistono diversi, ognuno dei quali serve a esprimere un concetto ben preciso.

Vediamoli uno per uno.

Il verbo "could"

Il verbo "could" esprime la capacità o la possibilità di fare qualcosa, ma nel passato.

Inoltre, serve anche a esprimere le richieste o il permesso, ma in modo più formale rispetto a can.

Per esempio:

  • She could swim when she was five → Sapeva nuotare quando aveva cinque anni.
  • Could I take this glass? → Posso/Potrei prendere questo bicchiere?

Il verbo "may"

Il verbo "may" indica il permesso, la possibilità o la probabilità di qualcosa, in modo ancora

più formale rispetto a "can". Infatti, possiamo dire "You may leave the room" per esortare gentilmente una persona ad andarsene.

Inoltre, il verbo "may" viene spesso utilizzato per fare gli auguri, un po' come noi in italiano useremmo il costrutto "che + congiuntivo". Un esempio:

  • May you be happy → Che tu possa essere felice

Il verbo "might"

Il verbo "might" esprime una possibilità remota, una bassa probabilità oppure un'ipotesi. Ad esempio: "She might come to the party". In questo caso, penso che lei possa venire ma non ne sono particolarmente sicuro, anzi, credo che sia alquanto improbabile.

Oppure, lo utilizziamo per chiedere il permesso o fare una richiesta in un modo ancora più formale rispetto a can, could e may.

Il verbo "shall"

Il verbo "shall" viene spesso usato per formare il futuro nelle domande nella prima persona singolare e plurale (I/we), per esortare o rafforzare un concetto.

Ad esempio, "Shall we go now?" → Dovremmo andare ora?

Il verbo "should"

Utilizziamo il verbo "should" per indicare consigli, raccomandazioni, obblighi o aspettative. Ad esempio, "You should see a doctor.": in questa frase, esprimo preoccupazione riguardo a una condizione in particolare.

Il verbo "will"

Il verbo "will" indica il futuro, l'intenzione oppure la volontà. È il verbo con cui si forma il futuro in inglese.

  • I will go to the party tomorrow night. → Andrò alla festa domani sera. (In italiano, semplicemente poniamo il verbo al futuro senza utilizzare alcun verbo ausiliare).

Il verbo "would"

Il verbo "would" è la forma passata di "will", e viene utilizzato per esprimere desideri, situazioni ipotetiche o azioni passate ma abituali.

Ad esempio, "She would visit her grandmother every Sunday". In questo caso, sto dicendo che lei avrebbe il desiderio di andare a trovare sua nonna ogni domenica, sottintendendo che forse non riesce per via degli impegni.

Questi verbi modali hanno caratteristiche particolari che influenzano il significato dei verbi principali nella frase e vengono usati per esprimere diverse sfumature di significato, come possibilità, capacità, obbligo, permesso, volontà e altre situazioni simili.

Il verbo "must"

Il verbo "must" si usa per esprimere divieti e obblighi. Nella forma negativa, invece, serve per esprimere il concetto di divieto.

  • He must not smoke here. → Lui non deve fumare qui (Perché è vietato, forse siamo al chiuso o in uno spazio pubblico)

Verbi irregolari in inglese: cosa sono?

Innanzitutto, cosa sono i verbi irregolari in inglese? Proprio come dice il nome, si tratta di verbi che presentano delle irregolarità nella loro coniugazione, ovvero che si comportano diversamente da come dovrebbero.

Questo accade durante la formazione del tempo passato che, come ben sappiamo, dovrebbe essere composto dal verbo all'infinito senza il "to" con l'aggiunta di una desinenza "-ed".

Esempio:

  • live → lived
  • walk → walked
  • connect → connected

Nei verbi irregolari, questa desinenza non c'è. Al suo posto, ci può essere qualsiasi tipo di desinenza, perché non c'è una regola ben precisa che tutti i verbi irregolari seguono. In poche parole, ognuno segue le proprie linee guida.

L'irregolarità, ricorda, può riguardare sia il passato semplice sia il participio passato. In certi casi possono presentare la stessa identica forma irregolare, in altri possono presentare due irregolarità diverse, in altri ancora può essere irregolare solo uno dei due.

Facciamo qualche esempio per capirci di più:

  • drink → drank → drunk (bere)
  • drive → drove → driven (guidare)
  • cut → cut → cut (tagliare)

Cosa sono i paradigmi in inglese

In lingua inglese, un paradigma si riferisce a un modello o a uno schema che illustra la coniugazione di un verbo, in base al tempo e al modo in cui viene coniugato. Si tratta di una sorta di guida che serve a identificare quello stesso verbo in diverse forme, così da capire al meglio come si comporta e come coniugarlo correttamente.

Il paradigma dei verbi inglesi, in particolare, presenta tre diverse forme di un verbo:

  1. forma base, ovvero il verbo all'infinito senza il "to";
  2. passato semplice,
  3. participio passato, utile per la formazione di tutti i tempi composti

I paradigmi sono utili per comprendere e applicare correttamente le regole di coniugazione o flessione delle parole in inglese e per capire come variano in diverse situazioni grammaticali.

Questo, naturalmente, è molto utile per quanto riguarda i verbi che non seguono le regole grammaticali perfettamente, ovvero i verbi cosiddetti irregolari.

Se il paradigma dei verbi regolari sarà sempre uguale, infatti, i paradigmi inglesi dei verbi irregolari si differenziano l'uno dall'altro in base al verbo e alla sua irregolarità, che non segue necessariamente una forma comune con altri verbi.


Per esempio:

drink → drank → drunk (bere)

cut → cut → cut (tagliare)

write → wrote → written (scrivere)

Come puoi vedere, questi paradigmi inglesi non hanno niente in comune l' uno con l' altro, e per questo è così importante studiarli a memoria in modo da saperli riconoscere e utilizzare all' occorrenza.

Monaco di Baviera: 10 cose da vedere

Naturalmente le cose da vedere in una città come Monaco di Baviera sono molte, ben più

di dieci: stiamo parlando di circa 310,43 chilometri quadrati di superficie, perciò di una città bella ampia. Per quanto sia comunque concentrata e abbia molte delle sue principali attrazioni, negozi, ristoranti e luoghi di interesse culturale densificati nella zona del centro storico, stiamo comunque parlando di un'area molto grande e che richiede anche l'uso dei mezzi pubblici per esplorarla tutta.

Quante cose riuscirai a vedere, perciò, dipende anche da quanto tempo hai a disposizione. In genere, si consigliano tra i tre e i cinque giorni di permanenza per riuscire a godere di tutte le bellezze di questa città, ma se camminare molto e stare in giro tutto il giorno non ti spaventa, puoi riuscire a esplorare il cuore della Baviera anche nel giro di un week-end lungo.

Detto questo, a Monaco di Baviera cosa vedere? Ecco 10 attrazioni da visitare e cose da fare per rendere la tua vacanza davvero memorabile.

1. Marienplatz

Non si può non partire da Marienplatz per esplorare Monaco di Baviera: si tratta della piazza principale della città, e di una delle aree più vivaci e centrali di tutta la Baviera. Il suo nome deriva dalla Mariensäule, una colonna commemorativa dedicata alla Madonna, che si erge al centro della piazza.

È poi circondata da edifici storici, rappresenta un punto di riferimento culturale e turistico di grande importanza sin dal XII secolo. La sua atmosfera è affascinante, e racchiude lo spirito del Paese: molti dei punti di interesse principali, infatti, si trovano proprio qui. Tra questi, ricordiamo il Neues Rathaus (Nuovo Municipio), un magnifico edificio di epoca neogotica con il famoso Glockenspiel, un orologio a carillon che offre spettacoli regolari con figure in movimento che raccontano eventi storici e leggende cittadine.

Inoltre, la piazza è circondata da negozi, caffè, ristoranti e bancarelle che offrono souvenir e prodotti tipici della Baviera.

2. Hofbräuhaus

Dici Monaco di Baviera, dici birra: questa zona della Germania è infatti particolarmente conosciuta per questa bevanda, non solo per la sua bontà ma anche per quello che significa. Qui, infatti, è un vero e proprio simbolo!

E in questo, l'Hofbräuhaus è una istituzione: stiamo parlando di una birreria storica, nonché di un ristorante a Monaco di Baviera, famosa per la sua tradizione di produzione di birra e la sua importanza culturale. Fondata nel 1589, questa birreria è diventata un'icona della cultura birraia bavarese ed è rinomata soprattutto per la sua Hofbräu Original, la sua specialità.

È un luogo che attrae sia turisti che residenti, offrendo un'esperienza autentica della cultura birraia bavarese: venire qui è un passaggio praticamente obbligato se capiti a Monaco di Baviera!

3. Alte Pinakothek

L'Alte Pinakothek, che significa "Pinacoteca Antica" in tedesco, è uno dei principali musei d'arte situati a Monaco di Baviera, e una delle tre importanti gallerie d'arte della città insieme alla Neue Pinakothek (Pinacoteca Nuova) e alla Pinakothek der Moderne (Pinacoteca dell'Arte Moderna).

La collezione dell'Alte Pinakothek è focalizzata principalmente sull'arte europea dal Medioevo al XVIII secolo. Ospita una vasta e prestigiosa collezione di dipinti, sculture e altre opere d'arte, con capolavori di artisti rinomati come Albrecht Dürer, Rembrandt, Rubens, Leonardo da Vinci, Raffaello e molti altri.

L'Alte Pinakothek è un luogo affascinante per gli amanti dell'arte e offre un'opportunità unica di apprezzare alcuni dei capolavori più significativi dell'arte europea antica. È considerato uno dei musei più importanti al mondo per la sua collezione di dipinti e sculture d'arte classica.

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Perché visitare i castelli a Monaco di Baviera?

Ci sono diverse ragioni per visitare i castelli a Monaco di Baviera: la prima è sicuramente la storia. Questi edifici, infatti, custodiscono il passato in un modo incredibile, tra opere d'arte, leggende misteriose e mobili vissuti.

Inoltre, vantano un'architettura mozzafiato: i castelli bavaresi sono spesso esempi straordinari di architettura storica, che varia dal gotico al barocco e al rococò. Esplorare questi edifici ti permette di ammirare dettagli architettonici affascinanti e di capire lo stile di vita delle classi nobiliari del passato.

Molti castelli sono poi circondati da paesaggi mozzafiato, o direttamente immersi in ambienti di montagna o foreste suggestive.

Visitarli è pura magia, soprattutto se capiti nel momento in cui mettono in atto eventi culturali, concerti, mostre d'arte e festival.

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Verbo parlare in francese: come si dice?

Il verbo parlare in francese si traduce, molto semplicemente, "parler". Questa incredibile somiglianza con la lingua italiana è dovuta al fatto che entrambe sono lingue romanze, ovvero che derivano direttamente dal latino.

Non è la prima né l'ultima volta che ci capiterà di trovare similitudini tra i vocabolari: basti pensare a parole coma amour, musique e livre, che rimangono praticamente identiche anche in italiano e che possiamo tradurre automaticamente, anche senza una conoscenza approfondita della lingua.


Questo già ci semplifica molto la vita per quanto riguarda l'apprendimento della lingua: in poche parole, partiamo già avvantaggiati.

Inoltre, un altro vantaggio che contraddistingue il verbo parlare in francese è che appartiene ai verbi regolari della prima coniugazione, che terminano in "-ER".

Ciò significa, quindi, che segue la coniugazione senza modifiche particolari.

I verbi irregolari nella grammatica francese non mancano di certo, ma per nostra fortuna parler non ne fa parte: perciò, le desinenze che acquisirà via via nella sua coniugazione saranno quelle tipiche della coniugazione stessa, senza complicarci la vita.

Cosa sono i verbi pronominali in francese?

I verbi pronominali in francese corrispondono, quindi, ai verbi riflessivi, ovvero tutti quei verbi che hanno bisogno di un pronome riflessivo di accompagnamento per avere un significato completo.

Esempio:

  • Fanny se lave les mains avant de manger. → Fanny si lava le mani prima di mangiare.

È importante ricordare che, nel caso di tempi composti, si coniugano sempre con l'ausiliare essere. (verbo être in francese):

  • Elle s'est réveillée tôt ce matin. → Lei si è svegliata presto stamattina.

In questa frase, "s'est réveillée" (si è svegliata) è un tempo composto del verbo pronominale "se réveiller" (svegliarsi), e viene coniugato con l'ausiliare essere (être) perché si riferisce a un'azione che coinvolge il soggetto stesso (lei).

I verbi pronominali in francese più comuni e utilizzati sono prevalentemente quelli che si utilizzano per descrivere la routine quotidiana. Ecco una lista abbastanza approfondita:

  • Se lever= alzarsi
  • Se laver = lavarsi
  • Se réveiller = svegliarsi
  • S'habiller = vestirsi
  • Se brosser = spazzolarsi
  • Se regarder = guardarsi
  • Se promener = passeggiarsi
  • S'amuser = divertirsi
  • Se souvenir = ricordarsi
  • S'asseoir = sedersi
  • Se coucher = coricarsi
  • Se dépêcher = affrettarsi
  • S'entendre = intendersi
  • Se taire = tacere
  • Se trompe = sbagliarsi
  • Se marier = sposarsi
  • Se calmer = calmarsi
  • S'embrasser = baciarsi
  • Se moquer = prendersi gioco di
  • Se sentir = sentirsi

Past simple verbi irregolari: quali sono?

Prima di individuare quali sono i verbi irregolari del past simple, ripassiamo molto velocemente questo tempo verbale.

Nella sua forma regolare, il past simple si forma utilizzando la desinenza -ed, da aggiungere alla fine del verbo alla forma dell'infinito senza il "to".

Qualche esempio:

  • to walk → walked
  • to live → lived
  • to collect → collected
  • to work → worked

Ogni regola, si sa, ha le sue eccezioni a confermarla: per quanto riguarda il past simple, i verbi irregolari nella lingua inglese sono davvero tanti, al punto da essere divisibili in schemi per poterli apprendere insieme, come se seguissero delle regole tutte loro.

Molti, infatti, presentano delle caratteristiche che vanno a modificare leggermente la regola, mentre altri verbi irregolari formano il past simple in modi del tutto diversi da quello che la regola dice, e anche diversi dalla loro forma all'infinito.

Un esempio lampante di questo è il verbo "to go", ovvero andare. Mentre ci aspetteremmo qualcosa come "goed" al past simple, in realtà la parola per indicare questo verbo al passato è "went".

  • I go to the supermarket. → I went to the supermarket.

Una curiosità che rende questa lezione così importante è che i verbi con irregolarità sono, nella maggior parte dei casi, verbi molto utilizzati nella vita di tutti i giorni, che indicano azioni quotidiane e hanno significati di ampio utilizzo.

L'esempio di prima ne è la dimostrazione lampante, così come il verbo essere -to be-, anch'esso irregolare al past simple:

  • I am an architect. → I was an architect, now I am a musician.

Per questo, studiare le irregolarità a memoria può essere una valida scelta quando si ha intenzione di apprendere la lingua inglese al meglio.

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Com’è il mare a Nizza, in Costa Azzurra?

Abbiamo detto che Nizza è la capitale della Costa Azzurra: forse non sai, però, che questa costa non si chiama così per caso. Il mare a Nizza e nelle zone che la circondano, infatti, è noto per le sue acque cristalline e il colore vivido, che varia tra il blu intenso e il verde smeraldo a seconda della zona.

Un vero e proprio spettacolo naturale, capace di togliere il fiato e lasciare senza parole chiunque vi assista per la prima volta nella vita. Perché raccontato è un conto, ma visto dal vivo con i propri occhi è tutta un'altra storia!

Le spiagge a Nizza sono spesso ciottolose, con poca sabbia e pochi tratti di sola sabbia: si tratta di un litorale molto simile a quello della vicina Liguria, con lo stesso tipo di ciottoli misti a sabbia. Forse è proprio questa caratteristica che è in grado di esaltare a tal punto il colore delle acque, facendole risplendere e somigliare al cielo?

Inoltre, le spiagge a Nizza sono un luogo confortevole e accogliente per chiunque: sono infatti ben attrezzate con stabilimenti balneari che offrono servizi come lettini, ombrelloni e ristorazione.

Le acque sono generalmente calme e piacevoli per nuotare, specialmente durante i mesi estivi quando la temperatura dell'acqua è estremamente confortevole. In realtà, però, la gente del posto comincia a nuotarvi dentro ben prima dell'arrivo dell'estate, e i più coraggiosi non smettono proprio, nemmeno durante la stagione invernale!

La vista sul mare è spesso accompagnata da una splendida cornice di palme e pittoresche colline che circondano la città: di fronte al lungomare, poi, vi è la strada principale che "cela" dietro di sé il suggestivo centro storico di Nizza, ovvero la "Città Vecchia". Tra viuzze strette piene di negozi tipici, piazzette popolate da gabbiani e colori sgargianti delle facciate dei palazzi, qui ti sembrerà di trovarti nel prolungamento della Liguria, e per molti versi è proprio così. Basti pensare a uno dei cibi tipici, la "socca", che altro non è che la farinata ligure! O al nizzardo, il dialetto del posto, che sembra un mix tra genovese e francese.

Verbi secondo gruppo francese: cosa sono?

Come abbiamo già potuto scoprire analizzando i verbi del primo gruppo, la grammatica della lingua francese è molto organizzata e suddivide i verbi in diverse categorie, in modo da renderli più distinguibili e riconoscibili.

Li dividiamo in base alla desinenza che mostrano e, di conseguenza, alla coniugazione che seguono.

  1. Primo gruppo: sono i verbi che terminano con la desinenza -er;
  2. Secondo gruppo: sono i verbi che terminano con la desinenza -ir;
  3. Terzo gruppo: sono tutti i verbi che non possono essere catalogati né nel primo gruppo né nel secondo gruppo. Questo avviene perché possono avere radici variabili, e quindi è probabile che seguano coniugazioni irregolari.

Alla luce di questo, quindi, i verbi del secondo gruppo in francese sono una categoria di verbi che seguono uno schema specifico di coniugazione.

Questi verbi terminano in "-ir" all'infinito e presentano una radice che termina in "-iss-".

Alcuni esempi di verbi del secondo gruppo includono:

  1. finir → finire;
  2. choisir → scegliere;
  3. réfléchir → riflettere;
  4. grandir → crescere

Non c'è nulla da temere, quindi: i verbi del secondo gruppo in francese seguono un modello regolare di coniugazione, che può variare leggermente tra di loro ma mantiene una certa coerenza all'interno del gruppo stesso. Il primo gruppo risulta il più semplice da studiare, ma al tempo stesso anche il secondo, essendo regolare, non presenta grandi difficoltà ed è importante da conoscere già all'inizio del percorso di apprendimento per cominciare a esprimere frasi dal significato più elaborato.

Cos’è e a cosa serve l’imperfetto francese

L'imperfetto in francese, chiamato "imparfait", è un tempo verbale del modo indicativo che viene utilizzato per descrivere azioni abituali, ripetute o in corso di svolgimento nel passato.

In primis, però, dobbiamo concentrarci sul fatto che è un tempo passato, che ci permette quindi di cominciare a esprimere concetti e azioni già avvenute.

Corrisponde esattamente al tempo imperfetto che abbiamo in italiano, perciò non avrai problemi nelle traduzioni. Un esempio:

  • je mangeais → io mangiavo

In generale, l'imperfetto francese è un tempo verbale molto utile per raccontare storie nel passato, descrivere abitudini passate o fornire dettagli e sfumature a una narrazione. È spesso usato insieme al passato prossimo per fornire un quadro completo delle azioni passate.

Come si forma l'imperfetto in francese?

Ma come si forma l'imperfetto in francese? Come tutti gli altri tempi verbali della lingua francese, anche il tempo imperfetto ha le sue desinenze distintive, che lo rendono riconoscibile e facilmente individuabile.

Sappiamo, però, che i verbi in francese si dividono in diversi gruppi: come funziona per le desinenze? Per nostra fortuna, le desinenze dell'imperfetto sono le stesse per tutti i verbi, indipendentemente dal loro gruppo di coniugazione.

Ecco come si forma l'imperfetto per i verbi regolari:

Radice del verbo + desinenza dell'imperfetto

La radice da considerare si ricava togliendo la desinenza -ons dal presente della forma coniugata con nous del verbo.

Esempio: da Nous parlons → -parl

A questa radice, le desinenze da aggiungere sono le seguenti:

  1. Je (io) : -ais
  2. Tu (tu) : -ais
  3. Il/Elle/On (egli/ella/si) : -ait
  4. Nous (noi) : -ions
  5. Vous (voi) : -iez
  6. Ils/Elles (essi/esse) : -aient

Ad esempio, consideriamo il verbo parler (parlare):

  1. Je parlais → io parlavo
  2. Tu parlais → tu parlavi
  3. Il/Elle/On parlait → egli/ella/si parlava
  4. Nous parlions → noi parlavamo
  5. Vous parliez → voi parlavate
  6. Ils/Elles parlaient → essi/esse parlavano

Fino a qui, molto semplice: la prima e la seconda persona singolare condividono la desinenza, perciò giusto in quel caso c'è da fare un po' di attenzione in più per quanto riguarda il contesto in cui si trova l'imperfetto francese da considerare.

Per il resto, tutte le desinenze sono ben riconoscibili e richiamano le corrispondenti al tempo presente, perciò non dovresti trovare grandi difficoltà nel riconoscerle e utilizzarle correttamente. Attenzione solo alla "i" che troviamo nelle forme plurali, che fa parte della desinenza stessa ed è quella che permette di distinguere il presente dall'imperfetto francese.

  • Nous parlons → noi parliamo
  • Nous parlions → noi parlavamo

Per i verbi irregolari, invece, la radice del verbo può cambiare leggermente, ma le desinenze rimangono le stesse.

Ad esempio, il verbo "être" (essere):

  • J'étais (io ero)
  • Tu étais (tu eri)
  • Il/Elle/On était (egli/ella/si era)
  • Nous étions (noi eravamo)
  • Vous étiez (voi eravate)
  • Ils/Elles étaient (essi/esse erano)

Come spesso accade, i verbi irregolari sono anche quelli più comuni: basti pensare all'esempio che abbiamo appena visto, che è il verbo essere. Per questa ragione, studiarli sin da subito è fondamentale, ma come puoi vedere non presentano irregolarità estreme e sono comunque facilmente riconoscibili.

In generale, l'imperfetto in francese è un tempo verbale relativamente semplice da formare, poiché le desinenze sono uniformi per tutti i verbi, anche se le radici dei verbi irregolari possono variare.

Futuro francese: come funziona e a cosa serve

Proprio come accade in italiano, in spagnolo, in inglese e in numerose altre lingue, il futuro in francese è un tempo verbale che serve a esprimere concetti e azioni che non sono ancora avvenuti. Lo usiamo, quindi, per riferirci a un tempo che deve ancora arrivare, rispetto al momento in cui stiamo parlando.

Esempio:

Nous partirons jeudi. → Partiremo giovedì.

Il funzionamento è dunque lo stesso che applichiamo in italiano, e allo stesso modo ci sono due forme di futuro in francese:

Futuro semplice (Futur Simple in francese): Questo è il futuro più comune e viene utilizzato per esprimere azioni o eventi che si verificheranno in futuro in modo generale o previsto. Viene formato aggiungendo le desinenze verbali specifiche del futuro al verbo infinito.

Esempio:

L'important est que nous noussoutiendrons mutuellement → L'importante è che cifaremo forza a vicenda.

  • Futuro anteriore: Questo corrisponde al nostro futuro anteriore, e si forma utilizzando l'ausiliare "avoir" o "être" al futuro semplice seguito dal participio passato del verbo principale. Il futuro anteriore viene utilizzato per indicare un'azione che si sarà conclusa prima di un altro evento futuro. Si riferisce a un'azione che sarà stata completata in un certo momento futuro rispetto a un'altra azione ancora da svolgersi.

    Esempio:

    Tu auras déjà eu trop d'occasions lorsque je serai de retour. → Avrai avuto già troppe occasioni, quando sarò di ritorno.

In francese, poi, esiste un altro tipo di futuro: il futuro prossimo, che si forma grazie ad un ausiliare speciale. Anziché utilizzare essere o avere, infatti, utilizziamo il verbo "aller", che significa andare. Per fare un paragone, è un po' quanto succede anche nella lingua spagnola con il costrutto "ir a + verbo" (voy a ser feliz → sarò felice)

Questo tipo di futuro viene utilizzato per parlare di azioni che avverranno nel prossimo futuro, spesso in modo imminente. Viene formato usando il verbo "aller" (andare) al presente seguito dall'infinito del verbo principale.

Esempio:

Demain, je vais aller au cinéma avec mes amis. Domani andrò al cinema con i miei amici.

In questo esempio, sarebbe scorretto utilizzare il futuro semplice in francese? Assolutamente no, ma data l'imminenza dell'azione a cui ci si riferisce (accadrà domani) utilizzare il futuro prossimo è la scelta ottimale, in quanto permette di esprimere proprio quell'imminenza.

Vita notturna a Nizza: quartieri e movida

Innanzitutto, Nizza offre una variegata vita notturna con quartieri e locali adatti a diverse preferenze. Ecco alcuni dei quartieri e dei luoghi più vivaci per la vita notturna a Nizza:

  • Vieux Nice (Vecchia Nizza): Questo pittoresco quartiere è noto per i suoi stretti vicoli, i mercatini serali e i numerosi bar e ristoranti. È un luogo perfetto per passeggiare di sera, assaggiare specialità locali e godersi l'atmosfera vivace. Si tratta del centro storico della città, che somiglia per molti versi all'intreccio di caruggi (vicoli) di Genova.
  • Promenade des Anglais: Lungo il lungomare, troverai una varietà di locali, caffè
  • e ristoranti con terrazze che offrono una vista mozzafiato sul mare. È un ottimo posto per una serata rilassante o per un drink con vista sul mare.
  • Place Masséna: Questa piazza centrale è circondata da bar e ristoranti che offrono spesso musica dal vivo e intrattenimento serale. Durante l'estate, la piazza ospita anche eventi e spettacoli, così come durante le feste natalizie.
  • Quartiere Port: Il porto di Nizza è un altro luogo popolare per la vita notturna, con una selezione di bar e locali che si affacciano sul porto. È un'ottima zona per una serata informale o per un drink dopo cena.
  • Cours Saleya: Di giorno è un mercato vivace, ma di sera questo spazio si trasforma in un luogo di ritrovo per i residenti e i visitatori. Troverai numerosi bar e ristoranti che offrono cucina locale e internazionale.
  • Carre d'Or: Questo quartiere è noto per i suoi bar alla moda, i club e i lounge bar. È frequentato soprattutto da una clientela giovane e alla ricerca di divertimento.
  • Palais de la Méditerranée: Questo lussuoso hotel ospita un casinò e un bar alla moda che attira una clientela sofisticata. È un ottimo posto per una serata elegante e per provare la tua fortuna al tavolo da gioco.

Indipendentemente dal quartiere che scegli, la vita notturna a Nizza offre una varietà di esperienze, dalle serate rilassate lungo il mare ai divertimenti più frenetici nei quartieri più vivaci.

Perché cercare lavoro a Malta?

Lavorare a Malta potrebbe essere una grande opportunità per te, per fare esperienze nuove in una realtà diversa da quella a cui sei abituato, conoscendo persone nuove, stringendo amicizie e realizzando i tuoi obiettivi uno per uno.

Ma perché scegliere proprio questa isola per partire e cambiare vita?

Ecco alcuni motivi da considerare:

  1. Opportunità lavorative: Malta offre una varietà di opportunità, e spesso offerte di lavoro a Malta per italiani in quanto la conoscenza della lingua può essere vista come un importante plus. La maggior parte delle offerte lavorative si concentra in settori come il turismo, l'ospitalità, la tecnologia dell'informazione, i servizi finanziari e il settore manifatturiero leggero. Le persone con competenze e esperienza richieste in questi settori possono trovare molte opportunità di carriera interessanti;
  2. Economia stabile: Malta ha goduto di una relativa stabilità economica negli ultimi anni, con una crescita economica costante e un basso tasso di disoccupazione. Questo rende il paese un luogo attraente per coloro che cercano stabilità lavorativa.
  3. Ambiente di lavoro multiculturale: Malta è un paese multiculturale con una popolazione diversificata, a causa della sua storia e del suo livello di turismo. Questo crea un ambiente di lavoro stimolante e inclusivo, dove le persone provenienti da diverse parti del mondo possono collaborare e imparare gli uni dagli altri.
  4. Clima e stile di vita: Uno dei motivi che potrebbe invogliarti a lavorare a Malta è il clima di cui gode: tipico mediterraneo, con inverni miti e estati calde. Questo fa sì che il paese sia attraente per coloro che desiderano vivere in un clima più caldo e trascorrere del tempo all'aperto, tra mare e relax. Inoltre, Malta offre una ricca storia, cultura, cibo e uno stile di vita rilassato che può essere allettante per molti.
  5. Vicinanza con l'Italia: Ultimo punto ma non per importanza, l'arcipelago di Malta è situato nel cuore del Mediterraneo e ha una posizione geografica strategica che la rende facilmente accessibile dall'Italia. Se cerchi la tua occasione per uscire dal Paese e trasferirti all'estero senza, però, andare troppo lontano, Malta potrebbe essere la risposta giusta.

In sintesi, le persone potrebbero cercare lavoro a Malta per sfruttare le opportunità lavorative disponibili, godere di un clima piacevole e di uno stile di vita ricco di cultura, nonché per beneficiare di una relativa stabilità economica e di un ambiente di lavoro multiculturale, non troppo lontano da casa.

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Comparativo e superlativo inglese: cosa sono?

Innanzitutto, cosa sono comparativo e superlativo in inglese?

Il comparativo e il superlativo sono due forme grammaticali utilizzate per confrontare le qualità o le caratteristiche di due o più cose, persone o concetti nella lingua inglese. Anche in italiano li abbiamo, anche se forse i tempi delle scuole elementari in cui li hai studiati sono un po' lontani e non ricordi con esattezza! Per rinfrescarti la memoria:

  1. Il comparativo in italiano si forma in italiano scrivendo "più/meno + aggettivo + di" → Lei è più alta di me
  2. Il superlativo in italiano si forma aggiungendo il suffisso -issimo/a → altissima, (superlativo assoluto), oppure scrivendo "il più/meno + aggettivo + gruppo" (il più bello della scuola)

Ora che abbiamo ben chiaro l'argomento, approfondiamolo per quanto riguarda la lingua inglese.

Comparativo: si utilizza per confrontare due cose, persone o concetti e stabilire se uno è più grande, migliore, veloce, ecc., dell'altro. Si forma aggiungendo il suffisso "-er" a parole di una o due sillabe, oppure anteponendo "more" a parole di due o più sillabe.

Esempi:

- She is taller than her sister. → Lei è più alta della sorella.

-This book is more interesting than that one. → Questo libro è più interessante di quello.

In entrambi i casi, utilizziamo la parola "than" dopo il comparativo, che corrisponde al nostro "di".

Superlativo: Si utilizza per indicare che una cosa, persona o concetto ha la qualità più elevata in un gruppo o in una determinata categoria. Si forma aggiungendo il suffisso "-est" a parole di una o due sillabe, oppure anteponendo "the most" a parole di due o più sillabe.

Esempi:

- Mount Everest is the tallest mountain in the world. → Il Monte Everest è la montagna più alta del mondo.

- She is the most intelligent student in the class. → Lei è la studentessa più intelligente della classe.

In questo caso, è importante ricordarsi l'uso dell'articolo determinativo "the" per rendere chiaro che si tratta di uno specifico, il migliore/più bello/più forte ecc… in assoluto.

Queste forme sono essenziali per esprimere comparazioni e per dare maggior precisione nel descrivere le caratteristiche delle cose o delle persone.

Attenzione perché esistono anche delle forme irregolari di comparativi e superlativi in inglese. Basti pensare, in fondo, che le particelle stesse "more" e "most" rappresentano, rispettivamente, il comparativo e il superlativo della parola "much", che significa molto.

Gli altri aggettivi che formano comparativo e superlativo in inglese irregolari sono, come spesso -sempre?- accade, alcune delle parole più comuni e usate di tutto il vocabolario.

Parliamo per esempio di:

  • Good, aggettivo che significa buono, e che si trasforma del tutto, diventando better al comparativo, e best al superlativo. SI tratta di un irregolare anche in italiano (più buonodi tuttimigliore)
  • Bad, che significa cattivo, diventa worse e worst.
  • Far, che significa lontano, si trasforma in farther e farthest

Cerca di individuare in anticipo tutti gli irregolari e studia a parte i loro comparativi e superlativi con esercizi e trucchetti, in modo da imparare a riconoscerli all'istante quando ti capitano davanti in un testo, sia scritto che parlato.

Cosa esprime il past simple di go

Prima di andare avanti ad analizzare tutta la coniugazione del simple past di go, è importante fare un piccolo ripasso su che cosa è il past simple e in quali situazioni si deve utilizzare.

Il past simple, in italiano passato semplice, è un tempo verbale del modo indicativo che serve a esprimere azioni al passato.

Più nel dettaglio, viene utilizzato principalmente per esprimere azioni o situazioni che sono accadute e sono state completate in un momento specifico nel passato.

Per fare alcuni esempi utilizzando il past simple di go:

  1. I went to the cinema last night. → Sono andato al cinema ieri sera.
  2. She went to Paris for her vacation two years ago. → Lei è stata a Parigi per le vacanze due anni fa.
  3. We went to the beach every weekend when we were kids. → Noi andavamo in spiaggia ogni fine settimana quando eravamo bambini .

Simple past di go, come diventa il verbo andare?

Come ben ti ricorderai dalle lezioni precedenti, il past simple si forma aggiungendo il suffisso -ed alla radice del verbo all'infinito senza il "to". Per fare qualche esempio:

  1. cook → cooked
  2. concern → concerned
  3. study → studied

Esiste però una lunga lista di verbi irregolari in inglese, che formano alcune parti del paradigma in modo del tutto diverso rispetto alla regola, e che quindi vanno studiati a memoria. Qual è il punto?


Il verbo to go è uno di questi.

Come spesso accade, infatti, sono i verbi più comuni e utilizzati nel linguaggio di tutti i giorni, a subire irregolarità nella coniugazione. Ma sono anche i più importanti da studiare, conoscere e riconoscere all'interno di un contesto.

Detto questo, come diventa il verbo to go al past simple?

Per tutte le persone, la forma è: WENT.

  • I go → I went
  • You go → You went
  • He / She / It goes → It went
  • We go → We went
  • You go → You went
  • They go → They went

Esempio:

  • "They went home late last night because of the party. → Loro sono andati a casa tardi ieri sera, per via della festa.

Lo stesso verbo, in italiano può essere tradotto sia con il passato prossimo, sia con il passato remoto, a seconda di quanto è lontana nel tempo l'azione a cui si fa riferimento.

Esempio:

  • I went to the beach in Puglia yesterday. → Sono andato al mare in Puglia ieri.
  • I went to the sea in Puglia two years ago. → Andai al mare in Puglia due anni fa.

Italiani in Germania per lavorare: perché partire?

Ci sono diverse ragioni per cui gli italiani potrebbero decidere di trasferirsi in Germania per lavorare.

Ecco alcuni motivi comuni:

  1. Opportunità lavorative: La Germania offre una vasta gamma di opportunità lavorative in diversi settori, inclusi l'ingegneria, l'informatica, la medicina e molti altri. Le condizioni lavorative, i salari e i benefici possono essere più attraenti rispetto a quelli disponibili in Italia.
  2. Economia stabile: L'economia tedesca è nota per la sua stabilità e resilienza. Anche durante periodi di crisi economica, il tasso di disoccupazione rimane relativamente basso rispetto ad altri paesi europei. Dopotutto, la Germania è il Paese centrale dell'Unione Europea, e ospita anche la BCE (Banca Centrale Europea), che si trova più precisamente nella città di Francoforte sul Meno.
  3. Sviluppo professionale: Lavorare in Germania può offrire opportunità di sviluppo professionale e di carriera. Il Paese è noto per la sua cultura del lavoro diligente e per l'attenzione alla formazione e all'innovazione.
  4. Qualità della vita: Molte città tedesche offrono una elevata qualità della vita, con servizi efficienti, trasporti pubblici affidabili, strutture sanitarie di alto livello e una varietà di attività culturali e ricreative.
  5. Multiculturalità: Le grandi città tedesche sono culturalmente diverse e accoglienti nei confronti degli stranieri, in particolare realtà come Berlino, capitale del Paese. Questo può rendere più facile per gli italiani integrarsi nella società e sentirsi a casa.
  6. Prospettive per famiglie: Per le famiglie italiane, la Germania offre un sistema educativo di alta qualità, assistenza sanitaria accessibile e una serie di servizi per il benessere delle famiglie.
  7. Esperienza internazionale: Lavorare all'estero può arricchire personalmente e professionalmente. Vivere e lavorare in un ambiente internazionale come la Germania può portare a un maggiore sviluppo delle competenze linguistiche, culturali e professionali.

Naturalmente, le motivazioni possono variare da persona a persona, ma questi sono alcuni dei motivi più comuni per cui gli italiani possono decidere di trasferirsi in Germania per lavoro.

Cos’è il verbo like in inglese?

Partiamo dal principio: che cos'è questo verbo e a cosa corrisponde in italiano?

Nel suo utilizzo più comune, il verbo like in inglese - o meglio, to like- significa piacere. Viene dunque utilizzato per esprimere preferenza, piacere o gradimento verso qualcosa o verso qualcuno.

A differenza dell'italiano, però, in questo caso si tratta di un verbo transitivo, ovvero che regge il complemento oggetto.

Notiamo la differenza:

  • I like pizza. → Mi piace la pizza.

In italiano, non andiamo a tradurre letteralmente "Io piaccio la pizza", come invece suona in inglese, ma aggiungiamo il complemento di termine "mi", ovvero "a me". Questa è una diversa sfumatura grammaticale molto importante da apprendere per riuscire a usare il verbo like in inglese nel modo giusto sin da subito.

Il verbo "to like" ha un significato di gradimento meno forte rispetto al verbo "to love", che invece tradurremmo con "amare, adorare".

Quando il verbo like in inglese viene utilizzato per esprimere gradimento verso azioni espresse da verbi, è importante ricordare che:

  • supporta la forma in -ing nel caso in cui si tratti di un'azione abbastanza generale.

    Esempio:

    I like dancing → Mi piace ballare.
    You don't like going out in the evening. → A te non piace uscire di sera.
  • supporta la forma dell'infinito nel caso in cui si tratti di una circostanza più specifica.

    Esempio:

    I like to watch TV before going to bed. → Mi piace guardare la televisione prima di andare a letto.
    He likes to stay home on Sunday. → A lui piace stare a casa di domenica.

In più, il verbo like in inglese viene utilizzato anche in specifici costrutti, per esempio "As you like": si tratta di una frase fatta che sta a significare "Come vuoi", "Come preferisci", e che viene utilizzata così com'è.

  • Make whatever you want for dinner, as you like! → Cucina quello che vuoi per cena, come preferisci.

Infine, vogliamo soffermarci su un ultimo importante significato del verbo like in inglese, ovvero quello di "volere, desiderare". Per quanto non significa direttamente questo, utilizzandolo al modo condizionale assume il significato di "vorrei".

Vediamo qualche esempio per capire meglio:

  • I would like to order a large pepperoni pizza, please. → Vorrei ordinare una pizza al salame grande, per favore.

Se ci rifletti, in effetti, anche in italiano potremmo tradurre questa frase con il verbo "piacere", dicendo "mi piacerebbe", anche se è più comune dire "vorrei".

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Cosa sono i verbi del terzo gruppo in francese

A differenza del primo e del secondo gruppo, il terzo gruppo di verbi in francese è quello meno "specifico". Infatti, racchiude al suo interno tutti quei verbi che, altrimenti, non potrebbero essere classificati né nel primo né nel secondo; per questo, è il più variegato e il più ricco di irregolarità.

All'interno del terzo gruppo troviamo, infatti, tutti i verbi con coniugazioni irregolari che hanno terminazione, principalmente, in -OIR oppure in -RE.
Appartengono allo stesso gruppo anche i verbi che finiscono in -IR, ma con il participio presente che assume la desinenza -ANT. Come, per esempio, il verbo ALLER (andare).

I verbi del terzo gruppo in francese sono caratterizzati da radici variabili: per esempio, la coniugazione del verbo SAVOIR (sapere) utilizza le seguenti radici: sai-, sav-, sach-, saur-.

Per questo, è fondamentale studiarli a memoria in ogni parte della loro coniugazione in modo da essere in grado di riconoscerli all'interno di un testo, indipendentemente da come si presentano.

Come spesso accade, in più, tra i verbi irregolari della lingua francese troviamo alcuni dei verbi più utilizzati in assoluto nel parlato quotidiano, quelli che servono per esprimere azioni della vita di tutti i giorni o estremamente comuni.

Per esempio, fanno parte del terzo gruppo i seguenti verbi:

  • prendre → prendere
  • croire → credere
  • faire → fare
  • aller → andare
  • vendre → vendere
  • voir → vedere
  • pouvoir → potere
  • vouloir → volere
  • devoir → dovere
  • partir → partire
  • naitre → nascere
  • mentir → mentire
  • courir → correre

Lavorare a Barcellona per trasferirsi in Spagna: perché andare?

Oltre a rimanere folgorati dalla maestosa bellezza della città durante un semplice viaggio di piacere, Barcellona è in realtà una meta interessante anche per rimanerci a tempo indeterminato. Ma quali sono i motivi che dovrebbero spingerti a cambiare vita e scegliere di vivere e lavorare a Barcellona in Spagna?

Ce ne sono diversi. Alcuni dei vantaggi principali che questa città spagnola riserva si possono racchiudere in:

  1. Clima e stile di vita: Barcellona gode di un clima mediterraneo con inverni miti ed estati calde. La città offre anche una vivace vita all'aria aperta, con spiagge, parchi e molte attività culturali. Il fatto che abbia il mare la rende una meta molto più attraente, per alcune persone, rispetto alla capitale Madrid, città ugualmente bella ma situata nel pieno entroterra del Paese.
  2. Opportunità lavorative: Barcellona è una delle principali città spagnole per l'occupazione, con un'economia diversificata che comprende settori come il turismo, la tecnologia, il design, la moda e altro ancora. Ci sono molte opportunità di lavoro per i professionisti qualificati in vari settori.
  3. Cultura e storia: Barcellona è ricca di storia, arte e architettura eccezionale, con attrazioni come la Sagrada Familia, il Parco Güell e il quartiere gotico. La città ospita anche numerosi eventi culturali e festival che celebrano la sua identità unica.
  4. Cibo e vita notturna: La cucina catalana è rinomata per la sua diversità e qualità, e Barcellona offre una vasta gamma di ristoranti, bar e caffetterie dove gustare tapas e altre specialità locali. La vita notturna è vivace e variegata, con molti locali notturni, bar e club per ogni gusto.
  5. Multiculturalità: Barcellona è una città cosmopolita con una popolazione internazionale diversificata. Questa diversità si riflette nella sua cultura, nella sua cucina e nelle sue opportunità di networking. Non avrai difficoltà nel sentirti a tuo agio, nel sentirti a casa, in questa melting pot di culture diverse.
  6. Qualità della vita: Barcellona offre una buona qualità della vita, con un sistema sanitario ben organizzato, un efficiente sistema di trasporto pubblico e molte aree verdi per il relax e lo svago. Qui il lavoro è importante, ma non è il centro della vita: vi è un buon equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, e le persone sono generalmente più felici.

Tuttavia, è importante anche considerare aspetti come il costo della vita, le sfide linguistiche (il catalano è la lingua ufficiale insieme allo spagnolo) e il processo di adattamento a un nuovo ambiente culturale e lavorativo prima di prendere una decisione di trasferimento.

Naturalmente, non sempre è tutto oro quello che luccica, e i Paesi esteri tendono a sembrarci sempre meglio della realtà in cui viviamo noi, finché non li viviamo più a fondo.
Perciò, sii consapevole che ogni luogo ha i suoi pro e i suoi contro, quando ci vivi dentro: ciononostante, Barcellona rimane comunque una buona scelta per via delle sue grandi qualità di vita.

Perché si celebra la Giornata del libro?

La Giornata del libro si celebra per commemorare la morte di Miguel de Cervantes, il famoso Shakespeare, l'Inca Garcilaso de la Vega e la nascita di altri scrittori rappresentativi della letteratura mondiale. L'obiettivo della Giornata internazionale del libro è incoraggiare la lettura e difendere il diritto d'autore. Questa data coincide anche con la Giornata della lingua spagnola e con la Giornata di Sant Jordi in Catalogna.

Quando si celebra la Giornata del libro?

Inizialmente la Giornata del Libro veniva celebrata all'inizio di ottobre e nel 1930 è stata stabilita come data ufficiale internazionale il 23 aprile, data in cui viene attualmente celebrata. La Giornata internazionale del libro si celebra dall'inizio del XX secolo in Spagna, più precisamente in Catalogna, grazie all'idea di uno scrittore valenciano di nome Vicente Clavel Andrés che propose questa celebrazione alla Camera ufficiale del libro di Barcellona nel 1923 e fu approvata dal re Alfonso XII di Spagna nel 1926.

Come si celebra la Giornata internazionale del libro nel mondo?

La Giornata internazionale del libro viene celebrata in più di 100 Paesi del mondo, oltre che in Messico, Venezuela, Colombia, Argentina, Ecuador, Stati Uniti, Guatemala e nelle sue principali capitali, anche in città europee, asiatiche e africane e persino in Vietnam si tengono molti eventi dedicati ai libri.

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Cosa vuol dire pronomi tonici in francese?

I pronomi tonici in francese, conosciuti anche come pronoms toniques, sono una categoria di pronomi personali che vengono utilizzati per enfatizzare o chiarire il soggetto o l'oggetto di una frase. La parola chiave, in questo caso, è enfasi.

Questi pronomi differiscono dai pronomi soggetto e dagli oggetti diretti e indiretti in quanto sono usati principalmente per rafforzare il significato o per dare enfasi.

Ad esempio, nella frase "Moi, j'aime le chocolat", il pronome tonico "moi" enfatizza il soggetto "io", dando un'importanza particolare al fatto che "io" amo il cioccolato.

Non lo confondiamo con il pronome soggetto "Je", che rimane, appunto, il soggetto della frase. Piuttosto, lo aggiungiamo ad esso per porre proprio sul soggetto l'enfasi del significato del verbo, che in questo caso è "amare".

In poche parole, voglio soffermarmi sul fatto che ad amare il cioccolato sono io. Il contesto potrebbe essere questo, per esempio, che si parla di chi ama di più il cioccolato, e dato che io ne ho una scorta infinita a casa, allora io lo amo davvero. Intendo dire che lo amo più degli altri, o comunque in un modo particolare.

In sintesi, i pronomi tonici in francese sono utilizzati per enfatizzare o chiarire il ruolo di una persona o di un oggetto in una frase.

Pronomi personali tonici e atoni in francese: le differenze

In francese, i pronomi personali possono essere classificati in pronomi tonici e pronomi atoni, a seconda del loro utilizzo e della posizione nella frase.

Ecco le principali differenze tra i due:

  • Pronomi personali tonici:
  • I pronomi tonici sono usati per enfatizzare o chiarire il soggetto o l'oggetto di una frase.
  • Possono essere utilizzati dopo una preposizione, come soggetto o come complemento oggetto, quando si desidera dare enfasi.
  • I pronomi tonici sono: moi, toi, lui, elle, nous, vous, eux, elles.

    Esempi:

    Moi, je suis content. → Io, sono felice.
  • Pronomi personali atoni:
  • I pronomi atoni sono utilizzati come complemento diretto, indiretto o riflessivo e, in genere, precedono il verbo.
  • Non sono usati per enfatizzare o chiarire, ma piuttosto per sostituire un sostantivo o un'altra parte del discorso in modo più conciso. Prendono quindi il ruolo del sostantivo a cui si riferiscono in modo diretto.
  • I pronomi atoni sono: me, te, le, la, nous, vous, les, lui, leur, y, en, se.

    Esempi:

    Je te vois. → Ti vedo.

    Il me parle. → Lui mi parla.

In breve, mentre i pronomi tonici sono utilizzati per dare enfasi al soggetto o all'oggetto della frase e possono essere posizionati in diverse parti della frase, i pronomi atoni sono usati principalmente come complementi del verbo e precedono spesso il verbo stesso. Inoltre, i pronomi atoni in francese vengono spesso utilizzati in congiunzione con i verbi riflessivi, transitivi e con verbi che richiedono l'uso di un pronome oggetto diretto o indiretto.

Che cos’è la Oyster Card?

La Oyster card è il tuo passepartout per i mezzi pubblici di Londra: si tratta di una smart card ricaricabile a consumo, la quale ti permette di salire su metro e autobus come se fosse un biglietto.

Rispetto al classico ticket, però, risulta più economica, oltre che più comoda: puoi infatti caricarvi sopra il denaro, proprio come una carta ricaricabile o prepagata, e pagare in questo modo i singoli viaggi che effettui. Questo tipo di servizio si chiama "pay as you go" ed è sempre più in voga oggi come oggi, soprattutto nelle grandi città come Londra, dove i contanti lasciano sempre più spazio ai pagamenti elettronici.

Questo è un servizio dedicato ai residenti, ma non temere: se vai in vacanza a Londra, puoi acquistare la Visitor Oyster Card di Londra, che è la stessa cosa ma pensata per i turisti.

Visitor Oyster card Londra: come funziona

La Visitor Oyster card di Londra funziona esattamente come la Oyster card: è semplicemente la versione per i turisti, che hanno una necessità limitata nel tempo di utilizzare i mezzi pubblici della città.

Poiché si tratta di una carta ricaricabile, sarà necessario come primo step caricarvi sopra il denaro, da utilizzare per il viaggio in corso ma anche da tenere come deposito per le successive corse.

Per utilizzare la Visitor Oyster card a bordo dei mezzi pubblici, non dovrai far altro che poggiare la card sul lettore giallo apposito, che trovi sul mezzo, due volte (se viaggi in autobus): all'inizio e alla fine del tuo viaggio. In questo modo, il lettore potrà conteggiare soltanto il tragitto che hai effettivamente effettuato: se ti dimentichi di passarlo la seconda volta, invece, potrebbe venirti addebitata la tariffa massima giornaliera.

Ogni volta che fai questa operazione, il prezzo del tuo viaggio ti viene scalato automaticamente dal credito residuo sulla tua carta: quando lo termini, ti basta ricaricarla.

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Che cos'è lo shadowing?

Lo shadowing consiste nell'ascolto di audio parlati esclusivamente nella lingua straniera. Si possono ascoltare anche serie e film. Mentre si ascolta l'audio, si deve parlare contemporaneamente a ciò che viene detto. Tuttavia, non è necessario capire tutto, perché l'attenzione si concentra sulla pronuncia della lingua straniera. Se si ha un livello elevato, si può utilizzare la tecnica dello shadowing per allenare l'accento nella lingua che si sta imparando. Inoltre, si potrà allenare la comprensione orale allo stesso tempo.

Lo shadowing è una tecnica per imparare una lingua straniera. Questa tecnica è perfetta per tutti i livelli di apprendimento, ma è particolarmente efficace se si ha una conoscenza precedente della lingua che si sta imparando. Lo shadowing aiuta a migliorare la comprensione orale, la pronuncia e il vocabolario. Si può facilmente utilizzare lo shadowing come metodo di apprendimento indiretto, poiché si guardano anche le serie o i film preferiti nella lingua straniera che si sta imparando.

L'obiettivo della tecnica dello shadowing

L'obiettivo principale della tecnica dello shadowing è quello di familiarizzare con la lingua straniera. A lungo andare ne trarrete beneficio, poiché potrete abituarvi efficacemente al suono della lingua straniera quando la ripetete. Questo aiuterà soprattutto ad allenare la comprensione orale. Lo shadowing aiuta anche a migliorare la pronuncia. Quando si fa shadowing, si allenano i movimenti della lingua e della bocca tipici della lingua straniera. Se si imparano gli schemi della lingua straniera, si sarà in grado di usarli meglio e inconsciamente nell'uso successivo e indipendente della lingua.

Il metodo della tecnica dell'ombreggiatura

Fase 1

Trovare l'audio giusto
Gli audiolibri o i podcast sono i più adatti per lo shadowing. Tuttavia, è possibile utilizzare anche video e serie.

Fase 2

Ascoltare l'audio
Ascoltate ciò che viene detto nel file audio selezionato prima di fare l'ombra.

Fase 3

Fare l'ombra di ciò che viene detto
Ora è il momento di imitare. Imitate il modo in cui parla il madrelingua.

Fase 4

Ripetere e approfondire
Ripetete lo shadowing con lo stesso audio tutte le volte che volete o cambiate l'audio per continuare a imparare.

Graduatoria

Entro il 29 aprile 2016, l’Inps pubblica sul sito internet istituzionale www.inps.it, nella specifica sezione riservata al concorso, le graduatorie degli ammessi con riserva.

College americani per italiani: quali i migliori?

Prima di fare una scelta così ardua è importante sapere quale college scegliere in base ai propri interessi e alle proprie possibilità. Ecco alcuni dei migliori:

  • Harvard, in Massachusetts: è di certo uno dei più famosi, oltre ad essere la più antica istituzione universitaria USA, nascendo nel lontano 1636. È nota per l'attenzione che pone nella ricerca e nell'innovazione, soprattutto in ambito scientifico e medico.
  • Yale, in Connecticut: questa è una delle università più prestigiose, nonché quella le cui lezioni hanno formato ben 5 presidenti degli Stati Uniti d'America.
  • MIT, Massachusetts Institute of Technology: se ti interessa particolarmente l'ambito scientifico, questa è la scelta più azzeccata. Da qui, per altro, sono usciti 85 premi Nobel e 34 astronauti.
  • Stanford University, in California: possiede uno tra i migliori centri di ricerca, è tra le più all'avanguardia e si trova in una zona particolarmente bella e con un clima ideale!
  • Williams College: ci troviamo di nuovo in Massachusetts, in un campus particolare nel quale potrai persino trovare un museo! È tra le più prestigiose università di arti liberali.
  • Swarthmore College, in Pennsylvania: una realtà piccola (circa 1500 studenti) ma molto valida e non lontana dalla città di Philadelphia.
  • Pomona College: torniamo in California per questo college privato specializzato nelle arti liberali. Qui si svolgono molte attività di ricerca e di studio sul campo trovandosi vicina a deserto, spiagge e montagne. A un'ora di distanza potrai persino visitare Los Angeles!

Ti consigliamo di tenere sempre d'occhio le classifiche che ogni anno vengono stilate da Forbes o da US World News Report per trovare i migliori college americani per italiani e, più in generale, per gli studenti di tutto il mondo.

Auguri di compleanno nel resto del mondo

Tra le lingue più parlate al mondo (secondo uno studio di Ethnologue del 2022) ci sono alcune lingue europee come l'inglese e lo spagnolo, ma anche numerose lingue asiatiche. Il cinese mandarino, per esempio, è parlato da oltre un miliardo di persone, mentre l'hindi da più di 600 milioni. Come si dice "buon compleanno" in queste due lingue? Puoi dire "shēngrì kuàilè" in cinese (scritto 生日快乐) e "janmadin kee shubhakaamanaen" in hindi (che si scrive जन्मदिन की शुभकामनाएं). Tra le lingue maggiormente diffuse c'è anche l'arabo, con oltre 270 milioni di parlanti, in cui puoi dire "eid melad sa'eed" (ovvero عيد ميلاد سعيد) per augurare un buon compleanno a qualcuno.

Tra le lingue con un sistema di scrittura differente da quello a cui siamo abituati, oltre al cinese spiccano il giapponese (お誕生日おめでとう, che si dice "otanjoubi omedetou") e il coreano (생일 축하 해요, che si pronuncia "saeng-il chugha haeyo"). Nella regione del Bengala c'è anche il bengalese, in cui puoi scrivere শুভ জন্মদিন e dire "Śubha janmadina". In Pakistan e in India, inoltre, si parla il dogri (सालगिरह् मबारक), e alle Maldive si usa il dhivehi (އުފާވެރި އުފަންދުވަހެއް). Se vuoi dire "buon compleanno" a un thailandese, dovrai scrivere สุขสันต์วันเกิด, da pronunciare "S̄uk̄hs̄ạnt̒ wạn keid".

Per augurare un buon compleanno in Indonesia e in Malesia puoi utilizzare la lingua giavanese, e dire dunque "Sugeng tanggap warsa". Alle Hawaii si dice "hauʻoli lā hānau" (in hawaiano), in Sudafrica e in Mozambico si dice "siku lerinene ro velekiwa" (in tsonga), nelle Filippine puoi dire "Maligayang kaarawan" (in filippino), e in Madagascar "tratry ny tsingerintaona nahaterahana" (in malgascio). Per sapere come si scrivono gli auguri di buon compleanno in tutte le lingue puoi fare riferimento alla lista che trovi qui sotto.

Auguri di buone feste in tutti i Paesi

Come abbiamo visto, esistono numerose lingue in tutto il mondo. Al giorno d'oggi si contano oltre 7000 lingue, ma alcune di esse sono molto più diffuse e comuni rispetto ad altre. Oltre a quelle menzionate nel paragrafo precedente, come il cinese, l'arabo e il giapponese, esistono altre lingue che utilizzano dei sistemi di scrittura diversi dal nostro. Parliamo dell'hindi (India), in cui "buone feste" si dice छुट्टियां आनंददायक हों, ovvero "chhuttiyaan aanandadaayak hon", e del thai (Thailandia), in cui puoi scrivere สุขสันต์วันหยุด, che si pronuncia "S̄uk̄hs̄ạnt̒ wạn h̄yud".

E ancora, puoi augurare buone feste a qualcuno in basco scrivendo "jai zoriontsuak", in assamese con শুভ বন্ধৰ দিন, in chirghiso con Майрамыңыздар менен (la cui pronuncia è "Mayramıŋızdar menen"), in konkani con सुटयेचीं परबीं, in xhosa con "iholide ezimnandi", e in gaelico scozzese con "saor-làithean sona". Ovunque ti trovi nel mondo, fare gli auguri di buone feste nella lingua locale è sempre un gesto apprezzato di educazione e di rispetto. Per sapere come si traduce e come si pronuncia l'espressione "buone feste" in tutte le altre lingue, continua a leggere.

I simboli della pace

Se chiudi gli occhi e pensi ai simboli della pace, probabilmente ti verranno in mente l'ulivo e la colomba, la bandiera dai colori dell'arcobaleno, oppure il simbolo associato agli hippie. Questo perché ad alcuni simboli sono stati attribuiti dei significati precisi durante il tempo, ormai così famosi da essere riconosciuti a livello universale. È il caso dell'ulivo, che indicava la vittoria e la pace già dal tempo degli antichi romani e greci. Inoltre l'ulivo era anche il simbolo di Eirene, dea greca della pace, o di Pax per i romani.

Nonostante in passato fosse stata associata alla guerra e a Inanna-Ishtar, dea del potere e della guerra in Mesopotamia, la colomba diviene un importante simbolo di pace con l'avvento della religione cristiana. Nelle antiche raffigurazioni, infatti, era proprio una colomba a portare un ramoscello di ulivo che, come abbiamo visto prima, era un oggetto già associato alla pace. Questo deriverebbe dalla storia di Noè, in cui una colomba riportò un ramoscello di ulivo sull'arca indicando che le acque si erano ritirate. Ma la colomba è stata un segno di pace per molto tempo anche in altre culture, come quella giapponese.

L'arcobaleno è l'emblema della connessione tra umani e dei, come nella mitologia scandinava. Per il cristianesimo, invece, l'arcobaleno apparso a Noè segnalava la fine del diluvio e il perdono di Dio. Il simbolo della pace, infine, è stato presentato nel 1958 e si è diffuso a partire dagli anni Sessanta in tutto il mondo come il simbolo della Campagna per il Disarmo Nucleare. Questo simbolo, che presenta le lettere CND (Campaign for Nuclear Disarmament), viene adottato dai partecipanti alle proteste contro la guerra e diventa presto un segno di pace e di armonia, di integrazione e di tolleranza.

Come si dice ciao in tutte le lingue del mondo

Abbiamo visto sopra come si dice "ciao" nelle lingue più diffuse nel mondo, dal cinese mandarino all'arabo, dall'inglese allo spagnolo, dal russo all'hindi. Qui di seguito trovi i modi di dire ciao in tutte le lingue del mondo, da quelle più parlate a quelle meno comuni.

Afrikaans - hallo

Albanese - përshëndetje

Amarico - ሃይ

Arabo - ٱلسَّلَامُ عَلَيْكُمْ

Armeno - Ողջու՜յն

Assamese - নমস্কাৰ

Aymara - Kamisaki

Azero - salam

Bambara - aw ni baara

Basco - kaixo

Bengalese - হ্যালো

Bhojpuri - एहो

Bielorusso - прывітанне

Birmano - ဟိုင်း

Bosniaco - zdravo

Bulgaro - здрасти

Catalano - hola

Cebuano - kumusta

Ceco - Ahoj

Chichewa - moni

Chirghiso - салам

Cinese (semplificato) - 你好

Cinese (tradizionale) - 你好

Coreano - 안녕하세요

Corso - salute

Creolo haitiano - alo

Croato - bok

Curdo (kurmanji) - merheba

Curdo (sorani) - سڵاو

Danese - Hej

Dhivehi - އައްސަލާމް ޢަލައިކުމް

Dogri - नमस्ते

Ebraico - היי

Esperanto - saluton

Estone - Tere

Ewe - Alekee

Filippino - helo

Finlandese - Hei

Francese - salut

Frisone - hoi

Gaelico scozzese - halò

Galiziano - ola

Gallese - helo

Georgiano - გამარჯობა

Giapponese - やあ

Giavanese - hi

Greco - γεια

Guarani - Mba'éichapa

Gujarati - હાય

Hausa - sannu

Hawaiano - hui

Hindi - नमस्ते

Hmong - nyob zoo

Igbo - ndewo

Ilocano - Hi

Indonesiano - hai

Inglese - hi

Irlandese - Haigh

Islandese - hæ

Italiano - ciao

Kannada - ನಮಸ್ತೆ

Kazako - сәлем

Khmer - សួស្តី

Kinyarwanda - muraho

Konkani - हाय

Krio - kushɛ

Lao - ສະບາຍດີ

Lettone - Sveiki

Lingala - Mbote

Lituano - labas

Luganda - Nkulamusizza

Lussemburghese - Salut

Macedone - здраво

Maithili - नमस्कार

Malayalam - ഹായ്

Malese - hai

Malgascio - salut

Maltese - Bonġu

Māori - kia ora

Marathi - हाय

Mizo - Chibai

Mongolo - сайн уу

Nepalese - नमस्ते

Norvegese - hei

Odia (oriya) - ନମସ୍କାର

Olandese - hoi

Oromo - Akkam

Pashto - سلام

Persiano - سلام

Polacco - cześć

Portoghese - Oi

Punjabi - ਹੈਲੋ

Quechua - Allinllachu

Rumeno - Salut

Russo - Привет

Samoano - talofa

Sanscrito - नमस्कार

Sepedi - Thobela

Serbo - Здраво

Sesotho - dumela

Shona - mhoro

Sindhi - هاءِ

Singalese - හායි

Slovacco - Ahoj

Sloveno - živjo

Somalo - waan ku salaamay

Spagnolo - hola

Sundanese - Halo

Svedese - Hej

Swahili - habari

Tagico - салом

Tamil - வணக்கம்

Tataro - сәлам

Tedesco - hallo

Telugu - హాయ్

Thai - สวัสดี

Tigrino - ሰላም

Tsonga - Xewani

Turco - Merhaba

Turcomanno - salam

Ucraino - Привіт

Uiguro - ياخشىمۇسىز

Ungherese - Szia

Urdu - ہیلو

Uzbeco - salom

Vietnamita - Chào

Xhosa - mholweni

Yiddish - הי

Yoruba - Pẹlẹ o

Zulu - sawubona

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Perché è utile far imparare canzoni in inglese a bambini?

Come abbiamo già detto in precedenza, la musica è un linguaggio universale. Insegnare canzoni in inglese ai bambini si rivela pertanto molto utile sin dai primi periodi, quando hanno un anno o due e ancora non riescono ad esprimersi correttamente. In questa fascia d'età la scelta migliore sono le canzoni che sfruttano il legame intuitivo tra espressione, voce e movimenti del corpo, ovvero tutte quelle canzoncine che prevedono un ballo in base alle parole che vengono pronunciate. Nella prima infanzia, infatti, un bambino non capisce tutto quello che sente neanche nella propria lingua madre, ma ogni parola associata a un gesto cattura la sua attenzione, in italiano e anche in inglese. Senza neanche accorgersene, riesce a immagazzinare il significato di tantissimi nuovi vocaboli ad ogni ascolto.

Ci sono diverse canzoni in inglese per bambini che si avvalgono del movimento come chiave di comunicazione. Per esempio:

  • Head Shoulders Knees and Toes, la nostra "Testa spalle gambe pie'", utile anche per imparare a riconoscere le diverse parti del corpo in inglese;
  • Baby Shark, molto in voga tra i bambini di ultima generazione;
  • Finger family, che associa il testo al movimento delle dita per imparare a distinguerle;
  • If you're happy and you know it!, che noi conosciamo come "Se sei felice e tu lo sai", permette ai bambini un'ampia interazione e li coinvolge in movimenti che li divertono tanto, come battere i piedi per terra e gridare allegramente.

Anche per i bambini più grandi, però, imparare canzoni in inglese è un esercizio estremamente utile, che permette loro di prendere familiarità con una lingua importante da conoscere per il loro futuro. Sapere l'inglese, oggi, è fondamentale in ogni ambito, e più si cresce più è impegnativo riuscire ad impararlo. Un bambino fa meno fatica ad apprendere, se ben stimolato, e non vi è stimolo migliore di una bella canzone! Oltretutto è un'attività piacevole che può svolgere con la sua famiglia, a scuola o con gli amici, e che gli consente di stringere forti legami di confidenza e amicizia.

Imparare le canzoni, infine, è un esercizio valido nello sviluppo e nel rafforzamento della memoria, nonché della capacità di mantenere la concentrazione su una determinata attività. Soprattutto per quei bambini che si distraggono facilmente o dei quali è difficile catturare l'attenzione, le canzoni in inglese giuste possono riuscire a catturare il loro interesse e intrattenerli a lungo.

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In dativo, invece, si utilizzano per rispondere alla domanda "a chi? a che cosa?" quando il verbo riguarda il soggetto. La risposta, quindi, sarà qualcosa come "a se stesso" o "per se stesso". Vediamo un esempio:

  • Sie wäscht sich die Hände. = lei si lava le mani.
    Qui il complemento oggetto è "le mani", ma siccome sono le mani proprie di chi compie l'azione, allora è necessario il pronome riflessivo. Se la frase fosse stata "lei lava le mani del bambino", allora il complemento di termine non avrebbe avuto bisogno del riflessivo, ma di un pronome personale.

Ecco la tabella completa dei pronomi riflessivi declinati al dativo:

persona

pronome riflessivo

ich

mir

du

dir

er / sie / es

ihm / ihr / ihm

wir

uns

ihr

euch

sie / Sie

sich

Le due declinazioni appaiono molto simili, ma la differenza più grande la troviamo nella terza persona singolare. Nota come la forma "ihm" rimandi all'inglese "him", che ha lo stesso significato.

  • Ich sagte es ihm. = Gliel'ho detto.
  • I told him. = Gliel'ho detto.

Non è raro trovare somiglianze di questo genere tra inglese e tedesco: si tratta di due lingue germaniche che condividono alcune regole grammaticali e anche l'origine di una buona parte del lessico. Il 25% delle parole inglesi, infatti, è di origine germanica.

Inglese

Anche l'inglese è una delle lingue ufficiali delle Filippine, considerata di grande importanza nelle istituzioni scolastiche di ogni livello. Ma perché?

Prima del filippino, la lingua ufficiale delle Filippine è stata lo spagnolo -a causa della colonizzazione- e lo è rimasta per più di tre secoli consecutivi, e ha anche influenzato molto la lingua tagalog, soprattutto per quanto riguarda il vocabolario. Tuttavia, quando fu il turno degli americani raggiungere questo arcipelago ed occuparlo, lo spagnolo fu rimosso, e al suo posto furono imposti l'apprendimento e la pratica della lingua inglese. Questo accadeva all'inizio del 1900, ma fu nel 1935 che si cominciò davvero a insegnare l'inglese nelle scuole: quello è l'anno in cui la lingua inglese fu riconosciuta come lingua ufficiale delle Filippine, insieme al filippino.

Oggi la maggior parte degli abitanti di queste isole conosce perfettamente l'inglese e non solo: viene praticato durante le normali faccende della vita quotidiana, e spesso viene mischiato al filippino. Non è raro sentire gli abitanti parlare tra di loro un po' in una lingua e un po' in un'altra, ed è una situazione del tutto comune nei Paesi con un forte bilinguismo. Tuttavia, se ti capiterà di allontanarti dai centri più grandi e addentrarti nella provincia, ti accorgerai che via via che ci si allontana l'inglese viene a poco a poco abbandonato. Il livello linguistico che si ha, della lingua inglese, nelle zone meno turistiche, potremmo definirlo "di base".

La preposizione à

Forse quella che più identifica la lingua francese, la preposizione à abbiamo detto che si traduce con la nostra "a", ma in realtà può essere applicata in modi un po' diversi rispetto all'italiano, e spesso per tradurla in italiano dobbiamo ricorrere alle nostre preposizioni articolate.

Principalmente, si usa per:

  • Dare informazioni sull'orario
    à deux heures = alle dieci
  • Introdurre un complemento di stato in luogo
    à la maison = a casa
  • Introdurre un complemento di moto a luogo
    On va à la montagne! = Andiamo in montagna!
  • Indicare appartenenza o possesso.
    Ce stylo appartient à François. = Questa penna appartiene a François.
  • Indicare la funzione di un oggetto, spesso parlando di elettrodomestici
    J'ai acheté une nouvelle machine à laver. = Ho comprato una nuova lavatrice.

Come dicevamo, ci sono molte differenze nell'utilizzo delle preposizioni semplici in francese rispetto all'italiano. Ad esempio, in alcuni casi si utilizza al posto di altre preposizioni, per esempio quando in italiano abbiamo da + infinito:

Non c'è niente da temere = Il n'y a rien à craindre

E anche in molti casi dove noi useremmo la preposizione "in":

in tempo = à temps

in ginocchio = à genoux

in bicicletta = à bicyclette

in futuro = à l'avenir

in grado di = à méme de

In altri casi, invece, la preposizione à si omette:

  • Se segue un verbo di movimento + infinito:
    Devo andare a comprare i fiori = Je dois aller acheter des fleurs
  • In alcune espressioni, come per esempio i prezzi "al chilo":
    Questo formaggio costa 20€ al chilo! = Ce fromage coûte 20€ le kilo!

Attenzione anche ai seguenti casi particolari, in cui per istinto ci verrebbe da utilizzare la preposizione à ma in realtà sarebbe un errore:

  • A migliaia = par milliers
  • A voce = de vive voix
  • A colori = de colours
  • A memoria = par coeur

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Il verbo essere è irregolare e facilmente distinguibile dalle altre forme verbali, ma bisogna prestare attenzione alla prima persona singolare, "suis", perché risulta identica alla prima persona singolare del verbo suivre, che significa seguire. Naturalmente, avendo due significati molto diversi, i due verbi sono facilmente riconoscibili grazie al contesto, ma è importante comunque saperlo e ricordarlo. Vediamo un piccolo esempio:

  • Je suis italien mais je suis le football anglais. = Io sono italiano ma seguo il calcio inglese.

Per il resto, non c'è niente di complicato. Inseriamo adesso un po' di queste forme verbali in un contesto e vediamo qualche esempio:

  • Nous étions quatre à regarder le match. = Eravamo in quattro a vedere la partita.
  • Ce ne sera pas une petite poussière qui me fera reculer. = Non sarà un po' di polvere a farmi tornare indietro.
  • C'était il y a longtemps. = È stato molto tempo fa.
  • Ce seront des jours de pluie. = Saranno giorni di pioggia.
  • Nous sommes amis depuis l'école primaire. = Siamo amici dalle scuole elementari.
  • Non seulement vous étiez ensemble, mais vous ne m'avez pas invité! = Non solo eravate insieme, ma non mi avete invitato!
  • Cette statue fut réalisée en 1902. = Questa statua fu realizzata nel 1902.

Lingue minoritarie parlate in Lituania

Come avrai potuto notare, la percentuale di persone che in Lituania usano il lituano come prima lingua è alta, sì, ma non così tanto per essere l'unica lingua ufficiale. Questo perché all'interno della nazione sono presenti anche numerose minoranze linguistiche, a causa dell'immigrazione e della vicinanza del Paese con altri Stati linguisticamente molto diversi.

In particolare, in Lituania troviamo persone che parlano le seguenti lingue minoritarie:

  • Russo, con il 4,8% di diffusione;
  • Bielorusso, con l'1,3% di diffusione;
  • Polacco, con il 5,6% di diffusione

Per essere ancora più precisi, poi, possiamo dire che la comunità polacca della Lituania si concentra maggiormente nel sud-est del paese, mentre i russi si trovano prevalentemente all'interno delle città di Vilnius, Klaipeda e Visaginas. In quest'ultima, rappresentano addirittura il 52% della popolazione: praticamente c'è una città lituana in cui abitano più russi che lituani.

Il fatto, però, non ci stupisce. Il russo e il lituano sono in realtà due lingue molto simili tra di loro, che condividono molti aspetti della grammatica, tantissimi fonemi e il 90% del vocabolario. Certo, ci sono delle differenze sistematiche di pronuncia, ma le due lingue si somigliano molto più di quanto non facciano italiano e spagnolo, per rendere l'idea.

A causa della grande diffusione di russo e polacco, inoltre, il governo ne incoraggia l'utilizzo applicandone l'apprendimento all'interno delle istituzioni scolastiche e utilizzandole come mezzo di istruzione. Naturalmente questo accade nelle regioni in cui vengono parlate da una grande percentuale di abitanti.

Vienna lingua: differenza tra tedesco standard e austriaco

Attenzione, però: a Vienna la lingua parlata non è il tedesco standard, ma una delle sue varietà chiamata tedesco austriaco, e influenzata dall'austro-bavarese.

Ci sono ben 7 milioni di persone che parlano bavarese in Austria, oltre a conoscere naturalmente il tedesco standard: questo perché il tedesco è una lingua pluricentrica riconosciuta in molti Paesi come ufficiale -è anche una delle lingue parlate in Lussemburgo, per esempio- ed è normale che in ogni luogo in cui si parla assuma una forma un po' diversa.

In questo caso l'austro-bavarese presenta molte differenze, alcune anche nette, con il tedesco standard, e spesso è anche difficile comprenderlo per una persona di madrelingua tedesca. Pensare che a volte fanno fatica anche gli austriaci a capirsi, a causa delle tante differenze tra i dialetti regionali!

Certo è che avendo un ottimo livello di tedesco, vivere a Vienna è fattibile senza molti problemi. Per sviluppare le tue competenze, puoi affidarti a Sprachcaffe per una entusiasmante esperienza: un viaggio all'estero per imparare il tedesco, e tornare a casa con una competenza linguistica in più e la valigia piena di ricordi indimenticabili. E non solo: sarai anche molto più spigliato nel parlare una lingua straniera, e questo fa la differenza quando si viaggia!

A questo punto, però dobbiamo fare una precisazione necessaria. Tedeschi e austriaci, a causa della storia che lega i due Stati, non sono propriamente in buoni rapporti, anzi. Non è raro sentire austriaci che disprezzano i tedeschi e viceversa, ed è per questo che a Vienna la lingua è molto importante, e considerata una di quelle caratteristiche che distingue l'Austria dalla Germania. Se li scambiano per tedeschi, per intenderci, si offendono.

Ecco perché sarebbe meglio imparare, prima di partire, alcune espressioni e parole tipiche dell'austro-bavarese, in modo da rendersi più amichevoli agli occhi dei nativi.

Ci sono espressioni che esistono solo qui, come per esempio Graß God, letteralmente "che Dio ti saluti" o Servus/Servas, "al vostro servizio: sono saluti tipici del tedesco austriaco da utilizzare per immergersi appieno nell'atmosfera viennese.

Il tedesco che si parla qui è molto più simile alla lingua che si parla in Svizzera rispetto al tedesco standard, anche se con differenze sostanziali dal punto di vista grammaticale e di pronuncia.

Lingua polacca: caratteristiche generali

La lingua polacca è molto particolare, quasi unica nel suo genere: rispetto alle altre lingue slavo-occidentali, infatti, presenta molte differenze. Un esempio è la modifica che avviene ad alcune consonanti (come la t' che diventa ć, la d' che diventa e la r' che diventa rz), ma anche l'assenza di quantità e di intonazione, oltre a quella espressiva, la rendono davvero una lingua a sé stante rispetto alle altre della sua famiglia.

Le poche vocali presenti e le moltissime consonanti all'interno delle parole rendono la lingua polacca molto difficile da pronunciare, proprio come il ceco, ovvero la lingua che si parla a Praga, in Repubblica ceca. E anche in questo caso, infatti, troviamo alcuni scioglilingua inventati ad hoc dai polacchi per spaventare chi si approccia alla lingua per la prima volta. Un esempio è la frase:

"W Szczebrzeszynie chrząszcz i trzmiel brzmiąw trzcinie"

Il significato è: A Szczebrzeszyn un coleottero e un bombo suonano tra le canne.

Un'altra particolarità a livello di pronuncia riguarda le consonanti finali di una parola, che si leggono sempre sorde a prescindere dalla consonante realmente presente: la parola grat la leggeremo dunque grad, nonostante la t abbia un suono ben definito in parole nelle quali è presente in mezzo ad altre lettere.

Infine, da non sottovalutare il fatto che la lingua polacca è una lingua flessiva e che, proprio come la lingua parlata in Lituania, presenta ben sette casi di declinazione. Ne consegue che imparare il polacco richiede un approccio totalmente diverso rispetto a quello che serve, per esempio, per apprendere il francese: imparare a "pensare declinando" è un esercizio del tutto nuovo, comprensibile un po' di più da chi ha studiato greco o latino al liceo.

Tuttavia, l'apprendimento del polacco è necessario se si ha intenzione di rimanere nel Paese a lungo, magari proprio per motivi di studio o anche per trovare lavoro e fermarsi in modo definitivo. Per una semplice vacanza, invece, può essere sufficiente un buon livello di inglese, perciò ti consigliamo di migliorarlo con un corso di inglese online prima della partenza: così non avrai alcun tipo di problema e nulla potrà rovinare il tuo viaggio alla scoperta delle bellezze della Polonia.

Uno Malta - il locale numero uno di Paceville

Ed ecco invece che ci spostiamo nella zona della vita notturna per eccellenza, Paceville: la stragrande maggioranza di bar, locali e discoteche a Malta si trovano qui, o comunque nei dintorni. Primo tra tutti l'Uno Malta che, con un nome così, non può che aggiudicarsi il titolo di migliore locale della zona! Ed è stato nominato persino tra i 100 club migliori del mondo, perciò vale la pena trascorrere una serata qui durante la tua permanenza.

Il locale offre divertimento adatto a chiunque, in base a gusti e mood della serata. Infatti, le due sale disponibili sono dedicate l'una alla musica commerciale e RnB, mentre nell'altra ci si scatena sul rock alternativo. Questo è in realtà il Club Numero Uno, che corrisponde a solo un terzo di ciò che è l'Uno Malta. Si tratta della parte principale, ma abbiamo anche il ClubLounge, area attrezzata con tavoli e gazebo in cui rilassarsi al ritmo dell'RnB, e la Lax Club, una zona ancora più privata e intima con ingresso indipendente.

Insomma, parliamo di un vero e proprio villaggio dedicato alla musica e al divertimento. Con i suoi 4000 posti totali, i tre settori disponibili e i mille eventi organizzati, è una delle migliori discoteche di Malta.

Attenzione, però, perché apre solo durante la stagione estiva!

Sliema, una delle zona migliori dove alloggiare a Malta

Non troppo lontano dalla capitale La Valletta, Sliema rappresenta una posizione strategica per poter esplorare comodamente tutta l'isola. Infatti, offre un ottimo collegamento a tutte le altre zone grazie alla rete di autobus pubblici, e perciò ti permette di andare in esplorazione anche senza noleggiare un'automobile.

Uno dei vantaggi di Sliema, poi, è che si tratta di una cittadina adatta a tutti e a qualsiasi tipo di viaggio. Per chi cerca tranquillità, per chi viaggia con famiglia e bambini, per chi invece si vuole divertire: la risposta può essere sempre Sliema, senza ombra di dubbio. Questo perché parliamo di una località vivace, con bar e locali notturni piuttosto famosi, ma al tempo stesso in grado di garantire tranquillità e relax, negozi e vie dello shopping.

Se sogni di svegliarti con il profumo del mare non è però la scelta migliore, dato che a Sliema non ci sono delle spiagge propriamente dette. Sono state adibite alcune zone di lungomare nelle quali si può fare il bagno, ma per il turismo balneare puoi trovare a Malta dove alloggiare in sistemazioni decisamente più comode.

Paesi europei dove si parla inglese come lingua ufficiale

Anche se la maggior parte della diffusione dell'inglese è extra-UE, esistono anche tanti Paesi europei dove si parla inglese. Oltre all'Inghilterra, dove naturalmente ha avuto origine, e agli altri Paesi del Regno Unito, l'inglese è una lingua ufficiale anche di:

  • Malta, piccola isola del Mediterraneo che ha fatto parte dell'Impero britannico dal 1800 fino al 1964. A causa di questo suo status da colonia per quasi due secoli, l'inglese ha avuto modo di mettere radici e di diventare sempre più importante, e non a caso nel 1934 è stato riconosciuto ufficialmente tra le lingue che si parlano a Malta. La prima, a livello teorico, è ancora il maltese, ma l'inglese è comunque ampiamente diffuso e conosciuto dalla maggior parte della popolazione. Una particolarità interessante è che l'inglese parlato a Malta risulta essere molto influenzato dall'italiano, per via della vicinanza con la nostra penisola e per i flussi migratori.
  • Repubblica d'Irlanda, stato indipendente dal Regno Unito che mantiene tutt'oggi il gaelico irlandese come prima lingua ufficiale. L'inglese è riconosciuto come seconda lingua, anche se nell'effettivo la stragrande maggioranza della popolazione lo conosce e lo utilizza regolarmente.
  • Gibilterra: non si tratta propriamente di un Paese, ma di una città, e si trova in Spagna. Il fatto è che, a causa di questioni politiche, Gibilterra è un territorio d'oltremare del Regno Unito, anche se rivendicato dal Regno di Spagna. Qui, comunque sia, il 92% della popolazione è di madrelingua inglese, seppur lo spagnolo sia conosciuto e usato all'occorrenza.

Giorno 2: tra Mdina e Rabat

Per conoscere a fondo l'isola di Malta non può mancare una tappa nell'antica capitale, Mdina. Prima che l'isola venisse abbandonata dai Cavalieri dell'Ordine, infatti, era proprio Mdina il centro commerciale e culturale, il punto di riferimento principale dell'arcipelago maltese.

Situata a circa 25 minuti di distanza da La Valletta, Mdina è una città fortificata che ti farà entrare in un altro tempo, in un altro universo: se sei un fan di Game of Thrones, ti sorprenderà scoprire che proprio queste strade sono state grandi protagoniste della serie! La porta di Mdina è infatti nella serie l'ingresso di Approdo del Re, ma sono molte le location cinematografiche in giro per la città.

Quando scegli cosa vedere a Malta in 3 giorni ricordati di inserire nella lista anche la Chiesa di San Paolo, a Rabat: vicino a Mdina, rappresentano una tappa imperdibile anche per via delle suggestive catacombe.

Cerca di far avanzare un po' di tempo verso il tardo pomeriggio per raggiungere le Dingli Cliffs, imponenti e altissime falesie a picco sul mar Mediterraneo. Da qui vedere il tramonto è uno spettacolo che non si dimentica facilmente, e che ti consigliamo vivamente di non perderti.

Diffusione e differenze dello spagnolo colombiano

La Colombia è uno Stato molto grande: ventiseiesimo per dimensioni nel mondo e quarto in Sud America. Questo comporta un grande "spezzettamento" della lingua, con differenze sostanziali da una parte all'altra dello stesso Paese. Per questo, si tende a suddividere lo spagnolo colombiano in quattro aree:

  • Regione Amazzonica
  • Regione del Pacifico
  • Regione Andina
  • Costa caraibica

Ognuna di queste regioni presenta differenze linguistiche e caratteristiche proprie. Quella presa come standard rimane la variante parlata a Bogotà, città appartenente alla regione andina insieme a Medellin e Cali. Capitale della Colombia, è la città in cui la lingua presenta le caratteristiche fonetiche più semplici e comprensibili, con una pronuncia chiara che si ottiene scandendo bene ogni parola e senza troncare le lettere. È infatti questa la versione di spagnolo colombiano utilizzata dal governo, nell'istruzione e nei media.

Al contrario, la variante più difficile da comprendere è quella parlata nella costa caraibica, e conosciuta come Costeño. Qui le persone parlano più velocemente, con la tendenza a non pronunciare del tutto le parole. Se molti italiani pensano che basti aggiungere una "s" a fine parola per parlare in spagnolo, qui si dovranno ricredere perché la "s" sparisce del tutto, quando si trova alla fine. Non sentirai mai "màs o menos", ma qualcosa di molto simile a "ma' o meno". Come alle Isole Canarie e molto similmente a quanto accade in Andalusia, nel sud della Spagna.

Google Translate: il traduttore online gratis a portata di tutti

Il più famoso traduttore online gratis non poteva che essere quello messo a disposizione direttamente da Google, una delle aziende informatiche più famose e grandi al mondo. Aprendo il motore di ricerca si può accedere a una vasta quantità di tool gratuiti, e tra questi troviamo naturalmente Google Translate.

L'utilizzo è semplice e intuitivo: da una parte lo spazio per scrivere la frase da tradurre nella lingua originale, dall'altra lo spazio in cui comparirà automaticamente la traduzione nella lingua di destinazione. Se lo desideri, puoi premere il pulsante del microfono per farti leggere la frase tradotta, e questo ti è utile in due casi:

  • Stai imparando quella lingua e vuoi capire come pronunciare le parole;
  • Stai cercando di comunicare con una persona straniera nella sua lingua

Google Translate offre però molte altre funzionalità utili, come l'identificazione automatica di una lingua. Se leggi la parola "sveiki" per la prima volta e non sai che significa, ti basterà inserirla selezionando rileva lingua per scoprire che è "ciao" in lituano.

Uno dei grandi vantaggi di questo traduttore automatico è la possibilità di tradurre in 133 lingue usate nel mondo, dalle più comuni (inglese, francese, spagnolo, cinese mandarino…) alle più remote e sconosciute, come il chirghiso.

La grande varietà di lingue e la possibilità di tradurre testi fino a 5000 caratteri contribuiscono però a risultati un po' robotici, che non suonano troppo "umani". Google sta perfezionando il suo traduttore online anche sotto questo aspetto, utilizzando la traduzione automatica neurale (NMT) che permette al sistema di apprendere informazioni direttamente dalle query degli utenti, comprendendo così anche il contesto di riferimento.

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Verbo ir in spagnolo: tempo presente indicativo

Prima di procedere vedendo tutta la coniugazione del verbo ir spagnolo, partiamo con la forma che più ti interessa: il presente indicativo.

persona

presente indicativo

traduzione

Yo

voy

vado

Tú

vas

vai

Él / Ella

va

va

Nosotros

vamos

andiamo

Vosotros

vais

andate

Ellos / Ellas

van

vanno

Proprio come accade in italiano, anche il verbo ir in spagnolo è irregolare in questo tempo (e in molti altri). Infatti, si discosta moltissimo dalla sua forma all'infinito, perciò è bene studiarlo a memoria per riconoscerlo a colpo d'occhio.

Per fortuna non è così difficile a causa della traduzione molto simile all'italiano: addirittura la terza persona singolare è esattamente la stessa!

Inoltre, si tratta di un verbo molto utilizzato e conosciuto in tutto il mondo, anche tra chi non parla spagnolo: "vamos" è una forma conosciuta da chiunque anche per via delle canzoni spagnole.

Razzmatazz: l’ex fabbrica per serate electro

Con i suoi 4.000 posti disponibili, il Razzmatazz è uno dei più grandi locali notturni a Barcellona. Complice il fatto che sia stata costruita all'interno di quella che, un tempo, era una fabbrica: infatti ci troviamo nell'area industriale, nel quartierePoblenou. Si tratta di un'istituzione non solo in questa città, ma in tutta la Spagna. E tra gli amanti del divertimento notturno è conosciuta in tutto il mondo come un posto leggendario e ambito.

Al Razz ci sono ben 5 sale, ognuna delle quali è dedicata a un genere musicale diverso, così da accontentare i gusti di tutti. In particolare potrai ballare sulle piste di:

  • Razz Club, sulle note indie rock
  • Sala Lolita, con musica hip hop e techno
  • The Loft, dove si ascolta techno-house tra strabilianti effetti di luce
  • Pop Bar, con i ritmi più soft dell'electro-pop
  • Rex Room, dove le cose si fanno serie: esperimenti musicali, acid ed electro-rock

In base al periodo dell'anno e agli eventi previsti, qui si ospitano spesso artisti e DJ di fama internazionale, così come concerti dal vivo prima della mezzanotte. Per ballare poi rimane tantissimo tempo, dato che il locale chiude alle 6 del mattino dal giovedì alla domenica.

Nonostante si tratti di un posto così affermato, l'ambiente del Razzmatazz è molto giovanile e informale, e infatti attira tanti giovani (e giovanissimi). Anche se non è prevista la selezione all'ingresso, vista la fama del locale sarebbe meglio arrivare con i biglietti già acquistati online.

Quando usare il verbo estar

Adesso la differenza è abbastanza chiara, no? Se usiamo ser per condizioni fisse, allora utilizzeremo estar come verbo essere spagnolo quando la frase esprime una condizione temporanea, stati d'animo o apparenze.

persona

presente indicativo

traduzione

Yo

estoy

sono / sto

Tú

estás

sei / stai

Él / Ella

está

è / sta

Nosotros

estamos

siamo / stiamo

Vosotros

estais

siete / state

Ellos / Ellas

están

sono / stanno

Ecco le situazioni in cui si utilizza il verbo estar in qualità di verbo essere:

  • Esprimere sentimenti, stati d'animo ed emozioni:

    Hoy Juan está muy triste, ¿sabes qué le pasa? = Oggi Juan è molto triste, sai perché?
    Estoy enamorado de ti. = Sono innamorato di te.
  • Indicare l'ubicazione di persone e cose, inteso come il punto in cui si trovano nel momento in cui si parla:

    ¿Buscas el cartero? Está allì, sobre la mesa. = Cerchi il portafogli? È lì, sul tavolo.
    Los vecinos no están, están en Madrid desde ayer. = I vicini non ci sono, sono a Madrid da ieri.
  • Indicare condizioni fisiche o stato civile:

    ¿Vosotros estáis casados? = Siete sposati?
    Tengo que decirte algo: estoy embarazada. = Devo dirti una cosa: sono incinta.

Naturalmente in questo ultimo caso parliamo di condizioni fisiche temporanee, e dipende molto dal contesto. Per esempio se una persona è bionda possiamo dire:

  • Esrubia, quando è bionda naturale o comunque lo è da quando la conosciamo;
  • Estárubia, se invece ha cambiato colore di capelli dall'ultima volta che l'abbiamo incontrata

Infine, il verbo estar può essere utilizzato anche con il senso più vicino all' italiano di "stare", quando è accompagnato dai tempi progressivi spagnoli:

Quién está conduciendo? = Chi sta guidando?

¡Estoy bajando, ya voy! = Sto scendendo, ora arrivo!

Ci sono poi due altri importantissimi usi che si fanno del verbo haber:

  • Formazione delle perifrasi impersonali che indicano la necessità, il bisogno o il dovere di fare qualcosa. In quel caso lo facciamo sempre accompagnare dal que:

    Hayque acostarse temprano si quiere despertar descansado. = Bisogna andare a dormire presto per svegliarsi riposati.

    Hayque trabajar mucho para alcanzar los objetivos. = Bisogna lavorare molto per

raggiungere gli obiettivi.

Hayque esperar, llegamos temprano. = Dobbiamo aspettare, siamo arrivati in anticipo.

  • Formazione di c'è, ci sono:

    Hay un perro cerca de la parada del bus. = C'è un cane vicino alla fermata del bus.

    ¿Hay una farmacia cerca? = C'è una farmacia qui vicino?

    Hay dos personas que no me gustan nada. = Ci sono due persone che non mi piacciono per niente. (Non c'è differenza tra singolare e plurale, si usa sempre hay)

Quando si usa il verbo tener

Tener, dal canto suo, svolge tutte le funzioni che mancano al verbo avere in spagnolo, che sono anche quelle che ci suonano più familiari in quanto italiani. Possesso, appartenenza e tutto quello che noi traduciamo con "io ho…".

Se ci pensi un po' su non suona nemmeno così strano, considerando che in diversi dialetti italiani si sostituisce avere con tenere, come per esempio accade nel napoletano.

Vediamo quindi come utilizzare il verbo tener nel modo corretto:

  • Esprimere possesso e appartenenza, seguito da complemento oggetto. L'appartenenza può riferirsi a cose fisiche e concrete (es. un gatto) ma anche astratte e figurate (emozioni, sensazioni, età…)

    Tengo 15 años = Ho 15 anni.

¿Tienes un lápiz que me pueda prestar? =Hai una matita da prestarmi?

Mi abuela siempre tiene razón. = Mia nonna ha sempre ragione.

Solo son las 11 y ya tengo hambre. = Sono solo le 11 e ho già fame.

  • Formazioni di frasi in cui si esprime obbligo o necessità. Al contrario di haber, però, in questo caso non parliamo di frasi impersonali, ma anche in questo caso abbiniamo il verbo avere spagnolo ad un que:

    Tenemosque decirte algo, mamà. = Dobbiamo dirti una cosa, mamma.

    Tienesque hacer cola al super. = Devi fare la coda al supermercato.

    Nos lo tienenque avisar hoy. = Devono farcelo sapere oggi.

C'è poi un altro caso molto particolare e insolito in cui si usa tenercome verbo ausiliare. Non è molto frequente, ma se ti capita di sentirlo sappi che chi lo sta dicendo è un po' infastidito! Infatti, si utilizza per sottolineare un atteggiamento ripetuto e reiterato che non sopporta, o comunque per parlare di qualcosa che provoca fastidio:

​​Te tengodicho que ordenas tu cuarto. = Ti ho detto / Ti sto dicendo di mettere a posto la tua stanza. (Sottotesto: Probabilmente è la quinta volta che te lo dico).


In altri casi, invece, si usa per parlare di qualcosa che non si è ancora concluso:

Tengoentendido que mañana no habrá clases. = Per quanto ne so domani non ci sono lezioni.

La differenza tra l'uso di haber e tener è abbastanza semplice da capire, alla fine. Ma possiamo comprenderla al meglio analizzando una frase in cui compaiono entrambi i verbi avere in spagnolo:

Tenía un móvil nuevo, pero lo hedejado* en el autobús.

Usiamo tenía per indicare il possesso del cellulare, ma he come ausiliare per la formazione del passato prossimo.

*In spagnolo è più comune utilizzare il pretérito (dejé) anche per un'azione accaduta poco tempo fa.

Sistema di scrittura del dhivehi

Una particolarità che caratterizza la lingua della Maldive è il sistema di scrittura utilizzato. Il dhivehi si serve della scritturathaana (ތާނަ), che presenta sia le caratteristiche di un vero alfabeto, sia quelle di abugida, ovvero un sistema ibrido che prevede grafemi che fondono insieme una consonante e una vocale intrinseca.

L'alfabeto thaana ha origini uniche, e si base sui numeri arabi per le prime nove lettere e sui numeri indiani locali per le nove successive. Ciò che resta sono consonanti native modificate con diacritici, mentre per quanto riguarda la "y" l'origine è sconosciuta. In tutto il thaana 24 caratteri, e si legge da destra verso sinistra.

A ހއ

B ހދ

D ނ

E ރ

F ބ

G ޅ

H ކ

Uއއ

Iއދ

K މ

L ފ

M ދ

N ތ

O ލ

P ގއ

Q ގދ

R ޏ

S ސ

Alla fine degli anni '70 il governo maldiviano decise di adattarsi all'alfabeto latino, ma per via delle innegabili grandi differenze tra i due sistemi di scrittura, il passaggio non è andato del tutto a buon fine. Per questa ragione, infatti, oggi possiamo imbatterci in numerose trascrizioni approssimative e non del tutto corrette a livello ortografico.

E se arrivi in nave?

Sebbene la maggior parte delle persone scelgano di arrivare in aereo, alcuni preferiscono la nave o il traghetto. Capire a Malta come muoversi se si sceglie di arrivare via mare, però, non è così ovvio: in base alla compagnia scelta puoi attraccare in diversi moli dell'isola, e da lì raggiungere il centro potrebbe essere più o meno complicato.

  • Virtu Ferries è la compagnia più comoda perché sbarca vicino a La Valletta, a Marsa. Da qui basta attraversare la strada per raggiungere la fermata degli autobus e trovare un autobus che porti alla capitale: sarà semplice, perché sono molte le linee che passano di qui.
  • Grimaldi Lines sbarca invece al molo di Kordin, che risulta un po' più scomodo. Sebbene in linea d'aria Kordin e Marsa siano l'uno di fronte all'altro, in realtà scendendo qui dovrai percorrere tutti il giro della baia per raggiungere La Valletta. Per farlo devi recarti alla fermata di Dwieli dove puoi prendere un autobus (linee 2, 3 o 4): preparati perché ti aspetta una salita intensa per arrivare alla fermata.
  • Infine, Ponte Ferries sbarca al molo Pinto. Non troppo male: sei a pochissima distanza dal molo Marsa, perciò ti consigliamo di recarti alla stessa fermata e troverai i vari bus per La Valletta.

Naturalmente il viaggio in nave ha una durata diversa in base al porto di partenza, e in alcuni casi parliamo di tante ore: la tratta Genova-Malta, per esempio, dura circa 23 ore. Se però vuoi portare l'automobile con te per muoverti a Malta con più indipendenza, questa è però l'unica soluzione.


Attenzione: portare con sé l'auto può essere una grande comodità per spostarsi a Malta, ma ricorda che la guida è a sinistra come nel Regno Unito!

Tipi di abbonamenti metro Londra: quali esistono

Ad oggi esistono diversi abbonamenti metro Londra che puoi stipulare per goderti al meglio il tuo viaggio. Le alternative a tua disposizione sono:

  • Travelcard, ovvero biglietti veri e propri che possono avere una durata variabile. Esiste la travelcard giornaliera, settimanale, mensile e persino annuale, e ha un costo diverso anche in base alle zone (gruppi di fermate) che copre.
  • Oyster card, un biglietto elettronico che puoi comprare in qualunque stazione metropolitana al costo di 7£. Il funzionamento è molto semplice: una volta che hai la tessera, puoi caricarvi sopra il denaro in anticipo, per poi passarlo sul lettore giallo all'uscita dei tornelli in modo da far scalare il denaro della tratta. Grazie all'applicazione relativa, poi, puoi monitorare il credito residuo direttamente dal cellulare, ed eventualmente ricaricarlo da lì. Oltre alla comodità, si riscontra un netto risparmio sulle tariffe singole, perciò fare questo tipo di abbonamento per la metropolitana di Londra conviene.

Verbo essere in inglese: TO BE

Entriamo ora nell'argomento con il verbo essere in inglese, la cui forma infinitiva è:

TO BE

Come spesso accade con i verbi più importanti di una lingua, to be è un verbo irregolare: segue infatti una coniugazione tutta sua, e lo possiamo notare già al present simple.

Qui la forma affermativa:

persona

present simple

traduzione

I

am ('m)

io sono

You

are('re)

tu sei

He / She / It

is('s)

egli è

We

are('re)

noi siamo

You

are('re)

voi siete

They

are('re)

essi sono

Egg: in cortile fino al mattino

Aperta nel 2003, Egg è una delle discoteche di Londra più belle esteticamente, costruita all'interno di un magazzino vittoriano in zona King's Cross. La sua atmosfera fa del tutto dimenticare di essere in una metropoli, soprattutto grazie all'ampio cortile in cui si balla aspettando le luci dell'alba: l'after party della domenica mattina all'Egg è un evento imperdibile.

Oltre al cortile, trovi qui tre sale in cui ballare e due bellissime terrazze.

I generi musicali che puoi trovare nelle sale di questo locale londinese sono perlopiù techno, trance e house, ma non mancano delle note di drum&bass a rendere l'atmosfera più chill e calda.

Per entrare devi essere almeno maggiorenne e, nonostante l'ambiente possa farlo pensare, non è previsto un particolare dress code: smart casual in questo caso è la risposta giusta.

Call Me Mr Lucky, un pub di Londra… da trovare

Non tutti sanno che esiste un'altra Londra "da bere", segreta e nascosta ad occhi indiscreti. Vi è infatti una fitta rete di bar e pub da trovare, nascosti dietro a locali senza insegna o, addirittura, a cui si accede attraverso altri bar.

È il caso di Call Me Mr Lucky, uno dei pub più strani di Londra: eccentrico, movimentato e un po' folle, è un luogo davvero imperdibile! Per accedere bisogna entrare nel famosissimo The Breakfast Club di London Bridge. Una volta dentro, proprio all'ingresso trovi un membro del team a cui dire la parola d'ordine. Ebbene sì, per accedere al pub segreto devi pronunciare una frase in codice!

"I'm here to get lucky": basta questo per essere scortati al piano inferiore e dare il via alla festa.

Se vuoi un consiglio, recati qui per l'happy hour dalle 17.00 alle 19.00 (ogni giorno) per cogliere lo spirito più vivace di questo posto, di cui ti stupirà l'atmosfera ideale tra chill e stravaganza.

Mesi in francese: pronuncia corretta

E ora passiamo a quella che, per molti, rappresenta la vera difficoltà della lingua francese: la pronuncia. È vero che ci sono suoni molto diversi dai nostri e che riprodurli non è così semplice, ma con l'aiuto della fonetica vedrai che prenderci la mano non sarà così tragico come credi. Ecco la pronuncia dei mesi in francese:

  • Janvier = ʒɑ̃.vje, dove il suono ʒ è la classica "g" trascinata francese, che possiamo sentire anche nella parola "Jacques". La vocale ɑ̃ va pronunciata a bocca piena, quasi fosse una "o", mentre la "n" si sente appena ed è un pieno suono nasale. Come spesso accade nelle parole francesi che finiscono in -er, la "r" è muta e l'accento cade sulla vocale. → gianvié
  • Février = fevʁije, che similmente a quanto accadeva prima diventa qualcosa tipo → fevrié
  • Mars = maʁs, molto semplice, la "s" finale sparisce e la "r" è la classica francese → mar
  • Avril = avʁil. Anche qui niente di particolarmente complicato, basta ricordarsi di arricciare la "r"e far cadere l'accento sulla "i", che si allunga leggermente. → avrìl
  • Mai = . Suono breve e semplicissimo, con la "e" chiusa del nostro "perché" →
  • Juin = ʒɥɛ̃. Anche se sembra un linguaggio sconosciuto, non c'è niente di troppo complesso neanche in Juin. L'unica difficoltà viene dalla "i", che si pronuncia come una via di mezzo tra una "e" e una "a", per poi andarsi a unire al suono nasale della "n" finale. → giuàn
  • Juillet = ʒɥijɛ. Stesso discorso anche qui, ma con la particolarità della doppia "elle". In francese si legge solitamente come in italiano, tranne quando è preceduta da una "i", e allora prende un suono simile a "gl", un po' come accade nella doppia "elle" in spagnolo. Nel caso di Juillet, quindi, leggeremo qualcosa come → giuiglié
  • Août = ut. Più semplice di così! → ùt
  • Septembre = sɛptɑ̃bʁ. Qui basta ricordarsi che la "e" si legge come una "a" piena (quando in fonetica è scritta così "ɑ̃" la devi sempre immaginare come una "a" pronunciata in fondo alla gola) e che la "e" finale è muta. → septambr
  • Octobre = ɔktɔbʁ. Discorso molto simile anche per octobre e per tutti i mesi in francese che finiscono in -bre. → octòbr
  • Novembre = nɔvɑ̃bʁnovambr
  • Décembre = desɑ̃bʁ → Qui giusto un po' di attenzione all'ipercorrettivismo: non siamo in inglese, quella "é" rimane una "e"! → desambr

Mesi in tedesco: pronuncia corretta

Nonostante la lingua tedesca sia in genere complicata da pronunciare, possiamo dire che i mesi in tedesco siano una (gradevole) eccezione. Infatti, la loro pronuncia è piuttosto simile all'italiano -con le dovute specifiche- e perciò impararla è davvero semplice.

Le parole corrispondenti ai mesi dell'anno si pronunciano come si scrivono, ma tenendo a mente che:

  • la lettera "J" non è la "g di gioco" che pronunciamo in inglese, ma più una via di mezzo tra una "gl" e una "i". Per riprodurla è sufficiente marcare bene la "i" e il gioco è fatto.
  • l'accento cade sempre sulla prima sillaba nella maggior parte dei casi, ovvero per quanto riguarda Januar, Februar, Marz, Mai, Juni, Juli.
  • Accento diverso per il mese di April, che invece va pronunciato con l'accento che cade sulla "i". In quel caso specifico, poi, è importante prestare attenzione alla pronuncia vocalica, che sarà quasi come stretta tra le due consonanti, e non pronunciata perfettamente.
  • Accento diverso per il mese di August, parola in cui lo poniamo sulla seconda "u". Ricorda inoltre che non è francese: il dittongo "au" si legge così come si scrive.
  • Anche i mesi che finiscono in -ber hanno, per lunghezza, l'accento che cade sulla seconda sillaba anziché sulla prima. Attenzione inoltre alla pronuncia della desinenza, molto simile all'inglese: "septembah", "oktobah" e così via. Per quanto riguarda November, non dimenticare che la "v" si pronuncia proprio come una "v di volpe", e non "u".

I mesi dell’anno in inglese: pronuncia

Ora che abbiamo visto quali sono e come si usano, vediamo la pronuncia di tutti i mesi dell'anno in inglese. Non preoccuparti: non è difficile, e poiché molti mesi sono simili -per esempio tutti quelli che finiscono in -ember-, capire il meccanismo sarà una passeggiata.

  • January = dʒænjuəri, dove sta per una "g di gente" e la "r" è la classica morbida e "arrotondata" dell'inglese. → genuéri
  • February = februəri. Stesso discorso per entrambe le "r", con un risultato simile a → februéri
  • March = mɑːtʃ. In questo caso la "r" non si pronuncia affatto, mentre il suono "" corrisponde alla nostra "c di ciao". → màch
  • April = eɪprəl, uno dei mesi in inglese che più dà problemi per quanto riguarda la pronuncia. In realtà basta scomporre la parola: la "a" iniziale va pronunciata esattamente come la lettera dell'alfabeto corrispondente in inglese ( ), la "r" è morbida e la "i" è tenuta tra le due consonanti con risultato una sorta di "o". Non quella della parola "potter", ma qualcosa che sta in mezzo tra "i" e "o" → eiprol
  • May = meɪ, molto più semplice perché si pronuncia esattamente come immagineresti → mei
  • June = dʒuːn, con la stessa iniziale vista in January e una "u" tenuta lunga, per almeno due tempi. La "e", invece, è muta. → giùn
  • July = dʒʊˈlaɪ. In questo caso la "u" è leggermente più corta e la parola finisce con la "y", che si pronuncia . → giulài
  • August = ɔːˈɡʌst. Anche qui si possono riscontrare alcune difficoltà, principalmente per via della pronuncia vocalica. Il dittongo "Au" con cui inizia la parola lo pronunciamo come se fosse una "o" seguita da una leggera "u", quasi come a voler rientrare con il suono. La "u" che si trova stretta tra le consonanti, invece, è un semplice suono gutturale quasi impercettibile. → ougast
  • September = sepˈtembə. Questo e i prossimi mesi sono i più semplici da pronunciare, perché nella parte iniziale si leggono praticamente come si scrivono. Per la parte in -ember, invece, puoi scegliere se pronunciare alla british (embah) oppure all'americana (embor con la r morbida). → septemba
  • October = ɒkˈtəʊbə → octoba
  • November = nəʊˈvembə → novemba
  • December = dɪˈsembə → disemba
  • Month = mʌnθ. Vediamo anche la parola "month" stessa, che significa "mese" in inglese. La pronuncia può dare un po' di problemi per via del "th" finale, che si pronuncia con la lingua tra i denti e buttando fuori l'aria. Il suono è simile a una "f", ma non deve essere effettuato come se fosse davvero una "f"! È importante notare, poi, che quando la parola si trova all'interno di una frase, emettere quel suono non è così semplice neanche per gli inglesi stessi che praticano la cosidetta connected speech. In quel caso, si pronuncia qualcosa simile a monts (la stessa cosa accade alla parola clothes).

GIORNO 2: Notting Hill e altri luoghi iconici

Ci sono zone di Londra famose in tutto il mondo e conosciute da ognuno di noi. Bene, pronto a visitarle tutte in un giorno solo?

Parti da Notting Hill, il quartiere alla moda famoso per le sue case color pastello e per il film di fama internazionale che porta il suo nome. Qui potrai divertirti a fare un po' di shopping londinese, perlopiù vintage, e a sentirti un vero local tra le bancarelle del Portobello Road.

Con soli 20 minuti di autobus raggiungi il Museo di Storia Naturale, tappa imperdibile per tutti ma soprattutto per chi viaggia con bambini. Ci sono i dinosauri, qui dentro, oltre a tutto il resto! Per chi è appassionato il tour giornaliero potrebbe anche finire qui: anche standoci tutto il giorno non si riesce a vedere tutto. Per un giro veloce, invece, un paio di ore bastano. Così resta il tempo per rilassarsi un po' in Hyde Park, o per fare una lunga passeggiata a Oxford Street: 2,5 km di strada con i negozi più famosi della città!

Proseguendo per questo viale arriverai poi a Soho, che per molti è il cuore pulsante della capitale: non puoi vedere Londra in 4 giorni senza passare di qua. Meglio se la sera, perché si tratta di un quartiere vivace e festoso, pieno di cose da fare. Tanti dei pub più famosi di Londra si trovano in questa zona, così come cinema, teatri e ristoranti.

Inoltre, passeggiando per le vie di Soho arriverai di certo a un altro dei luoghi iconici di Londra: Piccadilly Circus! Chi non ha mai sentito nominare questa Times Square europea?

Brighton Pier, il molo della città

Un'altra tappa da non perdere è poi il Brighton Pier, il molo della città inglese.

In sostanza, si tratta di una grande piattaforma che si addentra nel mare, ma detta così non rende il grado di divertimento che puoi trovare in questa zona della città!

Sì, perché la parte bella è tutto ciò che c'è all'esterno del molo, una sorta di Paese dei Balocchi che subito ti farà sentire come un bambino il giorno di Natale.

Bancarelle di ogni tipo invadono la strada, vendendo caramelle, waffle, popcorn e dolci tipici inglesi: non sarà il trionfo dell'healthy food, ma ogni tanto un po' di dolci non fanno male a nessuno!

Anche entrando nel molo troverai grande fonte di divertimento, ma se prima si trattava di un tipo di intrattenimento più fanciullesco, qui invece anche gli adulti troveranno il "loro". Immagina infatti un enorme casinò sospeso sul mare, con videogiochi e slot machine in ogni angolo: ecco, questo è l'interno del Brighton Pier.

Come se non bastasse, in fondo al Brighton Pier vi è un vero e proprio luna park, con giostre e attrazioni da non perdere.

Insomma, qui una bella giornata è assicurata, e salendo sulle scale in prossimità degli scivoli avrai modo anche di soddisfare i tuoi occhi con una meravigliosa vista sulle Seven Sisters, una serie di scogliere di gesso che si affacciano sul Canale della Manica.

Quando il Royal Pavilion passa alla regina Vittoria

Se il fratello di Giorgio IV, Guglielmo IV, condivide con lui la passione per la città di Brighton come sede delle vacanze, non è lo stesso per la nipote Vittoria. Quando la corona passa a lei, nel 1837, da subito sente di non sentirsi molto a suo agio in questa città. Diventata accessibile ai londinesi intorno al 1841, Brighton risulta a questo punto davvero affollata, troppo per i gusti della Regina Vittoria, la quale decide di vendere la dimora reale allacittà. Questo accade nel 1850, dopo però aver svuotato l'edificio di tutti gli oggetti d'arredamento e i mobili, la maggior parte dei quali oggi si trova a Buckingham Palace e al Castello di Windsor.

L'atto di vendita del Royal Pavilion alla città di Brighton lo rende unico nel suo genere. Parliamo infatti dell'unica Residenza Reale britannica a non essere proprietà né della Corona né dello Stato.

Blue Lagoon Comino Malta: costo dei servizi

Per via dell'affluenza turistica, ombrelloni e sdraio vanno via in un batter d'occhio. Ma se sei così fortunato (o furbo!) da trovarne ancora di disponibili, il costo non sarà un grande problema. Infatti, l'ombrellone costa 5€ per tutta la giornata, mentre una sdraio 7,50€.

Ciò significa che due persone pagheranno complessivamente 20€ per trascorrere la giornata nella meravigliosa e imperdibile Blue Lagoon di Comino a Malta.

Gerundio in inglese: quando si usa

Vediamo ora gli utilizzu del gerundio in inglese, per cominciare. Cosa dice la regola generale? Che dobbiamo utilizzare necessariamente il gerundio nei seguenti casi:

  • Come soggetto di una frase. È l'esempio che abbiamo visto prima, ma vediamone qualcun altro per chiarezza:

    Translating this text is very hard. = Tradurre questo testo è davvero difficile.

    Going to school is great, but not every day. = Andare a scuola è bello, ma non tutti i giorni.

    Studying by heart is the worst method. = Studiare a memoria è il metodo peggiore.
  • Dopo le preposizioni. Questa regola è importantissima: possiamo usare il gerundio dopo una preposizione, ma mai l'infinito! Ricordalo anche nei tempi composti.

    I had breakfast beforemeeting you. = Ho fatto colazione prima di incontrarti.

    Did you take your medicine afterhaving lunch? = Hai preso la medicina dopo aver fatto pranzo?
  • Come complemento oggetto dopo gli aggettivi possessivi in inglese. Anche in questo caso l'infinito sarebbe scorretto, ed è ammesso solo il gerundio.

    I think hissinging isn't all that pleasant. = Penso che il suo cantare non sia poi così piacevole.

    Yourcooking is simply delicious. = La tua cucina è semplicemente deliziosa.
  • Per indicare abitudini dopo alcuni verbi specifici, come per esempio enjoy.

    I enjoy traveling around the world. = Mi piace viaggiare in giro per il mondo.

    I love cooking while listening to a podcast. = Adoro cucinare mentre ascolto un podcast.

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Quando si usa il gerundio in spagnolo?

Il gerundio spagnolo si usa per esprimere il presente continuato -quello che in inglese chiameremmo present continuous-, che serve a parlare di un'azione che sta accadendo nell'esatto momento in cui si parla.

Non per forza al presente, naturalmente: può anche trattarsi di un'azione che avviene nell'esatto momento in cui si parla nel passato o persino nel futuro (es: non appena sarai partito, già starò aspettando il tuo ritorno).

Per formare questo costrutto, utilizziamo estar + gerundio in spagnolo, proprio come in italiano ci facciamo aiutare dal verbo "stare".

Esempi:

  • Nosotros estamos mirando a él que toca el piano. → Stiamo guardando lui che suona il pianoforte.
  • No estoy estudiando, podemos hablar. → Non sto studiando, possiamo parlare.
  • Estaba diciendo algo, pero no he oido. → Stava dicendo qualcosa ma non l'ho sentito.

Oltre a estar gerundio in spagnolo, ci sono altri utilizzi che si possono fare di questo modo verbale.

  • Azioni che avvengono simultaneamente, che in italiano tendiamo a esprimere per mezzo del "mentre":

    Esempio:
    Me encanta cocinar escuchando un podcast. = Mi piace cucinare mentre ascolto un podcast.
  • Per spiegare il modo in cui avviene un'azione:

    Esempi:
    ¡No te vayas corriendo! → Non andartene correndo!

    Trabajando, puedes comprender muchas cosas sobre tus padres. → Lavorando puoi capire molte cose sui tuoi genitori.

Quando si usa il gerundio in tedesco?

Proprio come nelle altre lingue, il gerundio in tedesco si usa per esprimere un'azione che avviene nell'esatto momento in cui si parla, che sia esso nel presente, nel passato o nel futuro.

Per questo utilizzo "standard", come abbiamo visto, si usa il verbo al presente accompagnato dall'avverbio gerade.


Questo non è però l'unico caso in cui si applica il gerundio in tedesco, però. Lo usiamo anche per:

  • parlare di due azioni che si verificano nello stesso momento, ovvero esprimere contemporaneità
  • parlare di due azioni che si verificano in concomitanza, ma delle quali una interrompe l'altra
  • parlare di una condizione, ovvero di frasi che possono essere tradotte con "se… allora"
  • esprimere una causa, ovvero nelle frasi che si possono tradurre con "dato che… allora"
  • esprimere conseguenza, ovvero nelle frasi che possono essere tradotte con "quando… allora"
  • esprimere il modo in cui viene compiuta un'azione

Approfondiamo i punti salienti dell'uso del gerundio tedesco per afferrare meglio l'argomento.

Mappa metropolitana Londra: zone disponibili

Per facilitarti la vita, la città di Londra ha disposto di un comodo sistema a zone per identificare percorsi e itinerari da percorrere per raggiungere un determinato luogo della città.

Come potrai notare dalla mappa, la metro di Londra è suddivisa in 9 zone radiali, che per comodità partono tutte dal centro storico della città per poi irradiarsi verso l'esterno.

Le zone sono nove, come detto, ma per tua fortuna probabilmente non ti interesseranno tutte, perché il 95% delle attrazioni e dei punti di interesse della città si trovano tra la zona 1 e la zona 2.

Questa informazione ti è particolarmente utile quando scegli di comprare i biglietti per la metro di Londra, o in alternativa per fare un abbonamento di più giorni. Sì, perché i prezzi di biglietti e abbonamenti variano a seconda del numero di zone che ti serve coprire, perciò considera di aver bisogno solo della 1 e della 2.

Anche la zona 6 può essere di tuo interesse, dal momento in cui è quella dove si trova uno degli aeroporti di Londra, ovvero l'aeroporto di Heathrow.

Houses of Parliament e Big Ben

Quando si parla a Londra di monumenti da visitare, non si può che cominciare da qui. Houses of Parliament, ovvero la Casa del Parlamento: conosciuto anche come Palazzo di Westminster per via della zona in cui si trova, è il punto di riferimento -e di ritrovo- di tutti i londinesi, grandi e piccoli.

Si tratta di un edificio tanto bello da essere stato dichiarato Patrimonio dell'UNESCO nel 1987, grazie alla sua architettura gotica che le conferisce una spettacolare eleganza.

Non dimentichiamoci poi della sua torre, la St. Stephens Tower… che, se detta così non ti dice nulla, sicuramente lo farà con il nome di Big Ben.

Ebbene sì, quel monumentale orologio, iconico e famoso in tutto il mondo, fa parte del palazzo del parlamento.

Quante volte da bambino sognavi di vederlo dal vivo dopo aver guardato Le avventure di Peter Pan? Finalmente hai l'occasione per farlo!

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Verbi irregolari spagnolo: tabella

E, proprio per aiutarti a conoscerli tutti, abbiamo pensato di arricchire questa lezione fornendoti dei verbi irregolari in spagnolo una tabella completa da poter scaricare e portare sempre con te.

Approfitta di ogni momento vuoto della giornata per darle una letta e studiare qualche gruppo di verbi, e vedrai che in men che non si dica li saprai tutti a memoria senza problemi.

verbo

traduzione

querer

volere

pedir

chiedere

ir

andare

ser

essere

hacer

fare

nacer

nascere

dormir

dormire

oir

sentire (udito)

jugar

giocare

poner

mettere

poder

potere

entender

capire

decir

dire

dar

dare

caer

cadere

saber

sapere

tener

avere

traer

portare

valer

valere

venir

venire

ver

vedere

caber

tenere / starci

haber

avere

sentir

sentire (emozioni)

salir

uscire

Come vedi, sono tutti verbi di uso molto comune nella lingua spagnola.

Come riconoscere un pronome indefinito tedesco

Per riconoscere un pronome indefinito in tedesco, il modo migliore e più infallibile è sicuramente quello di impararli tutti a memoria. D'altronde non sono tanti, e in più sono parole estremamente utili da conoscere: saperle ti permette di formulare molte frasi senza problemi, e riuscire a comunicare molto più facilmente ciò che stai pensando.

In alcuni altri casi, invece, è possibile riconoscere i pronomi indefiniti in tedesco grazie ad un prefisso che viene usato come rafforzativo del loro significato: IRGEND.

La traduzione del prefisso irgend in italiano è "qualsiasi", perciò la sua unica funzione è quella di rendere più chiaro -e ancora più generico- il concetto del pronome indefinito a cui si riferisce.

Attenzione perché non può precederli tutti: infatti, è possibile utilizzarlo solo con i pronomi indefiniti einer, jemand, etwas.

I quali diventano quindi:

  • irgendeiner → uno qualsiasi
  • irgendjemand → uno qualsiasi
  • irgendetwas → una cosa qualsiasi

Molto spesso, poi, si tende a confondere aggettivi e pronomi indefiniti in tedesco, anche perché possono coincidere ed effettivamente apparire uguali. Una differenza però c'è, ed è anche ben evidente: mentre gli aggettivi precedono il nome a cui si riferiscono, i pronomi vengono sempre messi dopo.
Ricorda questo e vedrai che riconoscerli sarà una passeggiata in qualsiasi testo tedesco ti troverai ad affrontare.

Malaga: cosa vedere in 3 giorni

Tre giorni non sono tantissimi, ma possono bastare per visitare la città di Malaga. O, perlomeno, per riuscire a vedere tutte le attrazioni principali e godersi anche un po' del delizioso cibo tipico della città e della regione andalusa in generale.

Perché sì, non lo abbiamo nominato finora ma anche il cibo è parte integrante dell'esperienza malaguena!

Per comodità, ti consigliamo di dividere il tuo week-end lungo in categorie, così da riuscire a fare tutto senza correre da una parte all'altra. Il nostro breve itinerario prevede un giorno dedicato all'esplorazione del centro storico e delle sue meraviglie, un giorno tra musei e cultura e un giorno dedicato al puro e semplice (e meritato) relax.

  1. Giorno 1: visita il meraviglioso centro storico di Malaga, caratterizzato da uno stile architettonico unico e da colori vivaci e pittoreschi. Tra queste strade, di certo, saprai sentirti a casa. In questa zona una attrazione imperdibile è l'Alcazaba, antica fortezza moresca circondata da lussureggianti e ombreggiati giardini, ma anche la Cattedrale di Malaga merita uno sguardo, vista la sua imponenza rinascimentale.
    Non perderti anche la possibilità di fare una passeggiata tra le stradine strette strette di Calle Marqués de Larios, famosa per lo shopping ma anche per la bellezza architettonica.
  2. Giorno 2: è tempo ora di dedicarsi alla cultura, o meglio, a immergercisi dentro! Tra i musei da visitare assolutamente c'è il Museo dedicato a Picasso, con una vastissima collezione delle sue opere, ma ti consigliamo anche di fare una capatina al museo filiale del più celebre parigino Centre Pompidou, così come al Teatro Romano e all'Anfiteatro, che testimoniano oggi il passato della città di Malaga, indissolubilmente legato all'impero romano.
  3. Giorno 3: finalmente un po' di relax! Con il suo sole splendente, d'altronde, Malaga è proprio la città adatta a dedicarsi al relax balneare, lasciandosi cullare dal vento fresco in spiaggia e sguazzando senza freni nelle sue meravigliose acque. Trascorri tutta la mattinata nella spiaggia più famosa della città: Playa de la Malagueta, una lunga e ampia distesa di sabbia dorata particolarmente amata da cittadini e turisti. Nel pomeriggio, poi, puoi scegliere di passare a un altro tipo di relax: dirigiti verso il meraviglioso Paseo del Parque per fare una bella e rigenerante passeggiata in uno dei giardini cittadini più belli di tutta la Spagna.

Aggettivi dimostrativi tedesco: i casi

Sappiamo che la lingua tedesca è una lingua flessiva, ovvero che presenta i casi: in base al ruolo grammaticale di una parola all'interno della frase, la andremo a declinare in un caso diverso.

Vediamo come esempio il pronome/aggettivo dies, die, das per comprendere appieno quanti e quali sono i casi che esistono, per poi procedere con la coniugazione degli altri aggettivi dimostrativi in tedesco.

MASCHILE

FEMMINILE

NEUTRO

PLURALE

NOMINATIVO

der

die

das

die

ACCUSATIVO

den

die

das

die

DATIVO

dem

der

dem

denen

GENITIVO

dessen

der

dessen

deren

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Pronome personale inglese: differenze con l’italiano

La più grande differenza tra pronomi personali in inglese e in italiano l'abbiamo già menzionata, e di certo notata nell'esempio precedente. Rivediamolo un secondo insieme:

  • I like Sophie. She's very kind. → Mi piace Sophie. (Lei) è davvero gentile.

La prima cosa che notiamo nella traduzione in italiano è il pronome personale posto tra parentesi. Perché avviene questo? Perché in italiano possiamo tranquillamente omettere il pronome in questa frase. Se proviamo a toglierlo, infatti, otteniamo come risultato:

  • Mi piace Sophie. È davvero gentile.


Dal contesto, si capisce chiaramente che il soggetto della seconda frase è sempre Sophie.

In inglese però non possiamo ometterlo: il pronome personale deve sempre essere specificato prima di un verbo, anche quando è facilmente intuibile dal contesto.

Malaga vita notturna: le zone della movida

La movida di Malaga la si può trovare un po' ovunque, ma si concentra principalmente in alcune zone considerate come quelle più vive e festose.

Una di queste è di certo il centro storico: con le sue stradine pittoresche e i locali alla moda che riempiono ogni angolo, qui potrai trovare sempre il modo per trascorrere piacevoli ore in compagnia dei tuoi amici, compagni di viaggio oppure persone conosciute qui: i malagueni sono famosi per la loro ospitalità e voglia di chiacchierare! La Plaza de la Merced e i suoi dintorni sono sempre affollati di gente alla ricerca di divertimento, e i bar qui offrono una varietà di opzioni, dalla musica dal vivo alla salsa, dalla musica elettronica alle serate jazz: ogni giorno qui, quindi, può essere un'esperienza diversa e unica.

Anche Soho è diventato un vivace quartiere artistico: sfoggia graffiti colorati sui muri, gallerie d'arte e bar alternativi che si animano dopo il tramonto. Se ben ricordi, anche quando abbiamo parlato delle discoteche di Londra abbiamo parlato di un quartiere chiamato Soho: sarà forse un segno che in questi luoghi omonimi il divertimento è garantito?

Oltre al centro storico e a Soho, poi, anche il lungomare offre ciò che stai cercando: con i suoi locali sulla spiaggia e i ristoranti in cui gustare le specialità tipiche spagnole, qui potrai goderti la vita notturna approfittando anche di una vista mozzafiato sul mare. Per iniziare la serata nel modo giusto, Paseo Marítimo Antonio Machado è un ottimo punto di partenza: poi non dire che non te l'avevamo detto!

Pronomi riflessivi inglese: quando si usano

I casi in cui utilizziamo i pronomi riflessivi in inglese sono principalmente tre, e riguardano sempre azioni cosiddette "riflessive".

  1. Quando soggetto e oggetto di un'azione sono la stessa persona. In questo caso li traduciamo con mi, ti, si, ci e vi in italiano, e l'utilizzo è praticamente lo stesso di quello che ne facciamo noi.

    Esempio:

    Jaime shaves himself after taking a shower. → Jaime si fa la barba dopo essersi fatto la doccia.
  2. Insieme alla preposizione by. Se troviamo i pronomi riflessivi in inglese accompagnati dalla preposizione by, significa che li stiamo utilizzando per esprimere che il soggetto sta compiendo l'azione da solo, in modo da "autodidatta" o comunque senza l'aiuto di nessuno.

    Esempio:
    I am living by myself. → Sto vivendo da solo.
    She is traveling by herself. → Sta viaggiando da sola.
  3. Quando è lo stesso soggetto a svolgere l'azione, traducendoli quindi come lo "stesso", allo stesso modo di come faremmo in italiano.

    Esempio:
    I spoke to the lawyer myself. → Io stesso ho parlato con l'avvocato.

In pratica, in questo ultimo caso teniamo al fatto che sia chiaro chi è stato a svolgere l'azione: è quasi più importante dell'azione stessa il focus sul soggetto.

Metro Malaga: biglietti e prezzi

Se hai già viaggiato per le varie metropoli d'Europa, questa volta puoi tirare un sospiro di sollievo: ti assicuriamo che scoprire i prezzi dei biglietti della metro a Malaga non ti farà avere un mancamento! Anzi, a differenza della metro di Londra, per esempio, ti sembrerà di viaggiare quasi gratis.

Questo perché il biglietto semplice (corsa singola) vale 1.35€.

Se però hai intenzione di utilizzare molto la metropolitana a Malaga, allora ti consigliamo vivamente di valutare l'acquisto di abbonamenti o di tessere ricaricabili, perché il risparmio che potrai riscontrare è netto.

Queste sono le possibilità che la città di Malaga ti mette a disposizione:

  • Tarjeta Monedero: si tratta di una tessera ricaricabile trasferibile, che permette quindi la possibilità di pagare la corsa anche ad altre persone. Molto comoda quando si viaggia in famiglia, consente anche di risparmiare molto: utilizzandola, infatt, il prezzo di una corsa singola è di 0,82€ e non più di 1,35€;
  • Tarjeta Monedero Consorcio de Transportes: in questo caso, abbiamo una tessera ricaricabile integrata, che ti consente di utilizzare i servizi della metropolitana e anche quelli di autobus, urbani ed extraurbani. Anche in questo caso puoi contare sulla validazione multipla e sul risparmio: il prezzo è di 0,82€ se la usi solo per una corsa, mentre se utilizzi anche l'autobus scende a 0,66€.

Puoi acquistare i biglietti per la metropolitana a Malaga direttamente nella stazione dove hai intenzione di prendere il tuo treno, e sempre lì puoi anche ricaricare le tessere multiviaggio servendoti delle numerose macchinette automatiche sparse per le stazioni.

Monumenti Barcellona: i 10 più importanti

Ormai lo avrai capito: i monumenti a Barcellona da visitare in assoluto sono tanti, e ognuno di questi ha qualcosa da raccontare. Ti consigliamo di prenderti almeno 4 giorni per goderti la città appieno e non trascurare nulla di imperdibile. Se poi hai ancora più tempo, ben venga, soprattutto se il tempo lo permette: la Barceloneta -spiaggia più famosa della città- ti aspetta!

Ma prima, scopriamo quali sono a Barcellona i monumenti più iconici e importanti.

1. Sagrada Familia

Non si può parlare dei monumenti di Barcellona senza partire da lei, la maestosa Sagrada Familia.

Maestosa e incompiuta, perché è in costruzione dal 1882 e tutt'oggi i lavori non sono ancora finiti: si stima che verrà completata entro il 2026, ma ancora non possiamo dirlo con certezza.

Ad ogni modo, la Sagrada Familia è una basilica straordinaria: progettata dall'architetto catalano Antoni Gaudí, rappresenta un vero e proprio simbolo di questa maestosa città.

Questo capolavoro architettonico combina elementi gotici e modernisti, presentando torri imponenti, facciate scolpite con dettagli intricati e un interno stupefacente con colonne a forma di alberi, soffitti a volta e vetrate colorate che filtrano la luce in modo magico.

Visitare la Sagrada Familia offre un'esperienza unica, e consente di immergersi nella genialità creativa di Gaudí, ammirando un'opera incomparabile che rappresenta la fusione tra arte, architettura e spiritualità.

È un luogo che incanta e ispira per la sua bellezza senza tempo, e chiunque dovrebbe visitarla almeno una volta nella vita.

2. Casa Batlló

Gaudí ha lasciato il segno in tanti luoghi della sua amata città: tra i monumenti a Barcellona da visitare, infatti, troviamo tantissime delle sue opere, maestose e imprevedibili. Una tra tutte è Casa Batlló, un edificio straordinario progettato dall'architetto catalano nel suo tipico stile modernista e visionario.

Questo capolavoro è celebre per la sua straordinaria facciata colorata, le forme organiche e l'uso innovativo di materiali come la ceramica e il vetro.

Visitare Casa Batlló offre un'esperienza unica per immergersi nell'ingegno creativo di Gaudí, permettendo ai visitatori di esplorare gli interni incantevoli, pieni di curve fluide, finestre iridescenti e dettagli che raccontano storie leggendarie.

L'edificio incarna l'estro artistico e la genialità architettonica di Gaudí, rappresentando un punto culminante del modernismo catalano, invitando i visitatori a contemplare l'arte, la storia e l'innovazione architettonica in un'esperienza indimenticabile.

3. Parco Güell

Come dicevamo, l'architetto catalano ci ha tenuto davvero tanto a far sì che Barcellona si ricordasse di lui per sempre: anche la prossima attrazione è infatti un suo progetto, uno dei più belli e spettacolari di tutti molto probabilmente.

Stiamo parlando di Parc Güell, un affascinante parco pubblico situato a Barcellona, celebre per la sua straordinaria amalgama di natura e architettura modernista.

Il parco offre ai visitatori un'esperienza unica immersa in un ambiente fiabesco; i suoi sentieri serpeggianti conducono a stravaganti strutture architettoniche, come la famosa Salamandra rivestita di mosaici e il lungo banco a mosaico che offre una vista panoramica sulla città.

Il Parc Güell è una vera e propria icona dell'arte e dell'ingegnosità di Gaudí, rendendosi un luogo dove la creatività si fonde con la natura. Qui i visitatori sono invitati a esplorare, godere di vedute mozzafiato e scoprire l'eredità unica dell'architetto catalano in un ambiente incantevole e suggestivo.

4. La Boqueria

Cambiamo un po' genere per parlare de La Boqueria, uno dei monumenti di Barcellona più amati dalle persone, sia native che turisti: si tratta di un vero e proprio punto di ritrovo, un luogo magico in cui immergersi negli odori e nei sapori della Spagna.

La Boqueria è infatti uno dei mercati alimentari più vivaci e iconici al mondo, situato nel cuore di Barcellona.

Questo mercato, con le sue radici che risalgono al 1217, incanta i visitatori con una vasta gamma di colori, profumi e sapori: offre una varietà straordinaria di prodotti freschi, come frutta, verdura, carne, pesce e specialità locali, insieme a tapas e snack pronti da gustare.

La sua atmosfera vibrante, la diversità culinaria e l'autenticità dell'esperienza lo rendono un luogo imperdibile per immergersi nella cultura gastronomica catalana e per un'esperienza sensoriale indimenticabile durante una visita a Barcellona: questo potrà essere il luogo ideale per i tuoi pranzi "on the road" mentre esplori la città durante la tua vacanza.

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Come capire se un verbo è irregolare

Capire se un verbo è irregolare, in realtà, è molto semplice: hanno desinenze che non ti aspetteresti.

Per esempio, se ti trovi davanti la frase:

  • I wrote you a letter → Ti ho scritto una lettera

potresti rimanere un attimo spiazzato da quella "o", anche perché di base ti aspetteresti di trovare un "writed". Ecco, rendersi conto dell'irregolarità è quindi più semplice del previsto.

Poi bisogna anche pensare che i verbi irregolari in inglese sono molti più di quanto immaginiamo e, anzi, spesso si tratta anche dei verbi più utilizzati nel linguaggio di tutti i giorni. Pensiamo a verbi come mangiare, bere, guidare, o addirittura i verbi ausiliari come essere e avere in inglese presentano irregolarità nella coniugazione!

Come si forma il paradigma inglese nei verbi irregolari

A questo punto ti starai chiedendo come si forma il paradigma inglese nei verbi irregolari, ma la verità è che, proprio per via della loro nota irregolarità, questi verbi della lingua inglese non seguono uno schema regolare di coniugazione come i verbi regolari, i quali solitamente aggiungono "-ed" alla forma base per formare il passato semplice e il participio passato.

Per i verbi irregolari in inglese, le forme del passato e del participio passato sono diverse e non seguono una regola ben precisa; anzi, non ne seguono nessuna. Ogni verbo irregolare ha le sue forme specifiche che devono essere imparate amemoria, ed è molto importante dal momento che tantissimi verbi irregolari sono verbi di uso comune, che servono costantemente per comunicare in lingua inglese anche a livello base.

Ad esempio, il verbo "to go" (andare) ha le seguenti forme:

go → went → gone

Mentre il verbo "to eat" (mangiare) ha le seguenti forme:

eat → ate → eaten

E così via per altri verbi irregolari come "to see" (vedere), "to take" (prendere), "to come" (venire), e molti altri.

Come hai già avuto modo di notare, non c'è un "format" ben preciso che questi verbi seguono, e così di conseguenza il loro paradigma in inglese è pressoché unico. Anche se, come potremo vedere tra poco, molto spesso ci sono desinenze che vengono riproposte in diversi verbi oppure verbi che derivano da uno stesso verbo in comune, e che quindi seguono la stessa irregolarità.

Poiché le forme passate e i participi passati dei verbi irregolari non seguono una regola fissa, comunque sia, è necessario e fondamentale memorizzarli singolarmente per poterli utilizzare nel modo corretto.

4. Castello di Nymphenburg

Il Castello di Nymphenburg è una delle principali attrazioni di Monaco di Baviera ed è la residenza storica estiva della famiglia reale dei Wittelsbach. Questo magnifico palazzo è situato a circa 6 chilometri dal centro della città, e fu costruito nel XVII secolo.

Circondato da splendidi giardini paesaggistici che includono fontane, laghetti e ampie aree verdi. Il complesso è composto da diverse ali e padiglioni, ciascuno con il proprio stile architettonico e decorazioni interne.

Una delle parti più impressionanti del castello è la Galleria delle Carrozze, che espone una collezione di carrozze e veicoli storici utilizzati dalla famiglia reale e dalla corte. Inoltre, le sale interne del palazzo, come la Galleria degli Specchi e le stanze affrescate, sono magnificamente decorate e offrono un'idea della vita aristocratica del passato.

Oggi il castello è aperto al pubblico e offre la possibilità di esplorare gli interni del palazzo, i giardini, nonché di ammirare opere d'arte, arredi d'epoca e architettura storica che rappresentano la grandezza e il fascino dell'era dei Wittelsbach.

5. Carillon di Glockenspiel

Il Glockenspiel è un'attrazione turistica iconica situata nel Neues Rathaus (Nuovo Municipio) e, come abbiamo visto prima, si trova nella piazza principale della città, ovvero Marienplatz.

Si tratta di un orologio a carillon composto da una serie di figure meccaniche che si animano e danzano su una melodia tradizionale quando l'orologio suona. L'esibizione avviene due volte al giorno, solitamente alle 11:00 e alle 12:00 (più una terza rappresentazione in estate alle 17:00), e attira molti turisti che si radunano in Marienplatz per assistere a questo spettacolo.

Questo spettacolo è una delle attrazioni più amate e fotografate della città e offre ai visitatori un assaggio della storia e della tradizione di Monaco di Baviera.

6. Museo BMW

Chi sogna di scoprire il lato più innovativo e tecnologico di Monaco di Baviera non può esimersi dal visitare il Museo BMW, un' attrazione iconica: parliamo di un museo interamente dedicato alla storia e all'evoluzione dell'azienda automobilistica più famosa del Paese, ovvero BMW.

Il museo offre una visione completa del mondo BMW, presentando una vasta collezione di veicoli storici, concept car, motociclette e altri reperti che mostrano l'innovazione e lo sviluppo tecnologico dell'azienda nel corso degli anni.

Oltre alla ricca esposizione di veicoli, il Museo BMW offre ai visitatori l'opportunità di apprendere in modo approfondito sul design automobilistico, sull'ingegneria dei motori e sull'importanza della sostenibilità nell'industria automobilistica moderna. Si tratta di un'esperienza davvero unica nel suo genere!

Venir coniugazione in spagnolo: tempi e casi

Adesso che lo conosciamo un po' meglio, scopriamo del verbo venir la coniugazione in spagnolo che, come ben sappiamo, è una lingua caratterizzata da molti modi e tempi verbali.

Partiamo con il modo INDICATIVO.

Tempi semplici:

persona

presente

pretérito imperfecto

pretérito perfecto

futuro

yo

vengo

venía

vine

vendré

vienes

venías

viniste

vendrás

él / ella

viene

venía

vino

vendrá

nosotros

venimos

veníamos

vinimos

vendremos

vosotros

venís

veníais

vinisteis

vendréis

ellos / ellas

vienen

venían

vinieron

vendrán

Verbi frasali in inglese: come e quando si usano

I verbi frasali in inglese sono usati, quindi, per esprimere azioni o concetti che non possono essere descritti solo dal verbo base.

Si utilizzano in diverse situazioni e contesti:

  • Espressione di azioni specifiche: I verbi frasali esprimono azioni più precise e specifiche rispetto ai verbi base. Come abbiamo visto prima con "to look" (guardare) che diventa "to look after" (prendersi cura di);
  • Espressione di concetti più complessi o più dettagliati, come per esempio "to get" (ottenere) diventa "get along with" (andare d'accordo con);
  • Linguaggio informale: i verbi frasali sono comuni nel linguaggio colloquiale e informale, quindi sono spesso utilizzati nelle conversazioni quotidiane e informali.

I verbi frasali possono essere usati in vari tempi verbali (passato, presente, futuro) a seconda del contesto della frase.

Sono un elemento importante dell'inglese parlato e scritto e impararli è cruciale per una padronanza completa della lingua inglese. Anche perché -odierai scoprirlo- le persone madrelingua utilizzano molto più i verbi frasali in inglese rispetto ai corrispettivi verbi con lo stesso significato!

Per esempio, sarà molto più comune sentire dire "figure out" rispetto a "capire/risolvere"! Questo perché i verbi frasali sono spesso più evocativi, e dunque sanno subito andare al punto ed esprimere il concetto che si ha in mente.

A cosa servono i verbi modali

Un po' abbiamo già detto, quindi, a cosa servono i verbi modali in tedesco: ad alterare il significato di un verbo principale, che accompagnano sempre e da cui non posso essere sconnessi, altrimenti la frase perderebbe di significato.

I verbi modali funzionano un po' come i nostri verbi ausiliari essere e avere. Mentre in quel caso vengono sfruttati per la formazione dei tempi composti, però, in questo frangente i verbi modali hanno funzioni ben specifiche, ognuno la propria. Infatti, servono a esprimere concetti come capacità, possibilità, obbligo, volontà o autorizzazione.

Si tratta quindi di uno strumento davvero molto versatile, che ti permette di sfruttare la lingua a tuo piacimento per esprimere concetti sempre più sofisticati e complessi, per raggiungere un livello linguistico ancora più avanzato, giorno dopo giorno.

Ricorda che i verbi modali in tedesco vengono utilizzati insieme alla forma infinita dei verbi principali, e che il significato di tutta la frase cambia a seconda del verbo modale che scegliamo di utilizzare.

Esempio:

Ich will zur Schule gehen. → Voglio andare a scuola (utilizzo il verbo wollen)

Ich muss zur Schule gehen. → Devo andare a scuola (utilizzo il verbo mussen)

Capirai bene che il significato cambia completamente!

Un' altra cosa che ti serve sapere, poi, è che nella lingua tedesca parlata il verbo principale può essere sottinteso, lasciando soltanto il verbo modale a far intendere il senso della frase. Questo, in alcuni tipi di frase, succede anche in italiano.

Esempio:

Kannst du Deutsch (sprechen)? → Sai il tedesco (Sai parlare il tedesco)?

Willst du einen Kuchen? (essen) → Vuoi una torta? (Vuoi mangiare una torta)?

Castelli Baviera: storia e curiosità

Spesso commissionati direttamente dai re o dalle famiglie nobili del tempo, i castelli della Baviera sono la più grande testimonianza del tempo che è trascorso in questa terra così ricca e suggestiva.

Tra miti e leggende straordinarie, questi castelli custodiscono il passato e fanno strada al futuro, permettendo alle persone del presente di acquisire la giusta consapevolezza su ciò che è stato.

E alcuni sono così belli da aver ispirato la fantasia di geni come Walt Disney, come scopriremo lungo il corso di questo articolo!

Differenza tra verbi separabili e inseparabili

Esistono, quindi, verbi separabili e inseparabili in tedesco. La principale differenza tra i due è come si comportano nel contesto delle frasi e dei tempi verbali.

  1. Nei verbi separabili, il prefisso si separa dal verbo quando viene usato in alcune costruzioni verbali, come le frasi subordinate, l'infinito presente, il participio presente e l'imperativo. Quando il verbo è coniugato al presente, al passato o al futuro, il prefisso si separa dal verbo e si sposta alla fine della frase.


    Ad esempio: infinito "anrufen" (chiamare) → presente indicativo "ich rufe an" (io chiamo), dove "an" è il prefisso separabile che si colloca alla fine della frase.
  2. Nei verbi inseparabili, il prefisso rimane attaccato al verbo in tutte le forme verbali e non si separa da esso. Questi verbi mantengono il prefisso anche quando sono coniugati al presente, passato o futuro.

    Ad esempio: infinito "bezahlen" (pagare) → presente indicativo "ich bezahle" - io pago), senza separazione del prefisso.

In breve, la differenza principale è che i verbi separabili hanno un prefisso che si separa dal verbo in alcune situazioni, mentre i verbi inseparabili mantengono il prefisso attaccato al verbo in tutte le forme verbali.

Semplice, no?

Verbi forti in tedesco: quando e come si usano

Come spesso accade nelle lingue -purtroppo per chi le studia!-, le irregolarità non rappresentano una piccola parte dei vocaboli ma, al contrario, una realtà più consolidata.

Anche i verbi forti tedeschi fanno parte di questa equazione, in effetti: non sono numerosi quanto i verbi deboli, certo, ma rappresentano un buon 40-50% dei verbi comuni nella lingua tedesca.

Ci sono oltre 200 verbi forti in tedesco, e sebbene possano sembrare numerosi, costituiscono una porzione relativamente piccola rispetto al totale dei verbi utilizzati nella lingua.

Il fatto è che molti dei verbi più comunemente utilizzati sono effettivamente verbi forti. Ad esempio, verbi come "gehen" (andare), "sehen" (vedere), "sprechen" (parlare), "kommen" (venire) e molti altri sono verbi forti che vengono ampiamente utilizzati nelle conversazioni quotidiane. E, come puoi notare, rappresentano vocaboli che utilizziamo ogni giorno per comunicare, anche a livello base.

Per questo motivo, studiare i verbi forti tedeschi e ricordarne le caratteristiche è davvero molto importante sin dai primi approcci alla lingua: senza di essi, altrimenti, riuscire a comunicare anche concetti semplici e da livello A1 risulta praticamente impossibile.

Come si usano i verbi forti tedeschi? Molto semplicemente, come i verbi regolari, ma ricordandosi delle irregolarità. Perciò potranno essere coniugati in tutti i principali modi e tempi verbali, seguendo le linee guida che abbiamo imparato oggi.

Vediamo qualche esempio di frase con l'utilizzo dei verbi forti per comprenderli appieno anche inseriti in un contesto:

  • Ich bin gestern spazieren gegangen. = Sono andato a fare una passeggiata ieri.
  • "Sie hat das Buch gelesen = Lei ha letto il libro.
  • Er ist mit dem Zug gefahren. = Lui è andato in treno.
  • Wir haben gestern viel gelacht. = Ieri abbiamo riso molto.
  • Du hast mir sehr geholfen. = Mi hai aiutato molto.
  • Sie ist gestern geschwommen. = Lei ha nuotato ieri.
  • Er hat einen Apfel gegessen. = Lui ha mangiato una mela.
  • Wir sind gestern in den Park gegangen. = Siamo andati al parco ieri.
  • Sie hat gut gesungen. = Lei ha cantato bene.
  • Er hat das Fenster geöffnet. = Lui ha aperto la finestra.

Questi esempi mostrano come i verbi irregolari in tedesco vengano utilizzati nelle frasi per esprimere azioni passate e come cambiano forma nel passato e nel participio passato rispetto ai verbi regolari o deboli.

Coniugazione del verbo parlare in francese

Detto questo, non ci resta che approfondire la coniugazione del verbo parlare in francese e scoprire come si comporta in tutti i modi e i tempi verbali della lingua, che sono un bel po'. Non tanti quanto in italiano, probabilmente, ma nemmeno pochi!

Essendo una coniugazione regolare, non c'è alcun bisogno che tu la impari a memoria: ti basta conoscere le desinenze corrispondenti della prima coniugazione per saper formare i vari tempi nelle varie persone, singolari o plurali.

Cominciamo quindi a esplorare la coniugazione del verbo parler, partendo dal modo

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Quando e come si usano

Ma quando e come possiamo usare i verbi pronominali in francese? In realtà, il loro utilizzo può essere applicato in diverse situazioni e acquisisce diverse funzioni, ma è molto simile a quello che facciamo dei verbi riflessivi in italiano:

I verbi pronominali possono avere:

  • Azione riflessiva: Quando il soggetto compie un'azione su se stesso.

    Esempi:
    - Je me lave → Mi lavo (io lavo me stesso)
    - Elle se brosse les cheveux → Lei si spazzola i capelli (lei spazzola i suoi stessi capelli)
  • Azione reciproca: Quando due o più soggetti compiono un'azione l'uno sull'altro.

    Esempi:
    - Ils se parlent → Loro si parlano (loro parlano tra di loro)
    - Nous nous écrivons souvent → Noi ci scriviamo spesso (noi ci scriviamo spesso reciprocamente)
  • Azione apparentemente pronominale: Quando il pronome riflessivo non riflette un'azione diretta sul soggetto, ma è necessario per la costruzione del verbo. In questi casi, parliamo di verbi già riflessivi, di cui il pronome è già parte integrante.

    Esempi:

- Elle s'habille rapidement → Lei si veste rapidamente
- Ils se sont levés tôt → Loro si sono alzati presto

I verbi pronominali sono ampiamente utilizzati nella lingua francese in molti contesti, come igiene personale, comunicazione, azioni quotidiane e altro ancora.

È importante imparare la corretta coniugazione dei verbi pronominali e comprendere il contesto in cui vengono utilizzati per comunicare efficacemente in questa lingua così simile alla nostra ma, al tempo stesso, diversa.

Simple past verbi irregolari: quando usarlo

Il simple past, o passato semplice, è uno dei tempi verbali più utilizzati della lingua inglese, e questo è fin troppo chiaro a questo punto.

Ma quali sono i casi in cui è giusto usarlo?

Ecco le situazioni in cui applichiamo il past simple, verbi irregolari e non:

  1. Azioni finite nel passato: Si usa per descrivere azioni che sono iniziate e sono state completate in un momento specifico nel passato. Il momento in cui l'azione viene svolta, in questo caso, è esplicito nella frase attraverso locuzioni o avverbi di tempo.

    Esempio:
    - I went to the store yesterday. = Sono andato al negozio ieri.
  2. Successione di eventi passati: Si utilizza per raccontare una serie di azioni che sono avvenute in successione nel passato, in genere legate tra di loro per qualche motivo.


    Esempio:
    -She arrived at the party, greeted her friends, and then danced all night. = È arrivata alla festa, ha salutato i suoi amici, e poi ha ballato tutta la notte.
  3. Azioni abituali nel passato: Il simple past può essere utilizzato per descrivere azioni abituali o regolari che si svolgevano nel passato.

    Esempio:
    -He always watched cartoons on Saturday mornings. = Guardava sempre i cartoni animati il sabato mattina.

    Attenzione: una forma particolare di past simple è la locuzione "used to", che si utilizza proprio per parlare di qualcosa che era abituale nel passato e che, per un motivo o per un altro, oggi non lo è più. Per esempio, nella frase di prima avremmo potuto sostituire con "he used to watch", dal momento che si tratta di un'azione legata all'infanzia che oggi non accade più con la stessa frequenza.
  4. Storie e narrazioni: Il simple past è spesso utilizzato nella narrazione di storie, racconti o eventi passati.

    Esempio:
    Once upon a time, there lived a brave knight. = Una volta, là viveva un coraggioso cavaliere. (o "c'era")

In sintesi, il simple past si usa per parlare di azioni finite, successioni di eventi passati, azioni abituali nel passato e nelle narrazioni di storie o eventi passati.

Quando usare i verbi del primo gruppo in francese

I verbi del primo gruppo in francese (-er) sono tra i più comuni e fondamentali nella lingua. Sono utilizzati in una varietà di contesti e situazioni.

Ecco alcune delle principali circostanze in cui vengono impiegati:

  1. Azioni quotidiane: I verbi del primo gruppo sono spesso usati per descrivere azioni quotidiane e abituali, come "parler" (parlare), "manger" (mangiare), "regarder" (guardare), ecc.

    Esempio:
    Je mange toujours à 8 heures. = Io mangio sempre alle otto in punto.
  1. Descrivere abitudini: Essi sono utilizzati per parlare di abitudini o routine, sia nel presente che nell'imperfetto.

    Esempio:
    Je mange des fruits tous les jours. = Mangio frutta tutti i giorni.
  2. Descrivere eventi futuri: I verbi del primo gruppo vengono utilizzati anche per esprimere azioni future, specialmente con il futuro semplice.

    Esempio:
    J'en parlerai à mon avocat demain. = Domani parlerò con il mio avvocato della questione.
  3. Narrare storie passate: Anche se il loro uso non è così comune come con altri tempi verbali, i verbi del primo gruppo possono essere impiegati per raccontare eventi passati, soprattutto se si desidera dare un senso di immediata linearità, come nel passato prossimo.

    Esempio:
    L'histoire commence en 1890, lorsqu'un roi… = La storia comincia nel 1890, quando un re…
  4. In istruzioni o comandi: Nei testi o nelle istruzioni, i verbi del primo gruppo sono spesso utilizzati per fornire comandi o istruzioni dirette, come

    Esempio:
    Fermez la porte. = Chiudere la porta (letteralmente "chiudete")

In generale, essendo così comuni e regolari, i verbi del primo gruppo sono tra i primi che gli studenti di francese imparano e sono essenziali per costruire una solida base nella lingua.

Quali sono le migliori spiagge di Nizza

1. Plage de La Promenade des Anglais

La Plage de la Promenade des Anglais è una delle più iconiche spiagge a Nizza: situata lungo la celebre Promenade des Anglais, una strada costiera pedonale che si estende per circa 7 chilometri lungo il litorale della città, questa spiaggia è facilmente accessibile e offre una vista mozzafiato sul Mar Mediterraneo.

La Plage de la Promenade des Anglais è conosciuta per la sua ampia distesa di ciottoli, tipica delle spiagge della Costa Azzurra, ma offre comunque lettini e ombrelloni in affitto per coloro che desiderano rilassarsi comodamente.

È un ottimo posto per fare una passeggiata lungo la spiaggia o per semplicemente sdraiarsi al sole e godersi il panorama.

Questa spiaggia è anche circondata da diversi ristoranti, caffetterie e negozi lungo la Promenade des Anglais, dove puoi gustare un pasto o un drink con vista sul mare.

Essendo una delle spiagge più famose di Nizza, la Plage de la Promenade des Anglais può diventare abbastanza affollata durante i mesi estivi, ma offre comunque un'atmosfera piacevole e vibrante per trascorrere una giornata in Costa Azzurra a Nizza sul mare.

2. Plage Beau Rivage

Anche la Plage Beau Rivage è molto rinomata, tra le spiagge a Nizza, e si trova in una posizione molto comoda vicino al centro città.

Offre una vasta gamma di servizi e attività per i visitatori: qui puoi trovare noleggio di lettini e ombrelloni per rilassarti al sole, oltre a diverse opzioni per praticare sport acquatici come il jet ski, il parasailing e il kayak: un divertimento senza fine, sulla "riva bella"!

La spiaggia è ben attrezzata con docce, servizi igienici e cabine per cambiarsi. Inoltre, ci sono anche alcuni ristoranti e bar lungo la spiaggia dove puoi gustare deliziosi piatti locali e cocktail mentre ammiri la vista sul mare.

La Plage Beau Rivage è un luogo popolare sia per i residenti che per i turisti, quindi può diventare affollata durante i mesi estivi. Tuttavia, offre un'atmosfera vivace e divertente per trascorrere una giornata al mare a Nizza in comodità, con tutti i servizi necessari a portata di mano e potendo godere di uno dei panorami più suggestivi e incantevoli di tutta la costa.

Verbi 2 gruppo francese: come distinguerli

A questo punto dovrebbe essere piuttosto chiaro: i verbi del secondo gruppo in francese sono quelli che terminano in -ir e seguono uno schema di coniugazione specifico.

La radice del verbo rimane sempre la stessa, mentre a cambiare è solo la sua desinenza, detta anche terminazione. Questo, naturalmente, varia a seconda del modo e del tempo verbale a cui il verbo stesso viene coniugato.

Per distinguerli, ecco alcuni punti da tenere presente:

  1. Terminazione in -ir: I verbi del secondo gruppo iniziano con una radice che termina in -iss o -iv. Ad esempio, "finir" (finire), "choisir" (scegliere), "dormir" (dormire).
  2. Coniugazione: I verbi del secondo gruppo seguono uno schema di coniugazione regolare. La radice rimane invariata, mentre le desinenze verbali vengono aggiunte in base alla persona, al tempo e al modo verbale.
  3. Participio presente in -issant: I verbi del secondo gruppo formano il loro participio presente aggiungendo -issant alla radice del verbo. Ad esempio, "finissant" (finendo), "choisissant" (scegliendo), "dormissant" (dormendo).
  4. Forma del presente: Alcuni verbi del secondo gruppo possono avere una forma particolare al presente, come "dormir" che diventa "je dors" (io dormo). Queste, naturalmente, sono da considerarsi eccezioni ed è fondamentale studiarle a memoria in modo da saperle riconoscere, individuare e coniugare correttamente all'occorrenza.
  5. Irregolarità: Anche se i verbi del secondo gruppo sono generalmente regolari, ci sono alcune eccezioni e verbi irregolari che è necessario imparare a memoria, proprio come abbiamo appena avuto modo di scoprire.

Ricorda che la pratica è fondamentale per padroneggiare la coniugazione dei verbi in francese. E che non è niente di difficile. Facciamo un esempio con la seguente frase:

  • Je choisis toujours le chocolat comme dessert. → Scelgo sempre il cioccolato come dessert.

In questa frase, "choisis" è la forma coniugata al presente del verbo "choisir" (scegliere) alla prima persona singolare. Come possiamo vedere, la radice -chois rimane invariata: ciò che cambia è solo la desinenza che, dalla forma dell'infinito -ir si trasforma in -is.

Con il tempo e l'esperienza, ad ogni modo, diventerà più facile distinguere i verbi del secondo gruppo e coniugarli correttamente.

Quando utilizzare l’imperfetto francese

Ora che lo abbiamo ben individuato e sappiamo anche come si forma e quali sono le sue desinenze, non ci resta che scoprire nel dettaglio come si usa l'imperfetto in francese.

Infatti, le occasioni in cui possiamo utilizzarlo correttamente sono diverse. Le principali riguardano le seguenti azioni:

  • Descrivere azioni abituali nel passato: L'imperfetto viene utilizzato per parlare di azioni che si svolgevano regolarmente nel passato, un po' come faremmo con l'inglese "used to".

    Esempio:

    Tous les jours, je me promenais dans le parc. → Ogni giorno, facevo una passeggiata nel parco. (oggi non lo faccio più, ma in passato era abituale)
  • Descrivere lo sfondo di un racconto: Spesso, l'imperfetto viene utilizzato per stabilire il contesto o l'ambientazione di una storia nel passato. È una delle forme verbali più utilizzate nei racconti e nei romanzi.

    Esempio:

    Il faisait nuit, il pleuvait et le vent soufflait fort. → Era buio, pioveva e il vento soffiava forte.
  • Esprimere stati d'animo o descrivere caratteristiche nel passato: L'imperfetto può essere utilizzato per descrivere stati d'animo, sensazioni fisiche o caratteristiche fisiche nel passato. In generale, tutto ciò che si è provato nel passato.

    Esempio: Il était triste. → Era triste.

È importante notare, quindi, che l'imperfetto in francese può essere utilizzato sia per parlare di un tempo passato ben preciso, sia per riferirsi a un momento non meglio precisato nel tempo, purché sia sempre collocato nel passato.

Esempi:

  • C'était en 1900, quand j'ai acheté une maison. → Era il 1990 quando ho comprato casa.
  • Il était une fois, dans une forêt… → C'era una volta, in un bosco...

Futuro semplice francese: come si usa

Il futuro semplice in francese si usa per esprimere azioni che avverranno in futuro. Ecco alcuni casi comuni in cui viene utilizzato:

  1. Azione futura senza incertezza: Si utilizza per descrivere azioni future che si prevede accadranno con certezza.

    Esempio:

    Je partirai en vacances demain. → Partirò in vacanza domani.
  1. Promesse o impegni futuri: Per esprimere promesse o impegni che saranno mantenuti in futuro.

    Esempio:

    Je t'appellerai dès que possible. → Ti chiamerò appena possibile.
  1. Previsioni o predizioni: Per fare previsioni sul futuro.

    Esempio:

    Il pleuvra demain. → Pioverà domani.
  1. Ipotesi futura nel discorso indiretto: Nel discorso indiretto, per riportare ciò che qualcuno prevede o ipotizza che accadrà nel futuro.

    Esempio:

    Il a dit qu'il fera beau demain. → Ha detto che farà bel tempo domani.
  2. Invito o proposta informale: In modo informale, per fare inviti o proposte.

    Esempio:

    On ira au cinéma ce soir? → Andiamo al cinema stasera?
  1. Interrogative indirette: Per fare domande indirette sul futuro.

    Esempio:

    Quand viendras-tu nous rendre visite? → Quando verrai a farci visita?

Questi sono solo alcuni dei casi in cui il futuro semplice in francese viene comunemente utilizzato per esprimere azioni future: come puoi notare, sono molto simili alla lingua italiana, anche se in diversi casi -per esempio gli inviti e le proposte informali- noi siamo più propensi a utilizzare il presente. È più comune dire "Andiamo?" che "Andremo?"; sappi che, anche in francese, se preferisci utilizzare il presente non è considerato un errore.

Cosa fare a Nizza la sera in centro

Sicuramente il centro città è il luogo in cui ci sono più attrazioni da vedere e cose da fare, in particolar modo la sera quando si fa buio e la via principale si illumina.

Nizza offre molte opzioni interessanti per trascorrere una serata divertente nel centro città.

Una delle attività più piacevoli da fare la sera a Nizza è sicuramente una tranquilla passeggiata lungo la Promenade des Anglais. Potrai goderti la brezza marina, ammirare le luci della città e osservare la vita notturna lungo il lungomare.

Anche esplorare il quartiere storico di Nizza -Vieux Nice-, con i suoi stretti vicoli e le pittoresche piazze, è un'opzione intrigante: certo lo puoi fare anche di giorno, ma di sera il quartiere si anima molto di più e l'atmosfera cambia drasticamente!

Oppure, puoi visitare il mercato di Cours Saleya: se di giorno è un semplice mercato, la sera si trasforma in un luogo di ritrovo per i residenti e i visitatori, e diventa un luogo ideale in cui divertirsi e sentirsi a casa. Qui puoi passeggiare tra i vari banchi e fermarti per gustare deliziosi piatti locali o sorseggiare un drink.

Nizza offre poi diverse opzioni per gli amanti dello spettacolo: puoi optare per un concerto, una rappresentazione teatrale o persino uno spettacolo di cabaret presso uno dei locali della città. Certo, sarà tutto in francese… ma tu hai seguito icorsi di francese onlinecon Sprachcaffe, giusto?

Offerte di lavoro a Malta per italiani: come trovarle

Il primo passo da fare, quindi, è quello di individuare le migliori offerte di lavoro a Malta per italiani: come fare?


Quando ancora non ti trovi sull'isola, puoi affidarti ai principali siti di ricerca lavoro online: per il Paese in questione, i portali di riferimento sono Malta Job Port e Malta Today. h

Naturalmente, funzionano molto bene anche i siti di ricerca più internazionali, come per esempio Monster, Indeed e soprattutto LinkedIn, un vero e proprio social network per la ricerca di impiego. Cerca di curare al meglio il tuo profilo e di mantenerlo attivo, in modo da avere più probabilità di comparire ad aziende e potenziali datori di lavoro in zona.

L'ideale, comunque sia, è trovarsi già sull'isola nel momento in cui si vuole cominciare a lavorare a Malta, perché in loco si trovano numerose offerte e anche agenzie di collocamento che potrebbero darti una grande mano a trovare una buona offerta.

Ricorda di adattare il tuo curriculum vitae e la tua lettera di presentazione alle posizioni e alle aziende per cui ti candidi e di essere preparato per eventuali interviste tramite Skype o altri mezzi di comunicazione online, considerando che potresti essere contattato da datori di lavoro maltesi per colloqui preliminari prima di essere invitato a un'intervista di persona.

Inoltre, ricorda che con moltissima probabilità dovrai affrontare dei colloqui di lavoro in inglese, perciò fatti trovare pronto e preparati le risposte alle possibili domande che potrebbero porti.

Have o have got: cosa cambia?

Da sempre sappiamo che il verbo avere in inglese si traduce con "have", ma questa volta abbiamo anche la particella "got" ad accompagnare il verbo: cosa cambia?

In realtà, "have" e "have got" sono due forme che possono spesso essere usate in modo intercambiabile in inglese, ma ci sono alcune differenze di uso e di significato.

La prima è il significato di possesso. Entrambi indicano possesso, ma "have got" tende ad essere più comune nell'inglese britannico informale, mentre "have" è più comune nell'inglese americano.

Tuttavia, entrambe le forme sono accettate in entrambe le varianti dell'inglese. In generale, possiamo dire che la forma con "got" aiuti a rafforzare il significato di possesso stesso del verbo.

  • I've got a new phone.
  • I have a new phone.

In entrambi i casi, la frase si traduce con: ho un nuovo telefono. La prima, però, può riferirsi al fatto che l'ho appena comprato, o che mi è stato regalato e l'ho "ottenuto", mentre la seconda non pone così tanto focus sulla cosa.

Un'altra differenza è lo stile. "Have" è generalmente considerato più formale rispetto a "have got". "Have got" è più comune nell'inglese colloquiale e informale.

In sintesi, la differenza principale tra "have" e "have got" è una questione di stile e preferenza.

Entrambe le forme sono corrette e comprensibili sia da chi parla la forma di inglese più standard (britannico), sia da chi invece fa riferimento all'inglese americano.

Il loro uso, comunque, può variare a seconda del contesto e della varietà dell'inglese.

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La forma affermativa del past simple di go

Quella che abbiamo appena visto, quindi, è la forma affermativa del past simple di go, ovvero la forma che andremo a utilizzare per la creazione di frasi affermative, senza il "non".

Ecco a te qualche esempio per capire meglio:

Certamente, ecco le frasi con nomi al posto di "she" e "he":

  1. Maria went to the store to buy some groceries. → Maria è andata in negozio per fare un po' di spesa.
  2. Yesterday, John and I went for a walk in the park. → Ieri, io e John siamo usciti per una camminata nel parco.
  3. Sarah went to London last summer for a vacation. → Sarah è andata a Londra per una vacanza la scorsa estate.
  4. Mark and Emily went to the concert together last Friday. → Mark ed Emily sono stati al concerto insieme lo scorso venerdì.
  5. Alex went to the gym after work yesterday evening. → Alex è andato in palestra dopo il lavoro ieri sera.

Ricorda sempre che, per il past simple, è importante che sia specificato il momento -nel passato- in cui avviene l'azione a cui si fa riferimento. Per questo, troverai sempre in queste frasi di esempio parole come "this evening", "yesterday" e "last night": sono avverbi e locuzioni di tempo.

Verbo like in inglese: forma negativa e affermativa

Come tutti i verbi, anche il verbo like in inglese ha una forma affermativa e una forma negativa. La prima serve per esprimere frasi affermative, per l'appunto, mentre la seconda è necessaria per tradurre le frasi in cui in italiano utilizzeremmo il "non".

Esempio:

  • You like my jacket. → A te piace la mia giacca.
  • We don't like him, he's really negative. → Non ci piace lui, è davvero negativo.

La forma affermativa del verbo to like è quella che abbiamo visto fino ad ora, quindi: è sufficiente togliere il "to" tipico del modo infinito per ottenerla.

  • She likes dancing so much. → A lei piace davvero molto ballare.

Il verbo like in inglese in forma negativa, invece, ha bisogno dell'aiuto dell'ausiliare "do" in forma negativa, ovvero "don't" e "doesn't". Proprio come succede con tutti gli altri verbi in lingua inglese.

Perciò, avremo come risultato una frase del genere:

  • You don't like cabbages, but you're going to eat them anyway. → Non ti piacciono I cavoli, ma li mangerai lo stesso.

Differenza tra much e many: cosa dice la regola

È importante sapere, però, che esiste una differenza tra much e many: queste due particelle, infatti, non sono intercambiabili, ma vanno utilizzate in contesti e per strutture grammaticali diverse.

In particolare, la differenza sostanziale è nell'uso dei sostantivi che quantificano:

  • Much: Si usa con sostantivi non numerabili o incontabili (uncountable nouns), come ad esempio le sostanze (water, sand, milk), concetti astratti (time, happiness), e quantità indefinite (molto, poco).
    Vediamo un paio di esempi:
    There isn't much water in the bottle. → Non c'è molta acqua nella bottiglia.
    She doesn't have much time to finish the project. → Non ha molto tempo per finire il progetto.
  • Many: Si usa con sostantivi numerabili o contabili (countable nouns), che possono essere conteggiati singolarmente. In poche parole, in tutti gli altri casi.
    Anche qui, un paio di esempi per capire meglio:
    There are many books on the shelf. → Ci sono molti libri sullo scaffale.
    How many people are coming to the party? → Quante persone vengono alla festa?

In breve, "much" è usato con sostantivi non numerabili e "many" con sostantivi numerabili: all'inizio può sembrare poco intuitivo individuare quali sono gli uncountable nouns e quali i countable nouns, ma vedrai che con un po' di pratica -e di orecchio, soprattutto- diventerà via via più semplice e riuscirai a utilizzare many e much senza neanche doverci pensare prima.

Cosa trovare in un mercato a Londra?

La particolarità dei mercati di Londra è che vi puoi trovare di tutto: ogni bancarella ha qualcosa di unico da offrire, tra prodotti ed esperienze che variano a seconda del tipo di mercato che visiti.

Innanzitutto, non può mancare il cibo: molti mercati offrono una varietà di cibi freschi, come frutta e verdura di stagione, carne, pesce, formaggi artigianali, pane appena sfornato, dolci fatti in casa e molto altro ancora. Puoi anche trovare specialità gastronomiche locali e internazionali, così come piatti preparati freschi da gustare sul posto e street food.

I mercati londinesi sono poi noti per la loro varietà di oggetti artigianali e opere d'arte. Puoi trovare gioielli fatti a mano, ceramiche, tessuti, oggetti d'arte in vetro o metallo, sculture e molto altro ancora, tutto realizzato da artisti e artigiani locali.

Molti mercati ospitano bancarelle di abbigliamento e accessori, dove puoi trovare vestiti di marca, abbigliamento vintage, scarpe, borse, cappelli, foulard e altri accessori alla moda. Il second-hand è una realtà ben consolidata, a Londra, e nei suoi mercati avrai modo di accorgertene.

Alcuni mercati offrono anche una varietà di articoli esoterici, alternativi e spirituali, come cristalli, incensi, tarocchi, erbe aromatiche, oggetti per la meditazione e la guarigione e altro ancora.

Infine, alcuni mercati ospitano anche artisti di strada, musicisti e performer che si esibiscono lungo le strade del mercato, offrendo un'atmosfera vivace e divertente per i visitatori.

Non si tratta, quindi, di "fare la spesa" o di fare una semplice passeggiata, ma di immergersi appieno nel cuore di una città vibrante, folle e in continua evoluzione come è Londra. Scopriamo, quindi, quali sono i mercati da non perdere!

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Lavorare a Barcellona per italiani: i ruoli più richiesti

Partiamo dal presupposto che Barcellona è una città davvero molto grande: con i suoi oltre 100 chilometri quadrati di superficie e i suoi più di 1,6 milioni di abitanti (5 milioni in tutta l'area metropolitana), è la seconda città in Spagna per dimensioni dopo la capitale Madrid.

Questo significa che, per motivi di statistica, ci sono moltissime opportunità lavorative in questa città, e in diversi settori.

Naturalmente, uno dei settori in cui vi è più richiesta è quello del turismo e dell'ospitalità: date le numerose attrazioni turistiche e il fascino che ha a livello mondiale, Barcellona gode di un enorme afflusso di visitatori, e pertanto necessita di figure che si occupino del settore turistico. Tra queste, le più richieste sono le guide turistiche, i receptionist, i camerieri e i baristi.

Una delle competenze più richieste in questo settore è la conoscenza delle lingue straniere, oltre allo spagnolo. Qui tu hai un vantaggio non indifferente, essendo italiano: conosci la lingua italiana! Puoi perciò contare su una competenza "naturale" molto ben vista nel mondo del lavoro. Naturalmente, però, avrai bisogno di conoscere bene anche l'inglese, almeno.

Essendo l'italiano e lo spagnolo lingue affini, inoltre, lavorare a Barcellona per gli italiani può essere semplice continuando a sfruttare la competenza "naturale" di cui sopra: puoi scegliere infatti di dedicarti all'insegnamento della lingua agli spagnoli. Ovviamente, in questo caso, avrai bisogno di acquisire le certificazioni necessarie per poter lavorare nel campo dell'insegnamento.

Negli ultimi anni, Barcellona è diventata un importante centro tecnologico in Europa, con molte startup, aziende di tecnologia e centri di ricerca. Gli italiani con competenze nel campo dell'informatica, dello sviluppo software, del data analysis e della tecnologia dell'informazione possono trovare opportunità di lavoro presso queste aziende.

Inoltre, Barcellona è conosciuta per la sua scena creativa e innovativa nel campo del design e della moda. Gli italiani con competenze nel design di moda, design grafico, design industriale e altre discipline creative possono trovare opportunità di lavoro in aziende di moda, agenzie di design e studi di architettura. Questa può essere la tua occasione per mostrare al mondo ciò che sei in grado di creare e farti conoscere per la tua arte.


Altri due settori in cui è possibile riuscire a trovare lavoro a Barcellona con non troppa difficoltà sono:

  1. Vendita e marketing: Con un'economia dinamica e diversificata, ci sono molte opportunità di lavoro nel settore delle vendite e del marketing. Gli italiani con esperienza nelle vendite, nel marketing digitale, nella gestione dei social media e nelle strategie di branding possono trovare lavoro in diverse aziende e agenzie di marketing a Barcellona. Qui potrai lavorare in qualità di social media manager, copywriter, performance marketing specialist, content manager e qualsiasi altra figura che abbia a che fare con il branding e con il marketing, soprattutto se digitale;
  2. Servizi professionali: Ci sono anche opportunità per professionisti italiani nei settori legali, finanziari, delle risorse umane e della consulenza aziendale. Barcellona ospita numerose aziende internazionali che hanno bisogno di professionisti qualificati per gestire le loro operazioni e affari.

Questi sono solo alcuni dei settori e dei ruoli più richiesti a Barcellona per gli italiani, ma ci sono molte altre opportunità disponibili a seconda delle esperienze e delle competenze individuali.
Infatti, un ottimo modo per cominciare una nuova vita in un altro Paese è: partire da ciò che si ha. Che tu abbia competenze informatiche o sappia alla perfezione un paio di lingue straniere, quelle sono le chiavi da cui partire per costruire la tua prossima carriera professionale nel modo più efficace possibile.

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1. La casa de papel

Una banda organizzata di ladri si propone di mettere a segno il colpo del secolo alla Fábrica Nacional de Moneda y Timbre. Cinque mesi di preparazione si ridurranno a undici giorni per portare a termine con successo il grande colpo. Questa è forse la serie più famosa al mondo, realizzata interamente in spagnolo.
Se avete intenzione di vivere in Spagna un giorno (o se ci vivete già), dovrete sicuramente familiarizzare con l'accento spagnolo, che a volte costringe anche i madrelingua a mettere i sottotitoli per capire chiaramente tutto ciò che viene detto. Ed è giusto così, perché per natura gli spagnoli tendono a parlare abbastanza velocemente, al punto che non ci si accorge di quante parole hanno detto in una sola frase.

Adatto a persone di età superiore ai 16 anni.
Spagna, 2017 - 2021.

2. Roma

Nel quartiere Rom di Città del Messico, due domestiche aiutano una madre a crescere i suoi quattro figli durante le lunghe assenze del marito. Una delle giovani donne, Cleo, si prende cura dei bambini come se fossero suoi, anche se sta attraversando un momento difficile.
È senza dubbio uno dei migliori film mai prodotti e creati in America Latina. Con 3 Oscar, 2 Golden Globe e 4 BAFTA, è un'icona dell'America Latina e un film da vedere assolutamente se si sta imparando lo spagnolo.
Adatto a partire dai 12 anni.
Messico, 2018.

Conoscenze linguistiche nella lettera di presentazione

Naturalmente, è possibile indicare le proprie conoscenze linguistiche anche nella lettera di candidatura. Questo può essere particolarmente importante se l'annuncio di lavoro richiede buone conoscenze linguistiche. È possibile riconoscere gli annunci di lavoro da frasi chiave come "È richiesta un'ottima conoscenza della lingua inglese". In questo caso, occorre assolutamente indicare le proprie conoscenze linguistiche anche nella lettera di presentazione. Ecco alcuni suggerimenti su come farlo:

Evidenziare le vostre competenze specifiche: se avete competenze specifiche, come un'esperienza di lavoro nella traduzione, un'esperienza all'estero o una laurea in una lingua straniera, dovreste menzionarlo nella vostra candidatura.

Evidenziare l'esperienza pratica: un buon modo per confermare le vostre competenze linguistiche nelle candidature è l'esperienza pratica e il lavoro a progetto. Ad esempio, se hai lavorato a un progetto internazionale, se hai scritto la tua tesi in una lingua straniera o se hai lavorato all'estero, dovresti confermare le tue conoscenze linguistiche sulla base di questa esperienza pratica.

Fornire prove delle proprie competenze linguistiche: oltre ai progetti, anche i certificati di lingua, un viaggio linguistico o uno studio all'estero sono ottime prove delle proprie competenze linguistiche. Nella tua candidatura dimostra ai selezionatori che hai davvero le competenze linguistiche che elenchi nel tuo CV.

Esempi di formule per indicare le tue competenze linguistiche nella lettera di presentazione

Dai un'occhiata a come puoi presentare le tue competenze linguistiche nella lettera di motivazione. Si noterà che l'indicazione delle competenze linguistiche nella candidatura è sempre dimostrata da progetti o risultati reali. Questo aiuterà i selezionatori a valutare meglio le tue competenze linguistiche.

Coniugazione verbo giocare in francese

ouer è un verbo del primo gruppo in francese, con coniugazione che termina in -ER. Il primo gruppo è il più semplice da imparare, perché comprende soltanto verbi regolari che seguono la coniugazione alla lettera, senza sorprese.

Più nello specifico, la radice del verbo rimane invariata ("jou-") e ad essa vengono aggiunte le desinenze corrispondenti a ciascun pronome soggetto, in base al tempo e al modo scelti.

persona

indicativo presente

Je

joue

Tu

joues

Il / Elle / On

joue

Nous

jouons

Vous

jouez

Ils / Elles

jouent

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Come si usa e quali servizi copre

Utilizzare la Visitor Oyster card è quindi molto semplice: la ricarichi, la poggi sul lettore giallo e via, il gioco è fatto.

Ma quali sono i servizi che copre questa carta?

In realtà, un po' te lo abbiamo accennato prima definendola il tuo passepartout per la città: infatti, grazie a una sola card avrai la possibilità di viaggiare su praticamente tutti i mezzi pubblici della metropoli.

Più nel dettaglio, la card è utilizzabile su:

  • Autobus
  • Metropolitana
  • London Overground
  • Servizi ferroviari nazionali
  • Tram
  • TRFL Rain
  • DLR
  • Thames Clippers River Bus
  • Emirates Air Line cable car

In pratica, puoi muoverti per strada con qualsiasi tipo di mezzo, oltre che sui binari e persino sul Tamigi!

Fase 1: apprendimento di un nuovo vocabolario

Nella prima fase, si vedrà per la prima volta un nuovo vocabolario. Si imparano a conoscere le parole che non si conoscono ancora. L'obiettivo della prima fase è comprendere il significato delle nuove parole. Si familiarizza con il nuovo vocabolario, si formano frasi con esso e si creano collegamenti tra le nuove parole e il vocabolario già conosciuto. In questo modo sarà più facile ricordare il nuovo vocabolario nelle fasi successive.

Fase 2: la prima ripetizione

Nella prima fase si conosce già il nuovo vocabolario e si è in grado di classificarlo e riprodurlo relativamente bene. La seconda fase inizia dopo un solo giorno. Ripetete per la prima volta il vocabolario appreso il giorno prima. Ti renderai subito conto che sei già in grado di ripetere relativamente bene alcuni vocaboli, ma che hai ancora problemi con alcuni di essi. In questo giorno, come nel primo, bisogna continuare a imparare la traduzione e il significato delle parole.

Fase 3: la seconda ripetizione

Il tempo che intercorre tra il primo e il secondo metodo è di circa tre giorni. Si noterà che, nonostante il periodo leggermente più lungo tra le fasi di apprendimento, si riesce già a ripetere il vocabolario meglio che nella seconda ripetizione. Nella terza fase, bisogna continuare non solo a imparare le parole a memoria, ma anche a collegarle in frasi. In questo modo, si sarà in grado di utilizzare il lessico nel proprio vocabolario attivo a lungo termine.

Fase 4: la terza ripetizione

Questa volta, bisogna far passare più tempo tra la seconda e la terza ripetizione. Si dovrebbe far passare circa una settimana tra la fase 3 e la fase 4. Grazie alle fasi precedenti, avrete già una relativa sicurezza nel ripetere il vocabolario. Pertanto, in questa fase si può essere un po' più attivi nell'apprendimento lessicale. Si può iniziare a inserire le parole precedentemente sconosciute nelle frasi elaborate. Questo aiuta non solo a riconoscere il nuovo vocabolario, ma anche a integrarlo attivamente nell'uso della lingua.

Giochi per imparare lo spagnolo - livello intermedio (B1, B2)

Se hai già un livello intermedio di spagnolo, sicuramente sei già in grado di capire e mantenere conversazioni più profonde, quindi mettiamo un po' di pepe alla questione e concentriamo la metodologia su compiti più difficili come descrizioni, giochi di parole... e molte altre cose.

CHI È CHI
Il famoso gioco da tavolo "Indovina chi" è probabilmente uno dei giochi con più versioni, oggi è possibile trovare questo tipo di giochi in qualsiasi lingua e con personaggi immaginari o reali. La base del gioco è indovinare il carattere segreto dell'avversario. Come si fa a indovinare? Ponendo domande che descrivono fisicamente il personaggio. Per esempio: "Sei un uomo? Hai gli occhiali? Hai i capelli biondi?" e l'avversario può rispondere solo con un sì o un no. Si può fare una sola domanda per turno. Si può fare solo una domanda alla volta. Perché questo gioco per imparare lo spagnolo è efficace? Perché gli studenti costruiscono frasi e imparano a descrivere le persone.

DOBBLE
Sei veloce con la mano e con la mente? Allora devi partecipare ai nostri corsi di spagnolo e giocare a "Dobble" con noi. Se vuoi esercitare il tuo vocabolario in modo divertente, questo gioco da tavolo educativo per imparare lo spagnolo è l'opzione migliore. Carte con colori, forme e disegni che si ripetono. Per ottenerle, dovete confrontarle, identificare l'elemento ripetuto e dirlo ad alta voce mentre prendete la carta. Può sembrare facile? Allora prova a farlo prima dei tuoi compagni di classe o, piuttosto.... rivali.

HAI PRESENTE QUALE GIOCO?
Conosci quel gioco in cui ognuno si mette in testa un cartoncino con l'immagine o il nome di una persona o di un personaggio famoso? Sì, stiamo parlando del gioco "Chi sono io?", chiamato anche "Chi ho in testa". Se ti unisci a noi, potrai divertirti giocando e praticando lo spagnolo. Questo gioco educativo consiste nell'indovinare quale personaggio o persona famosa ti ha toccato, ma c'è un requisito: puoi fare solo domande con risposta affermativa o negativa. Ci stai?

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College londinesi: quali sono i migliori

Se stai pianificando una vacanza studio a Londra, probabilmente ti starai chiedendo quali sono i college migliori. La città offre infatti un gran numero di scuole diverse, più di qualsiasi altra città del Regno Unito, e scegliere potrebbe risultare complicato e stressante. Sui vari siti web si trovano diverse classifiche che possono aiutarti nella tua ricerca, come ad esempio quella stilata da QS World University Rankings 2022. Questa lista ordina le migliori università del mondo basandosi su otto fattori specifici, come per esempio il numero di studenti iscritti e la reputazione accademica.

Secondo questa lista, le prime dieci università di Londra sono Imperial College London, University College London (UCL), King's College London, The London School of Economics and Political Science (LSE), Queen Mary University of London, City University of London, Birkbeck University of London, Royal Holloway University of London, Brunel University London, e SOAS University of London. Si tratta di scuole rinomate e selettive, dove gli studenti possono scegliere di studiare materie umanistiche e scientifiche, economiche e sociali, e molto altro ancora.

Per quanto riguarda i college, invece, devi sapere innanzitutto che la loro organizzazione è diversa da quella delle università. I college offrono agli studenti dei corsi professionali, non accademici, e tra di essi ci sono anche tanti corsi di inglese. Se vuoi trascorrere qualche mese in Inghilterra per imparare la lingua, ti consigliamo di optare per i corsi proposti dai vari college sparsi sul territorio inglese. A Londra, in particolare, trovi diverse scuole valide come il David Game College, la Edwards Language School, la TELC UK, la The London School of English, la St George International, la EC London 30+ e la St Giles International.

Noi di Sprachcaffe vogliamo aiutarti nella scelta della scuola giusta per il tuo corso d'inglese, e lo facciamo offrendoti varie opzioni per il viaggio. Unisciti ai tanti studenti internazionali che ogni anno scelgono di recarsi a Londra per migliorare le competenze linguistiche. Approfitta delle offerte che trovi qui su Sprachcaffe per iniziare un percorso educativo e divertente, per apprendere nuove parole ed espressioni e per visitare i musei, per chiacchierare con i nuovi compagni di classe e per girovagare per la città. Quindi cosa stai aspettando? Se vuoi conoscere il college che fa al caso tuo scrivici utilizzando questo modulo di contatto e ti risponderemo al più presto!

Costo dei college americani per italiani e spese complementari

Inutile negarlo: l'Università negli Stati Uniti è costosa, molto più di ciò a cui siamo abituati in Italia. Infatti, il costo medio annuale ammonta a circa33 000$, che oggi corrispondono a quasi 32 000€.

Se parliamo di Università pubbliche il discorso cambia, ma solo per i residenti in quel determinato Stato, che si trovano a dover pagare sui 9 000$: per tutti gli altri studenti -compresi gli italiani- la cifra da pagare sarà sui 22 000$.

Se si vuole optare per una scelta più economica esiste la possibilità di ottenere una laurea biennale presso i community college, che hanno un costo medio annuale di 3 350$: non si può però completare tutto il ciclo di studi presso una di queste istituzioni.

I vari college americani per italiani mettono a disposizione delle borse di studio erogate ai candidati per diversi motivi: meriti accademici e sportivi, per esempio. Se hai tutti i requisiti puoi ottenere la borsa di studio totale, che copre il 100% delle spese: vitto, alloggio e tasse universitarie! Altrimenti è anche possibile riceverne una parziale a cui aggiungere di tasca propria una somma più o meno alta in base alla percentuale della borsa di studio.

Il biglietto aereo per gli USA è sempre a tuo carico, e avrà un costo variabile in base alla compagnia aerea, al periodo per cui ti serve e quanto prima lo acquisti: di solito siamo intorno ai 600€.

Insomma, partire per frequentare un college americano è una scelta costosa, e se non fosse quella giusta? Se non dovessi essere a tuo agio a studiare così lontano? Assicurati di essere davvero pronto prima di fare un passo così lungo (e spendere una fortuna): parti con noi per un gap year in Inghilterra, in Francia o in Spagna! Migliora le tue competenze linguistiche e scopri una nuova cultura, rimanendo però giusto dietro l'angolo! Per info sui prezzi, sulle date o per qualsiasi altra domanda chiamaci al numero 06 86356746.

Buon compleanno in tutte le lingue del mondo

Leggi questa lista se vuoi sapere come si dice buon compleanno in tutte le lingue del mondo. Memorizza la frase nella lingua che preferisci, e dai un'occhiata al paragrafo successivo per sapere come si pronuncia.

Afrikaans - gelukkige verjaarsdag

Albanese - Gëzuar ditëlindjen

Amarico - መልካም ልደት

Arabo - عيد ميلاد سعيد

Armeno - Ծնունդդ շնորհավոր

Assamese - জন্মদিনৰ ওলগ জনালোঁ

Aymara - aski mara phuqhawi

Azero - Ad günün mübarək

Bambara - sanbε sanbε

Basco - Zorionak

Bengalese - শুভ জন্মদিন

Bhojpuri - जन्म दिन के शुभ कामना

Bielorusso - З Днём Нараджэння

Birmano - ပျော်ရွင်ဖွယ်ရာမွေးနေ့

Bosniaco - sretan rođendan

Bulgaro - Честит Рожден ден

Catalano - feliç aniversari

Ceco - Všechno nejlepší k narozeninám

Chichewa - tsiku labwino lobadwa

Chirghiso - туулган күнүң менен

Cinese (semplificato) - 生日快乐

Cinese (tradizionale) - 生日快樂

Coreano - 생일 축하 해요

Corso - felice anniversariu

Creolo haitiano - bòn fèt

Croato - sretan rođendan

Curdo (kurmanji) - rojbûna te pîroz be

Curdo (sorani) - یادی لەدایک بوونت پیرۆز بێت

Danese - Tillykke med fødselsdagen

Dhivehi - އުފާވެރި އުފަންދުވަހެއް

Dogri - सालगिरह् मबारक

Ebraico - יום הולדת שמח

Esperanto - Feliĉan naskiĝtagon

Estone - palju õnne sünnipäevaks

Ewe - dzigbe zã nyuie na wò

Filippino - Maligayang kaarawan

Finlandese - hyvää syntymäpäivää

Francese - Bon anniversaire

Frisone - lokkige jierdei

Gaelico scozzese - co-là-breith math

Galiziano - feliz Aniversario

Gallese - penblwydd hapus

Georgiano - გილოცავ დაბადების დღეს

Giapponese - お誕生日おめでとう

Giavanese - Sugeng tanggap warsa

Greco - χαρούμενα γενέθλια

Guarani - vy'apavẽ

Gujarati - જન્મદિવસ ની શુભકામના

Hausa - barka da ranar haihuwa

Hawaiano - hauʻoli lā hānau

Hindi - जन्मदिन की शुभकामनाएं

Hmong - zoo siab hnub yug

Igbo - ezi ncheta ọmụmụ

Ilocano - naragsak a panagkasangay

Indonesiano - Selamat ulang tahun

Inglese - happy birthday

Irlandese - lá breithe shona duit

Islandese - til hamingju með afmælið

Italiano - buon compleanno

Kannada - ಬೂನ್ ಕಂಪ್ಲೀನ್ನೊ

Kazako - бұл толық емес

Khmer - រីករាយ​ថ្ងៃ​កំណើត

Kinyarwanda - Isabukuru nziza

Konkani - जल्मदिसाची परबी

Krio - api batde

Lao - ສຸກ​ສັນ​ວັນ​ເກີດ

Lettone - daudz laimes dzimšanas dienā

Lingala - mbotama elamu

Lituano - su gimtadieniu

Luganda - amazaalibwa amalungi

Lussemburghese - Alles Guddes fir däi Gebuertsdag

Macedone - среќен роденден

Maithili - जन्मदिनक शुभकामना

Malayalam - ജന്മദിനാശംസകൾ

Malese - selamat Hari lahir

Malgascio - tratry ny tsingerintaona nahaterahana

Maltese - għeluq sninu

Māori - hari huritau

Marathi - वाढदिवसाच्या हार्दिक शुभेच्छा

Mizo - piancham Chibai

Mongolo - Төрсөн өдрийн мэнд

Nepalese - जन्मदिनको शुभकामना

Norvegese - Gratulerer med dagen

Odia (oriya) - ଜନ୍ମଦିନର ଅଭିନନ୍ଦନ

Olandese - van harte gefeliciteerd

Oromo - baga guyyaa dhaloota kee geesse

Pashto - کلیزه دی نیکمرغه

Persiano - تولدت مبارک

Polacco - Wszystkiego najlepszego z okazji urodzin

Portoghese - feliz Aniversário

Punjabi - ਜਨਮਦਿਨ ਮੁਬਾਰਕ

Quechua - punchawniykipi kusikuni

Rumeno - la multi ani

Russo - С днем ​​рождения

Samoano - manuia asofanau

Sanscrito - शुभं जन्मदिनम्‌

Sepedi - matswalo a mabotse

Serbo - срећан рођендан

Sesotho - letsatsi le monate la tsoalo

Shona - bhavhadhe rinofadza

Sindhi - جنم ڏينهن مبارڪ

Singalese - සුබ උපන් දිනයක්

Slovacco - šťastné narodeniny

Sloveno - vse najboljše

Somalo - dhalasho Wacan

Spagnolo - feliz cumpleaños

Sundanese - Wilujeung tepang taun

Svedese - Grattis på födelsedagen

Swahili - furaha ya kuzaliwa

Tagico - зодрӯз муборак

Tamil - பிறந்தநாள் வாழ்த்துக்கள்

Tataro - Туган көн белән

Tedesco - Alles Gute zum Geburtstag

Telugu - పుట్టినరోజు శుభాకాంక్షలు

Thai - สุขสันต์วันเกิด

Tigrino - እንኳዕ ተወለድካ

Tsonga - siku lerinene ro velekiwa

Turco - doğum günün kutlu olsun

Turcomanno - Doglan günüň bilen

Ucraino - З Днем Народження

Uiguro - تۇغۇلغان كۈنىڭىزگە مۇبارەك

Ungherese - boldog születésnapot

Urdu - سالگرہ مبارک

Uzbeco - Tug'ilgan kuning bilan

Vietnamita - chúc mừng sinh nhật

Xhosa - ndikunqwenelela usuku lokuzalwa

Yiddish - גליקלעך דיין געבורסטאָג

Yoruba - o ku ojo ibi

Zulu - Usuku olumnandi lokuzalwa

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Pace in tutte le lingue

Leggi qui di seguito e impara a scrivere la parola pace in tutte le lingue del mondo.

Afrikaans - vrede

Albanese - paqen

Amarico - ሰላም

Arabo - سلام

Armeno - խաղաղություն

Assamese - শান্তি

Aymara - ch'ujtawi

Azero - sülh

Bambara - hɛrɛ

Basco - bakea

Bengalese - শান্তি

Bhojpuri - शांति

Bielorusso - свет

Birmano - ငြိမ်းချမ်းရေး

Bosniaco - mir

Bulgaro - мир

Catalano - pau

Cebuano - kalinaw

Ceco - mír

Chichewa - mtendere

Chirghiso - тынчтык

Cinese (semplificato) - 和平

Cinese (tradizionale) - 和平

Coreano - 평화

Corso - pace

Creolo haitiano - lapè

Croato - mir

Curdo (kurmanji) - aşîtî

Curdo (sorani) - ئاشتی

Danese - fred

Dhivehi - އަމާންކަން

Dogri - रमान

Ebraico - שָׁלוֹם

Esperanto - pacon

Estone - rahu

Ewe - ŋutifafa

Filippino - kapayapaan

Finlandese - rauhaa

Francese - paix

Frisone - frede

Gaelico scozzese - sìth

Galiziano - paz

Gallese - heddwch

Georgiano - მშვიდობა

Giapponese - 平和

Giavanese - tentrem

Greco - ειρήνη

Guarani - py'aguapy

Gujarati - શાંતિ

Hausa - zaman lafiya

Hawaiano - maluhia

Hindi - शांति

Hmong - kev thaj yeeb

Igbo - udo

Ilocano - kapia

Indonesiano - perdamaian

Inglese - peace

Irlandese - síocháin

Islandese - friður

Italiano - pace

Kannada - ಶಾಂತಿ

Kazako - бейбітшілік

Khmer - សន្តិភាព

Kinyarwanda - amahoro

Konkani - शांती

Krio - pis

Lao - ສັນຕິພາບ

Lettone - miers

Lingala - kimya

Lituano - ramybė

Luganda - emirembe

Lussemburghese - Fridden

Macedone - мир

Maithili - शांति

Malayalam - സമാധാനം

Malese - kedamaian

Malgascio - fandriampahalemana

Maltese - paċi

Māori - te rangimarie

Marathi - शांतता

Mizo - remna

Mongolo - амар амгалан

Nepalese - शान्ति

Norvegese - fred

Odia (oriya) - ଶାନ୍ତି

Olandese - vrede

Oromo - nagaa

Pashto - سوله

Persiano - صلح

Polacco - pokój

Portoghese - Paz

Punjabi - ਸ਼ਾਂਤੀ

Quechua - wakin

Rumeno - pace

Russo - мир

Samoano - filemu

Sanscrito - शान्तिः

Sepedi - khutšo

Serbo - мир

Sesotho - kgotso

Shona - rugare

Sindhi - امن

Singalese - සාම

Slovacco - mier

Sloveno - mir

Somalo - nabad

Spagnolo - paz

Sundanese - karapihan

Svedese - fred

Swahili - amani

Tagico - сулх

Tamil - சமாதானம்

Tataro - тынычлык

Tedesco - Frieden

Telugu - శాంతి

Thai - ความสงบ

Tigrino - ሰላም

Tsonga - ntshamiseko

Turco - Barış

Turcomanno - parahatçylyk

Ucraino - мир

Uiguro - تىنچلىق

Ungherese - béke

Urdu - امن

Uzbeco - tinchlik

Vietnamita - hòa bình

Xhosa - uxolo

Yiddish - שלום

Yoruba - alafia

Zulu - ukuthula

Come si pronuncia ciao in tutte le lingue del mondo

A volte ciò che si scrive non corrisponde a come si pronuncia, e questo è valido sia per il nostro alfabeto che per gli altri alfabeti utilizzati nel mondo. Per noi italiani alcune parole potrebbero essere più difficili da pronunciare rispetto ad altre, soprattutto se non conosciamo i caratteri che la compongono. È il caso del giapponese o del cinese, per esempio, ma anche di lingue europee come il bulgaro, il greco e il russo. Qui sotto puoi trovare la pronuncia della parola ciao in tutte le lingue che usano un alfabeto diverso dal nostro, in modo tale da facilitare le interazioni con le persone provenienti da ogni parte del globo.

Amarico - hayi

Arabo - as-salāmu ʿalaykum

Armeno - Voghju՜yn

Bengalese - Hyālō

Bielorusso - pryvitannie

Birmano - hine

Bulgaro - zdrasti

Chirghiso - salam

Cinese (semplificato) - Nǐ hǎo

Cinese (tradizionale) - Nǐ hǎo

Coreano - annyeonghaseyo

Dhivehi - assalaam 'alaikum

Georgiano - gamarjoba

Giapponese - Yā

Greco - geia

Gujarati - Hāya

Hindi - namaste

Kannada - Namaste

Kazako - sälem

Khmer - suostei

Lao - sabaidi

Macedone - zdravo

Malayalam - hāy

Marathi - Hāya

Mongolo - sain uu

Nepalese - Namastē

Punjabi - Hailō

Russo - Privet

Serbo - Zdravo

Singalese - hāyi

Tagico - salom

Tamil - Vaṇakkam

Telugu - Hāy

Thai - S̄wạs̄dī

Ucraino - Pryvit

Yiddish - hi

Come si dice grazie in tutte le lingue

Con noi di Sprachcaffe puoi raggiungere alti livelli linguistici partendo per varie destinazioni e frequentando i corsi nelle nostre scuole di lingua in giro per il mondo. Se devi partire per un viaggio a breve, tuttavia, ti basterà conoscere le basi della lingua del posto in cui ti stai recando, come i saluti e i ringraziamenti. Vuoi imparare a dire grazie in tutte le lingue del mondo, in modo da non avere mai problemi all'estero? Trova qui sotto la lingua che ti interessa!

Afrikaans - Dankie

Albanese - faleminderit

Amarico - አመሰግናለሁ

Arabo - اشكرك

Armeno - շնորհակալություն

Assamese - ধন্যবাদ

Aymara - pay suma

Azero - çox sağ ol

Bambara - a' ni cɛ

Basco - eskerrik asko

Bengalese - ধন্যবাদ

Bhojpuri - धन्यबाद

Bielorusso - Дзякуй

Birmano - ကျေးဇူးတင်ပါသည်

Bosniaco - hvala ti

Bulgaro - Благодаря ти

Catalano - gràcies

Cebuano - salamat

Ceco - Děkuju

Chichewa - Zikomo

Chirghiso - рахмат

Cinese (semplificato) - 谢谢你

Cinese (tradizionale) - 謝謝你

Coreano - 감사합니다

Corso - grazie

Creolo haitiano - mèsi

Croato - Hvala vam

Curdo (kurmanji) - spas dikim

Curdo (sorani) - سوپاس

Danese - tak skal du have

Dhivehi - ޝުކުރިއްޔާ

Dogri - थुआढ़ा धन्नवाद

Ebraico - תודה

Esperanto - Dankon

Estone - aitäh

Ewe - akpe na wò

Filippino - Salamat

Finlandese - Kiitos

Francese - Merci

Frisone - tanke

Gaelico scozzese - tapadh leat

Galiziano - grazas

Gallese - Diolch

Georgiano - გმადლობთ

Giapponese - ありがとうございます

Giavanese - matur nuwun

Greco - σας ευχαριστώ

Guarani - aguyje

Gujarati - આભાર

Hausa - na gode

Hawaiano - mahalo iā ʻoe

Hindi - धन्यवाद

Hmong - ua tsaug

Igbo - Daalụ

Ilocano - aagyaman

Indonesiano - terima kasih

Inglese - thank you

Irlandese - go raibh maith agat

Islandese - Þakka þér fyrir

Italiano - grazie

Kannada - ಧನ್ಯವಾದಗಳು

Kazako - рақмет сізге

Khmer - សូមអរគុណ

Kinyarwanda - murakoze

Konkani - तुका देव बरें करूं

Krio - tɛnki

Lao - ຂອບ​ໃຈ

Lettone - Paldies

Lingala - matondi

Lituano - Ačiū

Luganda - weebale

Lussemburghese - merci

Macedone - Ви благодарам

Maithili - अहां कें धन्यवाद

Malayalam - നന്ദി

Malese - terima kasih

Malgascio - Misaotra anao

Maltese - Grazzi

Māori - whakawhetai koe

Marathi - धन्यवाद

Mizo - ka lawm e

Mongolo - баярлалаа

Nepalese - धन्यवाद

Norvegese - Takk skal du ha

Odia (oriya) - ଧନ୍ୟବାଦ

Olandese - bedankt

Oromo - galatoomaa

Pashto - له تاسو مننه

Persiano - متشکرم

Polacco - Dziękuję Ci

Portoghese - obrigada

Punjabi - ਤੁਹਾਡਾ ਧੰਨਵਾਦ

Quechua - riqsikuyki

Rumeno - mulțumesc

Russo - Спасибо

Samoano - fa'afetai

Sanscrito - धन्यवाद

Sepedi - ke a leboga

Serbo - Хвала вам

Sesotho - kea leboha

Shona - wazviita

Sindhi - تنهنجي مهرباني

Singalese - ඔයාට ස්තූතියි

Slovacco - Ďakujem

Sloveno - Hvala vam

Somalo - mahadsanid

Spagnolo - gracias

Sundanese - hatur nuhun

Svedese - tack

Swahili - Asante

Tagico - сипос

Tamil - நன்றி

Tataro - рәхмәт

Tedesco - danke schön

Telugu - ధన్యవాదాలు

Thai - ขอบคุณ

Tigrino - የቕንየለይ

Tsonga - inkomu

Turco - teşekkür ederim

Turcomanno - sagbol

Ucraino - Дякую тобі

Uiguro - رەھمەت سىزگە

Ungherese - köszönöm

Urdu - شکریہ

Uzbeco - rahmat

Vietnamita - cảm ơn

Xhosa - enkosi

Yiddish - אדאנק

Yoruba - e dupe

Zulu - Ngiyabonga

Quali sono gli avverbi di tempo in inglese? Spiegazione e traduzione

Per distinguere meglio gli avverbi di tempo inglesi e imparare a riconoscerli e usarli nel modo corretto, li possiamo dividere in diverse categorie. A seconda del tipo di informazione che ci danno, infatti, possiamo trovare avverbi di tempo che indicano:

  • Quando è avvenuta un'azione
  • La durata dell'azione descritta dal verbo
  • La frequenza con cui quell'azione è accaduta o accade, a seconda del tempo verbale in cui ci troviamo

Gli avverbi di tempo che indicano il quando sono:

  • today = oggi
  • tomorrow = domani
  • yesterday = ieri
  • now = ora
  • before = prima
  • after = dopo
  • later = dopo, più tardi rispetto al momento dell'azione
  • next week/month/year = settimana prossima, il mese prossimo, l'anno prossimo
  • last year = l'anno scorso
  • during = durante
  • the next day = il giorno dopo
  • in the morning/afternoon/evening = di mattina, di pomeriggio o di sera
  • as the same time as = allo stesso tempo di
  • by and by = prima o poi
  • yesterday morning/afternoon/evening = ieri mattina, ieri pomeriggio o ieri sera
  • last week = settimana scorsa

Gli avverbi di tempo in inglese che indicano la frequenza con cui avveniva un'azione nel passato, o avviene nel presente sono molti. In questa categoria troviamo la maggior parte degli avverbi di tempo con il suffisso-ly, ovvero quelli che abbiamo visto prima, ma ne esistono anche molti altri. Ecco i più frequenti:

  • usually = di solito, solitamente
  • generally = generalmente
  • often = spesso
  • never = mai
  • ever = mai
  • continuously = continuamente
  • always = sempre
  • forever = per sempre
  • rarely = raramente
  • seldom = raramente, qualche volta
  • sometimes = ogni tanto, a volte
  • eight times = otto volte
  • five days a week = cinque giorni a settimana
  • two hours a day = due ore al giorno
  • once a year = una volta all'anno
  • twice a day = due volte al giorno

Gli avverbi di tempo che indicano la durata con la quale avviene un'azione sono costituiti principalmente dalle due preposizioni for e since.
For viene utilizzata per indicare effettivamente per quanto tempo è durata un'azione, mentre since si usa per indicare il punto preciso nel tempo in cui quell'azione è iniziata o si è conclusa. Entrambi si traducono come "da", e possono quindi riferirsi allo stesso evento, ma parlandone da un punto di di vista differente:

  • For seven years = da sette anni
  • Since 2016 = dal 2016

Infine, sempre per indicare la durata possiamo trovare espressioni come all day, all night e così via.

Verbi riflessivi: quali sono?

Passiamo ora ad analizzare i verbi riflessivi in tedesco: quali sono? Molto banalmente, sono verbi riflessivi tutti quei predicati che vengono accompagnati da un pronome riflessivo per riflettere l'azione nei confronti del soggetto che la sta compiendo verso se stesso.

Sul dizionario è facile riconoscerli, perché si trovano sempre all'infinito preceduti da sich.

  • Sich beeilen = sbrigarsi
  • Sich anzeigen = vestirsi
  • Sich irren = sbagliarsi
  • Sich entscheiden = decidersi
  • Sich verlaufen = perdersi

Attenzione a non dare per scontato che tutti i verbi riflessivi in tedesco lo siano anche in italiano, e tradurre quindi direttamente dalla nostra lingua secondo la regola appena vista. In realtà, non è così raro che un verbo non sia riflessivo in tedesco quando invece in italiano lo è. Qualche esempio:

  • heißen = chiamarsi. In italiano è riflessivo, mentre in tedesco no.
  • aufstehen = alzarsi. Anche in questo caso saremmo portati a "riflessivizzarlo", ma in tedesco sarebbe sbagliato.
  • einschlafen = addormentarsi. Da notare, inoltre, che si tratta di un perfetto esempio di verbo separabile in tedesco.

Possiamo dividerli in due categorie:

  • i verbi riflessivi veri, (puri) ovvero quelli che nascono proprio come riflessivi e, se togliessimo il pronome dalla loro coniugazione, vorrebbero dire tutt'altro o suonerebbero totalmente privi di senso.

    Esempi:
    sich beileen = sbrigarsi

sich erholen = rilassarsi
sich langweilen = annoiarsi

sich waschen = lavarsi
sich schämen = vergognarsi

  • i verbi riflessivi falsi, (apparenti) ovvero tutti quelli che generalmente non sono riflessivi e non hanno il pronome, ma aggiungendolo lo possono diventare per rispondere a esigenze comunicative specifiche.

    Esempi:
    duschen = lavare, come per esempio "lavare il cane"
    Abbinato a un pronome riflessivo, può assumere il significato riflessivo di "lavarsi", come nella frase: Ich duschemeineHaare (io mi lavo i capelli)

putzen = pulire, come per esempio "pulire la cucina".
Abbinato a un pronome riflessivo tedesco, però, può assumere il significato riflessivo di pulirsi/lavarsi, come nella frase: Ich putzemeineZähne (io mi lavo i denti)

abtrocknen = asciugare, come per esempio "asciugare il piatto.
Abbinato a un pronome riflessivo, può assumere il significato riflessivo di "asciugarsi", come nella frase: Ich trocknemirdie Haare ab (io mi asciugo i capelli)

Una categoria a parte è costituita dai verbi reciproci, che affiancano i verbi riflessivi per aggiungervi il significato di "a vicenda", "reciprocamente". È per questa ragione che i verbi reciproci vengono utilizzati solo al plurale.

Esempio:

sich kennen = conoscersi (a vicenda).
Ich glaube, wir kennen uns. = noi ci conosciamo a vicenda.

sich sehnen = guardarsi, vedersi l'un l'altro

Wir sehen uns. = noi ci guardiamo l'un l'altro

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La preposizione avec

La preposizione semplice avec traduce il nostro "con", e serve dunque a introdurre gli stessi complementi che introduce in italiano: compagnia, mezzo e modo.

Vediamo qualche esempio di utilizzo:

  • Complemento di compagnia
    J'ai vu Marie avec Julie hier soir. = Ho visto Marie con Julie ieri sera.
    Avec toi, tout est plus amusant. = Con te tutto è più divertente.
    Viens avec nous! = Vieni insieme a noi!
  • Complemento di mezzo
    J'ai cassé la noix de coco avec le marteau. = Ho rotto la noce di cocco con il martello.
    Avec un peu de chance, nous le ferons. = Con un po' di fortuna ce la faremo.
  • Complemento di modo
    C'est avec plaisir que je vous rejoins pour un café. = È con piacere che mi unisco a lei per un caffè.

Il l'a répété avec insistance. = Lo ha ripetuto con insistenza.

Avec persévérance, vous pouvez atteindre n'importe quel objectif. = Con costanza puoi raggiungere ogni obiettivo.

Anche in questo caso, ci sono alcune differenze di traduzione a cui badare. Quando parliamo di mezzi, intesi come mezzi di trasporto, dove noi utilizziamo il "con" in francese si adoperano altre preposizioni:

con l'aereo = par avion

Anche quando parliamo di condizioni meteorologiche non utilizziamo avec:

con questo tempo = par ce temps

Probabilmente ti suonerà molto strano, ma quando vogliamo dire con + una parte del corpo, in francese non utilizziamo avec bensì de:

con i miei occhi = de mes yeux

con le mie mani = de mes mains

La lingua parlata in Olanda è molto simile alla lingua parlata a Bruxelles, chiamata spesso olandese belga. Esistono naturalmente delle differenze, che riguardano in particolar modo la pronuncia, il vocabolario e i modi di dire legati al territorio e alla cultura del posto, ma niente che impedisca la comprensione tra un belga e un olandese durante una conversazione. Possiamo paragonare il livello di differenza linguistica a quella che c'è tra lo spagnolo di Madrid e lo spagnolo come si parla a Cuba, per intenderci.

Inoltre, a Bruxelles la lingua olandese è quella più utilizzata per la comunicazione con le autorità comunali e riguardo ai risultati elettorali dei partiti che hanno come lingua madre l'olandese.

Francese

A Bruxelles la lingua francese è la seconda ufficiale insieme all'olandese, e corrisponde anche alla seconda più parlata. La comunità francese del Belgio si concentra, infatti, prevalentemente nella regione meridionale della Vallonia e proprio nella capitale Bruxelles, che si rivela essere anche il luogo ideale per mettere in pratica le proprie competenze linguistiche. Studiare francese a Parigi ti tornerà utile se vorrai trasferirti in Belgio, perché il francese che si parla qui è pressoché identico a quello parlato in Francia, ma anche alla lingua che si parla in Tunisia. Certo, cambia un po' nella pronuncia e nei modi di dire, che sono sempre strettamente legati alla cultura di un Paese, ma conoscere il francese standard è un requisito linguistico più che sufficiente per imparare a relazionarsi con Bruxelles e con le persone che ci vivono, entrare nella comunità e sentirsi finalmente a casa anche in un luogo straniero.

In tutto il Belgio, il francese è utilizzato come prima lingua dal 40% della popolazione, che corrisponde a circa 4,5 milioni di persone: quasi metà del Paese intero lo utilizza come prima lingua, mentre la maggior parte dei restanti lo conoscono e lo adoperano come seconda.

Coniugazione del verbo avere in francese e utilizzo: avoir

Passiamo adesso al verbo avere francese, che corrisponde al verbo avoir e ai suoi utilizzi. Quando viene utilizzato come verbo principale in una frase, il verbo avoir assume diversi significati. Per l'esattezza, possiamo utilizzarlo per:

  • Indicare il possesso dell'oggetto a cui si riferisce.
    J'ai rendez-vous chez le dentiste. = Ho un appuntamento dal dentista.
  • Indicare particolari fisici di un soggetto.
    Elle a de longs cheveux auburn. = Lei ha lunghi capelli ramati.
  • Indicare l'età del soggetto a cui si riferisce il verbo.
    Nous avons 50 ans ensemble. = Abbiamo cinquant'anni in due.

Vediamo adesso la sua coniugazione nei tempi semplici del modo indicativo:

indicativo

persona

presente

imperfetto

passato semplice

futuro semplice

Je

ai

avais

eus

aurai

Tu

as

avais

eus

auras

Il / Elle

a

avait

eut

aura

Nous

avons

avions

eûmes

aurons

Vous

avez

aviez

eûtes

aurez

Ils / Elles

ont

avaient

eurent

auront

Come puoi notare, entrambe le coniugazioni di verbo essere e avere in francese presentano delle irregolarità, perciò l'unico modo per saperli bene è impararli a memoria. Guarda questi esempi per iniziare a riconoscerli all'interno di una frase:

  • J'ai un nouveau pull aujourd'hui. = Ho un maglione nuovo oggi.
  • Nous avions un chien quand nous étions petits. = Avevamo un cane quando eravamo piccoli.
  • Si nous avons de la chance, il fera beau demain. = Se avremo fortuna, domani ci sarà il sole.
  • Tu n'eus aucun respect pour nous ce jour-là. = Non avesti alcun rispetto per noi quel giorno.
  • Cette maison aura mille marches après les travaux. = Questa casa avrà mille gradini dopo i lavori.
  • Maria et Carlo ont un fils de trois ans. = Maria e Carlo hanno un figlio di tre anni.
  • Quand nous irons en Amérique, j'aurai déjà 30 ans. = Quando andremo in America avrò già trent'anni.
  • Tu avais peur du noir quand tu étais enfant. = Avevi paura del buio da bambino.

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Twenty-Two - la discoteca a Malta più alta!

Sì, perché il Twenty-Two vanta una posizione esclusiva all'ultimo piano del più alto grattacielo di Malta, il Portomaso Business Tower. C'è chi balla sotto le stelle e chi quasi le raggiunge, ed è questo che proverai all'interno di questo incredibile locale.

Eleganza e modernità si combinano insieme, creando un ambiente accogliente ma al tempo stesso sofisticato ed esclusivo. Se durante i giorni della settimana può sembrare un locale tranquillo, elegante e chill, nel quale sorseggiare amabilmente del vino, nel week-end si trasforma diventando uno dei locali notturni più amati di Malta.
Si tratta di una discoteca di altissimo livello, e non solo perché si trova al ventiduesimo piano: la musica e gli eventi offerti sono di raffinata qualità, così come l'arredo e i cocktail.


Proprio per queste sue caratteristiche, ti consigliamo innanzitutto di prenotare in anticipo, e poi di informarti sul dress code perché l'abbigliamento elegante è richiesto esplicitamente.

Anche se è aperto a tutti, poi, a differenza delle altre discoteche di Malta, il Twenty-Two attira persone di età leggermente superiore. Difficile trovare 18enni sulle sue piste, ma più tra i 25 e i 40 anni. Questo anche perché la musica proposta è spesso improntata sullo stile degli anni '80 e dei '90.

Mellieha - a due passi dalle spiagge più belle

Per esempio nella località di Mellieha, una delle più amate per l'estate. È qui, infatti, che si trovano alcune delle spiagge più belle di tutta l'isola di Malta, come la Golden Beach, la cui sabbia dorata la fa somigliare a un deserto (ma a picco sul mare), oppure la Ghajn Tuffieha Bay, da molti considerata la più bella spiaggia di Malta in assoluto. Incastonata in una scogliera e raggiungibile con una breve scalinata, offre un panorama suggestivo e un ambiente riparato, intimo e impagabile.

Mellieha è quindi la località dove conviene alloggiare a Malta se si cerca relax in spiaggia, sole e mare, ma rappresenta anche un buon punto di partenza per raggiungere le altre città di Malta e un centro ben servito di qualunque comfort utile, dai supermercati ai locali. Oltretutto, possiamo anche parlare di convenienza vera e propria: tra le zone di Malta, infatti, Mellieha è una delle più economiche in cui alloggiare.

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Giorno 3: escursione a Comino

Ricordiamo che Malta non è soltanto un'isola, ma un arcipelago composto da tre isole: Malta, Gozo e Comino. Volendo, in uno stesso giorno puoi riuscire anche a visitarle entrambe, ma se il tempo stringe e ti trovi costretto a scegliere, ti consigliamo di preferire l'escursione a Comino. Questo perché è qui che si trova una delle perle preziose dell'arcipelago maltese, una destinazione che da sola vale tutto il viaggio: la Blue Lagoon.

Con le sue acque turchesi, la sabbia bianca e fine e un'esplosione di natura a circondare il tutto, la Laguna Blu è un vero e proprio paradiso terrestre in grado di lasciare chiunque senza parole dallo stupore.

Niente di meglio per concludere il viaggio in bellezza di una gita a Comino, dunque, magari con tanto di passeggiata verso la Torre. Per raggiungerla farai una breve passeggiata (circa 15 minuti) panoramica costeggiando il mare e, se trovi una bandiera sulla cima, significa che puoi anche entrare e accedere al tetto. Da lassù la vista sul mare e sull'arcipelago è davvero meravigliosa.

Direttamente da qua, se avanza tempo, puoi raggiungere l'isola di Gozo, anch'essa teatro di numerose scene de Il Trono di Spade a causa dei suoi panorami suggestivi e dal sapore antico. Camminare per La Cittadella e per la città vecchia di Victoria ti farà sentire come catapultato in un passato lontano e lontano, con le anziane sedute fuori dai palazzi a cucire merletti ed enormi edifici in arenarie con le persiane colorate.

Lingua creola di San Andrés e Providencia

Oltre allo Stato vero e proprio, la Colombia vanta anche numerose isole, abitate e non. Due di queste isole presentano una particolarità linguistica, ovvero una seconda lingua ufficiale. Stiamo parlando di San Andrés e Providencia, sulle quali nel tempo si è sviluppata una lingua conosciuta come la lingua creola di San Andrés. Viene parlata dai nativi Raizal, e ha la caratteristica di basarsi sull'inglese, a differenza di quanto accadeva per la lingua creola parlata a Cuba, che invece si basa sull'inglese.

Questo fa sì che anche l'inglese stesso sia una lingua parlata in Colombia, perlomeno in questa zona del suo arcipelago, nonostante non venga riconosciuto come lingua ufficiale.

Reverso Context: tra i migliori traduttori online

Quando segui un corso di lingua e hai bisogno di un traduttore online, ben presto ti rendi conto dei limiti che ha il tool di Google. Se traduci una singola parola ti dà anche qualche consiglio su sinonimi e altri significati, certo, ma manca qualcosa di importantissimo: il contesto.

Ecco che, tra i migliori traduttori online gratis che puoi trovare, c'è sicuramente Reverso Context. Il suo funzionamento è simile a quello di prima, intuitivo e immediato. La differenza sostanziale è che, qualsiasi parola, modo di dire o locuzione tu gli chieda di tradurre, la inserirà in un contesto. I risultati che otterrai saranno diverse frasi in cui quella parola è presente, in modo che tu possa comprendere appieno ogni sua sfumatura di significato. Prendendo per esempio l'espressione "ho perso la testa" e volendola tradurre in spagnolo, letteralmente sarebbe "perdí la cabeza". Che, per fortuna, anche in spagnolo ha senso. Ma per darti ulteriore contesto lo inserisce in una frase come: "Cuando vi lo que hicieron, perdí la cabeza."

Oltretutto, Reverso Context offre diverse traduzioni di una stessa frase/espressione, così da poter scegliere quella più adatta al contesto di riferimento. Nel nostro esempio "mevolví loco", "perdí el control", "perdí la razón", "me asusté" e così via.

Anche qui hai la possibilità di ascoltare la traduzione parlata, in modo da capirne la pronuncia.

Tra le pecche di questo traduttore on line vi è la scarsa quantità di lingue disponibili: sono venticinque, e oltre alle più diffuse troviamo anche il turco, il coreano, l'ucraino e la lingua hindi.

Giorno 2

Il secondo giorno comincia con una visita ad un'altra meraviglia regalataci da Gaudí: CasaBatlló. Prendi la metro L2 e fermati a Passeig de Gràcia per raggiungerla comodamente e lasciati incantare dalla sua stravaganza: già da fuori ti farà impazzire con la sua facciata eccentrica e bizzarra. E dentro è ancora meglio, per questo non puoi esimerti dal visitare una delle sette meraviglie di Barcellona! La permanenza prevista è di circa 2 ore, senza contare la lunga fila che ti aspetta per entrare.

Appena esci prenditi un po' di tempo per pranzare e poi dirigiti verso l'ennesima opera di Antonio Gaudí simbolo di Barcellona: Parc Güell. Parliamo di un altro patrimonio dell'UNESCO, oltre che di una tappa imperdibile: il Parc Güell è un vero e proprio giardino-città, colorato e stravagante come le altre opere dell'architetto spagnolo più rivoluzionario di sempre. Prenditi tutto il pomeriggio per passeggiare tra le vie di questo giardino incantato e per visitare i vari musei che si trovano all'interno, come Casa del Guarda e Casa-Museu Gaudí.

Piccolo consiglio: salendo sull'escalinata del drac avrai una meravigliosa vista su Barcellona, perfetta per fare foto indimenticabili.

Concludi poi la serata al Barrio Gotico per assaporare un po' della tipica movida spagnola, tra club e locali.

Giorno 3

Il terzo e ultimo giorno non può cominciare che dalla Plaça de Catalunya, uno dei punti più vivi della città. Ti sembrerà strano leggere una semplice piazza tra le cose da vedere a Barcellona, ma questo è perché non stiamo parlando di una semplice piazza! Questo è il cuore pulsante della città, un punto di incontro circondato di verde e di locali, tra cui molti storici: il luogo perfetto per l'ultima indimenticabile colazione.

Con una passeggiata di quindici minuti arrivi poi al Museo Picasso, tra i più visitati di Barcellona: qui troverai quasi 4.000 opere del grande artista malagueño! E se un giorno vorrai scoprire ancora di più su di lui, potrai partire con noi per una vacanza studio a Malaga e visitare anche la sua casa natale.

La visita dura almeno un'ora e mezza, e se sei un grande appassionato puoi optare per il tour guidato per saperne di più.

A questo punto il tempo che resta a disposizione è davvero poco, e ti servirà per preparare le tue cose e recarti in aeroporto per tornare a casa. Le cose da vedere a Barcellona in 3 giorni le hai viste tutte, ma se avessi più tempo? Ecco cosa manca!

Coniugazione verbo ir spagnolo: tempi semplici

Passiamo adesso ad analizzare la coniugazione del verbo ir spagnolo, iniziando con i tempi semplici dei modi più utilizzati: indicativo, congiuntivo e condizionale.

Indicativo

Abbiamo già visto il presente, perciò passiamo ai tempi che mancano:

persona

pretérito imperfecto (imperfetto)

Yo

iba

Tú

ibas

Él / Ella

ibas

Nosotros

íbamos

Vosotros

ibais

Ellos / Ellas

iban

Qui possiamo notare una ritrazione dell'accento, che cade sempre sulla "i" iniziale, anche nella prima persona plurale íbamos.

persona

pretérito (passato remoto)

Yo

fui

Tú

fuiste

Él / Ella

fue

Nosotros

fuimos

Vosotros

fuisteis

Ellos / Ellas

fueron

Il passato remoto del verbo ir spagnolo è irregolare come in italiano, e anche nella traduzione i due verbi si somigliano molto. In spagnolo risulta però più utilizzato, mentre in italiano viene spesso sostituito dal passato prossimo anche quando si tratta di tempi lontani.

persona

futuro simple (futuro)

Yo

iré

Tú

irás

Él / Ella

irá

Nosotros

iremos

Vosotros

iréis

Ellos / Ellas

irán

Le forme composte invece:

persona

pretérito perfecto (passato prossimo)

pretérito pluscuamperfecto (trapassato prossimo)

Futuro anterior (futuro anteriore)

Yo

he ido

había ido

habré ido

Tú

has ido

habías ido

habrás ido

Él / Ella

ha ido

había ido

habrá ido

Nosotros

hemos ido

habíamos ido

habremos ido

Vosotros

habéis ido

habíais ido

habréis ido

Ellos / Ellas

han ido

habían ido

habrán ido

Come puoi notare, il verbo spagnolo ir utilizza l'ausiliare haber e la forma del participio passato ido.

Sala Apolo: per notti di pura follia

Una discoteca a Barcellona che proprio non puoi perderti è la Sala Apolo, situata nel quartiere di El Poble-Sec. Se da fuori rischia di fuorviare perché ricorda un po' un teatro, una volta varcata la soglia ti permette di accedere a un mondo diverso, inaspettato e a tratti un po' folle. Sulle note della musica elettronica migliore della città, il sabato sera qui è davvero imperdibile. Ma questo è solo il piano terra!

La discoteca Sala Apolo ha infatti un'altra sala, dedicata alla musica pop rock e all'esplorazione di generi: le serate a tema, programmate per tutta la settimana, si addentrano nel campo di indie rock, pop e musica urban. Ogni giorno è una festa nella Sala Apolo, un'esperienza nuova e straordinaria: parliamo del locale di Barcellona più eclettico che ci sia.

In realtà ci sarebbe poi anche una terza sala, più piccola e intima, che però apre soltanto la domenica sera.

Anche qui non mancano ospiti e DJ internazionali con i loro imperdibili show, e in base all'evento proposto gli orari possono cambiare. In genere, comunque, si chiude tra le 5 e le 6 del mattino.

Naturalmente l'ingresso è consentito solo ai maggiorenni, e viene richiesta l'esibizione di un documento d'identità all'entrata per confermare l'età.
In ogni caso l'atmosfera è rilassata e tranquilla, infatti non è previsto un vero e proprio dress code: l'unico "no" riguarda i vestiti sportivi, che non sono ammessi.

Coniugazione verbo essere in spagnolo: ser

Dopo aver visto la coniugazione del verbo essere in spagnolo al presente indicativo, procediamo adesso con le tabelle degli altri tempi verbali.

Prima i tempi semplici del modo indicativo:

indicativo(tempi semplici)

persona

pretérito imperfecto

pretérito

futuro

Yo

era

fui

seré

Tú

eras

fuiste

serás

Él / Ella

era

fue

será

Nosotros

éramos

fuimos

seremos

Vosotros

erais

fuisteis

seréis

Ellos / Ellas

eran

fueran

serán

Niente di complicato, insomma: la coniugazione ricorda molto quella italiana in ognuno di questi tempi, in particolare l'imperfetto e il passato remoto sono molto simili.


Per passare ai tempi composti, ti serve sapere che:

  • Il verbo ausiliare utilizzato è haber (come sempre);
  • Il participio passato del verbo ser è sido

indicativo(tempi composti)

persona

pretérito perfecto compuesto

Pluscuamperfecto

futuroanterior

Yo

he sido

había sido

habré sido

Tú

has sido

habías sido

habrás sido

Él / Ella

ha sido

había sido

habrá sido

Nosotros

hemos sido

habíamos sido

habremos sido

Vosotros

habéis sido

habíais sido

habréis sido

Ellos / Ellas

han sido

habían sido

habrán sido

Ti risparmiamo il pretérito anterior (trapassato remoto), praticamente in disuso.

Vediamo ora il congiuntivo:

congiuntivo(tempi semplici)

persona

presente

imperfecto

Yo

sea

fuera / fuese

Tú

seas

fueras / fueses

Él / Ella

sea

fuera / fuese

Nosotros

seamos

fuéramos / fuésemos

Vosotros

seáis

fuérais / fuéseis

Ellos / Ellas

sean

fueran / fuesen

congiuntivo(tempi composti)

persona

pretérito perfecto

pluscuamperfecto

Yo

haya sido

hubiera / hubiese sido

Tú

hayas sido

hubieras / hubieses sido

Él / Ella

haya sido

hubiera / hubiese sido

Nosotros

hayamos sido

hubiéramos / hubiésemos sido

Vosotros

hayáis sido

hubierais / hubieseis sido

Ellos / Ellas

hayan sido

hubieran / hubiesen sido

Come accade in spagnolo nella maggior parte dei casi, il congiuntivo imperfetto semplice e composto ha due forme. Puoi scegliere quella che preferisci, ma per quanto riguarda il verbo essere la forma in fuer- è considerata più colloquiale e informale.

Passiamo ora al condizionale:

condizionale

persona

presente

compuesto

Yo

sería

sería sido

Tú

serías

serías sido

Él / Ella

sería

sería sido

Nosotros

seríamos

seríamos sido

Vosotros

seríais

seríais sido

Ellos / Ellas

serían

serían sido

Attenzione: seríamos sido,non "sidos". Anche se in italiano traduciamo "saremmo stati", in spagnolo il participio passato non va mai concordato con genere e tempo del soggetto.

Coniugazione del verbo avere spagnolo: HABER

Ora che sai tutto sul verbo haber, non ti resta che scoprire la sua coniugazione! Siccome si tratta di un verbo così importante, ti consigliamo di impararla a memoria come uno dei primi argomenti, perché ti tornerà utile per studiare anche gli altri.

Partiamo con l'indicativo:

indicativo(tempi semplici)

persona

presente

pretérito imperfecto

pretérito

futuro

Yo

he

había

hube

habré

Tú

has

habías

hubiste

habrás

Él / Ella

ha

había

hubo

habrá

Nosotros

hemos

habíamos

hubimos

habremos

Vosotros

habéis

habíais

hubisteis

habréis

Ellos / Ellas

han

habían

hubieron

habrán

indicativo(tempi composti)

persona

pretérito perfecto compuesto

pretérito pluscuamperfecto

pretérito

anterior

futuro anterior

Yo

he habido

había habido

hube habido

habré habido

Tú

has habido

habías habido

hubiste habido

habrás habido

Él / Ella

ha habido

había habido

hubo habido

habrá habido

Nosotros

hemos habido

habíamos habido

hubimos habido

habremos habido

Vosotros

habéis habido

habíais habido

hubisteis habido

habréis habido

Ellos / Ellas

han habido

habían habido

hubieron habido

habrán habido

Vediamo ora il congiuntivo:

congiuntivo(tempi semplici)

persona

presente

imperfecto

Yo

haya

hubiera / hubiese

Tú

hayas

hubieras / hubieses

Él / Ella

haya

hubiera / hubiese

Nosotros

hayamos

hubiéramos / hubiésemos

Vosotros

hayáis

hubierais / hubieseis

Ellos / Ellas

hayan

hubieran / hubiesen

congiuntivo(tempi composti)

persona

pretérito perfecto

pluscuamperfecto

Yo

haya habido

hubiera / hubiese habido

Tú

hayas habido

hubieras / hubieses habido

Él / Ella

haya habido

hubiera / hubiese habido

Nosotros

hayamos habido

hubiéramos / hubiésemos habido

Vosotros

hayáis habido

hubierais / hubieseis habido

Ellos / Ellas

hayan habido

hubieran / hubiesen habido

Come sempre, anche il verbo avere ha due forme per il congiuntivo imperfetto e per il trapassato prossimo. La forma in -ese è quella che più assomiglia all'italiano (avessi → hubiese), ma è anche quella utilizzata con meno frequenza in spagnolo. Hubiera risulta più informale e colloquiale, pertanto è la più utilizzata nel linguaggio comune.

È interessante notare la tendenza a preferire hubiese quando si vuole esprimere un desiderio quasi rassegnato, di qualcosa che non c'è e non può esserci o che si è conclusa, andando diversamente da come volevamo. Per esempio è più probabile trovare hubiese dopo un ojalá, parola che significa "speriamo, magari, come vorrei che…". Esempio:

  • Ojalá hubiese más oportunidades de trabajo en esta ciudad. = Magari ci fossero più opportunità di lavoro in questa città.

In ogni caso però non c'è una regola fissa: si possono utilizzare entrambi allo stesso modo. Durante una vacanza studio in Spagna avrai modo di ascoltare i nativi spagnoli parlare, e in base a cosa scelgono loro potrai adattare il tuo modo di utilizzare hubiera e hubiese, così da suonare più nativo.

Detto questo, vediamo ora il condizionale:

condizionale

persona

presente

compuesto

Yo

habría

habría habido

Tú

habrías

habrías habido

Él / Ella

habría

habría habido

Nosotros

habríamos

habríamos habido

Vosotros

habríais

habríais habido

Ellos / Ellas

habrían

habrían habido

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Costi degli abbonamenti metro a Londra

Come avrai di certo già capito, Londra non è una città propriamente economica. Soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti i costi sono piuttosto alti… anche se poi la città si rifà dandoti l'occasione di entrare nei musei gratuitamente!

Detto questo, comunque, è importante capire quale tipo di card acquistare per trarre il maggior vantaggio, considerando che, se hai intenzione di usare la metro per almeno due volte in un giorno, conviene sempre di più l'abbonamento rispetto al biglietto singolo.

Il costo dell'abbonamento metro a Londra varia al variare della durata, certamente, ma anche delle zone che "copre". Con una singola card non è detto che tu possa muoverti liberamente in tutta la città, ma puoi scegliere un abbonamento valido per il gruppo di fermate che ti interessa.

Per quanto riguarda le tariffe, prendi in considerazione questi costi:

  • Travelcard giornaliera: 7,70£ per zone 1-2, 9£ per zone 1-3, 11£ per zone 1-4, 13,10£ per zone 1-5, 14,10£ per zone 1-6, 15,30£ per zone 1-7, 18,10£ per zone 1-8, 20£ per zone 1-9 (tutte)
  • Travelcard settimanale: da 38£
  • Travelcard mensile: tra 147£
  • Travelcard annuale: tra 1628 a 4244£, ma a meno che tu non voglia partire per unanno all'estero a Londra, questa non ti interessa troppo

Va fatta una specifica per quanto riguarda i bambini e i minori di 17 anni. Infatti, si applicano tariffe diverse in base alle fasce d'età:

  • i bambini da 0 a 11 anni viaggiano gratuitamente su tutti i mezzi di trasporto pubblici londinesi;
  • i bambini da 11 a 15 anni hanno sconti vantaggiosi per la metropolitana, mentre viaggiano gratis su tram e autobus;
  • i ragazzi di 16 e 17 anni hanno la possibilità di acquistare una Zip Oyster +16 per avere diversi sconti

Detto questo, se invece tu avessi bisogno di un abbonamento metro Londra per 3 giorni, 4 o 5? Vediamo le soluzioni più convenienti in base alla lunghezza del tuo viaggio e al tipo di itinerario che intendi seguire nei tuoi giorni londinesi.

Per la forma negativa:

subject + present simple + not +

I amnot italian. = (Io) Non sono italiano.

Per la forma interrogativa:

present simple + subject

Are you italian? = Sei italiano?

Questo coniugazione è uno dei primi argomenti da studiare a memoria per lo studio della lingua inglese e per la sua comprensione.

Per quanto riguarda la sua traduzione, il verbo to be lo traduciamo naturalmente con il nostro verbo "essere", inteso come stare, trovarsi in un luogo. In base all'uso che ne facciamo, però, possiamo notare diversi significati di questo stesso verbo.

Usi del verbo to be

Abbiamo appena visto che il primo significato del verbo to be è proprio essere, nel senso di trovarsi in un luogo, stare, avere determinate qualità. Qualche esempio:


We are at the cinema right now. = Noi siamo al cinema in questo momento.
Are you home? = Sei a casa?

She's at the dentist. = Lei è dal dentista.
Rome is very beautiful. = Roma è veramente bellissima.

Il verbo to be si usa anche per:

  • Esprimere l'età, la provenienza e la professione di un soggetto:

    Is he a doctor? = Lui è un dottore?
    You're young, you're just nineteen! = Sei giovane, hai solo diciannove anni!
    I'm from Germany, and you? = Io vengo dalla Germania, e tu?
  • Esprimere benessere/malessere, stati fisici e stati emotivi:

    Are you okay? = Stai bene?
    Yes, I'm fine. = Sì, sto bene.
    Who's hungry? I brought some food! = Chi ha fame? Ho portato del cibo!
    You are sad now, but it will go better, I promise. = Adesso sei triste, ma andrà meglio, te lo prometto.
  • Indicare temperatura, costo, ritardo e anticipo:

    It's very hot today. = Oggi fa davvero caldo.
    Sorry, I'm late again… = Scusate, sono di nuovo in ritardo…
    Are you on time? Unbelievable! = Sei in orario? Incredibile!
    How much is it? It's 9.99£. = Quanto costa? 9.99£.
  • Be + to do something è un costrutto che si usa per indicare un ordine o un'aspettativa molto forte, come se il soggetto la considerasse un'imposizione.

    All staff are to wear uniforms. = Tutto lo staff deve indossare la divisa.
    She's not to be blamed. = Non è (certo) da biasimare.

Abbiamo detto poi che il verbo avere e essere in inglese sono entrambi impiegati nella creazione di altre forme verbali, in quanto verbi ausiliari. Per quanto riguarda il verbo to be, lo usiamo per:

  • la costruzione dei verbi progressivi (continuous):

    You are running home. = Stai correndo a casa.
    It's snowing outside! = Sta nevicando là fuori!
  • la costruzione della forma passiva:

    This theory was proven by the facts. = Questa teoria è stata dimostrata dai fatti.
    The building was built in 1954. = L'edificio è stato costruito nel 1954.

Ministry of Sound: uno dei migliori locali notturni a Londra

Senza ombra di dubbio il Ministry of Sound è a Londra una delle discoteche più amate e frequentate, nonché una delle "storiche". Nato nel 1991, si trova in quello che ai tempi era un parcheggio per gli autobus, per ispirazione alle tipiche location della lontana ma ambita New York. Fino a non molto tempo fa il Ministry of Sound era in assoluto il migliore locale di Londra, e per molti continua ad essere un vero e proprio tempio della musica, nonostante le molte alternative disponibili oggi.

Certo è che si tratta di un luogo in cui la musica è la protagonista indiscussa: in particolare la musica house, ma non mancano anche altri generi. DJ e artisti famosi a livello internazionale come Marshmello, Sandy Rivera e Idris Elba hanno fatto serate in questo tempio e di certo continueranno a essere invitati per eventi futuri.

Il Ministry of Sound è poi un locale enorme, con ben quattro sale in cui scatenarsi al ritmo della musica:

  • The Box, la zona in cui la qualità della musica è maggiore per via dei potenti altoparlanti;
  • The Baby Box, una saletta più intima e appartata;
  • The 103, area dedicata agli artisti emergenti e alle loro intuizioni;
  • The Loft, una sala molto particolare in cui poter scovare le etichette discografiche

All'interno del locale è presente persino uno shop, con gadget a tema per non dimenticare mai la serata più assurda di tutta la tua vita!

Attenzione perché all'entrata è prevista la selezione e pare che lo staff del MoS sia molto selettivo: l'abbigliamento elegante qui ci vuole tutto. Meglio anche prenotare il biglietto online, soprattutto se è prevista qualche serata particolare.

The French House, per un pomeriggio gallico

Nonostante il nome faccia pensare a tutt'altra parte del mondo, The French House è considerato uno dei pub più tipici di Londra, nonché uno dei più amati. Lo troviamo al 49 Dean St. di Soho, nel West End della città, ed è aperto dal 1891. Non uno dei più antichi in assoluto, quindi, ma nel suo "poco" tempo ha segnato la storia: quando il proprietario Herr Schmidt, tedesco, fu deportato durante la Seconda Guerra Mondiale, il pub divenne il luogo d'incontro dei membri della Resistenza francese. Tra questi, anche De Gaulle era solito frequentarlo.

Da quel momento, The French House ha assunto caratteristiche e tradizioni tutte sue. Si servono soltanto mezze pinte di birra, tranne il 1° aprile quando invece vengono servite intere. E quel giorno a spillare la prima pinta dev'essere il cantante dei Madness, Suggs, in onore di sua madre che lavorò qui come cameriera. Tra i nomi celebri della clientela di questo pub a Londra troviamo anche l'indimenticata Edith Piaf.

Si tratta di una tappa obbligata se cammini per Soho: l'atmosfera retrò senza TV né cellulari, gli arredi francesi e le luci soffuse ti tratterranno al suo interno per ore e ore.

Stagioni in francese: come si scrivono e traduzione

Passiamo ora alle stagioni in francese, un altro argomento molto interessante e utile da conoscere. E, per nostra fortuna, anche molto semplice: come possiamo immaginare si tratta infatti di quattro semplici parole da apprendere a memoria una volta e tirare fuori all'occorrenza.

  • Printemps = primavera
  • Été = estate
  • Automne = autunno
  • Hiver = inverno

Anche in questo caso non è necessario utilizzare la maiuscola se non a inizio frase.

Esempi di utilizzo:

Le printemps a enfin commencé. = Finalmente è cominciata la primavera.

L'automne est la saison la plus romantique. = L'autunno è la stagione più romantica.

Quel bel été! = Che bella estate!

Il tuo occhio attento avrà notato una differenza sostanziale tra le stagioni in francese e quelle in italiano: il genere dell'articolo. Nella lingua francese, infatti, le stagioni sono tutte maschili, anche primavera ed estate. Attenzione, quindi, negli esercizi di traduzione a concordare correttamente articolo/aggettivo e stagione.

Mesi e stagioni in francese condividono anche l'utilizzo della preposizione EN, ma vi è un'eccezione: con le printemps, ovvero la primavera, utilizzeremo la preposizione AU.


Esempi:

En automne, les feuilles tombent. = In autunno cadono le foglie.

Nous y irons en hiver, quand il y aura de la neige. = Ci andremo in inverno, quando ci sarà la neve.

Je suis allé au Japon au printemps et c'était incroyable. = Sono stato in Giappone in primavera ed è stato incredibile.

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Clock Tower

Il punto di snodo della città: è così che potremmo definire la Clock Tower, ovvero la torre dell'orologio, il piccolo Big Ben di Brighton.

Si tratta di un punto importante perché si trova al centro di un incrocio: se dalla Clock Tower parti verso nord arrivi alla stazione dei treni, mentre se scendi a sud raggiungi il mare.


Si tratta di una struttura in stile classico, fatta costruire nel 1888 per celebrare il cinquantenario della Regina Vittoria, la cui storia è particolarmente legata alla città di Brighton, come abbiamo avuto modo di scoprire prima.

La Clock Tower è sempre bella da vedere, ma se ti capita di visitare Brighton durante il periodo delle feste natalizie lo sarà ancora di più. Infatti, in quel momento dell'anno viene addobbata con luminarie che si propagano dall'orologio verso la città, illuminando tutta la zona circostante: è un vero spettacolo in quel periodo!

Royal Pavilion Brighton: cosa vedere

Visitare il Royal Pavilion di Brighton è una tappa obbligatoria del tuo viaggio: diventato simbolo della città, si tratta di un vero e proprio punto di riferimento. Considera che l'edificio è grande ma non troppo, quindi almeno un'ora-un'ora e mezza ti ci vorrà per poter apprezzare ogni stanza al meglio.

Tra le zone più amate in assoluto c'è la Music Room, dove troverai nove lampadari a forma di fiore di loto a illuminare la stanza. Sul soffitto a cupola non mancano le decorazioni di dragoni scolpiti, e tele rosse sulle pareti. Questa stanza è tanto grande da poter accogliere un'orchestra composta da settanta strumenti.

Non perderti la Great Kitchen, ovvero la cucina del palazzo. Nella sua innovativa modernità, per la sua epoca, risulta una vera chicca: pensa che era già dotata dell'attrezzatura per cuocere a vapore, e aveva una costante fornitura di acqua.

Salendo al primo piano troverai la zona degli appartamenti, con le stanze da letto dei reali. Una particolarità incredibile è il letto originale del re, il quale era in grave sovrappeso: la struttura è dotata di una tecnologia di ribaltamento all'avanguardia che serviva per agevolare il suo movimento quando si alzava.

Imperdibili anche il salone principale con la Long Gallery, una lunga passeggiata interna dove è possibile ammirare dipinti, opere d'arte e oggetti esotici di vario genere. Per finire, la Sala dei Banchetti: immensa e opulenta, è il vero cuore del Royal Pavilion di Brighton. Qui si tenevano le lussuose feste reali, si mangiava e beveva sotto un imponente lampadario alto 9 metri e pesante una tonnellata.

Insomma, camminando all'interno del Royal Pavilion potrai fare un salto temporale e vivere, per una mattinata, in pieno stile reale. E appena uscito trovare un po' di sano relax nei giardini verdi e curati che circondano il palazzo, dove la gente ama fermarsi er un pic-nic.

Come arrivare alla Laguna Blu di Malta: traghetto

Il primo passo per raggiungere la Blue Lagoon di Malta è arrivare sull'isola di Comino. Per fortuna, il viaggio non solo è veloce, ma è anche semplice da organizzare e da compiere.

Dall'isola di Malta puoi prendere il traghetto in diversi punti, per arrivare a Comino:

  • dalla costa di Sliema, la più vicina a St Julian's e La Valletta
  • da Bugibba a nord-est
  • da Cirkewwa a nord

Da qui troverai i traghetti per Comino, che partono più o meno tutti negli stessi orari. Ci sono partenze comode di prima mattina per arrivare prima degli altri e trovare posto alla Blue Lagoon di Comino a Malta, perciò ti consigliamo di servirtene! E in particolare da Cirkewwa i traghetti partono ogni 45 minuti circa, perciò puoi organizzarti come meglio credi.

Il porto di arrivo è proprio alla Laguna Blu, perciò una volta preso il traghetto la parte "faticosa" del viaggio è stata compiuta. Quando scenderai sarai già a destinazione.

Considera che il viaggio in traghetto da Malta a Comino Blue Lagoon ha una durata di circa 25 minuti all'andata e 35 minuti al ritorno, perché il traghetto allunga il giro in modo da passare davanti alle grotte.

Il costo, partendo da Cirkewwa, è di 14€ per gli adulti e 7€ per i bambini dai 5 ai 12 anni. I bambini al di sotto dei 5 anni viaggiano a titolo gratuito.

Il costo è da considerarsi comprensivo di andata e ritorno, e attenzione perché se lo prenoti online hai anche diritto a un piccolo sconto!

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Quando si usa il gerundio in francese? Casi di utilizzo

Ora che abbiamo imparato a riconoscerlo, vediamo quando è il caso di usare il gerundio in francese. Come in italiano, principalmente il gerundio serve a esprimere la simultaneità, ovvero quando due o più azioni si stanno compiendo in uno stesso momento. Attenzione, però, perché non si utilizza per tradurre il presente continuo: per questo ci sarà invece un particolare costrutto con il verbo etre + en train de + verbo all'infinito.

Detto questo, usiamo il gerundio in francese per:

  • Indicare la simultaneità di un'azione rispetto a un'altra, a patto che le due azioni condividano lo stesso soggetto:

    Comme d'habitude, tu parles en mangeant. = Come al solito parli mentre mangi.

    Sophie a écrit une lettre en écoutant de la musique. = Sophie scriveva una lettera ascoltando / mentre ascoltava la musica.

    Come in italiano, in base a come suona meglio e alla frase possiamo sostituire il gerundio con la parole pendant, che significa mentre:

    En marchant, vous regardez le ciel. = Mentrecamminate guardate il cielo.

    Pendant que vous marchez, vous regardez le ciel. = Mentrecamminate guardate il cielo.
  • Indicare la causa di un'azione, quando la frase lo permette:

    Ils sont tombés en courant. = Sono caduti correndo (perché stavano correndo)

    Je paie les factures en travaillant honnêtement. = Pago le bollette lavorando onestamente.
  • Esprimere una condizione:

    Vous vous sentirez mieux en prenant le médicament. = Si sentirà meglio prendendo le medicine.

    En se comportant bien la classe obtiendra d'excellents résultats. = Comportandosi bene la classe otterrà ottimi risultati.

Usi del gerundio in spagnolo: le perifrasi

Oltre agli usi del gerundio in spagnolo che abbiamo visto finora -e che sono i più comuni in assoluto-, esistono anche altri utilizzi che si possono fare di questo modo verbale.

In particolare, ci sono delle perifrasi che sfruttano il gerundio in spagnolo per esprimere un particolare concetto.

La prima è composta da seguir + gerundio, e serve a tradurre il nostro "continuare a + infinito":

  • Sigo buscando un buen restaurante de pez. → Continuo a cercare un buon ristorante di pesce. / Sto continuando a cercare un buon ristorante di pesce.
  • ¿Sigues buscando un piso o lo encontraste? → Stai continuando a cercare un appartamento o lo hai trovato?

La seconda perifrasi, invece, è composta dal verbo llevar + gerundio, e non esiste un modo esatto per tradurla in italiano perché esprime il concetto di tempo che noi a volte traduciamo con il "da":

  • . Llevo 3 horas esperandote. = Sono tre ore che ti aspetto / Ti sto aspettandoda tre ore.
  • Valeria lleva 3 meses viviendo en Milán. → Valeria vive a Milano da 3 mesi.

L'utilizzo di queste perifrasi può davvero fare la differenza nel tuo "suonare nativo" quando parli: il gerundio in spagnolo è molto utilizzato in questi modi, perciò ti consigliamo di sforzarti di entrare nel meccanismo e imitare il modo dei nativi di parlare e usare i verbi.

Un modo molto più semplice per riuscirci? Partire per una vacanza studio in Spagna con Sprachcaffe e immergerti al cento per cento nella lingua e nella cultura!

Circondandoti di persone spagnole, non potrai fare altro che assimilare tutti quei modi di dire, quei costrutti e quelle perifrasi che solo i nativi usano, raggiungendo un livello di lingua incredibile in pochissimo tempo.


Non ci credi? Partire per credere.

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Mappa metro Londra con monumenti: le fermate più interessanti

Sempre sui siti ufficiali dei trasporti pubblici londinesi, è possibile trovare -e scaricare- mappe della metro di Londra con i monumenti a cui ti conducono. Questo può essere molto utile per schedulare un itinerario ordinato e non perdersi neanche un'attrazione, così come per non perdere tempo in inutili spostamenti.

Ecco, quindi, alcune delle fermate più interessanti da segnare sulla mappa per visitare punti di interesse della città, monumenti e parchi cittadini.

  • Oxford Circus, la fermata che ti porta nella via dello shopping, tra negozi alla moda e negozi più tipici.
  • Russell Square, è la fermata più vicina al British Museum, uno tra i musei di storia più antichi e forniti del mondo. Inoltre, si trova nei pressi della piazza più grande di Londra, chiamata per l'appunto Russell Square.
  • Green Park, la fermata della metropolitana di Londra più vicina a Buckingham Palace: qui una visita è d'obbligo! Magari intorno alle 11 e mezza del mattino, quando avviene l'iconico cambio della guardia. E se uscendo scegli di girare a destra anziché attraversare il parco, in 150 metri arrivi all'Hard Rock Cafè di Londra.
  • Victoria, un'altra fermata molto vicina a Buckingham Palace
  • Tower of London, che ti porta dritto dritto al Tower Bridge
  • Westminster, è la fermata da preferire per fare un tour completo del centro città, con attrazioni come Houses of Parliament, Big Ben e l'iconico London Eye
  • Covent Garden, ti porta a visitare l'omonima zona della città di Londra, famosa per la sua atmosfera rilassata e i suoi mille mercatini vintage
  • Charing Cross, la fermata più vicina alla meravigliosa e famosissima Trafalgar Square e, di conseguenza, anche alla National Gallery
  • South Kensington, la fermata dedicata ai musei: fermati qui se vuoi visitare il Victoria & Albert, il Natural History o il Science Museum.

Come ti dicevamo prima, queste sono tutte fermate che si trovano nella zona 1 o nella zona 2, perciò orientarti nella città del grande orologio non sarà così difficile.

Buckingham Palace, la residenza reale

Buckingham Palace, la residenza reale

Insieme alla House of Parliament e al Big Ben, Buckingham Palace è probabilmente il monumento di Londra più famoso e conosciuto.

Ed è un luogo particolarmente sentito in questa città: si tratta infatti della residenza della famiglia reale inglese!

Elegante e raffinato, l'edificio sorge tra Hyde Park, Green Park e St. James Park, dunque immerso nel verde nel cuore di Londra.

Durante tutto l'anno è possibile assistere al famosissimo cambio della guardia, che avviene sempre alle 11.30 del mattino.

Se invece vuoi visitare l'edificio all'interno, ricorda che le visite sono limitate e disponibili solo in un certo periodo dell'anno, che di solito va dal 21 luglio alla fine di settembre.

Questo perché in quel periodo la famiglia reale si assenta, partendo per le vacanze estive da trascorrere rigorosamente in Scozia.

Verbi di stato: a cosa servono

Un po' lo abbiamo già capito, quindi, a cosa servono i verbi di stato: a descrivere uno stato, un'emozione, un pensiero o un'opinione, ma anche sensazioni e sentimenti.

Sono verbi che si riferiscono a condizioni permanenti, o comunque non transitorie. A differenza del present continuous, quindi, utilizziamo gli stative verbs per affermare, dare giudizi ed esprimere pensieri.

Facciamo qualche esempio?

Il verbo to see è uno dei verbi di stato inglesi più comuni. A differenza del suo significato più comune, "vedere", in questa situazione serve a tradurre "capire, comprendere".

  • I see what you're trying to say. → Capisco cosa stai cercando di dire.
  • I've been seeing Jack for 3 months. → Sto vedendo (uscendo con) Jack da 3 mesi.

Il verbo to taste, per esempio, è un altro che potrebbe farti cadere nel tranello stative/dynamic. Infatti, può significare "avere un certo sapore" -e in quel caso è uno degli state verbs- oppure "assaggiare", e in quel caso invece è dynamic.

  • The ice cream tastes good. → Il gelato ha un buon sapore.
  • I'm tasting the ice cream. → Sto assaggiando il gelato.

Il concetto è chiaro, no? Moltissimi verbi di stato in inglese possono anche avere un significato dinamico, e in quel caso non si tratta più di stative verbs.

Il modo più semplice per capire se è o no un verbo di stato è chiedersi: sta esprimendo un pensiero, un'opinione o una condizione permanente? Se la risposta è sì, allora lo è.

Esempi di coniugazione dei verbi irregolari in spagnolo

Per rendere ancora più chiaro il funzionamento dei verbi irregolari in spagnolo, vediamone adesso la coniugazione completa. Per farlo, prendiamo per esempio uno dei verbi più comuni della lingua spagnola: il verbo poder, che significa potere.

indicativo (tempi semplici)

persona

presente

imperfecto

pretérito perfecto

futuro

Yo

puedo

podía

pude

podré

Tu

puedes

podías

pudiste

podrás

Él / Ella

puede

podía

pudo

podrá

Nosotros

podemos

podíamos

pudimos

podremos

Vosotros

podéis

podíais

pudisteis

podréis

Ellos / Ellas

pueden

podían

pudieron

podrán

indicativo (tempi composti)

persona

pretérito perfecto compuesto

pluscuamperfecto

pretérito anterior

futuro perfecto

Yo

he podido

había podido

hube podido

habré podido

Tu

has podido

habías podido

hubiste podido

habráspodido

Él / Ella

ha podido

había podido

hubo podido

habrápodido

Nosotros

habemos podido

habíamos podido

hubimos podido

habremos podido

Vosotros

habéis podido

habíais podido

hubisteis podido

habréis podido

Ellos / Ellas

han podido

habían podido

hubieron podido

habrán podido

congiuntivo (tempi semplici)

persona

presente

pretérito imperfecto

futuro

Yo

pueda

pudiera / pudiese

pudiere

Tu

puedas

pudieras / pudieses

pudieres

Él / Ella

puedas

pudiera / pudiese

pudiere

Nosotros

podamos

pudieramos / pudiesemos

pudiéremos

Vosotros

podáis

pudierais / pudieseis

pudiereis

Ellos / Ellas

puedan

pudieran / pudiesen

pudieren

congiuntivo (tempi composti)

persona

presente

pretérito imperfecto

futuro

Yo

haya podido

hubiera / hubiesemos podido

hubiere podido

Tu

hayas podido

hubieras podido

hubieres podido

Él / Ella

haya podido

hubiera podido

hubiere podido

Nosotros

hayamos podido

hubiéramos podido

hubiéremos podido

Vosotros

hayáis podido

hubiérais podido

hubiéreis podido

Ellos / Ellas

hayan podido

hubieran podido

hubieren podido

condizionale

persona

semplice

composto

Yo

podría

habría podido

Tu

podría

habrías podido

Él / Ella

podría

habría podido

Nosotros

podríamos

habríamos podido

Vosotros

podríais

habríais podido

Ellos / Ellas

podrían

habrían podido

Del verbo poder, il participio passato è podido, mentre il gerundio pudiendo / habiendo podido.

In questo caso, possiamo notare l'irregolarità che si mantiene stabilmente in alcuni tempi mentre non compare per nulla in altri. Prendendo per esempio l'indicativo, la troviamo infatti ai tempi presente, préterito perfecto, mentre non compare affatto ai tempi imperfecto e futuro semplice.

Questo è un pattern ricorrente anche negli altri modi verbali.

Ricorda, però, che ogni verbo irregolare può presentare caratteristiche diverse e uniche, e perciò è fondamentale studiare la coniugazione di ognuno nel minimo dettaglio.

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Cosa vedere a Malaga in 2 giorni

Questo era ciò che ti consigliamo di vedere a Malaga con tre giorni di tempo a disposizione. Ma se invece il tempo stringe e di giorni ne hai solo due?

Niente panico: si può fare lo stesso. Anche se ti toccherà correre un po' di più per riuscire a fare e a vedere tutto, Malaga fortunatamente è una città non troppo grande, e con un po' di impegno può essere visitata a fondo anche in soli due giorni.

Certo, magari ci sarà da scegliere tra un museo e l'altro, così come tra una cattedrale e l'altra. Se proprio non c'è tempo per tutto, ti consigliamo di non saltare assolutamente né la visita alla moresca Alcazaba, né il tour nel Museo di Picasso. Quelle sono due delle attrazioni principali della città di Malaga, due veri e propri simboli cittadini considerati molto spesso anche punti di riferimento e di ritrovo.

E se due giorni non ti bastano per apprezzare questa città andalusa, perché non tornarci con il bel progetto di visitarla più a fondo mentre impari la lingua? Parti con noi per una vacanza studio a Malaga e resta quanto tempo vuoi, anche un anno intero se scegli il progetto gap year!

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Pronomi possessivi inglese: come distinguerli?

Esistono poi i pronomi possessivi in inglese: qual è la differenza e come distinguerli?


Anche se all'inizio può sembrare complicato, una volta capito il meccanismo in realtà si rivela più semplice del previsto.

Basta innanzitutto ricordarsi cos'è un pronome: una parola che utilizziamo per sostituire il nome nel caso in cui questo sia stato già menzionato all'interno del contesto o, addirittura, della frase stessa. Abbiamo già visto, per esempio, i pronomi personali (I, you, he…) che utilizziamo per riferirci alle persone. (Meet Jack. He's my brother.)

Nel caso di oggi, è la stessa cosa: utilizziamo i pronomi possessivi in inglese quando abbiamo già fatto riferimento all'oggetto posseduto all'interno di quello stesso contesto. E, quindi, abbiamo precedentemente utilizzato un aggettivo possessivo, che sia nella frase prima o nella domanda a cui stiamo rispondendo.

Anche qui, vediamo qualche frase di esempio per capirci meglio:

  • Are these your shoes? No, those aren't mine. → Queste sono le tue scarpe? No, non sono mie.
  • This is our notebook. Where's yours? → Questo è il nostro quaderno. Dov'è il vostro?
  • This is my brother.Theirs is at home. → Questo è mio fratello. Il suo è a casa.

Le differenze con l'italiano sono bene o male le stesse che abbiamo visto per gli aggettivi. Anche in questo caso non sono previsti né l'uso dell'articolo davanti al pronome, né la concordanza di genere e numero.

Vediamo la tabella completa dei pronomi possessivi in inglese:

aggettivi possessivi

traduzione

mine

mio / mia / miei / mie

yours

tuo / tua / tuoi / tue

his / hers / its

suo / sua / suoi / sue

ours

nostro / nostra / nostri / nostre

yours

vostro / vostra / vostri / vostre

theirs

loro

Come puoi vedere, sono molto simili agli aggettivi: fuorché la prima persona singolare che è totalmente diversa, tutti gli altri aggiungono semplicemente una "s" alla fine.

Attenzione però alla terza persona singolare maschile, che invece rimane invariata vista l'impossibilità di aggiungere una "s": HIS può essere sia aggettivo che pronome. Come distinguerlo?

Molto semplicemente, tenendo conto del contesto in cui è inserito e della presenza (o assenza) di un sostantivo a reggerlo.

Esempio:

  • His name is John → Il suo nome è John. → aggettivo, perché è retto dal sostantivo "Name".
  • My jacket is blue, his is green. → La mia giacca è blu, la sua è verde. → pronome, perché il sostantivo che lo regge è implicito ed espresso invece nella frase precedente, "jacket".

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Discoteche Malaga: dove andare?

Se sei in cerca di divertimento e musica alla moda, troverai quello che cerchi in questa meravigliosa città andalusa: le discoteche a Malaga non mancano di certo, e anzi, alcune sono rinomate in tutta Europa per il grado di divertimento che offrono!

Le aree in cui si concentrano i locali principali sono quelle tra Plaza de la Merced e Plaza Uncibay, ma se capiti d'estate troverai anche tante occasioni di divertimento nella zona del lungomare, dove si sposta la festa con il bel tempo. Dal momento, però, che Malaga gode di più di 300 giorni di sole all'anno e di un clima mozzafiato, non è una rarità poter partecipare a party in spiaggia anche durante i mesi invernali!

Comunque sia, tra le discoteche a Malaga in centro più famose, troviamo:

  1. Sala Gold, nel cuore della città, è il punto di ritrovo e di riferimento dei giovani del posto. È anche una delle discoteche più grandi, e dove vengono organizzati eventi e DJ set che vale più la pena vedere;
  2. Discoteca Liceo, che dal nome può ricordare qualcosa di non troppo divertente per noi italiani, ma che in realtà è il luogo perfetto in cui staccare la mente e lasciarsi andare al ritmo della musica;
  1. Andén, che ha la particolarità di rimanere aperta fino alle 8 del mattino;
  2. La Suite, nella zona vicino al porto, è una delle discoteche di Malaga più popolari, con una pista da ballo super frequentata e una selezione musicale tra le più variegate, in grado di accontentare i gusti di tutti;
  3. Velvet Club, rinomata discoteca per la sua atmosfera elettrica ed elettrizzante.

Altrimenti, puoi trascorrere la tua serata in un modo più tranquillo, ma sempre senza rinunciare alla buona musica, ai drink e alla buona compagnia, in uno dei tanti pub che la città di Malaga offre. Tra questi, i più imperdibili sono di certo:

  1. Bambù, in Calle Santa Lucia, a pochi passi dal Museo di Picasso, uno dei luoghi più frequentati della città. Qui potrai ascoltare fantastica musica dal vivo e sorseggiare i tuoi drink preferiti in un'atmosfera suggestiva ed emozionante;
  2. Antigua Casa de Guardia, un luogo ideale per sorseggiare del vino in tranquillità;
  3. Recyclo Bike, un po' fuori dal centro ma sulle rive del fiume, un tempo era un posto in cui noleggiare biciclette, mentre oggi è un grazioso pub in cui mangiare qualcosa di tipico o bere una birra in compagnia, in un contesto familiare e rilassante.

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Gli orari della metropolitana di Malaga

Malaga è una città piena di vita, di cose da fare e da vedere: gli orari della metropolitana tengono conto anche di questo, e ti danno la possibilità di girare praticamente quando vuoi.


La metropolitana di Malaga segue infatti i seguenti orari:

  • Dal lunedì al giovedì: è aperta dalle 06:30 alle 23:00
  • Venerdì e prefestivi: è aperta dalle 06:30 alle 01:30
  • Sabato: è aperta dalle 07:00 alle 01:30
  • Domenica e festivi: è aperta dalle 07:00 alle 23:00

Anche la frequenza dei treni non delude: è praticamente impossibile doversi fermare ad aspettare la metro a Malaga, perché i treni passano molto spesso. Più precisamente:

  • Ogni 7 minuti e mezzo dal lunedì al giovedì e il venerdì, tra le 06:30 e le 20:00
  • Ogni 10 minuti dal lunedì al giovedì e il venerdì, dalle 20:00 alle 23:00
  • Ogni 10 minuti il sabato, la domenica e nei giorni festivi

Conosciamo tutti, poi, l'importanza che hanno i giorni de la Semana Santa e della Feria in Spagna, e in particolar modo in Andalusia. Ecco, la metropolitana di Malaga tiene conto anche di questo e prevede orari speciali durante quelle festività, così come durante qualsiasi altro evento straordinario che coinvolga la città, per permettere ai cittadini di prendervi parte in modo comodo.

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Quando usare il verbo modale inglese

I verbi modali in inglese vengono utilizzati in varie situazioni per esprimere diverse sfumature di significato, come possibilità, capacità, permesso, obbligo, volontà, consigli e così via.

Naturalmente, in base alla frase che trovi e al concetto che hai bisogno di esprimere, dovrai utilizzare un diverso verbo modale.

In generale, però, questi sono i casi in cui si utilizzano i verbi modali in inglese:

  • Possibilità: i verbi modali come "can", "could", "may" e "might" vengono usati per esprimere la possibilità di fare qualcosa. Come abbiamo visto prima, questa possibilità può anche riferirsi a una capacità. Per esempio, "She can speak French" non significa che lei può parlare francese, ma che lei sa parlare francese.
  • Permesso: "may" viene utilizzato per chiedere o concedere il permesso di fare una determinata cosa. Ad esempio: "May I come in?" o "You may leave the room now."
  • Obbligo e consigli: Verbi come "should" e "must" vengono impiegati per esprimere obblighi, consigli oppure raccomandazioni. La frase "You should study for your exam" la traduciamo con "Dovresti studiare per l'esame" e la vediamo come un'esortazione, un consiglio o un obbligo a seconda del tono con cui viene pronunciata.
  • Volontà e promesse: i verbi futuri "will" e "would" vengono utilizzati per esprimere volontà, decisioni oppure promesse. Inoltre, servono anche a esprimere semplicemente il concetto di futuro, e quindi si utilizzano in generale per parlare di tutte le azioni che riguardano un momento successivo a quello in cui si parla.

È importante notare che i verbi modali non cambiano forma per la persona (ad eccezione di "shall" nella forma interrogativa della prima persona singolare e plurale) e non vengono seguiti da "to" prima dell'infinito del verbo successivo.

Inoltre, possono esistere variazioni di significato sottili tra i diversi verbi modali, quindi la scelta del verbo modale giusto dipende dal contesto e dal significato specifico che si desidera trasmettere nella frase.

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E tempi composti:

persona

pretérito perfecto compuesto

pretérito pluscuamperfecto

pretérito anterior

futuro perfecto

yo

he venido

había venido

hube venido

habré venido

has venido

habías venido

hubiste venido

habrás venido

él / ella

ha venido

había venido

hubo venido

habrá venido

nosotros

hemos venido

habíamos venido

hubimos venido

habremos venido

vosotros

habéis venido

habíais venido

hubisteis venido

habréis venido

ellos / ellas

han venido

habían venido

hubieron venido

habrán venido

Vediamo ora il SUBJUNTIVO, ovvero il congiuntivo.

persona

presente

pretérito imperfecto

futuro

yo

venga

viniera / viniese

viniere

vengas

vinieras / vinieses

vinieres

él / ella

venga

viniera / viniese

viniere

nosotros

vengamos

viniéramos / viniésemos

viniéremos

vosotros

vengáis

viniérais / viniéseis

viniéreis

ellos / ellas

vengan

vinieran / viniesen

vinieren

persona

pretérito perfecto

pretérito pluscuamperfecto

futuro

perfecto

yo

haya venido

hubiera / hubiese venido

hubiere venido

hayas venido

hubieras / hubieses venido

hubieres venido

él / ella

haya venido

hubiera / hubiese venido

hubiere venido

nosotros

hayamos venido

hubiéramos / hubiésemos venido

hubiéremos venido

vosotros

hayáis venido

hubierais / hubieseis venido

hubiéseis venido

ellos / ellas

hayan venido

hubieran / hubiesen venido

hubieren venido

Come sempre, possiamo vedere come il congiuntivo imperfetto presenti la doppia forma in -era o -ese: puoi scegliere tu quale utilizzare a seconda del contesto e, semplicemente, di quale ti suona meglio.

E ora passiamo a scoprire il CONDICIONAL:

persona

condicional

condicional perfecto

yo

vendría

habría venido

vendrías

habrías venido

él / ella

vendría

habría venido

nosotros

vendríamos

habríamos venido

vosotros

vendríais

habríais venido

ellos / ellas

vendrían

habrían venido

IMPERATIVO:

persona

afirmativo

negativo

yo

-

-

ven

no vengas

él / ella

venga

no venga

nosotros

vengamos

no vengamos

vosotros

venid

vengáis

ellos / ellas

vengan

vengan

Ci rimangono soltanto i modi infinito, gerundio e participio, che vediamo insieme in quest'ultima tabella:

infinito

gerundio

participio

venir

viniendo

-

haber venido

habiendo venido

venido

Alla luce di tutto questo, possiamo vedere come effettivamente la coniugazione di questo verbo sia irregolare, ma come, al tempo stesso, sia estremamente simile a quella italiana. Poco male, insomma!

Verbi frasali in inglese pdf: la lista completa

Ottenere una lista esaustiva di tutti i phrasal verbs in inglese sarebbe un compito enorme, dato che esistono centinaia e centinaia di verbi di questo tipo, che sfruttano l'uso di diverse particelle che vanno a combinarsi con differenti verbi.

Basti pensare a tutti i phrasal verbs che si possono formare solo con il verbo get!

Per questo, adesso vedremo insieme una lista dei verbi frasali inglesi più diffusi. Ti consigliamo di copiarli in un documento PDF da scaricare, così da poterli consultare ogni volta che ne hai bisogno, ma anche per poterli studiare più facilmente.

Partiamo con i phrasal verbs con il verbo "TO GET":

Get up: alzarsi dal letto o da una posizione seduta.

Get on: salire su un mezzo di trasporto o proseguire in un'attività.

Get off: scendere da un mezzo di trasporto o terminare un'attività.

Get along with: andare d'accordo con qualcuno.

Get over: superare un problema o un'emozione negativa.

Get through: completare o superare un'esperienza difficile.

Get by: sopravvivere con le risorse disponibili.

Get around: muoversi o girare in un luogo.

Get back: tornare a un luogo.

Get in: entrare in un luogo o in un veicolo.

Get out: uscire da un luogo o da una situazione.

Get rid off: liberarsi di qualcosa o di qualcuno.

Get ahead: progredire o avere successo.

Get together: riunirsi con altre persone.

Get off on: provare piacere o eccitazione per qualcosa.

Get down: deprimersi o abbattersi.

Get in with: diventare parte di un gruppo o di una cerchia sociale.

Get out of: evitare qualcosa o qualcuno.

Vediamo ora qualche esempio con il verbo "TO LOOK":

Look after: prendersi cura di qualcuno o qualcosa

Look for: cercare qualcosa o qualcuno

Look out: stare attenti, essere vigili

Look up: cercare informazioni

Look into: esaminare, investigare

Look forward to: non vedere l'ora di qualcosa

Look on: osservare come spettatore, ma senza partecipare direttamente

Look down on: considerare qualcuno come inferiore

Look out for: stare attenti o vigili per trovare qualcosa

Look up to: ammirare, rispettare qualcuno

Passiamo ora ai verbi frasali inglesi con "TO TAKE"

Take off: decollare (per aerei), togliersi (per vestiti)

Take on: assumere un ruolo o una responsabilità

Take up: iniziare o cominciare a fare qualcosa

Take in: comprendere o ricevere informazioni

Take over: assumere il controllo o la gestione di qualcosa

Take out: portare fuori

Take down: prendere nota di qualcosa, o smontare qualcosa

Take back: riportare indietro o ritirare qualcosa

Take away: portare via qualcosa (per esempio il cibo da asporto) oppure sottrarre qualcosa

Take off: togliersi qualcosa, come per esempio abiti o accessori

To get, to take e to look sono di certo i verbi di base più comuni da cui si parte per formare i verbi frasali in inglese, ma non sono gli unici

Vediamo, quindi, alcuni esempi di phrasal verbs anche con altri verbi di partenza, con i loro rispettivi significati:

Come across: incontrare per caso, imbattersi in qualcosa o qualcuno

Go on: continuare, proseguire

Put off: rimandare, posticipare

Turn up: comparire, arrivare inaspettatamente

Turn on: accendere

Turn off: rifiutare qualcosa o qualcuno, spegnere

Run into: incontrare per caso

Put on: mettersi, indossare

Break down: guastarsi, avere un cedimento emotivo

Call off: annullare qualcosa

Come up with: ideare, inventare

Bring about: causare, provocare

Call back: richiamare, al telefono oppure richiamare nella mente

Set up: preparare, organizzare qualcosa

Come out: essere rilasciato o divulgato, emergere

Put out: spegnere o estinguere (fuoco), disturbare o infastidire qualcuno

Break up: terminare una relazione, separare o interrompere qualcosa

Go through: attraversare, esaminare o affrontare un problema

Bring down: abbattere, ridurre o deprimere

Call for: richiedere o necessitare di qualcosa, andare a prendere qualcuno o qualcosa

Coniugazione verbi modali tedesco: lista completa

Ora che abbiamo ben chiaro quali sono e come si usano, non ci resta che scoprire qual è la coniugazione dei verbi modali in tedesco. Ti consigliamo di studiarla con attenzione perché, come ben immaginerai, ti capiterà molto spesso di aver bisogno di questi verbi ausiliari nel parlato quotidiano.

Coniugazione del Presente:

persona

Müssen

Können

Dürfen

Sollen

Wollen

Mögen

ich

muss

kann

darf

soll

will

mag

du

musst

kannst

darfst

sollst

willst

magste

er

muss

kann

darf

soll

will

mag

wir

müssen

können

dürfen

sollen

wollen

gen

ihr

müsst

könnt

dürft

sollt

wollt

gt

sie

müssen

können

dürfen

sollen

wollen

gen

Coniugazione del Preterito:

persona

Müssen

Können

Dürfen

Sollen

Wollen

Mögen

ich

musste

konnte

durfte

sollte

wollte

mochte

du

musstest

konntest

durftest

solltest

wolltest

mochtest

er

musste

konnte

durfte

sollte

wollte

mochte

wir

müssten

konnten

durften

sollten

wollten

mochten

ihr

müsstet

konntet

dfurftet

solltet

wolltet

mochtet

sie

müssten

konnten

durften

sollten

wollten

mochten

È importante sapere che, nella lingua tedesca parlata, oggi mögen viene spesso utilizzato senza verbo principale: ich mag dich.

I 10 castelli in Baviera da visitare

1. Reggia Nymphenburg a Monaco

La Reggia di Nymphenburg è uno dei gioielli architettonici e storici di Monaco di Baviera, in Germania.

Commissionata dal principe elettore Ferdinando Maria di Baviera nel 1664 per celebrare la nascita del loro erede, il futuro re Massimiliano II Emanuele, la reggia è diventata una delle più grandi residenze reali in Germania.

La sua architettura barocca, progettata da Agostino Barelli, fu successivamente ampliata e modificata da altri famosi architetti, tra cui François de Cuvilliés. La reggia è circondata da splendidi giardini paesaggistici che includono fontane, statue e padiglioni.

All'interno di questo magnifico castello della Baviera, i visitatori possono ammirare una ricca collezione di opere d'arte, arredi storici e decorazioni sontuose che testimoniano il fasto e lo sfarzo delle corti reali bavaresi.

Oggi, la Reggia di Nymphenburg è aperta al pubblico e offre ai visitatori la possibilità di esplorare i suoi interni lussuosi, passeggiare nei giardini pittoreschi e scoprire la storia della monarchia bavarese. È uno dei principali punti di interesse turistico di Monaco di Baviera.

2. Castello di Linderhof

Tra i castelli della Baviera più famosi, poi, troviamo il Castello di Linderhof, il cui design si ispira direttamente al palazzo di Versailles, in Francia. Con uno stile rococò eclettico e influssi di stili rinascimentali e barocchi, all'interno il castello è arredato lussuosamente con opere d'arte, sontuosi mobili e decorazioni lavorate elaboratamente.

Sebbene sia il più piccolo dei tre famosi castelli reali fatti costruire dal re Ludwig II di Baviera, in realtà per molti è il più suggestivo e bello.

Si trova nel sud della Baviera, vicino al villaggio di Oberammergau, immerso in un meraviglioso giardino alla francese, progettato con fontane, statue e padiglioni.

La fontana principale, nota come la Fontana di Nettuno, è particolarmente spettacolare e offre uno spettacolo d'acqua e suoni ogni ora durante i mesi estivi.

Il Castello di Linderhof è una delle principali attrazioni turistiche della Baviera e attira visitatori da tutto il mondo per ammirare la sua bellezza e immergersi nella storia del re Ludwig II.

3. Castello di Burg-Harburg

Cambiando del tutto genere, il Castello di Harburg è uno dei castelli medievali meglio conservati del sud della Germania. Si trova nella regione della Svevia, a nord-ovest di Monaco di Baviera, vicino al fiume Wörnitz.

Costruito nel XII secolo, il Castello di Harburg è stato inizialmente utilizzato come fortezzadifensiva per proteggere i confini settentrionali della Baviera. Nel corso dei secoli, è stato ampliato e modificato più volte, riflettendo gli stili architettonici dominanti del tempo corrente.

Il castello è noto per la sua imponente torre principale, che domina il paesaggio circostante, e per le sue mura fortificate. All'interno, i visitatori possono esplorare una serie di stanze storiche, tra cui sale decorate, cortili interni e una cappella.

Oggi, il Castello di Harburg è aperto al pubblico e offre visite guidate che permettono ai visitatori di scoprire la sua storia affascinante e di godere di viste panoramiche sulla campagna circostante.

Questo castello in Baviera è anche utilizzato per eventi speciali, come matrimoni e festival medievali, che aggiungono al suo fascino e alla sua atmosfera unica.

Verbi separabili tedesco: lista, prefissi e traduzione

I prefissi dei verbi separabili in tedesco sono diversi, perché ognuno di essi sta a indicare un significato specifico e modifica il verbo portandone il senso in una determinata direzione.

Conoscerli tutti a memoria non è strettamente necessario, ma dal momento che molti di questi verbi sono di uso comune, ti consigliamo comunque di impararli, poco per volta.

Il modo più efficace per riuscire a memorizzare tutta la lista di verbi separabili in tedesco è quello di dividerli in gruppi, a partire proprio dal tipo di prefisso che presentano.

Vediamoli ora divisi in gruppi, con relativa traduzione.

Verbi separabili in AN-

Una delle particelle più diffuse è AN-, che ha il significato di "addosso, a".

I verbi in AN- sono:

  • Anfangen = iniziare
  • Ankommen = arrivare (da kommen, venire)
  • Anhaben = indossare, portare addosso (da haben, avere)
  • Anmachen = accendere (da machen, fare)
  • Ansehen = guardare
  • Anrufen = telefonare (da rufen, chiamare)
  • Anpassen = adattare
  • Anbieten = offrire
  • Anwenden = applicare
  • Anbrennen = bruciare, ardere
  • sich anziehen = vestirsi
  • Anvertrauen = confidare
  • Anzuwenden = accendere
  • Anprobieren = approvare
  • Anmelden = registrare, iscrivere

Verbi separabili in AUF-

Vediamo ora i verbi con la particella AUF-, il cui significato è "su, verso l'alto":

Ecco alcuni verbi separabili in tedesco che iniziano con "auf", insieme alle loro traduzioni in italiano:

  1. Aufstehen = alzarsi (da stehen, stare in piedi)
  2. Aufhören = smettere, finire
  3. Aufmachen = aprire
  4. Aufnehmen = accogliere, registrare
  5. Aufpassen = fare attenzione, guardare
  6. Aufklären = chiarire, spiegare
  7. Aufbauen = costruire, montare
  8. Aufräumen = mettere in ordine, ripulire
  9. Aufgeben = rinunciare, arrendersi
  10. Aufladen = caricare
  11. Aufhaben = avere da fare (haben, fare)

Questi sono solo alcuni esempi di verbi separabili in tedesco che iniziano con "auf".

Come per gli altri prefissi, ci sono molte altre parole che potrebbero essere usate in diversi contesti e situazioni.

Verbi separabili in AUS-

Ci sono poi i verbi separabili in tedesco con la particella AUS-, con il significato di "fuori" oppure "all'infuori."

Ecco i più diffusi:

  1. Aussehen = sembrare (da sehen, vedere)
  2. Sichausruhen = riposarsi
  3. Ausgehen = uscire (da gehen, andare)
  4. Ausräumen = sgomberare, vuotare
  5. Ausgeben = spendere
  6. Ausbleiben = restare fuori
  7. Auswählen = scegliere

Verbi separabili in EIN-

Continuamo con i verbi che hanno il prefisso EIN-, che possiamo tradurre al contrario del precedente: "dentro, verso l'interno".

Anche in questo caso, abbiamo verbi di utilizzo molto comune, come:

  1. Einladen = invitare (da laden, caricare)
  2. Einschlafen = addormentarsi
  3. Einsteigen = salire (dentro)
  4. Einteilen = suddividere (da teilen, dividere)
  5. Einräumen = riporre
  6. Einführen = introdurre
  7. Einnehmen = assumere (cibo, medicine) o guadagnare (denaro)
  8. Einkaufen = fare acquisti
  9. Eintreten = entrare

Verbi separabili con altri prefissi

Ci sono poi altri prefissi dei verbi separabili in tedesco. Per esempio:

  1. FERN (lontano): fernsehen (guardare la TV);
  2. VOR (davanti, prima): vornhaben (avere intenzione di), vorlesen (leggere ad alta voce)
  3. WEITER (continuare): weitergehen (continuare)
  4. ZU (chiuso, verso il basso): zubereiten (preparare, cucinare), zuhoren (ascoltare), zumachen (chiudere);
  5. ZURUCK: (indietro, ritorno): zuruckfahren (ritornare), zuruckkommen (ritornare)

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INDICATIVO:

présent

imparfait

passé simple

passé composé

je

parle

parlais

parlai

ai parlé

tu

parles

parlais

parlas

as parlé

il / elle

parle

parlais

parla

a parlé

nous

parlons

parlions

parlâmes

avons parlé

vous

parlais

parliez

parlâtes

avez parlé

ils / elles

parlent

parlaient

parlèrent

ont parlé

futur

futur antérieur

plus-que-parfait

passé antérieur

je

parlerai

aurais parlé

avais parlé

eus parlé

tu

parlerais

aurais parlé

avais parlé

eus parlé

il / elle

parlera

aurait parlé

avait parlé

eut parlé

nous

parlerons

aurons parlé

avions parlé

eûmes parlé

vous

parlerez

aurez parlé

aviez parlé

eûtes parlé

ils / elles

parleront

auront parlé

avaient parlé

eurent parlé

Vediamo ora il CONGIUNTIVO:

présent

imparfait

passé

plus-que-parfait

je

parle

parlasse

aie parlé

eusse parlé

tu

parles

parlasses

aies parlé

eusses parlé

il / elle

parle

parlât

ait parlé

eût parlé

nous

parlions

parlassions

ayons parlé

eussions parlé

vous

parliez

parlassiez

ayez parlé

eussiez parlé

ils / elles

parlent

parlassent

aient parlé

eussent parlé

Storia e curiosità sulla piazza principale di Monaco

La storia della piazza principale di Monaco di Baviera risale al XII secolo, quando rappresentava il luogo in cui si teneva il mercato della città. Da sempre il mercato è ben più che un posto in cui acquistare e rifornirsi: è il cuore della socialità, punto di ritrovo e di riferimento per gli abitanti di una città. E così, anche a Monaco questa piazza iniziò ad essere sempre più importante.

Il nome "Marienplatz" deriva dalla Mariensäule, una colonna dedicata alla Vergine Maria che si trova al centro della piazza.

Nel corso dei secoli, poi, la piazza è diventata anche il centro politico e sociale di Monaco, circondata da importanti edifici come il Vecchio Municipio (Altes Rathaus) con il suo caratteristico Glockenspiel, una torre dell'orologio con una serie di figure in movimento che si animano durante lo spettacolo.

Anche la Neue Rathaus (Nuovo Municipio) si trova lì, e si presenta come una maestosa struttura di stile neogotico all'interno della quale viene ospitata l'amministrazione comunale.

La Marienplatz è stata testimone di numerosi eventi storici, tra cui processioni religiose, celebrazioni di vittorie militari e manifestazioni politiche. Durante il periodo nazista, la piazza fu il luogo di parate e raduni del partito, mentre durante la Seconda Guerra Mondiale subì danni durante i bombardamenti alleati.

Dopo la guerra, la Marienplatz fu ricostruita e divenne nuovamente il fulcro della vita cittadina, subendo così una gloriosa rinascita postbellica. Il suo carattere storico e la sua bellezza architettonica attirano visitatori da tutto il mondo, contribuendo alla crescita del turismo a Monaco di Baviera.

Anche per questi motivi oggi Marienplatz è una delle principali attrazioni turistiche di Monaco, affollata di visitatori che ammirano l'architettura, fanno shopping nelle vicine vie commerciali e si godono l'atmosfera vivace dei caffè e dei ristoranti che la circondano.

La piazza è ancora oggi un importante luogo di celebrazioni importanti e eventi speciali, come il mercatino di Natale durante le festività invernali.

Verbi pronominali francese: la forma negativa

Una delle sfide più comuni nella lingua francese è costruire la forma negativa del verbo. Questo perché, a differenza della maggior parte delle lingue che conosciamo, il francese presenta non una particella, ma ben due elementi da aggiungere alla frase per renderla negativa.

Anche nella forma negativa dei verbi pronominali in francese andremo quindi ad aggiungere queste due particelle, che sono "ne" e "pas": la sfida può essere capire dove e come posizionarli, dal momento che nella stessa frase c'è anche il pronome riflessivo!

Vediamo come formare, quindi, la negazione:

Soggetto + NE + pronomeriflessivo + Verbo all'infinito + PAS

  1. Vous ne vous amusez pas à la fête. → Voi non vi state divertendo alla festa.
  2. Il ne se lave pas tous les jours. → Lui non si lava tutti i giorni.

In queste frasi, quindi:

  1. NE viene sempre posizionato dopo il soggetto ma primadel pronome riflessivo;
  2. PAS viene sempre posizionato dopo il verbo all'infinito per chiudere la negazione.

È importante notare che il pronome riflessivo e l'infinito del verbo rimangono uniti anche nella forma negativa.

Attenzione:
Nella lingua francese parlata, sempre più spesso è facile sentire frasi in forma negativa senza la particella "NE". "C'est pas vrai" (= non è vero) è una delle frasi più comuni della lingua parlata: è importante che tu lo sappia perché, se deciderai di partire per una vacanza studio in Francia, ti capiterà spesso di sentirlo ed è giusto che tu lo sappia, in modo da riconoscere comunque la negazione!

Per quanto riguarda la forma interrogativa, invece, generalmente è molto semplice: è sufficiente invertire soggetto e verbo, tenendo sempre uniti pronome riflessivo e verbo. In più, si aggiunge un trattino tra il pronome e il verbo coniugato.

Un paio di esempi per capire meglio:

    • Est-ce que tu te laves? → Ti lavi?
    • Est-ce qu'il se réveille tôt ? → Lui si sveglia presto?

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Come riconoscere i verbi del primo gruppo francese

A questo punto dovrebbe essere piuttosto chiaro come riconoscere i verbi del primo gruppo in francese: dalla desinenza che li contraddistingue alla forma infinitiva.

Se il verbo che stai considerando termina in "-er", è molto probabile che faccia parte del primo gruppo.

Perciò, se hai bisogno di risalire al gruppo di un verbo che trovi già coniugato all'interno di una frase, non devi far altro che tornare alla forma dell' infinito e individuare la sua desinenza.

Per esempio, se ti trovi davanti alla frase:

  • Camille étudiait toute la journée lorsqu'elle allait à l'université. = Camille studiava tutto il giorno quando andava all'università.

Puoi chiaramente distinguere il verbo étudiait, "studiava", che alla forma infinitiva è étudier. Come possiamo notare, la sua desinenza è -er, e dunque si tratta di un verbo del primo gruppo francese.

Semplice, no? Almeno fino a questo punto. Ma si sa, ogni regola ha la sua eccezione, e nello studio di una lingua straniera difficilmente va sempre tutto liscio a questo modo!

Infatti, è importante notare che non tutti i verbi che terminano in "-er" sono del primo gruppo.

Riprendiamo l'esempio di prima:

  • Camille étudiait toute la journée lorsqu'elle allait à l'université.

In questa frase, infatti, c'è anche un altro verbo: allait, "andava".

La sua forma infinitiva è aller (andare), ma si tratta di un verbo irregolare che non segue il modello regolare di coniugazione del primo gruppo.

Per confermare se un verbo è del primo gruppo, puoi consultare un dizionario o una lista di verbi classificati per gruppo di coniugazione.

Oppure puoi decidere di imparare a memoria quali sono tutti i verbi irregolari della lingua francese: questa può essere una strategia davvero valida, dal momento che nella lista sono compresi verbi importantissimi di utilizzo non comune, ma di più. Basti pensare ai due re della grammatica: i verbi essere e avere in francese sono entrambi irregolari!

Ad ogni modo, per quanto riguarda i verbi del primo gruppo regolari, la coniugazione segue uno schema regolare per la maggior parte dei tempi verbali e delle persone. Ecco un breve riassunto della coniugazione dei verbi del primo gruppo al presente indicativo:

1. Je (io) - aggiungi "-e" alla radice del verbo: Parler → Parle

2. Tu (tu)- aggiungi "-es" alla radice del verbo: Parler → Parles

3. Il/elle/on (egli/ella/uno)** - aggiungi "-e" alla radice del verbo: Parler → Parle

4. Nous (noi) - aggiungi "-ons" alla radice del verbo: Parler → Parlons

5. Vous (voi) - aggiungi "-ez" alla radice del verbo: Parler → Parlez

6. Ils/elles (essi/esse)** - aggiungi "-ent" alla radice del verbo: Parler → Parlent

Ecco un esempio con il verbo "parler" (parlare) al presente indicativo:

  • Je parle (io parlo)
  • Tu parles (tu parli)
  • Il/elle/on parle (egli/ella/uno parla)
  • Nous parlons (noi parliamo)
  • Vous parlez (voi parlate)
  • Ils/elles parlent (essi/esse parlano)

Questo è solo un esempio al presente indicativo. La coniugazione dei verbi del primo gruppo segue lo stesso schema regolare per molti altri tempi verbali, come il futuro, l'imperfetto, il passato prossimo, ecc.

3. Plage Castel, ai piedi del castello

La Plage Castel è una suggestiva spiaggia situata ai piedi del Castello di Nizza, nel cuore della città vecchia.

Questa spiaggia offre un'atmosfera tranquilla e un ambiente unico con una splendida vista sulla baia di Nizza e sulle pittoresche colline circostanti.

La Plage Castel è nota per la sua atmosfera più intima e rilassata rispetto ad altre spiagge di Nizza, generalmente più affollate. Qui puoi goderti il ​​sole e il mare in un'atmosfera più tranquilla, lontano dalla frenesia della città.

Sebbene la Plage Castel possa non essere grande come altre spiagge, offre comunque servizi essenziali come noleggio di lettini e ombrelloni, nonché accesso a docce e servizi igienici. Inoltre, nelle vicinanze troverai alcuni bar e ristoranti dove puoi gustare un pasto o un drink con vista sul mare.

La Plage Castel è un luogo ideale per chi cerca un'esperienza più autentica e tranquilla sulla spiaggia a Nizza, con la possibilità di esplorare la città vecchia e ammirare il suo ricco patrimonio storico.

4. Plage de Coco Beach

La Plage de Coco Beach è una delle spiagge più affascinanti e meno affollate di Nizza. Situata a est del centro città, questa spiaggia offre un'atmosfera più intima e rilassata, ideale per coloro che cercano una pausa dalla folla.

Caratterizzata da ciottoli e acque cristalline, la Plage de Coco Beach è un luogo ideale per fare il bagno e prendere il sole in tranquillità. Anche se non è così grande come alcune delle altre spiagge più popolari di Nizza, offre comunque servizi essenziali come noleggio di lettini e ombrelloni, nonché docce e servizi igienici.

Una delle cose migliori di Coco Beach è la sua atmosfera rilassata e i pittoreschi dintorni. Ci sono alcuni ottimi ristoranti di pesce lungo la spiaggia dove puoi gustare deliziosi piatti di pesce fresco mentre ammiri la vista sul mare.

Inoltre, la Plage de Coco Beach è facilmente accessibile tramite trasporto pubblico o a piedi dal centro città, rendendola una scelta conveniente per coloro che desiderano trascorrere una giornata tranquilla in riva al mare a Nizza.

5. Plage de Carras

Concludiamo la lista delle più belle spiagge a Nizza con Plage de Carras, che è anche una delle più ampie.

Situata a est del centro città, questa spiaggia è caratterizzata da sabbia fine e acque poco profonde, rendendola particolarmente adatta alle famiglie con bambini. È infatti una caratteristica che la differenzia dalle altre spiagge a Nizza, e la rende quasi unica nel suo genere.

Questa spiaggia è ben attrezzata con tutti i comfort necessari per una giornata al mare, tra cui noleggio di lettini e ombrelloni, docce e servizi igienici. È anche possibile praticare una varietà di sport acquatici qui, come il paddle boarding e il windsurf.

La Plage de Carras è circondata da alcuni ristoranti e caffetterie lungo il lungomare, dove è possibile gustare un pasto o un drink con vista sul mare. Inoltre, durante i mesi estivi, la spiaggia ospita spesso eventi e attività divertenti per tutta la famiglia.

Grazie alla sua atmosfera vivace e alle sue acque calme e poco profonde, la Plage de Carras è una scelta popolare tra i residenti e i turisti che desiderano trascorrere una giornata al mare a Nizza.

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Discoteche Nizza: i 5 migliori locali

E se invece il divertimento che cerchi è quello tipico dei locali, allora sei a cavallo: le discoteche a Nizza non mancano di certo! Ne trovi diverse, tutte ben posizionate e facilmente raggiungibili a piedi o con i mezzi di trasporto della città.

Ecco quelli che, secondo il parere di molti, sono i cinque migliori locali di Nizza!

1. High Club, la discoteca più grande di Nizza

La discoteca più grande di Nizza, una vera e propria istituzione per gli abitanti della città ma anche per chi viene da fuori, in cerca di divertimento: stiamo parlando dell'High Club.

Da qui sono venuti fuori alcuni dei più grandi artisti di Nizza, e all'interno di queste sale hanno suonato artisti del calibro di Martin Solveig ed Avicii.

Situato lungo il lungomare, High Club è uno dei locali più popolari della città. Offre una vasta gamma di musica, dalla musica house ai successi pop, e ospita spesso DJ internazionali. Dispone di diversi spazi, sia per ballare sia per sorseggiare un drink in -quasi- tranquillità.

L'High Club è aperto giovedì, venerdì e sabato da mezzanotte fino alle 05:30: insomma, un locale in cui la serata comincia presto ma va avanti fino alle prime luci del mattino!

Per via della sua popolarità, è consigliabile prenotare in anticipo.

Indirizzo: 45 Promenade des Anglais - 06000 Nizza, Francia

Telefono: +33(0)4 93 96 68 00

2. Le Glam Club

Se cerchi un ambiente esuberante, accogliente e anche un po' chic, Le Glam club è una realtà da non perdere durante il tuo viaggio.

Punto di riferimento per la vita notturna a Nizza, attira clientela LGBTQ+ (e non) per via della sua apertura e accoglienza: qui tutti sono liberi di essere se stessi, di godersi la musica e divertirsi come non mai.


Caratterizzato da un arredo chic e barocco, all'interno del Glam si suona principalmente musica electro e disco house, ma non mancano eventi elettrizzanti e diversi dal solito come karaoke, spettacoli drag e sfilate di moda: la programmazione è in continua evoluzione e ti permette di vivere ogni sera una vera e propria festa.

Aperto dal venerdì alla domenica dalle 23:30 alle 04:30, Le Glam attira la clientela più giovane e desiderosa di far festa: qui il divertimento è assicurato.

Indirizzo: rue Eugène Emmanuel - 06000 Nizza, Francia

Telefono: +33(0)4 93 87 29 67

Quali sono i ruoli più richiesti a italiani per lavorare a Malta?

L'isola di Malta rappresenta una realtà in crescita sotto diversi punti di vista, come per esempio quello della comunicazione, digitale e non: oggi come oggi, si tratta di un luogo pieno di opportunità in cui crescere e puntare allo sviluppo di una carriera professionale ben definita.

A Malta, i settori che solitamente offrono più opportunità di lavoro includono il turismo, l'ospitalità, la tecnologia dell'informazione, i servizi finanziari e il settore manifatturiero leggero.

Vediamo insieme un elenco che comprende alcuni dei lavori più richiesti in questi settori:

  1. Lavori nel turismo e nell'ospitalità: camerieri, chef, addetti alle pulizie, receptionist, gestori di hotel, guide turistiche. Le offerte di lavoro che riguardano il turismo -e in particolare la ristorazione- non mancano mai, ma è importante trovarsi già sul posto ed essere disponibili sin da subito perché sono posti che vengono coperti in poche ore, altrimenti.
  2. Tecnologia dell'informazione e delle comunicazioni (ICT): sviluppatori software, ingegneri informatici, esperti di sicurezza informatica, analisti di dati, tecnici IT.
  3. Servizi finanziari: esperti di conformità, analisti finanziari, consulenti fiscali, amministratori di conti, esperti di rischio finanziario.
  4. Settore manifatturiero leggero: operai di produzione, tecnici di manutenzione, ingegneri di produzione, supervisor di linea.
  5. Educazione: insegnanti di lingue straniere (soprattutto inglese), educatori per l'infanzia, professori universitari, tutor privati.
  6. Sanità: infermieri, medici, farmacisti, tecnici sanitari, assistenti agli anziani sono sempre figure ricercate.

È importante notare che le opportunità di lavoro possono variare a seconda del momento e delle esigenze economiche del paese.

Inoltre, le competenze linguistiche, in particolare la conoscenza dell'inglese, possono essere un vantaggio significativo per molte posizioni lavorative a Malta, in particolar modo per chi non è già del posto (e quindi non conosce il maltese).

Quando si lavora a Malta o in un altro luogo così turistico, infatti, conoscere la lingua inglese è la chiave non solo per essere presi in considerazione e assunti, ma anche per riuscire a gestire il lavoro al meglio e a integrarsi correttamente nel clima del posto, interagendo in autonomia con i clienti e con i colleghi.

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Comparativi e superlativi inglese: esercizi con regole e spiegazione

Adesso che la teoria è chiara, non ci resta che fare qualche esercizio su comparativi e superlativi in inglese: dopotutto, non c'è niente di più efficace, per apprendere un nuovo argomento, che vederlo inserito in un contesto e capire realmente come funziona.

1) Esercizi comparativi e superlativi inglese: completa la frase

Di seguito troverai alcune frasi da completare con comparativi e superlativi in inglese:

1. My car is ____ than yours. → La mia macchina è più veloce della tua.

2. This movie is ___________ than the one we watched last week. → Questo film è più intrattenente di quello che abbiamo visto la scorsa settimana.

3. He is _____ than his brother. → Lui è più alto di suo fratello.

4. The Pacific Ocean is _______ than the Atlantic Ocean. → L'oceano Pacifico è più ampio dell'Oceano Atlantico.

5. She is the ________ singer in the competition. → Lei è la cantante più talentuosa della competizione.

6. This restaurant is the _______ in town. → Questo ristorante è il migliore in città.

7. Today is colder than yesterday."

8. This book is ____________ than the one I read last month. → Questo libro è più interessante di quello che ho letto il mese scorso.

9. John is the _________ student in our class. → John è lo studente più intelligente nella nostra classe.

10. This smartphone is _______-__ than the one I bought last year. → Questo cellulare è più economico di quello che ho acquistato lo scorso anno.

Soluzioni:

  1. faster
  2. more entertaining
  3. taller
  4. larger
  5. most talented
  6. best
  7. more interesting
  8. smartest
  9. cheaper

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Lavoro in Germania per italiani vitto e alloggio: cosa significa?

Spesso si trovano annunci di lavoro in Germania per italiani con vitto e alloggio: ma cosa significa esattamente questa dicitura e perché è così ricercata?

Innanzitutto, vitto e alloggio sta a significare che, compreso nell'offerta di lavoro, vi è anche il cibo e un posto in cui il lavoratore può stare. Questo ti consente di prendere e partire ancora prima di aver trovato una casa in affitto, anche perché può risultare difficile riuscirci quando si è ancora in Italia.

In questo modo, avrai tempo di trovare un'altra sistemazione quando sarai già in Germania, e avrai già il tuo lavoro con contratto.

Lavoro "per italiani", poi, è un'altra caratteristica molto intrigante. In effetti, quando vai all'estero devi considerare di avere un grande vantaggio dalla tua parte: una competenza linguistica in più. La lingua italiana, a un livello madrelingua!

Si dice sempre di partire con ciò che si ha, e questo ne è l'esempio più lampante: grazie alla tua conoscenza della lingua italiana, sei più adatto a certe offerte di lavoro e avrai più probabilità di essere selezionato e scelto.

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Quando si usa much e many: esempi pratici

Per comprendere appieno questo argomento, non c'è niente di meglio che vedere qualche esempio pratico. Poter vedere many e much inseriti in un contesto ti aiuterà a capire meglio quando è necessario usare uno e quando l'altro.

Vediamo, quindi, alcune frasi dove bisogna usare much e alcune in cui, invece, è fondamentale l'uso di many.

  • Much (molto / molta / molto):
    • There isn't muchmilk left in the fridge. → Non c'è molto latte rimasto in frigorifero. - Il latte è un sostantivo non numerabile, perché non possiamo trasformarlo al plurale "i latti".
    • She doesn't have muchpatience when it comes to waiting in line. → Non ha molta pazienza quando si tratta di aspettare in fila.) - La pazienza è un concetto astratto, non numerabile.
    • Is there much sugar in your coffee?" (C'è molto zucchero nel tuo caffè?) - Anche qui, lo "zucchero" è un oggetto che non si può rendere plurale.
  • Many (molti / molte / tanti):
    • There are manyapples in the basket. → Ci sono molte mele nel cestino. - "Mele" è numerabile, infatti possiamo dire che ci sono "tre mele" così come "cinque mele" e così via.
    • How many students are in your class? → Quanti studenti ci sono nella tua classe?) - La parola "studenti" è numerabile.
    • She has visited many countries in her lifetime. → Lei ha visitato molti paesi nella sua vita.) - "Paesi" è numerabile, e perciò utilizziamo many anche in questo caso.

In sintesi, "much" viene utilizzato con sostantivi non numerabili, mentre "many" viene utilizzato con sostantivi numerabili.

I 5 mercati famosi a Londra

1. Covent Garden

Covent Garden è uno dei mercati più famosi e iconici di Londra, noto per la sua storia ricca e la sua vivace atmosfera.

Situato nel cuore del West End, Covent Garden è molto più di un semplice mercato; negli anni, infatti, è diventato un importante punto di riferimento per lo shopping, il cibo, lo spettacolo e l'intrattenimento

All'interno del mercato coperto di Covent Garden troverai una varietà di bancarelle che offrono una vasta gamma di prodotti, tra cui artigianato, oggetti d'arte, souvenir, gioielli, abbigliamento e molto altro ancora. È un luogo ideale per fare acquisti di articoli unici e originali: a differenza di altri mercati non è a tema, perciò puoi trovare diversi tipi di prodotti da comprare.

Inoltre, Covent Garden è rinomato per i suoi artisti di strada, che si esibiscono regolarmente lungo le strade e nelle piazze del quartiere. Dagli illusionisti ai musicisti, dagli artisti di strada ai giocolieri, puoi goderti spettacoli di alta qualità mentre esplori il quartiere.

2. Portobello Road Market

Portobello Road Market è un altro famoso mercato londinese, situato nel quartiere iconico di Notting Hill.

È rinomato per la sua atmosfera vivace, le bancarelle colorate e la vasta selezione di prodotti unici.

Si tratta, in particolare, di uno dei mercati di Londra più famosi per l'antiquariato e per gli oggetti da collezione. Lungo la strada troverai infatti numerose bancarelle che vendono mobili d'epoca, oggetti decorativi, libri rari, vinili, giocattoli vintage e altro ancora: facendo shopping qui, avrai modo di trovare pezzi unici per arredare la tua casa e farla diventare un luogo iconico.

Inoltre, Portobello Road è un paradiso per gli amanti della modavintage. Troverai una varietà di negozi e bancarelle che offrono abbigliamento vintage, accessori alla moda, borse, scarpe e occhiali retrò.

Oltre agli articoli vintage e artistici, Portobello Road Market ospita anche bancarelle che vendono prodotti freschi e delizie culinarie. Puoi trovare frutta e verdura di stagione, formaggi artigianali, pane appena sfornato, dolci fatti in casa e cibi gourmet provenienti da tutto il mondo.

Regole e utilizzo dei verbi

I verbi del terzo gruppo in francese sono generalmente considerati irregolari, il che significa che non seguono uno schema regolare di coniugazione come i verbi dei primi due gruppi (-er e -ir).

Tuttavia, ci sono alcune regole e tendenze comuni che possono aiutare a comprendere e utilizzare i verbi del terzo gruppo in modo più efficace:

  1. Radici irregolari: I verbi del terzo gruppo hanno spesso radici irregolari che non seguono uno schema specifico. Ad esempio, "prendre" (prendere) ha la radice "pren-" invece di "prend-".
  2. Modelli di coniugazione: Nonostante la loro irregolarità, alcuni verbi del terzo gruppo condividono modelli di coniugazione simili. Ad esempio, i verbi come "mettre" (mettere) e "permettre" (permettere) seguono spesso uno schema simile nelle loro forme coniugate.
  3. Radici che terminano in -re: Molti verbi del terzo gruppo hanno radici che terminano in -re. Questi verbi possono seguire modelli di coniugazione simili, ma hanno spesso delle irregolarità nelle loro forme coniugate. Ad esempio, "prendre" (prendere), "mettre" (mettere) e "boire" (bere) sono tutti verbi del terzo gruppo con radici che terminano in -re.
  4. Coniugazioni comuni: Alcuni verbi del terzo gruppo possono essere particolarmente comuni e frequentemente utilizzati, quindi è utile impararne le forme coniugate principali. Questi includono verbi come "avoir" (avere), "être" (essere), "faire" (fare), "aller" (andare), "pouvoir" (potere) e molti altri verbi.
  5. Utilizzo contestuale: Oltre a imparare le forme coniugate specifiche, è importante comprendere il contesto in cui vengono utilizzati i verbi del terzo gruppo. Questo può essere appreso attraverso l'osservazione e la pratica della lingua francese in situazioni di comunicazione autentiche.

Anche se i verbi del terzo gruppo possono essere più complicati dei verbi regolari, la pratica costante e l'esposizione alla lingua francese aiuteranno a familiarizzare con le loro forme coniugate e il loro uso corretto.

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Attività per la Giornata del libro

Intorno alla Giornata internazionale del libro si svolgono diverse celebrazioni, soprattutto nei Paesi di lingua spagnola, come nel caso di Barcellona, in Spagna, dove questo giorno viene festeggiato con grande fervore in quanto coincide con il giorno di "Sant Jordi", patrono della Catalogna, e si svolge sulla Rambla de Cataluña nella città di Barcellona. Per i catalani, il giorno di Sant Jordi o il giorno del libro è uno dei giorni più romantici dell'anno ed è tradizione regalare libri e rose non solo alla persona amata, ma anche ad amici, lavoratori e familiari. Se vi recate a Barcellona in questo giorno, troverete un'atmosfera magica, i librai che riempiono la città di cultura attraverso i libri e i fiorai che impregnano la città con il dolce profumo dei fiori. I bambini delle scuole disegnano rose da regalare ai genitori e agli amici. Queste attività della Giornata internazionale del libro coinvolgono enti governativi e non governativi interessati a sostenere autori, editori, librai, educatori, scrittori e bibliotecari, nonché reti di scuole specializzate nella creazione di libri per bambini, e creano la Giornata del libro per bambini anche in alcuni club del libro, dove si realizzano lavori artigianali, disegni e poster per la Giornata internazionale del libro. Altrove, associazioni, istituzioni e scrittori di tutto il mondo si riuniscono per firmare le loro opere più recenti e rappresentative. Alcune associazioni di

3. Vis a Vis

Macarena è una giovane donna fragile e innocente che entra in carcere in attesa del processo per un reato di appropriazione indebita. In carcere, entrerà in un mondo pericoloso, completamente diverso da quello che conosceva, che la costringerà a evolversi con la forza. Se avete visto Orange is the New Black e vi è piaciuto, questa serie probabilmente fa al caso vostro. Qui le protagoniste spagnole vestono di giallo. È una delle serie televisive che ha ricevuto le recensioni più positive ed è un grande successo. Vis a vis racconta la storia di Macarena e del suo ingresso in carcere, dove trova buone e cattive compagnie e molti problemi. Un buon programma televisivo per imparare lo spagnolo, soprattutto le espressioni colloquiali che sono molto lontane dallo spagnolo di una volta. Se avete già visto La Casa de Papel, riconoscerete sicuramente Nairobi (Alba Flores) nel ruolo di Saray Vargas.
Adatto ai maggiori di 16 anni.
Spagna, 2015 - 2019.

4. Encanto

Una giovane colombiana potrebbe essere l'ultima speranza della sua famiglia quando scopre che la magia che circonda Encanto, un luogo incantato che benedice i bambini con doni unici, è in serio pericolo. L'ultimo film della Disney ci porta in un mondo colorato e vario, che allude al realismo magico del premio Nobel colombiano Gabriel García Márquez, dove la famiglia Madrigal trascorre le giornate nella gigantesca casa di famiglia e tutti i membri possiedono superpoteri, tranne la protagonista.
Vincitore dell'Oscar e del Golden Globe per il miglior film d'animazione, questo film mostra la ricca cultura colombiana, i modi di dire, il cibo, la musica, le credenze e anche gli eventi storici della Colombia.
Adatto a tutti i tipi di pubblico.
Colombia, 2021
.

5. Élite

Las Encinas è la scuola più esclusiva della Spagna, il luogo dove studiano i figli dell'élite e dove sono appena stati ammessi tre giovani delle classi inferiori provenienti da una scuola pubblica fatiscente. Questa serie è nuova in tutte le sue forme, perché espone apertamente argomenti che sono ancora tabù nella società, come l'omosessualità tra gli adolescenti e l'uso di droghe, oltre a essere rivolta a un pubblico giovane. Con questa serie potrete sicuramente esercitare il vostro spagnolo, oltre a imparare lo slang e le nuove parole che sono emerse tra i giovani spagnoli al giorno d'oggi.
Adatto a chi ha più di 16 anni.
Spagna, 2018 - 2022.

Conoscenza della lingua inglese nelle domande di lavoro Competenze linguistiche in spagnolo nelle domande di lavoro
Ho potuto dimostrare le mie competenze in inglese commerciale come addetto al servizio clienti presso XYZ, dove comunicavo quotidianamente in inglese con clienti internazionali. Lavorando come traduttore per un'organizzazione no-profit, ho potuto utilizzare con successo la mia conoscenza avanzata dello spagnolo traducendo testi scritti dallo spagnolo al tedesco.

Per completare il modo indicativo, vediamo ora il passato imperfetto, che si forma con le classiche desinenze in -ais:

persona

passato imperfetto

Je

jouais

Tu

jouais

Il / Elle / On

jouait

Nous

jouions

Vous

jouiez

Ils / Elles

jouaient

Procediamo con il passato remoto, che è molto simile per la prima persona singolare, ma del tutto diverso nel resto della coniugazione:

persona

passato remoto

Je

jouai

Tu

jouas

Il / Elle / On

joua

Nous

jouâmes

Vous

jouâtes

Ils / Elles

jouèrent

E infine, il futuro semplice:

persona

futuro semplice

Je

jouerai

Tu

joueras

Il / Elle / On

jouera

Nous

jouerons

Vous

jouerez

Ils / Elles

jouerant

Passiamo ora alla coniugazione del verbo giocare in francese al modo congiuntivo, che si compone di tre tempi: presente, passato remoto e imperfetto.

persona

presente

passato remoto

imperfetto

Je

que je joue

que j'aie joué

que je jouasse

Tu

que je joues

que tu aies joué

que je jouasses

Il / Elle / On

que je joue

qu'il/elle/on ait joué

qu'il/elle/on jouât

Nous

que je jouions

que nous nous joué

que nous jouassions

Vous

que je jouiez

que vous vous joué

que vous jouassiez

Ils / Elles

que je jouent

qu'ils/elles aient joué

qu'ils/elles jouassent

E ora, analizziamo invece la coniugazione del condizionale, che si compone di due tempi: presente e passato remoto.

persona

presente

passato remoto

Je

jouerai

j'aurais joué

Tu

joueras

tu aurais joué

Il / Elle / On

jouerait

il/elle/on aurait joué

Nous

jouerions

nous aurions joué

Vous

joueriez

vous auriez joué

Ils / Elles

joueraient

ils/elles auraient joué

Attenzione perché, come vedi, le prime persone sono uguali al futuro semplice, perciò sarà fondamentale capire di cosa si tratta a seconda del contesto in cui sono inserite le forme verbali.

Pronomi tonici in francese: quali sono?

I pronomi tonici in francese sono quindi:

  • Moi (io)
  • Toi (tu)
  • Lui/elle (egli/ella)
  • Nous (noi)
  • Vous (voi)
  • Eux/elles (essi/esse)

Come puoi vedere, ogni pronome soggetto ha un pronome tonico di riferimento, e si fa distinzione tra maschile e femminile per quanto riguarda la terza persona singolare e la terza persona plurale.

Ti consigliamo di studiare i pronomi tonici in francese a memoria, in modo da saperli non solo riconoscere e individuare in un testo, ma anche utilizzare all'occorrenza per suonare più nativo e naturale in un discorso.

Prima di procedere, ecco a te qualche esempio di frase con i pronomi tonici in francese: vedere un elemento grammaticale inserito in un contesto realistico è il modo migliore per comprenderne il funzionamento e riuscire a studiarlo al meglio.

Ecco dieci esempi di frasi con l'uso dei pronomi tonici in francese:

  • Moi, j'aime lire des livres. → Io, amo leggere libri.
  • Toi, tu viens avec moi? → Tu, vieni con me?
  • Lui, il est très gentil. → Lui, è molto gentile.
  • Elle, elle chante très bien. → Lei, canta molto bene.
  • Nous, nous allons au cinéma ce soir. → Noi, andiamo al cinema stasera.
  • Vous, vous avez déjà visité Paris? → Voi, avete già visitato Parigi?
  • Eux, ils habitent à la campagne. → Loro, abitano in campagna.
  • Elles, elles préfèrent les films d'horreur. → Loro, preferiscono i film dell'orrore.
  • Moi, je suis désolé pour ce qui s'est passé. → Io, mi dispiace per quello che è successo.
  • Toi, tu sais cuisiner? → Tu, sai cucinare?

Oyster card Londra: prezzi, giorni e tariffe

Acquistare la Visitor Oyster card ha un costo di 5£ iniziale,più il credito che ci va aggiunto sopra ogni volta che la desideri utilizzare.

Puoi scegliere tu l'importo da caricare durante l' attivazione: da quel momento in poi, durante ogni viaggio ti verrà scalato il credito specifico di volta in volta, applicando sempre la tariffa che conviene di più.

Ricorda che è inoltre stabilito il daily cap, ovvero un limite di spesa giornaliero. Se dovessi raggiungere quel limite, da quel momento in poi e per il resto della giornata viaggi a titolo gratuito. Questo vale per tutti i mezzi fuorché il Thames Clippers river bus ed Emirates Air Line.

Per quanto riguarda le tariffe, dipendono innanzitutto da zona a zona e dal momento della giornata in cui viaggi.

Ecco una tabella dei prezzi più nel dettaglio, cosicché tu possa avere un quadro generale della situazione:

zona

corsa singola

off - peak single

limite giornaliero

1

£2.80

£2.70

£8.50

1-2

£3.40

£2.80

£8.50

1-3

£3.70

£3.00

£10.00

1-4

£4.40

£3.20

£12.30

1-5

£5.10

£3.50

£14.60

1-6 (Heathrow airport)

£5.60

£5.60

£15.6

I bambini al di sotto degli 11 anni viaggiano a titolo gratuito su autobus e tram, ma a patto che siano accompagnati da un adulto pagante.

Invece, i bambini e ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 15 anni hanno diritto a uno sconto per visitatori giovani, che consiste nella metà del prezzo per adulti. Per accedere a questo sconto, è fondamentale acquistare la Visitor Oyster card per loro e, al primo viaggio, richiedere allo staff di impostare il prezzo giovani.

Fase 5: fase finale

La quinta e ultima fase della ripetizione distanziata inizia dopo un mese. Tra la fase 4 e la fase 5 c'è quindi una pausa di circa due settimane, durante le quali non si è ripetuto il nuovo vocabolario. L'ultima fase può essere considerata una sorta di test. Se dopo due settimane senza ripetere le parole si conosce ancora il loro significato, si può essere certi di averle incorporate con successo nel proprio vocabolario. Se invece avete ancora problemi con alcune parole, dovete continuare a esercitarvi e inserirle in una nuova fase di apprendimento. Per esempio, si potrebbero inserire le parole con cui si hanno ancora problemi dopo la fase 5 nella terza fase di un nuovo ciclo di Ripetizione distanziata. In questo modo si garantisce la possibilità di incorporare le parole difficili nel proprio vocabolario a lungo termine. Con la Ripetizione distanziata, è possibile far procedere in parallelo diverse fasi di apprendimento. In questo modo è possibile imparare molti nuovi vocaboli in un tempo molto breve. Il metodo di apprendimento della ripetizione distanziata è molto flessibile. È possibile creare un piano di apprendimento personalizzato e stabilire gli intervalli tra le fasi, nonché il numero di nuove parole che si desidera integrare.

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Come posso trovare l'audio giusto per lo shadowing?

I podcast sono particolarmente indicati per l'apprendimento con la tecnica dello shadowing. Non essendo distratti da immagini o video mentre si parla, ci si può concentrare meglio su ciò che viene detto e sulla pronuncia. Di seguito abbiamo raccolto alcuni siti web in cui è possibile trovare podcast particolarmente validi per lo shadowing:

1. TED Talks
2. YouTube
3. Spotify

Puoi anche dare un'occhiata agli altri post del nostro blog. Abbiamo selezionato i 10 migliori podcast in spagnolo, inglese e francese per l'apprendimento a tutti i livelli.

Suggerimenti su come ottenere di più dallo shadowing

Abbiamo scoperto alcuni suggerimenti e consigli che ti aiuteranno a ottenere molto di più dall'affiancamento. Guardateli e rendete le tue sessioni di apprendimento ancora più efficaci.

Usa le cuffie: le cuffie possono aiutarti a seguire la pronuncia in modo ancora più efficace. Ti aiuteranno a ridurre al minimo i rumori esterni che ti distraggono. Sarai in grado di concentrarti perfettamente sull'accento e sui dettagli di ciò che viene detto. Tuttavia, di tanto in tanto è opportuno esercitarsi a seguire la pronuncia senza cuffie, perché in alcuni casi può aiutare a sentirsi parlare nella lingua straniera.

Regolare la velocità del discorso: In alcune applicazioni, come YouTube, è possibile rallentare la velocità di riproduzione di ciò che viene detto. È possibile utilizzare questa impostazione per l'ombreggiatura, perché se il discorso in lingua straniera è più lento, si riesce a seguirlo meglio. Tuttavia, non bisogna abituarsi alla velocità ridotta e, di tanto in tanto, è bene esercitarsi a seguire il discorso a velocità normale.

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Augurare buone feste in tutte le lingue del mondo

Dopo aver visto cosa vuol dire "buone feste" e come si dice in varie località del globo, qui riportiamo gli auguri di buone feste in tutte le lingue del mondo.

Afrikaans - gelukkige vakansies

Albanese - gëzuar festat

Amarico - መልካም በዓል

Arabo - اجازة سعيدة

Armeno - ուրախ արձակուրդ

Assamese - শুভ বন্ধৰ দিন

Aymara - kusisita Fiestas urunakanxa

Azero - Bayramınız mübarək

Bambara - seli dumanw

Basco - jai zoriontsuak

Bengalese - শুভ ছুটির দিন

Bhojpuri - छुट्टी के दिन के शुभकामना बा

Bielorusso - са святам

Birmano - ပျော်ရွှင်ဖွယ်အားလပ်ရက်များ

Bosniaco - sretni praznici

Bulgaro - весели празници

Catalano - bones festes

Cebuano - malipayong pasko

Ceco - šťastné svátky

Chichewa - Tchuthi chabwino

Chirghiso - Майрамыңыздар менен

Cinese (semplificato) - 节日快乐

Cinese (tradizionale) - 節日快樂

Coreano - 즐거운 휴일

Corso - boni vacanze

Creolo haitiano - Bòn Jou Ferye

Croato - sretni blagdani

Curdo (kurmanji) - cejnan pîroz be

Curdo (sorani) - پشوویەکى خۆش،جەژنەکانت پیرۆز

Danese - god ferie

Dhivehi - ހެޕީ ހޮލިޑޭސް

Dogri - छुट्टियाँ की शुभकामनाएं

Ebraico - חג שמח

Esperanto - feliĉajn Feriojn

Estone - häid pühi

Ewe - dzidzɔ Ŋkekenyuiwo

Filippino - maligayang Piyesta Opisyal

Finlandese - hyvää vappua

Francese - Bonnes fêtes

Frisone - lokkige Holidays

Gaelico scozzese - saor-làithean sona

Galiziano - felices vacacións

Gallese - Gwyliau hapus

Georgiano - ბედნიერი დღესასწაულები

Giapponese - 楽しい休日

Giavanese - Sugeng Liburan

Greco - καλές διακοπές

Guarani - vy'apavê Fiestas-pe

Gujarati - ખુશ રજાઓ

Hausa - Barka da Sallah

Hawaiano - hauʻoli lā hoʻomaha

Hindi - छुट्टियां आनंददायक हों

Hmong - zoo siab hnub so

Igbo - Ezi ezumike

Ilocano - naragsak nga Piesta

Indonesiano - Selamat berlibur

Inglese - happy Holidays

Irlandese - Laethanta Saoire Shona

Islandese - Gleðilega hátíð

Italiano - buone feste

Kannada - ಸಂತೋಷದ ರಜಾದಿನಗಳು

Kazako - мерекелеріңіз құтты болсын

Khmer - រីករាយ​ថ្ងៃ​ឈប់សម្រាក

Kinyarwanda - iminsi mikuru myiza

Konkani - सुटयेचीं परबीं

Krio - gladi Ɔlide dɛn

Lao - ສຸກສັນວັນພັກຜ່ອນ

Lettone - priecīgas brīvdienas

Lingala - ba Fêtes ya esengo

Lituano - linksmų švenčių

Luganda - Ennaku enkulu ennungi

Lussemburghese - Schéin Vakanz

Macedone - среќни празници

Maithili - छुट्टी के शुभकामना

Malayalam - സന്തോഷകരമായ അവധിദിനങ്ങൾ

Malese - selamat bercuti

Malgascio - mirary fety sambatra

Maltese - Festi t-tajba

Māori - Hararei harikoa

Marathi - सुट्टीच्या शुभेछा

Mizo - Holidays hlim takin hmang rawh

Mongolo - баярын мэнд

Nepalese - शुभ बिदा

Norvegese - glade høytider

Odia (oriya) - ଶୁଭ ଛୁଟିଦିନ

Olandese - Prettige Feestdagen

Oromo - baga Ayyaana geessan

Pashto - خوشحاله رخصتۍ

Persiano - تعطیلات شاد

Polacco - Wesołych Świąt

Portoghese - boas festas

Punjabi - ਛੁੱਟੀਆਂ ਮੁਬਾਰਕ

Quechua - kusisqa Fiestas

Rumeno - sărbători fericite

Russo - Счастливых праздников

Samoano - manuia Aso malolo

Sepedi - Matšatši a Maikhutšo a mabotse

Serbo - срећни празници

Sesotho - Matsatsi a phomolo a monate

Shona - Zororo rinofadza

Sindhi - موڪلن جا خوشين وارا ڏينهن

Singalese - සුභ නිවාඩු දිනයක්

Slovacco - šťastné prázdniny

Sloveno - vesele praznike

Somalo - Fasax wanagsan

Spagnolo - felices fiestas

Sundanese - wilujeng lebaran

Svedese - glad helg

Swahili - Likizo njema

Tagico - ид муборак

Tamil - மகிழ்ச்சியான விடுமுறை நாட்கள்

Tataro - Бәйрәм белән

Tedesco - schöne Feiertage

Telugu - శుభ శెలవుదినాలు

Thai - สุขสันต์วันหยุด

Tigrino - ርሑስ በዓላት

Tsonga - Tiholideyi letinene

Turco - mutlu tatiller

Turcomanno - baýramyňyz gutly bolsun

Ucraino - щасливих свят

Uiguro - بايرىمىڭىزغا مۇبارەك بولسۇن

Ungherese - kellemes Ünnepeket

Urdu - خوش چھٹیاں

Uzbeco - bayramlar bilan

Vietnamita - ngày lễ vui vẻ

Xhosa - iholide ezimnandi

Yiddish - גליקלעך האָלידייַס

Yoruba - dun Isinmi

Zulu - Amaholide ajabulisayo

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Come si pronuncia grazie in tutte le lingue

Conoscere la grafia di una parola spesso risulta completamente inutile, se poi non sappiamo qual è la sua pronuncia. Ciò accade con le lingue che utilizzano un alfabeto diverso dal nostro, e che quindi probabilmente non conosciamo se non ci è capitato di studiarlo. In arabo, per esempio, la pronuncia di اشكرك è "ashkuruk", mentre in lao "grazie" si dice "khob chai" e si scrive ຂອບ​ໃຈ. E ancora, in bengalese la grafia della parola "grazie" è ধন্যবাদ, che si pronuncia "Dhan'yabāda", mentre se vuoi ringraziare qualcuno in Grecia dovrai dire "sas efcharistó", scritto σας ευχαριστώ. Impara con noi di Sprachcaffe la pronuncia della parola "grazie" di alcune delle lingue con un altro alfabeto, come il cinese e il coreano, l'amarico e il greco, il nepalese e varie altre.

Amarico - āmeseginalehu

Arabo - ashkuruk

Armeno - shnorhakalut'yun

Bengalese - Dhan'yabāda

Bielorusso - Dziakuj

Birmano - kyaayyjuutainparsai

Bulgaro - Blagodarya ti

Chirghiso - rahmat

Cinese (semplificato) - Xièxiè nǐ

Cinese (tradizionale) - Xièxiè nǐ

Coreano - gamsahabnida

Dhivehi - shukuriyyaa

Georgiano - gmadlobt

Giapponese - Arigatōgozaimasu

Greco - sas efcharistó

Gujarati - Ābhāra

Hindi - dhanyavaad

Kannada - Dhan'yavādagaḷu

Kazako - raqmet sizge

Khmer - saum arkoun

Lao - khob chai

Macedone - Vi blagodaram

Malayalam - nandi

Marathi - Dhan'yavāda

Mongolo - bayarlalaa

Nepalese - Dhan'yavāda

Punjabi - Tuhāḍā dhanavāda

Russo - Spasibo

Serbo - Hvala vam

Singalese - oyāṭa stūtiyi

Tagico - sipos

Tamil - Naṉṟi

Telugu - Dhan'yavādālu

Thai - K̄hxbkhuṇ

Ucraino - Dyakuyu tobi

Yiddish - adank

Usare gli avverbi di tempo in inglese nelle domande

Le frasi interrogative sono sempre quelle che causano più problemi nello studio dell'inglese, perché presentano una struttura molto diversa da ciò a cui siamo abituati. E quando andiamo ad aggiungere altri elementi oltre a soggetto e verbo le cose si complicano! Come in questo caso, in cui bisogna trovare un posto agli avverbi di tempo in inglese nelle domande.

Per chiedere informazioni riguardo a quando è accaduta o accade una determinata azione, basterà iniziare la frase con "When…?", che significa proprio "Quando…?".

Mentre, per fare una domanda sulla durata di un'azione, le parole con cui iniziare la frase interrogativa saranno: "How long…?", che significa "Per quanto (tempo)…?"

  • When do you think you will come back home? = Quando pensi di tornare a casa?
  • How long have you lived in Hong Kong? = Per quanto tempo hai vissuto ad Hong Kong? (possiamo anche dire "how much time?"

Discorso diverso per quanto riguarda le domande sulla frequenza di un'azione, che in questo caso prevedono l'uso degli avverbi di tempo corrispondenti. La forma standard prevede l'utilizzo delle parole "How often…?", che letteralmente significa "Quantospesso…?", ma volendo è possibile applicare anche la classica forma delle frasi interrogative, con l'ausiliare do:

  • Do you often eat Chinese food? = Mangi spesso cibo cinese?
  • Do they always act like this? = Si comportano sempre così?
  • Does she ever think of me? = Lei pensa mai a me? (si usa sempre ever nelle domande per dire "mai", never è sbagliato in questo caso)
  • What time do you usually have lunch? = A che ora pranzi di solito?

Se vogliamo sapere una frequenza precisa, possiamo chiedere "How many times…?"

  • How many times a day do you eat rice? = Quante volte a settimana mangi il riso?

Uso di still e yet nelle domande

È necessario fare un discorso a parte per quanto riguarda gli avverbi di tempo still e yet, che entrambi possono voler dire "ancora", ma si usano in contesti diversi.

Yet si utilizza nelle frasi negative e interrogative. A seconda della posizione, indica qualcosa che non è ancora successo o che si prevedeva che sarebbe dovuto già succedere. Se è presente, yetva collocato dopo ilnot, altrimenti si mette alla fine della frase.

  • Have you finished dinner yet? = Hai già finito di cenare? (tono normale, è una semplice domanda)
  • Haven't you finished dinner yet? Ancora non hai finito di cenare? (tono di sorpresa, ci stai mettendo più del previsto)
  • She hasn't call me yet. = Non mi ha ancora chiamato. (me lo aspettavo)

Still, invece, si può usare anche nella forma affermativa. Nelle frasi principali si colloca dopo il verbo ausiliare ma prima del verbo principale, eccezion fatta in caso il verbo principale sia to be: in quel caso, come abbiamo visto in precedenza per gli altri avverbi di tempo, andrà messo dopo. Nelle frasi interrogative, invece, va sempre messo prima del verbo principale.

  • Are you still here? = Sei ancora qui?
  • I just woke up, but I'm still tired. = Mi sono appena svegliato, ma ho ancora sonno.
  • Does she still go to yoga? = Va ancora a yoga?

Ordine degli avverbi di tempo in inglese

Analizziamo la frase: Mi lavo i denti tutti i giorni, tre volte al giorno. In questo costrutto sono presenti ben due avverbi di tempo, uno di seguito all'altro, e possiamo cambiarli di posizione tra di loro senza impattare granché sul suo significato. Se la volessimo tradurre in inglese, però, come dovremmo comportarci?

Al contrario del nostro caso in italiano, la lingua inglese prevede un ordine ben preciso da seguire, qualora si vogliano inserire due avverbi di tempo in una stessa frase. La gerarchia da rispettare è la seguente:

  • avverbi di durata, (A)
  • avverbi di frequenza (B)
  • avverbi che indicano quando (C)


Vediamo qualche esempio per capire meglio il concetto:

  • I brush my teeth three times a day (B) every day (C). = Mi lavo i denti tutti i giorni, tre volte al giorno.
  • You worked out weekly (B) last year (C). = Ti sei allenato settimanalmente, l'anno scorso.
  • She works for 40 hours (A) every week (B). = Lavora 40 ore ogni settimana.

Seguendo lo stesso ordine, di conseguenza, è possibile inserire in una stessa frase anche tre avverbi di tempo in inglese:

  • I've been reading a book for an hour (A) four days a week (B) in the last few months (C). = Negli ultimi mesi sto leggendo un libro per un'ora al giorno quattro volte a settimana.
  • I go to the seaside for two weeks (A) every summer (B) in August (C). = Ogni anno vado al mare per due settimane ad Agosto.

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Lingua delle Filippine: le lingue autoctone

Queste che abbiamo visto sino ad ora sono solo le lingue ufficiali, ma in realtà le lingue native che si parlano qui sono la bellezza di 182, e sono solo quelle più parlate!

La diffusione di questi linguaggi è iniziata talmente tanto indietro nel tempo che oggi sono proprio radicati nella cultura della gente del posto, che continua ad utilizzarli ancora ora nonostante la presenza di due lingue ufficiali così preponderante. Le 8 lingue indigene più diffuse in assoluto sono:

  • Tagalog, che come abbiamo visto viene parlato da più di un terzo della popolazione;
  • Waray-waray, una lingua austronesiana parlata qui, nelle province del Somar Settentrionale e Orientale)
  • Lingua cebuana, il cui nome deriva dall'isola filippina di Cebu, e che fa parte del sottogruppo del visayano;
  • Lingua ilocana, la terza più parlata dopo le lingue ufficiali;
  • Lingua Hiligaynon, diffusa specialmente nelle province di Hailo, Sultan, Kudarat, Guimaras e Negros Occidental;
  • Lingua Kapampangan, diffusa nella regione del Luzon centrale;
  • Lingue bicolane, che prendono il nome dalla regione di Bicol, in cui vengono praticate;
  • Lingua Pangasinan, che prima si scriveva utilizzando il baybayin, antico sistema di scrittura del tagalog.

Ma troviamo ampiamente diffuse anche le lingue maranao, maguindanao, kinaray-a, bicolana di Albay e tausug. Ognuna di queste tredici lingue è parlata da almeno un milione di persone, e consideriamo che le Filippine ospitano più di 113 milioni di abitanti.

La maggior parte di queste lingue parlate nelle Filippine appartiene al sottogruppo della lingua malese-polinesiana, che appartiene a sua volta alla famiglia linguistica austronesiana

L'unica eccezione la fa il chavacano, un linguaggio creolo basato sullo spagnolo e grande testimonianza odierna della colonizzazione spagnola avvenuta in queste terre. Il chavacano è l'unica lingua creola che si parla nelle Filippine, ed è diverso da altre lingue della stessa origine, per esempio il creolo haitiano, lingua che si parla a Cuba. Ad ogni modo deriva dallo spagnolo, ed è stato parlato per circa 400 anni: questo lo classifica come una delle lingue creole più antiche in tutto il mondo.

La preposizione de

Adesso parliamo della preposizione de, una di quelle che ha più utilizzi in assoluto nella lingua francese. Questo perché corrisponde non ad una, ma a due delle nostre preposizioni semplici, e infatti la possiamo tradurre sia con "di" sia con "da" a seconda del contesto. In realtà, in alcuni casi possiamo tradurla anche come "in", e in altri persino come "con"! Insomma, imparare ad usarla è fondamentale per riuscire ad acquisire sicurezza quando si parla in francese.

La preposizione de si utilizza per:

  • Indicare la provenienza
    Sara vient de Gênes. = Sara viene da Genova.
  • Parlare dell'autore di un'opera
    J'ai vu le dernier chef-d'œuvre de Banksy = Ho visto l'ultimo capolavoro di Banksy.
  • Introdurre il complemento di specificazione
    C'est le déjeuner de Ben, ne le mange pas. = È il pranzo di Ben, non mangiarlo.
  • Introdurre il complemento di modo
    Se comporte de manière agressive. = Si comporta in modo aggressivo
    Quand il vous parle, il le fait d'une voix douce. = Quando ti parla, lo fa con voce dolce. (con una parola che inizia per vocale, possiamo eliminare la -e e sostituirla con un apostrofo)

Si utilizza la preposizione de anche dopo la formula verbo etre + aggettivo + infinito:

Esempio:
Il est interdit de marcher sur l'herbe. = È vietato calpestare le aiuole.

E dopo alcuni verbi, in frasi nelle quali, di solito, in italiano va omessa:

  • Il suffitde parler et tout est résolu = Basta parlare e tutto è risolto.
  • Un homme s'est approchéde ma maison = Un uomo si è avvicinato a casa mia.
  • On ferait mieux de rentrer, il va pleuvoir. = Ci conviene rientrare, sta per piovere.

Al contrario, omettiamo il de in francese dopo i verbi di opinione, quando invece in italiano lo metteremmo. I verbi di opinione sono quelli che introducono un pensiero, come: croire (credere), penser (pensare), souhaiter (desiderare), affirmer (affermare), dire (dire), espérer (sperare). Vediamo qualche esempio anche di questo caso:

  • J'espère pouvoir vous voir demain matin. = Spero di riuscire a salutarti domattina.
  • Je pense avoir gagné le pari. = Penso di aver vinto la scommessa.

Anche in questo caso bisogna prestare attenzione a certe espressioni comuni che in italiano hanno notoriamento il "di", e che invece in francese vengono introdotte da un'altra preposizione:

  • d'estate = en été
  • d'inverno = en hiver
  • di giorno = le jour (qui addirittura sostituiamo la preposizione con l'articolo determinativo)
  • di notte = la nuit
  • di nascosto = en cachette

Bruxelles lingua: le lingue immigrate

Sin dalla fine del secondo conflitto mondiale, il Belgio è stato una delle nazioni maggiormente interessate dal fenomeno dell'immigrazione, con moltissimi cittadini europei e non che raggiungevano la grande capitale Bruxelles per questioni lavorative.

Non ci stupisce, quindi, scoprire che la lingua parlata a Bruxelles non si limita agli idiomi ufficiali e ai dialetti di belgi di altre zone del Paese trasferiti nella capitale, ma che sono presenti anche minoranze linguistiche immigrate di notevole entità.

Una delle principali è proprio l'italiano. Se pensiamo che lo scorso secolo, alla fine degli anni '70 la popolazione straniera belga era composta da 900.000 persone e che un terzo di queste erano italiane, ecco che oggi a Bruxelles l'italiano è una minoranza ben consolidata. Oggi il numero è leggermente calato, con circa 250.000 italiani residenti in Belgio, e dunque altrettante persone che parlano italiano come lingua madre. Una presenza notevole, ma sicuramente la diffusione di questa lingua non è sufficientemente ampia per pensare di vivere a Bruxelles sapendo solo l'italiano.

Per quanto riguarda le zone, invece, la concentrazione dell'italiano riguarda principalmente l'area metropolitana di Bruxelles e la regione della Vallonia, a sud del Paese.

Più diffuso ancora dell'italiano c'è il marocchino, ovvero la lingua araba parlata in Marocco: questo perché la comunità marocchina presente in Belgio sfiora i 360.000 abitanti ed è in assoluto quella più numerosa.

Le altre lingue parlate dai residenti immigrati a Bruxelles sono il turco, lo spagnolo e il portoghese, anche se in percentuali decisamente più piccole.

Verbo essere e avere in francese come ausiliari

Come abbiamo accennato all'inizio di questo articolo, i verbi essere e avere in francese hanno l'importante funzione di essere verbi ausiliari, ovvero di aggiungersi ad un altro verbo nella formulazione dei tempi composti. Senza questi due verbi, sarebbe impossibile creare frasi con forme verbali più complesse, come per esempio tradurre "avrà pensato" o "siamo scappati!".

Anche in italiano sono ausiliari, ma il verbo avere e essere in francese come ausiliari hanno un ruolo un po' diverso rispetto a quello a cui siamo abituati; per certi versi, le regole che determinano l'uso dell'uno o dell'altro somigliano più a quelle della grammatica spagnola.

Infatti, il verbo avoir si utilizza come ausiliare in maniera molto "strana" per noi: supporta il verbo être nella creazione dei tempi composti. In pratica, avviene ciò che per noi suona un po' come "ho stato". Vediamo qualche esempio:

  • J'aiété clair? = Sono stato chiaro?
  • Il aura été ravi de vous rencontrer. = Sarà stato felice di incontrarti.
  • Mon ordinateur n'a pas été livré. = Il mio computer non è stato spedito.

Il verbo avoir come ausiliare si usa anche con:

  • Verbi neutri e impersonali come geler, suffire, neiger, falloir, e pleuvoir.
    Il a plu tout le mois. = Ha piovuto tutto il mese.

    Quelques secondes ont suffi pour le comprendre. = Sono bastati pochi secondi per capirlo.
  • Verbi che servono a indicare un cambiamento, come changer, augmenter, grossir, maigrir, rougir, diminuer, vieillir.

    Il a rougi dès qu'il t'a vu. = È arrossito appena ti ha vista.
    Le chiffre d'affaires a augmenté de 30%. = Il fatturato è aumentato del 30%.
    On ne peut plus courir, on a trop vieilli. = Non possiamo più correre, siamo invecchiati troppo
  • Altri verbi dove in alcuni casi ci aspetteremmo il verbo essere, come per esempio plaire, éclater, durer, sembler, réussir, vivre, triompher, survivre, exister, fluir, glisser, coutre, disparaître, déplaire, sauter e succéder.

    Nous avons vécu une vie bien remplie. = Abbiamo vissuto una vita piena.
    Les dinosaures ont existé. = I dinosauri sono esistiti.
    Vous avez duré 8 ans en couple. = Siete durati otto anni come coppia.
    Elle a survécu à un accident d'avion. = Lei è sopravvissuta ad un incidente aereo.

Inoltre, di base il verbo avoir è l'ausiliare da utilizzare per i verbi transitivi, ovvero quelli che reggono il complemento oggetto:

  • J'ai écouté ta chanson. = Ho ascoltato la tua canzone.
  • Nous avions acheté des bananes, où sont-elles ? = Avevamo comprato le banane, dove sono?

Parlando invece del verboêtre, utilizzato in qualità di ausiliare assume un ruolo molto simile al verbo essere della lingua italiana. Infatti, lo usiamo insieme a:

  • Verbi intransitivi che indicano movimento come aller, venir, partir, arriver, entrer, sortir, descendre, monter, passer, rester, tomber, retourner. (Non tutti i verbi di movimento, però, come abbiamo visto poco fa.)

    Tu es venu quand je n'étais pas là. = Sei venuto quando non c'ero.
    Ils sont retournés à cet endroit ennuyeux. = Sono tornati in quel posto noioso.
    Lorsque Joe est arrivé, il n'y avait personne. = Quando Joe è arrivato, non c'era nessuno.
  • Per formare il tempo composto dei verbi pronominali, ovvero i verbi che esistono soltanto nella loro forma riflessiva, accompagnati dunque da un pronome riflessivo.

    Quand il s'est levé ce matin, il faisait encore nuit. = Quando si è alzato stamattina, era ancora buio.
    On se sera débarrassé de ce canapé. = Ci si sbarazzerà di quel divano.
  • Per creare la forma passiva dei verbi.

    Le monument est construit par de nombreux ouvriers. = Il monumento è costruito da molti operai.
    La carte est maintenant perdue. = La mappa è perduta ormai.

Lituania lingua: origini del lituano e caratteristiche

Come abbiamo detto, la lingua lituana è davvero molto antica, una tra le più simili alla lingua da cui si sono generati i linguaggi della famiglia indoeuropea. Ma quanto è antica effettivamente?

Molto, se pensiamo alle sue grandi similitudini con il sanscrito, con cui condivide gran parte del vocabolario. È una delle pochissime lingue a presentare ancora caratteristiche così antiche, come il fatto di mantenere la "s" delle radici indoeuropee: la maggior parte delle altre lingue con le medesime origini hanno provveduto, nel tempo, a eliminarla.. Possiamo notare questa caratteristica in parole come nizdos, che diventa "nido" per noi e "nest" in inglese.

Anche se imparentate e geograficamente simili, poi, molti credono che lituano ed estone siano molto simili, ma vi è una grande differenza a separare queste due lingue, ed è proprio l'origine! Infatti, l'estone è una lingua uralica di famiglia finnica, vale a dire quelle parlate prevalentemente in Finlandia e in Estonia. La lingua lituana non è né una lingua finnica né una lingua slava, invece.

Oggi come oggi, il lituano è suddiviso in due diversi dialetti: Aukstaitian e Samogitian, a loro volta suddivisi in sotto-dialetti. In base alla zona, troviamo di entrambi le versioni di ovest, sud o est. Le origini del lituano standard sono da ricercare nel dialetto Aukstaitian che si parla a ovest della Lituania.

Lingue minoritarie a Vienna

Vienna è una città estremamente amata dal resto degli abitanti europei: la maggior affluenza di immigrati a Vienna proviene dalla Romania, a seguire dalla Germania e subito dopo dagli austriaci provenienti da altre città, ma vi sono fisse alcune comunità serbe e turche ormai radicate. Si tratta della quinta città europea più popolosa, subito dopo Berlino, Madrid, Roma e Parigi, e questa grande densità demografica naturalmente si riflette anche a Vienna sulla lingua parlata.

Il turco è la lingua minoritaria più numerosa, con il 2,3% della popolazione che la parla. Il dato non è molto alto, perché in realtà ormai la comunità turca è qui da generazioni e conosce il tedesco al livello degli austriaci nativi.

Le altre lingue che troviamo in maniera abbastanza diffuse sono:

  • Croato del Burgenland, lingua ufficiale del Burgenland: 2,5%. A Vienna, i croati del Burgenland sono riconosciuti e tutelati come minoranza:
  • Serbo, 2,2 %;

Molti austriaci, inoltre, hanno competenze basilari in italiano, imparate a scuole o durante le vacanze in Italia: sono molti gli abitanti dell'Austria che amano visitare il nostro Paese durante i giorni liberi!

Per quanto riguarda l'inglese, invece, a Vienna è piuttosto diffuso a causa della grande affluenza turistica che subisce ogni anno la capitale austriaca. Il livello di inglese non è abbastanza alto per vivere qui, però: a Vienna la lingua ufficiale è il tedesco e il tedesco si parla. Per entrare nel cuore della gente del posto, dovrai imparare la lingua e utilizzarla in ogni circostanza.

Non dimentichiamo poi la diffusione elevata del dialetto alemannico, un sotto-dialetto che si parla nel Vorarlberg e che appartiene allo stesso sottogruppo di cui fanno parte i dialetti parlati in Francia nel sud dell'Alsazia e in Svizzera settentrionale.

Lingue minoritarie parlate in Polonia

In Polonia la lingua è molto omogenea, come abbiamo visto, ma sono comunque presenti moltissime lingue minoritarie, seppur con piccole percentuali di diffusione.

La prima tra tutte è sicuramente il casciubo (o Kashubian), una lingua slava diversa dal polacco che appartiene al gruppo delle lingue lechitiche. Si pensa che sia nato dalla lingua parlata dal gruppo indigeno Pomerania, giunto in questi luoghi ben prima della popolazione polacca. Il casciubo viene infatti parlato prevalentemente nel voivodato di Pomerania, dove trova più di 50 000 parlanti (su 100 mila totali in tutta la Polonia): oltre a presentare differenze con la lingua polacca, può modificarsi molto anche a seconda che sia parlato da un kashubiano del nord o del sud, al punto da faticare a comprendersi a vicenda. Questa è la lingua minoritaria più diffusa in Polonia, ma ne troviamo anche altre come:

  • Tedesco, con 96 mila parlanti;
  • Bielorusso, con 26 mila parlanti;
  • Ucraino, con 25 mila parlanti;
  • Romanì, con 15 mila parlanti (è la lingua parlata dalla popolazione rom, diffusa qui e in molti altri Paesi dell'Europa settentrionale e nella parte più a est;
  • Rusyn, con 5 mila parlanti (è una lingua slava parlata dai Russini qui e in altre zone di Russia, Slovacchia e altri paesi confinanti);
  • Lituano, con 5 mila parlanti;
  • Armeno, con 2 mila parlanti;

È interessante sapere, poi, che proprio in Polonia è nata la lingua esperanto, un linguaggio artificiale creato dal medico linguista Ludwik Lejzer Zamenhof per facilitare la comunicazione tra popolazioni di cultura diversa. L'esperanto in Polonia e in Croazia è stato dichiarato patrimonio immateriale dell'umanità.

Clique Club - divertimento sotterraneo

Si cambia totalmente genere con il Clique Club, passando dalla cima di un grattacielo a un locale sotterraneo. Ebbene sì, questa discoteca di Malta, sempre nella zona di Paceville, è una piccola perla nascosta nei sotterranei del centro, poco sopra la scalinata di Santa Rita.

Se detto così fa immaginare un'atmosfera più intima e tranquilla avrai da ricrederti: al Clique Club ci si scatena sulle note metalliche di House, Deep House e Tech House! Il divertimento è assicurato per tutto l'anno e fino alle sette del mattino: è il luogo perfetto per lasciarsi andare totalmente e vivere le serate più selvagge e liberatorie. L'ambiente di certo aiuta, grazie a macchine del fumo, proiettori ovunque, laser e un bar che propone ottime offerte sui drink.

Fondamentale qui dentro la figura del DJ: avrai modo di conoscere i più famosi artisti maltesi e non, che daranno vita a serate ed eventi da non dimenticare.

Saint Julian’s - il cuore della movida

Se invece stai cercando divertimento notturno, feste e tante occasioni per ballare, allora dove alloggiare a Malta viene da sé: a Saint Julian's! Si trova nei dintorni di Sliema, ma di certo non condivide la sua indole tranquilla: St. Julian's è una cittadina movimentata, vivace, piena di opportunità e di occasioni di divertimento di giorno e, soprattutto, di sera.

Se durante la giornata avrai modo di fare il bagno sul lungomare o prendere l'autobus per raggiungere in breve tempo spiagge incredibili come la St George's Bay, una volta calato il sole le feste non si faranno di certo attendere. Anzi, la città pare prendere vita, con musica proveniente da ogni dove e persone di tutte le età che hanno solo voglia di ballare, conoscere gente e divertirsi.

L'atmosfera unica di Saint Julian's è uno dei vantaggi che ti offriamo su Sprachcaffe con le vacanze studio a Malta per adulti: proprio qui, infatti, nel cuore vibrante dell'isola, abbiamo deciso di posizionare la nostra scuola di lingue. E comodamente raggiungibili a piedi o con i mezzi pubblici si trovano in zona anche gli alloggi che offriamo ai nostri studenti, per un'esperienza linguistico-culturale immersiva e coinvolgente. Di mattina studi l'inglese in un contesto madrelingua, di pomeriggio ti rilassi in spiaggia e di sera ti scateni in una delle più famose discoteche di Malta: cosa c'è di più bello?

Paesi europei dove si parla inglese come seconda lingua

Ormai conoscere l'inglese è quasi fondamentale, soprattutto per alcune carriere professionali. O semplicemente per aprirsi quante più opportunità possibili nella vita, dai viaggi alle amicizie. Per queste ragioni i Paesi dove si parla inglese a livello ufficiale non sono gli unici in cui questa lingua si studia e si pratica, anzi: se ci pensi, anche qui da noi in Italia lo studiamo a scuola sin dalla prima elementare.

C'è chi però ci riesce con più successo, come per esempio:

  • Paesi Bassi: nonostante non sia annoverato tra le lingue ufficiali dell'Olanda, stiamo parlando del Paese europeo dove si parla meglio l'inglese, con una percentuale del 95%. In pratica, tutti lo conoscono e lo utilizzano quotidianamente in qualunque contesto, anche per gli studi universitari.
  • Danimarca: la lingua ufficiale è il danese, ma il livello di inglese della popolazione è davvero impressionante. Quasi tutti lo parlano fluentemente e, volendo, si potrebbe tranquillamente vivere in questo Paese senza conoscere il danese. Certo è che rimane quella la lingua della convivialità, perciò per entrare davvero nello spirito locale rimane necessario. A livello pratico però non lo è, e questo perché sin da bambini i danesi sono abituati ad ascoltare l'inglese, a guardare cartoni animati e film senza doppiaggio e senza sottotitoli.
  • Svezia: stesso discorso per la Svezia, Paese in cui l'86% delle persone conosce l'inglese perfettamente nonostante non sia la prima lingua.
  • Finlandia: si unisce alla lista anche un altro Paese scandinavo, ovvero la Finlandia. Seppur mantenga il finlandese come lingua ufficiale, anche qui l'86% della popolazione si trova a proprio agio a portare avanti conversazioni in inglese.
  • Repubblica di Cipro: ovvero il sud dell'Isola di Cipro, entrato nell'Unione Europa nel 2004. Il nord, invece, fa parte di uno Stato indipendente riconosciuto soltanto dalla Turchia. Nella parte europea dell'isola l'inglese non rappresenta una lingua ufficiale, ma a causa del dominio britannico durato fino al 1960, la lingua inglese si è comunque diffusa e ad oggi risulta ancora ampiamente utilizzata.

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Cosa vedere a Barcellona in 5 giorni

Con un paio di giorni di vacanza in più puoi arricchire il tuo viaggio davvero tantissimo. Una delle attrazioni che abbiamo saltato e che però rendono iconica Barcellona nel mondo è lo Stadio Camp Nou. La città è sede di una delle squadre di calcio più forti a livello internazionale, l'FC Barcelona, con idoli che hanno fatto la storia come Johan Cruijff e Lionel Messi. Con il biglietto per accedere allo stadio puoi anche visitare il Museo dell'FC Barcelona, e se invece opti per il tour guidato accedi anche a spogliatoi, tribune, sala stampa e al tunnel che porta al campo da gioco. Una vera emozione!

In base a quanto sei interessato, la tua visita può durare dalle 2 ore ad un'intera mattinata.

Tra le cose da vedere a Barcellona in 5 giorni puoi aggiungere anche la Fondazione JoanMiró, un'istituzione culturale che custodisce la collezione del grande pittore catalano. Tra surrealismo e avanguardia, si tratta di una visita che non può davvero mancare.

La fondazione si trova sulla collina Montjuïc, non distante da un'altra attrazione imperdibile: il Parc de la Ciutadella. Questo immenso parco è uno dei simboli di Barcellona, il polmone verde della città: con i suoi oltre 17 ettari, è il luogo ideale per dedicarsi al relax e allo svago, facendo magari un bel pic nic. Ma non solo: qui dentro potrai scoprire tante attrazioni curiose, come il Castello dei tre dragoni, l'Umbraculo e la Cascata Monumentale.

Non lontano da qui poi c'è anche la Barceloneta, la spiaggia più famosa e vivace di tutta la città.

Subjuntivo (congiuntivo)

E adesso vediamo come si comporta il verbo spagnolo ir nei tempi del congiuntivo:

persona

presente

pretérito imperfecto

futuro simple

Yo

vaya

fuera / fuese

fuere

Tú

vayas

fueras / fuese

fueres

Él / Ella

vaya

fuera / fuese

fuere

Nosotros

vayamos

fuéramos / fuésemos

fuéremos

Vosotros

vayáis

fuerais / fueseis

fuereis

Ellos / Ellas

vayan

fueran / fuesen

fueren

Come succede sempre nella lingua spagnola, il pretérito imperfecto del subjuntivo presenta due coniugazioni diverse, e puoi scegliere tu quale utilizzare. A seconda del co